Biopsia del Midollo Osseo: Procedura, Tipi e Sensazioni

La biopsia ossea consiste nel prelievo e nell'analisi in laboratorio di un campione di tessuto osseo, proveniente da un individuo con una malattia o un problema alle ossa. Il midollo osseo è un tessuto molle e spugnoso, presente all’interno delle ossa più larghe, in grado di produrre tutte le cellule del sangue (ematiche). Il midollo osseo è caratterizzato da una struttura spugnosa o “a nido d’ape” composta da una struttura fibrosa piena di liquido.

La funzione principale del midollo osseo consiste nella produzione di globuli rossi (RBC), piastrine e globuli bianchi (leucociti). Le cellule staminali presenti nel midollo osseo maturano e si differenziano in varie cellule presenti nel sangue. Le cellule staminali presenti nel midollo osseo si sviluppano e differenziano in uno dei differenti tipi di cellule. Non appena le cellule raggiungono la completa maturazione vengono rilasciate all’interno del circolo sanguigno.

Esistono due modalità diverse di prelievo: l'agobiopsia ossea e la biopsia ossea "a cielo aperto". La prima è una procedura di tipo ambulatoriale, eseguita in anestesia locale; la seconda, invece, è un vero e proprio intervento chirurgico, che richiede l'anestesia generale.

Tipi di Biopsia Ossea

Esistono due modalità differenti di prelievo: tramite ago oppure dopo un'incisione cutanea.

  • La biopsia tramite ago è detta più propriamente agobiopsia ossea e consiste in una procedura di tipo ambulatoriale, durante la quale è sufficiente l'anestesia locale.
  • La biopsia post-incisione cutanea è meglio nota come biopsia ossea "a cielo aperto" e consiste in un vero e proprio intervento chirurgico, con tanto di anestesia generale.

L'agobiopsia ossea è una procedura decisamente meno invasiva della biopsia ossea "a cielo aperto".

Quando si esegue una biopsia ossea?

I medici ritengono opportuno eseguire una biopsia ossea quando:

  • In base all'esame obiettivo e agli esami di diagnostica per immagini (raggi X, TAC, scintigrafia ossea o risonanza magnetica), si sospetta una malattia ossea generalizzata, come per esempio il morbo di Paget.
  • Sospettano un'osteomielite, cioè un'infezione delle ossa e del midollo osseo di origine batterica.
  • Hanno bisogno di chiarire l'esatta causa di un dolore osseo duraturo, che nessun'altro esame diagnostico meno invasivo è riuscito a spiegare.
  • Un classico tumore maligno delle ossa, che richiede una biopsia, è il cosiddetto sarcoma di Ewing.

Prelievo del midollo osseo

Può capitare che il medico ritenga opportuno prelevare, assieme al campione di tessuto osseo, anche qualche cellula di midollo osseo, per poi analizzarla. In genere, ciò si verifica quando c'è il sospetto di una leucemia, un linfoma o un mieloma multiplo.

Sia l’aspirato midollare che la biopsia osteomidollare prevedono l’analisi delle cellule e delle strutture midollari tramite l’ausilio di un microscopio.

Preparazione alla Biopsia Ossea

È normale prassi che, qualche giorno prima della biopsia ossea, il medico incontri il paziente, per metterlo al corrente dei dettagli della procedura e per rivolgergli alcune domande in merito a:

  • La storia clinica: si fa riferimento a tutte le patologie di cui soffre o ha sofferto in passato il paziente. È fondamentale comunicare la presenza di problemi di cuore e malattie della coagulazione (come per esempio l'emofilia).
  • I farmaci assunti in quel momento: È assai importante riferire al medico l'assunzione di antiaggreganti (aspirina o clopidogrel) e/o anticoagulanti (warfarin), in quanto questi preparati, "diluendo il sangue", favoriscono le emorragie. Entrambi i tipi di biopsia ossea praticabili prevedono un'incisione cutanea (N.B: nella modalità "a cielo aperto", l'incisione non è trascurabile) e una minima perdita di sangue proprio da questa.
  • Eventuali allergie a farmaci: in particolare ad anestetici e sedativi. I farmaci per l'anestesia (sia essa locale o generale) e i sedativi possono scatenare, in alcuni soggetti, delle reazioni allergici gravi, se non letali.
  • Alle pazienti donna che abbiano anche il minimo sospetto di essere incinte, si ricorda di comunicare tale sospetto prima o al termine di tale questionario.

Quando è prevista l'anestesia generale?

Se è prevista l'anestesia generale, l'incontro pre-operatorio medico-paziente è importante per altri due motivi:

  • Perché il paziente verrà sottoposto a un controllo dei parametri vitali, per mezzo di un esame del sangue, un elettrocardiogramma e una misurazione della pressione sanguigna. In base all'esito di questi test, è possibile capire se sussistono particolari controindicazioni all'anestesia generale.
  • Perché il paziente verrà informato di presentarsi, nel giorno della procedura, a digiuno completo da almeno 8 ore. In genere, se l'intervento si tiene al mattino, i medici consigliano di consumare l'ultimo pasto entro la mezzanotte del giorno precedente. L'unica bevanda concessa, fino a qualche ora prima dell'operazione, è l'acqua. La mancata astensione da cibo e liquidi comporta la cancellazione della procedura.

Agobiopsia ossea: Come si svolge?

Eseguibile da un medico radiologo o da un chirurgo ortopedico, l'agobiopsia ossea si svolge solitamente nel seguente modo:

  1. Dopo la sistemazione del paziente in un comodo lettino ambulatoriale, un infermiere applica sul braccio dello stesso un "ingresso intravenoso", per la somministrazione dei sedativi previsti durante la procedura.
  2. Quindi, interviene il medico operante, il quale deterge con un disinfettante la zona di pelle in cui inserirà l'ago per il prelievo, e applica l'anestetico locale. Se la zona di raccolta presenta dei peli, viene depilata per tempo o da un membro dello staff medico o dal paziente stesso, prima di recarsi in ospedale.
  3. Subito dopo che l'anestetico ha cominciato a entrare in azione, il medico provvede all'inserimento dell'ago bioptico. Quest'ultimo è di norma lungo e molto sottile. Qualora l'iniezione dell'ago risultasse difficile, potrebbe rendersi necessaria una piccolissima incisione cutanea, per facilitare appunto l'ingresso dello strumento finalizzato al prelievo.
  4. Non appena avverte di aver raggiunto l'osso d'interesse, il medico usa l'ago in maniera da aspirare un campione di tessuto osseo.
  5. Dopo il prelievo, l'area d'iniezione viene bendata, per fermare l'eventuale emorragia, e viene applicato un antisettico topico, per ridurre al minimo il rischio d'infezione.

Da dopo la sistemazione del paziente sul lettino, l'agobiopsia ossea dura circa tra i 15 e i 30 minuti.

Dopo la procedura

Al termine dell'intervento, il paziente viene mantenuto in osservazione per un breve periodo di tempo. Dopodiché, se c'è un familiare o un parente ad occuparsi di lui, può già far ritorno a casa. Il bendaggio deve essere mantenuto in sede per almeno un giorno: la sua pulizia è molto importante, per evitare la comparsa di infezioni.

Sensazioni durante e dopo la procedura

Nonostante l'anestesia locale, durante l'inserimento dell'ago, il paziente può avvertire una leggera puntura, simile a un pizzicotto. Durante il prelievo, invece, può sentire come se qualcosa premesse sull'osso (e in effetti è ciò che sta accadendo). Dopo la procedura e per circa una settimana, l'area del prelievo risulta, in genere, dolorante. Per questo motivo, i medici potrebbero prescrivere degli antidolorifici.

Rischi

L'agobiopsia ossea è una procedura molto sicura. Tuttavia, in alcuni rari casi, l'inserimento dell'ago può determinare una frattura ossea, il danneggiamento di una terminazione nervosa o un vaso sanguigno, la lesione di un organo situato vicino alla zona di prelievo e/o un'infezione cutanea (osteomielite).

Biopsia ossea "a cielo aperto": Come si svolge?

L'esecuzione di una biopsia ossea "a cielo aperto" spetta, esclusivamente, a un chirurgo (in genere, un ortopedico) e avviene in una sala operatoria. In ordine cronologico, le tappe procedurali sono:

  1. Sistemazione del paziente su un comodo lettino operatorio.
  2. Anestesia e sedazione. A occuparsi dell'anestesia generale e della sedazione è un medico anestesista, il quale rimane in sala operatoria per tutta la durata dell'intervento. Gli anestetici e i sedativi vengono somministrati solitamente per via intravenosa.
  3. Disinfezione della zona di prelievo. Come nel caso dell'agobiopsia ossea, è il chirurgo operante che provvede alla disinfezione dell'area cutanea da incidere. Se è necessaria la depilazione, questa viene praticata prima dell'ingresso in sala operatoria.
  4. Incisione e raccolta del campione di tessuto. Le dimensioni dell'incisione chirurgica dipendono dalla esigenze del chirurgo operante e dalla sede del prelievo. Il prelievo viene effettuato con degli strumenti chirurgici appositi.
  5. Chiusura dell'incisione con suture. Dopo la raccolta del campione, il chirurgo richiude l'incisione per mezzo di alcuni punti di sutura, disinfetta nuovamente l'intera area operata e applica un bendaggio protettivo. Se non sono riassorbibili, i punti di sutura vengono rimossi dopo 14 giorni al massimo.

Da dopo la sistemazione del paziente nel lettino operatorio, la biopsia ossea "a cielo aperto" può durare dai 30 ai 60 minuti.

Dopo la procedura

In genere, dopo l'intervento, il paziente deve rimanere in ospedale almeno un'intera notte. Durante questo periodo di ricovero, il chirurgo operante e il personale medico monitorano periodicamente i suoi parametri vitali e osservano qual è l'impatto dell'operazione sul suo stato di salute. Per il rientro a casa, è necessaria la presenza di un parente o di un amico, perché l'anestesia generale altera i riflessi e l'attenzione per anche più di 24 ore. Il bendaggio protettivo va mantenuto per circa 48 ore.

Sensazioni durante e dopo la procedura

Durante la procedura, il paziente è addormentato, quindi non avverte nulla. Al risveglio, potrebbe sentirsi stanco e molto confuso, ma queste due sensazioni si esauriscono con il trascorrere del tempo. In genere, per circa una settimana, l'area operata risulta dolorante. Pertanto, è normale prassi che il medico prescriva degli antidolorifici.

Rischi

La biopsia ossea "a cielo aperto" è un intervento abbastanza sicuro; tuttavia, come ogni operazione chirurgica, c'è il rischio di:

  • Gravi emorragie
  • Infezioni
  • Reazioni allergiche ai farmaci somministrati. Quelle ai farmaci anestetici possono essere anche molto gravi e condurre alla morte.

Quando è controindicata la biopsia ossea?

È controindicata a tutte le persone che soffrono anche di una malattia del sistema immunitario, in quanto c'è un maggior rischio d'infezione.

In quali casi la biopsia ossea potrebbe risultare inutile?

Quando il medico non ha prelevato un campione osseo appropriato. Ciò è più facile che si verifichi durante un'agobiopsia ossea.

L’agoaspirato del midollo osseo

Il midollo osseo è il tessuto che produce le cellule del sangue e si trova nella cavità delle ossa, soprattutto di quelle lunghe e piatte come il femore, il bacino e lo sterno. L’agoaspirato del midollo osseo è una procedura che permette di prelevare e quindi di studiare le cellule contenute nella parte più fluida del midollo osseo, il cosiddetto sangue midollare. Si utilizza per diagnosticare malattie ematologiche, tra cui tumori del sangue come le leucemie e i mielomi.

Viene effettuato quando c’è il sospetto di una malattia ematologica, in genere dopo un esame del sangue periferico che mostra un’alterazione dell’emocromo o quando altri esami (per esempio l’elettroforesi proteica) evidenziano specifiche anomalie.

Che cos’è l’agoaspirato del midollo osseo

L’esame consiste nel prelievo di materiale fluido dall’interno della cavità delle ossa. Il fluido è composto soprattutto da sangue midollare e da una piccola quantità di tessuto midollare. Il sangue midollare contiene i precursori emopoietici, ovvero le cellule che rappresentano i precursori di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, nei diversi stadi di sviluppo a partire dalle cellule staminali.

Studiando al microscopio l’insieme delle cellule prelevate si può capire se ci sono alterazioni morfologiche e modifiche nelle proporzioni tra le cellule stesse. Per esempio, nel caso di una leucemia acuta ci sarà un aumento di cellule immature, i cosiddetti blasti, mentre nel caso di un mieloma ci saranno molte plasmacellule.

L’agoaspirato del midollo osseo permette dunque di diagnosticare o confermare il sospetto della presenza del tumore e, attraverso una serie di analisi specifiche (molecolari, immunologiche e citogenetiche) di conoscerne parte delle caratteristiche. All’agoaspirato può far seguito un altro esame, la biopsia del midollo osseo.

Come si effettua l’agoaspirato del midollo osseo?

Il prelievo si effettua inserendo un ago sottile nella cresta iliaca posteriore, cioè la parte postero-superiore del bacino, con la persona sdraiata sul fianco o a pancia in giù (quest’osso è in genere preferito allo sterno per la minore possibilità di complicazioni). Per evitare che i pazienti avvertano dolore si utilizza un anestetico locale.

All’ago viene collegata una normale siringa che aspira il sangue midollare. Una volta aspirato, il sangue viene strisciato su appositi vetrini (striscio midollare) che vengono successivamente colorati e osservati al microscopio per verificare la presenza di cellule anomale, come accade nelle leucemie o in altre neoplasie ematologiche. Inoltre, una parte dell’aspirato viene utilizzata per le analisi specifiche sopra ricordate.

Chi può fare l’esame?

Tutti possono sottoporsi all’esame senza particolari problemi, tranne i portatori di alcune malattie come l’emofilia, poiché l’ago inserito nell’osso potrebbe provocare un sanguinamento eccessivo. Se questi soggetti devono per necessità eseguire l’aspirato midollare occorre che siano sottoposti preventivamente a una preparazione specifica per prevenire il sanguinamento.

Quanto dura?

L’intera procedura, comprese la disinfezione della sede e l’anestesia locale, dura pochi minuti; l’aspirazione del midollo in particolare richiede solo qualche secondo.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?

Non è necessaria alcuna preparazione, solo consumare una colazione leggera. È però indispensabile riferire al medico che effettua l’esame se si stanno prendendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, e se si soffre di eventuali malattie o di allergie.

Bisogna essere accompagnati da qualcuno all’esame? Si può guidare la macchina per tornare a casa?

È meglio farsi accompagnare, perché si tratta di un esame invasivo, per quanto sicuro, e talvolta può essere richiesta una leggera sedazione.

L’agoaspirato del midollo osseo è doloroso?

Grazie all’anestesia locale, il dolore che si può provare durante l’esecuzione dell’esame è di solito ben tollerato e si limita a una breve fitta nel momento dell’aspirazione del midollo. Nei bambini e adolescenti la procedura viene fatta in sedazione.

L'esame comporta rischi immediati?

L’ago aspirato del midollo è una procedura sicura. Soltanto in rari casi si possono registrare complicanze come infezioni, emorragie esterne o ematomi.

L'esame comporta rischi a lungo termine?

In genere no. I rischi a lungo termine sono legati soltanto a eccezionali casi di danneggiamento degli organi vicini all’osso e questo ha maggiori probabilità di verificarsi con la puntura dello sterno.

Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione? Per quanto?

Dopo avere eseguito l’agoaspirato è opportuno un periodo di osservazione di circa un’ora, per controllare l’eventuale comparsa di complicazioni. Al termine del periodo di osservazione sarà possibile tornare a casa previa valutazione positiva del personale sanitario.

È possibile riprendere da subito le normali attività quotidiane? Si devono avere particolari accortezze?

Una volta tornati a casa, è necessario rimanere a riposo per circa 3 ore. Se si manifestasse sanguinamento o se il dolore dovesse persistere, è opportuno contattare il medico.

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