I noduli tiroidei sono neoformazioni che originano all’interno della ghiandola tiroidea, spesso legati a squilibri ormonali. Questi possono essere liquidi, solidi o misti e spesso non danno alcun sintomo. In genere vengono rilevati attraverso un’ecografia alla tiroide, che permette di studiarne alcune caratteristiche e stabilire quali sono “sospetti” e richiedono ulteriori indagini. Si stima che solo il 5-10 per cento dei noduli tiroidei sia effettivamente un tumore maligno.
Cos'è l'agoaspirato del nodulo tiroideo?
L’agoaspirato di un nodulo tiroideo è una procedura diagnostica mini-invasiva utilizzata per definire con certezza la natura di un nodulo. Per stabilire se i noduli tiroidei sospetti sono benigni o maligni si ricorre all’agoaspirato, una procedura con cui si preleva un piccolo quantitativo di cellule da analizzare poi in laboratorio.
L’accertamento si esegue in ambulatorio e prevede il prelievo di un piccolo quantitativo di cellule dal nodulo sospetto. Il materiale aspirato viene strisciato su appositi vetrini che vengono successivamente colorati e osservati al microscopio. L’esame citologico rivela il tipo dell’eventuale tumore e può inoltre essere integrato da test immunocitochimici o genetico-molecolari per definire ulteriormente le caratteristiche della malattia.
Quando viene eseguita una biopsia tiroidea?
Una biopsia non è sempre necessaria per diagnosticare tutte le patologie della tiroide. In molti casi, infatti, è sufficiente un esame del sangue e l'analisi dei risultati provenienti da indagini diagnostiche per immagini. Tuttavia, se hai noduli tiroidei, il medico potrebbe consigliarti una biopsia.
I noduli tiroidei sono piccole protuberanze, solide o piene di liquido, che si formano nella ghiandola tiroidea. Sebbene la maggior parte di essi sia benigna (non cancerosa), circa il 5%-10% può risultare maligno (canceroso). La biopsia tiroidea consente al medico di determinare la natura del nodulo e di identificare eventuali cause sottostanti.
Come si esegue una biopsia tiroidea?
I medici eseguono procedure di biopsia tiroidea in una delle seguenti modalità:
- Aspirazione con ago sottile (FNA): Quasi tutte le biopsie dei noduli tiroidei utilizzano il metodo FNA. Durante questa procedura minimamente invasiva, un medico utilizza un ago lungo e sottile (diametro di 22 gauge o inferiore) per aspirare cellule e fluido da uno o più noduli tiroidei. Utilizzano immagini ecografiche per guidare l'ago direttamente nel nodulo.
- Biopsia con ago più grande: Questa procedura è come la FNA, ma l'ago ha un diametro maggiore (da 14 a 20 gauge). Un medico potrebbe optare per questo metodo se ha bisogno di campioni di tessuto più grandi e intatti.
- Biopsia tiroidea chirurgica: Raramente, un medico potrebbe dover eseguire una biopsia chirurgica. Ciò comporta una piccola incisione nel collo per accedere alla ghiandola tiroidea.
Come si esegue l’agoaspirato del nodulo tiroideo?
Per raggiungere il nodulo si usa un ago molto sottile che viene inserito nella parte anteriore del collo sotto la guida dell’ecografia. Quest’ultima permette di visualizzare l’area attraversata dall’ago e il nodulo. In questo modo si migliora nettamente l’efficacia dell’esame, riducendo allo stesso tempo la probabilità di danneggiare le altre parti del collo (vene, arterie, nervi).
La guida ecografica permette di visualizzare l’area attraversata dall’ago e il nodulo. In questo modo si migliora nettamente l’efficacia dell’esame, garantendo la precisione del prelievo con una approssimazione di pochi millimetri e riducendo la probabilità di danneggiare altre strutture anatomiche del collo.
Biopsia Nodulo Tiroideo: come prepararsi
La preparazione dipende dal tipo di biopsia tiroidea:
Agobiopsia tiroidea (FNA): A meno che il tuo medico non ti dica diversamente, dovresti essere in grado di mangiare e bere normalmente prima dell'appuntamento. Ma è una buona idea chiedere se dovresti interrompere l'assunzione di farmaci nei giorni precedenti la procedura.
Cosa aspettarsi durante la procedura FNA
Si tratta in genere di procedure ambulatoriali, il che significa che tornerai a casa lo stesso giorno. Il tuo medico ti somministrerà un'anestesia locale per intorpidire il collo. Posizionerà un dispositivo portatile chiamato ecografo. Ciò consentirà loro di vedere la tiroide e individuare i noduli. Il Medico inserisce delicatamente un ago lungo e sottile attraverso la pelle e nel nodulo tiroideo. Preleva con attenzione un campione di fluido e tessuto. Dovrai rimanere immobile durante questa parte. Il Medico rimuove l'ago e applica una benda sul sito di iniezione. Il Medico invia il campione a un citologo per l'analisi. Il tuo medico potrebbe ripetere questo processo se hai più di un nodulo. La procedura richiede circa 10-20 minuti per essere completata.
Biopsia tiroidea chirurgica: preparazione
Se ti stai sottoponendo a una biopsia tiroidea chirurgica, il tuo medico ti darà istruzioni su come prepararti. Questo approccio è molto raro. Tuttavia, un medico potrebbe dover eseguire una biopsia chirurgica se i risultati della tua FNA non sono chiari o se ha bisogno di ulteriori informazioni. La procedura prevede la rimozione di noduli e/o campioni di tessuto direttamente dalla tiroide e l'invio a un laboratorio per l'analisi. E’ una procedura che viene eseguita in sala operatoria.
Chi può fare l’esame?
L’agoaspirato del nodulo tiroideo è un esame che può fare chiunque, data l’assenza di particolari controindicazioni.
Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?
Prima di eseguire l’agoaspirato di un nodulo tiroideo non è necessario il digiuno né alcun’altra forma di preparazione. Al momento della prenotazione potrebbe essere richiesto di eseguire, nei giorni precedenti all’esame, un prelievo di sangue per valutare la capacità di coagulazione; il referto di tale prelievo dovrà essere mostrato al medico appena prima della procedura.
Per i pazienti che assumono anticoagulanti orali, è opportuno segnalare allo specialista questa terapia perché potrebbe essere opportuno sospendere l’assunzione 48/72 ore prima della procedura. In accordo con lo specialista, potrebbe essere opportuno sospendere eventuali farmaci che interferiscono con la coagulazione del sangue, come gli antiaggreganti (per esempio, l’acido acetilsalicilico o la ticlopidina) e gli anticoagulanti orali.
Quanto dura l'esame?
La durata dell’agoaspirazione è molto breve: non supera il minuto. Tutta la procedura dura intorno ai 15-20 minuti.
Bisogna essere accompagnati? Si può guidare la macchina per tornare a casa al termine dell’esame?
Non c'è alcuna necessità di essere accompagnati. Pur non essendo strettamente necessario essere accompagnati, la presenza di una persona di supporto è consigliata. Analogamente, il paziente può guidare ma sarebbe consigliato essere accompagnati.
L'agoaspirato del nodulo tiroideo è doloroso?
La puntura provoca un leggero fastidio, come una normale iniezione. In alcuni casi si può percepire un lieve dolore dietro all’orecchio, a causa delle diramazioni nervose. In ogni caso la sensazione di dolore si limita al tempo dell’esecuzione dell’indagine. Se si protrae, bastano comuni analgesici per alleviarla. Data la mini-invasività, raramente è richiesta un’anestesia locale.
L'agoaspirato del nodulo tiroideo è doloroso? La puntura provoca un leggero fastidio, come una normale iniezione. In alcuni casi si può percepire un dolore dietro all'orecchio, a causa dei collegamenti fra i nervi. In ogni caso la sensazione di dolore si limita al tempo dell'esecuzione dell'indagine.
Biopsia tiroidea ed effetti collaterali
Gli effetti collaterali comuni della biopsia tiroidea includono minimo dolore e piccolissimi lividi nel sito di iniezione. È possibile gestire qualsiasi disagio con antidolorifici da banco come paracetamolo o ibuprofene.
L’agoaspirato di un nodulo tiroideo è pressoché esente da rischi. In una piccola percentuale di casi possono formarsi piccoli ematomi sottocutanei nella sede di puntura oppure all’interno della tiroide; in entrambi i casi si riassorbono spontaneamente in pochi giorni e si può comunque prevenire la formazione di ematomi applicando del ghiaccio a domicilio, nelle prime ore successive al prelievo.
L'esame comporta rischi immediati?
L’agoaspirato di un nodulo tiroideo è quasi completamente esente da rischi. In una piccola percentuale di casi possono formarsi piccoli ematomi leggermente dolorosi all’interno della tiroide, che però si riassorbono spontaneamente in pochi giorni. Si può comunque prevenire la formazione di ematomi applicando del ghiaccio dopo l’esame.
L'esame comporta rischi a lungo termine?
L’agoaspirato di un nodulo tiroideo non prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti, né comporta alcun rischio a lungo termine. La credenza che, nei casi in cui sia già presente un tumore, l’ago possa contribuire a disseminare le cellule maligne nell’organismo è stata smentita da prove scientifiche.
È necessario restare in osservazione al termine dell’esame? Per quanto?
Dopo l’esame si applica un impacco ghiacciato sul collo per circa 15 minuti, quindi è possibile andare a casa.
È possibile riprendere le normali attività quotidiane dopo l’esame? Si devono avere particolari accortezze?
Non c’è ragione di usare particolari accortezze. Anche se dopo l’esame si prova dolore o fastidio al collo, questo scompare nel giro di qualche ora.
Come viene formulata la diagnosi consegnata al paziente?
La diagnosi è emessa mediamente dopo alcuni giorni (5-7) dall’esecuzione del prelievo. Prevede una sigla sintetica, denominata TIR e seguita da un numero: i casi sono infatti classificati da TIR1 a TIR5 a seconda di quanto è alta la probabilità che il nodulo sia maligno. Questa classificazione per la refertazione dell’agoaspirato tiroideo è raccomandata dalle linee guida emesse nel 2014 dalla Società italiana di anatomia patologica e citopatologia diagnostica - International Academy of Pathology (SIAPEC-IAP).
In tutti i casi, il risultato dell’esame viene esaminato personalmente dal professionista che ha eseguito il prelievo e consegnato al paziente, previo accordo telefonico, di persona oppure attraverso la casella di posta elettronica.
I casi classificati TIR3, cioè noduli con potenziale evolutività neoplastica, vengono a loro volta suddivisi in TIR3A e TIR3B e in questi casi viene consigliato al paziente l’atteggiamento da mantenere per la successiva gestione della patologia. I casi codificati dalla sigla TIR3 sono cosiddetti “indeterminati” per malignità. Dopo l’agoaspirato, sulla base delle loro caratteristiche citologiche, non si può escludere che possano essere maligni (il rischio medio è del 20-30 per cento).
Biopsia tiroidea e risultati
Secondo l'American Thyroid Association, ci sono sei possibili risultati della biopsia. Il seguente schema spiega cosa significa ciascuno di essi.
| Risultato | Descrizione |
|---|---|
| Benigno | Il nodulo non è canceroso. Circa il 70% di tutti i risultati della biopsia tiroidea risulta benigno. |
| Maligno | Il nodulo è canceroso. Circa il 3-7% di tutti i risultati della biopsia tiroidea risulta maligno. |
| Sospetto | C'è una probabilità del 60-75% che il nodulo sia canceroso. |
| Atipia di significato indeterminato | Il nodulo ha caratteristiche sia benigne che maligne. Circa il 5-15% di questi noduli è canceroso. |
| Neoplasia follicolare | È difficile dire se il nodulo è benigno o canceroso a meno che non venga rimosso chirurgicamente. Circa il 15-30% di questi noduli è canceroso. |
| Non diagnostico | Questo risultato significa che non ci sono abbastanza cellule nel campione per fare una diagnosi affidabile. |
Oltre all’esame microscopico tradizionale, si possono eseguire dei test aggiuntivi per migliorare l’affidabilità diagnostica dell’agoaspirato nei TIR3?
In casi dubbi è possibile eseguire un secondo prelievo dedicato o utilizzare una parte del primo prelievo (laddove vi sia sufficiente materiale) per alcuni test aggiuntivi che si basano su tecnologie di biologia molecolare e genomica. Questi esami aumentano il potere diagnostico dell’agoaspirato, aiutando a capire quali pazienti candidare preferenzialmente all’intervento chirurgico per la rimozione del nodulo “indeterminato”.
Quando dovrei conoscere i risultati?
La maggior parte delle persone riceve i risultati della biopsia entro una settimana.
Cosa fare in caso di risultati anomali
È importante rivolgersi allo specialista Endocrinologo.
Ogni caso è unico, ma ecco un'idea generale di cosa aspettarti:
- I noduli benigni spesso richiedono "attesa vigile" e un'ecografia di controllo dopo 12 mesi.
- I noduli maligni necessitano quasi sempre di rimozione chirurgica.
- I noduli sospetti potrebbero richiedere la rimozione chirurgica, a seconda del profilo molecolare.
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