Ma cos’è una biopsia, a cosa serve, quando viene prescritta e come viene eseguita? Cosa si intende per campione di tessuto? La biopsia è un esame diagnostico che consiste nella raccolta di campioni di tessuto per farne un’analisi approfondita al microscopio. Se la biopsia identifica la procedura di prelievo del tessuto da analizzare, l’esame istologico consiste nell’analisi al microscopio che la segue. Il merito di aver introdotto nel linguaggio scientifico l'uso della parola "biopsia" spetta al dermatologo francese Ernest Besnier.
La Biopsia consiste nel prelievo e nell'analisi di Tessuto biologico del paziente ed è quindi da considerare un esame medico a tutti gli effetti. Si può eseguire sia su tessuti molli, ad esempio cute e mucosa, ma anche su tessuti duri, come lo è ad esempio l’osso.
A Cosa Serve la Biopsia?
La biopsia come detto si esegue per diagnosticare o per avere conferma di infezioni, infiammazioni e tumori a carico di diversi organi interni, nonché per valutare il decorso della patologie e per stabilire le possibili terapie a cui sottoporre il paziente. Tra le condizioni che possono rendere necessaria una biopsia troviamo:
- I tumori (o neoplasie).
- Le infiammazioni a carico di organi interni di estrema importanza, come per esempio il fegato o i reni.
- Infezioni che possono rendere necessaria una biopsia sono le polmoniti severe, la tubercolosi ecc.
- Tutte quelle condizioni in cui un determinato organo o un gruppo di organi ha subìto un declino delle proprie capacità funzionali (es: insufficienza renale, insufficienza epatica ecc).
Tipi di Biopsia
Esistono vari tipi di biopsia. Il ricorso a un tipo di biopsia, piuttosto che a un altro, dipende da dove deve avvenire la raccolta del campione cellulare. Esistono svariate modalità di biopsia, a seconda della parte del corpo da cui si deve prelevare il tessuto e della natura del tessuto stesso.
- Agobiopsia per un nodulo al seno.
- Agobiopsia sugli organi interni.
- Agobiopsia sul midollo osseo.
La biopsia escissionale è un tipo di biopsia che prevede la rimozione di un campione cellulare di grande dimensioni.
Ecco alcuni tipi di biopsia:
- Biopsia mediante ago aspirato: si utilizza uno speciale ago cavo, di dimensioni che variano a seconda della grandezza della parte da prelevare.
- Punch: questa tecnica si avvale dell’uso di un bisturi cilindrico detto punch per rimuovere piccole porzioni circolari di pelle, di dimensioni e profondità variabili.
- Con ago aspirato: prevede l’uso di un ago sottile di dimensioni variabile e cavo internamente, pensato per aspirare frammenti di tessuto o cellule. La procedura di aspirazione è guidata dalle immagini offerte da un’ecografia, una TAC, una risonanza magnetica (RM) o una radiografia.
- Endoscopica: viene praticata in endoscopia, cioè utilizzando un endoscopio, un tubicino flessibile dotato di luce e telecamera a un’estremità e collegato a un piccolo strumento da taglio, attraverso il quale il medico può vedere all’interno del corpo e prelevare i campioni necessari. Sono biopsie endoscopiche quelle che consentono di prelevare frammenti di tessuto dello stomaco durante una gastroscopia o del colon durante una colonscopia.
- Di escissione: si tratta di un’operazione chirurgica volta ad asportare aree più estese di tessuto, che non possono essere prelevate con le tecniche sopra descritte. Tipicamente, prevede la rimozione di un’area alterata insieme a una porzione di tessuto sano circostante.
Esempi Specifici di Biopsia
- Biopsia mammaria o biopsia del seno: serve a rimuovere un piccolo campione di tessuto del seno. La biopsia mammaria è considerata il modo migliore per valutare e determinare quando vi è sospetto la presenza di un cancro. È consigliata dai medici quando si sentono dei noduli o degli ispessimenti dei tessuti del seno.
- Nella diagnosi di alcune forme di leucemia e dei processi linfoproliferativi (linfomi di Hodgkin e non Hodgkin): svolge un ruolo chiave la biopsia midollare, che consiste nel prelievo di un campione di midollo osseo mediante un ago con mandrino.
- Biopsia epatica: si riferisce al prelievo di un frammento di tessuto epatico attraverso un ago dedicato, il fine ultimo sarà di identificare e caratterizzare diverse malattie del fegato. La biopsia epatica viene utilizzata se vi è sospetto di una malattia al fegato che non può essere indagata altrimenti. Come visto essa serve anche nel caso si voglia stabilire la gravità qualora già si fosse accertata la patologia con altre tecniche. Quando parliamo di biopsia epatica parliamo di un esame invasivo e potenzialmente pericoloso.
- Biopsia renale: prevede la raccolta di un campione di cellule renali che verrà successivamente analizzato in laboratorio. La procedura più comune è la via percutanea: si tratta di un esame poco invasivo che prevede l'utilizzo di un ago fatto penetrare attraverso la cute e portato fino al rene. Prima di procedere con la biopsia renale è necessario effettuare degli esami diagnostici per evitare complicazioni durante l'intervento. Comunque sia il più delle volte la procedura è sicura e priva di complicazioni.
- Biopsia polmonare: è utile a chiarire lo stato di avanzamento di una grave polmonite e le cause di disturbi polmonari, che le classiche tecniche di diagnostica per immagini non hanno ancora portato alla luce.
- Biopsia della prostata (o biopsia prostatica).
- Biopsia del midollo osseo.
- Biopsia cutanea: consiste nel prelievo in anestesia locale di una lesione cutanea o talvolta di una sua porzione. Lo scopo ultimo è l’analisi del campione da anatomo-patologi esperti che possono così stabilire di che tipo di alterazione si tratta. A tale scopo il campione viene adeguatamente trattato in laboratorio, osservato al microscopio e sottoposto a esami specifici, per accertarne la natura, con il fine ultimo di stabilire se le cellule siano o meno tumorali e, nel caso, di quale tipo. Nel dubbio che una lesione possa essere tumorale, si preferisce asportarla interamente (biopsia escissionale) qualora sia sufficientemente piccola. Se invece è più estesa, il medico può decidere di prelevare in un primo tempo solo una piccola parte di tessuto (biopsia incisionale), al fine di capire se occorre un ulteriore intervento per rimuovere l’intera area, evitando però di intervenire, lasciando segni vistosi, finché questo non è chiarito. Le biopsie parziali tendono a essere più frequentemente eseguite in caso di patologie potenzialmente non tumorali.
Biopsia Cutanea: Quando è Indicata?
La biopsia cutanea è indicata quando:
- È necessario confermare una diagnosi, soprattutto per sospetti tumori maligni come il melanoma, il carcinoma basocellulare, quello spinocellulare e altri tipi di cancro che possono manifestarsi sulla pelle.
- È richiesto un monitoraggio istopatologico per valutare la progressione della malattia o l’efficacia dei trattamenti.
Tipi di Biopsia Cutanea
Esistono diversi tipi di biopsie cutanee, ciascuno indicato per specifiche situazioni cliniche:
- Biopsia escissionale: consiste nella rimozione completa della lesione, inclusi i margini di pelle circostante. Questa tecnica è spesso preferita per lesioni sospette come il melanoma, poiché consente sia la diagnosi sia il trattamento con un unico intervento.
- Biopsia incisionale: è una procedura semplice che utilizza un bisturi o un piccolo strumento cilindrico (punch) per prelevare un campione cutaneo. È ideale per lesioni di piccole dimensioni, o di grandi dimensioni laddove è consigliata una piccola biopsia per una conferma diagnostica prima di procedere all’intera asportazione. Inoltre, è usata in aree delicate o in cui si preferisce un approccio meno invasivo, come il volto.
- Biopsia “saucerization” (shave profonda): con questa tecnica si rimuove la lesione con un margine di pelle circostante tramite una tecnica di rasatura. È rapida, non richiede sutura e garantisce un buon risultato cosmetico, soprattutto in ambito ambulatoriale.
Come si Svolge una Biopsia
Il medico che la esegue deve informare il paziente riguardo ai motivi che lo portano a eseguire la biopsia e al tipo di procedura usata. Il paziente deve informare il medico sulla sua storia clinica, su eventuali allergie a farmaci e anestetici locali, e su eventuali trattamenti in corso.
Come già spiegato, dopo il prelievo il campione di tessuto viene esaminato al microscopio. Il campione di tessuto prelevato viene inviato in laboratorio dove subisce un trattamento con formalina e paraffina e viene tagliato in fettine dello spessore di 2-4 micron ed analizzato al microscopio.
Solitamente la procedura viene effettuata in ambulatorio, quindi non è sempre necessario recarsi in ospedale.
L’impiego dell’anestetico rende la procedura indolore.
Domande Frequenti Sulla Biopsia Cutanea
- È un esame che possono fare tutti? Sì, la biopsia cutanea è un esame a cui si possono sottoporre tutti e che non ha controindicazioni. Può eventualmente rimanere una piccola cicatrice.
- Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame? No, non è richiesta nessuna preparazione specifica.
- È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? In genere non è necessario farsi accompagnare. Tuttavia, è possibile che il numero di prelievi effettuati o la loro localizzazione renda fastidiosa la guida.
- L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio? No, i prelievi di tessuto sono effettuati in anestesia locale. I pazienti in genere riportano soltanto un senso di tensione della pelle nell’area interessata dall’indagine. Anche il fastidio che si può riscontrare nei due giorni successivi si allevia facilmente con la semplice applicazione di ghiaccio. Il medico può prescrivere antidolorifici per alleviare il dolore nel sito della biopsia.
- Cosa vuol dire biopsia positiva? Si parla di biopsia positiva quando l’ipotesi diagnostica è confermata, negativa quando è smentita.
- Quali sono i rischi di una biopsia? I casi in cui può provocare dolore sono perlopiù circoscritti al prelievo di campioni da organi interni.
Dopo la Biopsia
Se sono statti applicati punti di sutura si deve prestare un po’ più attenzione, evitare alcuni movimenti e cercare di mantenere l’area asciutta. Più raramente si può avvertire dolore, sanguinamento o può insorgere un’infezione. In questi casi è consigliato farsi rivalutare dal medico. Il paziente dovrà fare attenzione ai punti di sutura e dunque evitare movimenti che mettano in tensione o che urtino la zona interessata nell'intervento di prelievo del tessuto.
Le medicazioni vanno ripetute e mantenute per un periodo di circa 5-10 giorni. In caso di un prelievo bioptico di piccole dimensioni si può riprendere l’attività lavorativa immediatamente. Nel caso di rimozioni più estese è in genere previsto un periodo di convalescenza di 24-48 ore.
È importante ricordare che le cicatrici sono sensibili ai raggi solari per circa 4-5 mesi e che quindi vanno adeguatamente protette per prevenire infiammazioni e altri problemi, soprattutto se la biopsia è effettuata appena prima del periodo estivo.
- L’esame comporta rischi immediati? No, è un esame del tutto sicuro.
- L’esame comporta rischi a lungo termine?
- Quanto dura? Il tempo richiesto per una biopsia cutanea varia a seconda del tipo di prelievi effettuati e del loro numero. In genere oscilla tra i 15 e i 90 minuti.
- Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto? Per i prelievi più semplici si può tornare a casa immediatamente dopo l’intervento. Qualora sia stato usato un sedativo, è necessario che scompaiano i suoi effetti. L’attesa è comunque breve: non più di 45-60 minuti.
- Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Si può tornare subito alla vita di tutti i giorni. Tuttavia è necessario medicare con cura le ferite per i 5-10 giorni successivi.
In genere, i risultati di una biopsia sono disponibili nel giro di qualche giorno. Quanto tempo ci vuole per avere l’esito di una biopsia?
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