L'arterite temporale (AT), conosciuta anche come arterite di Horton o arterite gigantocellulare, è una vasculite che colpisce prevalentemente le arterie del collo e della testa. L'AT colpisce generalmente pazienti di età superiore ai 50 anni, con una maggiore incidenza nelle donne rispetto agli uomini.
Cos'è l'Arterite Temporale?
L’arterite di Horton è una infiammazione delle grosse e medie arterie con una predilezione per quelle del collo e della tempia. È nota anche come arterite a cellule giganti o arterite temporale. Colpisce più frequentemente le donne sopra i 60 anni, associandosi spesso ad una malattia reumatica muscolare (polimialgia).
La causa per cui questo fenomeno infiammatorio s’innesca non è noto, ma l’ipotesi più condivisa è che si verifichi un attacco anomalo da parte del sistema immunitario; si stanno indagando predisposizioni genetiche e fattori ambientali che, in combinazione, potrebbero scatenare l’arterite temporale. Come per molte malattie anche nel caso dell’arterite di Horton non sono note le cause scatenanti. Si ritiene che intervengano fattori genetici e infettivi (batterici o virali). Entrambi sarebbero comunque fondamentali per la comparsa dei disturbi.
Sintomi dell'Arterite Temporale
Il quadro clinico della malattia è caratterizzato dalla comparsa di cefalea acuta di nuova insorgenza, più spesso temporale, mono o bilaterale o frontale o occipitale, disturbi visivi, dolore al cuoio capelluto e dolore crampiforme alla mandibola. È spesso accompagnata (a volte è l'unica manifestazione) da sintomi generali come febbre, malessere e affaticabilità, anoressia, perdita di peso. All’esame obiettivo l’arteria temporale si può presentare palpabile, come un cordone rossastro, duro, tortuoso e dolente con riduzione o scomparsa della pulsatilità.
In pratica cosa succede? L’infiammazione delle arterie porta ad un progressivo ingrossamento della loro parete compromettendo progressivamente il rifornimento di ossigeno e sostanze nutritive. Questo è responsabile di disturbi locali ossia la comparsa di dolore, rigonfiamento e arrossamento cutaneo in regione temporale. Esistono poi disturbi aspecifici che simulano uno stato influenzale, in primis una cefalea che si associa nel tempo ad indolenzimento locale. In fase avanzata subentrano anche una riduzione progressiva della vista, con possibile sdoppiamento della stessa e dolore in zona mascellare, soprattutto alla masticazione. Perdita di peso e rigidità al collo e alle spalle fanno spesso da corteo ai sintomi sopra descritti.
Diagnosi di Arterite Temporale
La diagnosi come spesso accade non è semplice. Bisogna sempre parlare con il paziente e raccogliere la sua storia clinica (tipo di sintomi, modalità d’insorgenza). Si passa quindi alla visita osservando soprattutto le regioni interessate dai sintomi e rilevando la presenza di eventuali gonfiori e altri segni di infiammazione vasale. Un piccolo prelievo in anestesia locale dell’arteria temporale superficiale (biopsia) fornice invece le informazioni più sicure sulla presenza della arterite.
Il sospetto diagnostico di AT deve essere confermato dalla biopsia dell’arteria temporale, che consiste nel prelievo, tramite procedura ambulatoriale chirurguica, di un segmento di alcuni centimetri di’arteria temporale. Le indagini di laboratorio dimostrano generalmente aumento degli indici aspecifici di flogosi, quali la VES o la proteina C reattiva.
Il Ruolo dell’EcoDoppler
Ai fini diagnostici l’EcoDoppler rappresenta il modo più semplice per individuare i segni della malattia in modo non invasivo. Possiamo infatti avere informazioni sulla struttura e sulle dimensioni delle arterie temporali superficiali impiegando una sonda ecografica ad alta/altissima risoluzione. Le arterie in questione sono infatti facilmente esplorate dall’origine carotidea al punto di divisione poco sopra il processo zigomatico. Ne valutiamo attentamente il profilo interno rilevando la presenza di restringimenti significativi, particolarmente evidenti all’analisi colorimetrica. Come comprensibile, il confronto tra le arterie dei due lati è di fondamentale aiuto per la diagnosi.
Complicanze dell'Arterite di Horton
L’arterite di Horton può portare a tre possibili complicanze: cecità, aneurisma aortico e ictus. La più frequente, se la malattia viene diagnosticata in ritardo, è la cecità parziale o totale. Consegue alla progressiva compromissione del circolo arterioso degli occhi con danni a livello cellulare. L’aneurisma aortico e l’ictus sono invece meno frequenti. Rappresentano i possibili effetti collaterali in caso di un maggior coinvolgimento dell’aorta, dei vasi del collo o di quelli cerebrali.
Trattamento dell'Arterite Temporale
La terapia dell'AT si basa sull’impiego di steroidi a dosi medio-elevate con progressiva riduzione fino a dosi più basse, ai quali è possibile associare farmaci steroido-risparmiatori, quali il methotrexate. È da qualche anno disponibile tocilizumab (RoActemra) un anticorpo monoclonale indicato tra l’altro per il trattamento dell’arterite a cellule giganti; questo farmaco può essere somministrato per via endovenosa, mensilmente, o come iniezione sottocutanea, auto-somministrata dal paziente, ogni una o due settimane.
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