La biopsia cervicale è una procedura chirurgica che permette l’asportazione di una minima porzione di tessuto della cervice. Il prelievo viene eseguito nel collo dell’utero, che è collocato in fondo alla vagina, nel tratto più stretto dell’utero. L’intervento viene prescritto in seguito all’esito anomalo di un Pap-test o alla conclusione di una visita ginecologica di controllo. La biopsia della portio uterina è un intervento che può perseguire sia scopi diagnostici sia mettere in atto azioni terapeutiche. Nel primo caso l’obiettivo è quello di verificare l’esistenza di patologie riconducibili a tumori al collo dell’utero o al Papilloma virus (HPV).
La colposcopia è un esame degli organi genitali femminili che viene effettuato dal medico ginecologo per visualizzare in modo approfondito la vulva, la mucosa vaginale e la cervice (collo uterino), ovvero quella porzione dell’utero che sporge sul fondo vaginale. La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test. Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.
Quando è Indicata la Biopsia Cervicale
La biopsia cervicale è indicata in presenza di:
- Formazioni tumorali e pre-tumorali a livello di collo dell'utero, vagina o vulva.
- Verruche genitali conseguenti a un'infezione da Papilloma Virus Umano (HPV).
- Cervicite.
- Test HPV risultati positivi e ad alto rischio.
- Anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test.
Come si Esegue la Colposcopia con Biopsia?
Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte. Con il colposcopio il ginecologo riesce a giudicare il collo dell’utero in maniera “tridimensionale” ed a osservarlo in diversi in grandimenti.
Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze. Dopo l’applicazione dell’acido acetico il tessuto alterato riflette più luce ed appare quindi bianco. Gli specialisti parlano di “epitelio bianco” che, a seconda dell’intensità e della durata dell’effetto, corrisponde ad un alterazione cellulare più o meno grave che richiede eventualmente un ulteriore esame. Viene raccolta una documentazione fotografica dei reperti colposcopici che viene poi allegata al referto.
Una volta individuate le aree sospette, il medico preleva piccoli campioni di tessuto dalla superficie del collo dell'utero utilizzando strumenti speciali, come una pinza da biopsia. La biopsia cervicale è una procedura virtualmente indolore ed il sanguinamento in genere è lieve. Di solito, l'esame è indolore o causa solo un lieve fastidio, quindi non necessita di anestesia. Questo prelievo viene effettuato con delle pinze apposite e i campioni raccolti sono inviati al laboratorio per l’analisi istologica.
Preparazione all'Esame
Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione. L'esame non può essere effettuato durante il periodo mestruale, se sono presenti perdite ematiche abbondanti o in caso di forte infiammazione vulvo vaginale. Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa. È importante pianificare la procedura in un momento del ciclo mestruale in cui il sanguinamento è minimo, dal momento che il sangue potrebbe influenzare i risultati.
Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno 5 giorni prima dell'indagine. È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame. È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo. Prima della procedura potrebbe essere consigliato evitare per alcuni giorni rapporti sessuali nonché l’uso di tamponi vaginali o prodotti vaginali.
Le donne ancora mestruate devono concordare con il medico la data dell'esame in base al ciclo mestruale, in quanto le mestruazioni rappresentano una controindicazione alla colposcopia con biopsia.
Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame
L'esame dura circa 20-30 minuti. L'esame in genere non è doloroso. È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia. La procedura può causare una sensazione di pressione o crampi lievi.
Al termine della procedura la paziente viene trattenuta per circa un’ora: in assenza di complicanze a breve termine, viene quindi dimessa. Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare. Dopo l'esame, è possibile avere una lieve perdita di sangue vaginale per alcuni giorni.
In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali. È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.
Possibili Risultati della Biopsia Cervicale
I risultati della biopsia cervicale possono variare e offrire diverse indicazioni. Se la biopsia è "negativa", significa che non sono presenti lesioni. Talvolta si può verificare una discordanza rispetto agli esami precedenti, come il Pap test o la colposcopia. In tali circostanze, è consigliato un controllo successivo per ripetere il Pap test o la colposcopia, secondo le raccomandazioni mediche, per assicurarsi che il collo dell'utero sia effettivamente sano.
In caso di esito “positivo”, la biopsia può rivelare diverse condizioni:
- Condiloma: Segnala un'infezione virale da Papillomavirus (HPV) presente sul collo dell'utero, che in molti casi tende a regredire spontaneamente.
- Displasia cervicale (CIN): Rappresenta una lesione a rischio di evoluzione in carcinoma invasivo a cellule squamose del collo dell'utero. La displasia cervicale presenta vari gradi di gravità, classificati in base alla profondità della lesione: CIN 1, CIN 2 e CIN 3.
- Displasia moderata, o CIN II: Le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in un tumore maligno vero e proprio. Tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
- Displasia severa, o carcinoma "in situ" o CIN III: Le alterazioni a questo grado di displasia cervicale interessano tutto lo spessore di cellule che riveste il collo dell'utero, membrana basale esclusa; pertanto, il numero di cellule epiteliali coinvolte è elevato. Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in un tumore maligno vero e proprio, necessitando assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
- Adenocarcinoma in situ (AIS): Considerato una lesione pre-tumorale che può evolvere in un tumore delle cellule ghiandolari del collo dell’utero.
- Carcinoma invasivo: La lesione si estende oltre il rivestimento del collo dell'utero. In questi casi, la paziente viene indirizzata a centri ginecologici specializzati.
- Presenza di tumore al collo dell'utero: quest'esito indica che la lesione analizzata in laboratorio è vero e proprio tumore maligno a carico del collo dell'utero.
Rischi Potenziali
L'esame comporta dei rischi a lungo termine? Effetto collaterale di maggior rilievo ma anche più remoto della colposcopia con biopsia, tale fenomeno si verifica quando degli agenti patogeni riescono a raggiungere la lesione lasciata dal prelievo del campione cellulare e a penetrare nell'organismo.
- Secrezioni vaginali marroni.
- Sanguinamento vaginale.
- Sensazione persistente di fastidio o bruciore vaginale.
- Infezione.
Nuove Tecnologie e Prospettive
Oggi l’uso della colposcopia digitale ad alta definizione permette di realizzare una documentazione fotografica accurata che può essere confrontata per valutare la presenza di eventuali cambiamenti nel tempo. Il prelievo mirato (biopsia) e l’esame microscopico dei piccolissimi campioni di tessuto prelevato da eventuali aree sospette, consente l’inquadramento della gravità delle alterazioni cellulari ed è premessa per la definizione del percorso terapeutico. Nella prevenzione ginecologica rappresenta quindi un contributo importante per la diagnosi precoce del cancro al collo dell`utero e dei suoi stadi iniziali.
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