Aterosclerosi: Esami del Sangue Necessari, Diagnosi e Trattamento

L'aterosclerosi è una malattia cronica che interessa le arterie di medio e grosso calibro. L’aterosclerosi è la malattia vascolare più diffusa nel mondo, specie nei Paesi industrializzati, dove rappresenta un problema sanitario di primaria importanza. In generale interessa maggiormente gli anziani dopo i 65 anni, però le placche cominciano a formarsi già in età giovanile e l’età a maggior rischio è intorno ai 50 anni.

L'aterosclerosi (dal greco “ἀθήρα” ateroma - “σκλήρωσις” sclerosi/rigidità”) è una malattia multifattoriale causata da un processo degenerativo e infiammatorio della parete arteriosa caratterizzato dalla perdita di elasticità delle arterie di medio e grosso calibro. La conseguenza di questo processo degenerativo è l’accumulo di cellule infiammatorie, colesterolo, calcio, prodotti di degradazione della fibrina e altre sostanze presenti nel sangue a livello della parete delle arterie con la formazione della placca aterosclerotica (ateroma). Le placche aterosclerotiche sono in continua evoluzione e possono andare incontro nel tempo a fenomeni emorragici o di embolizzazione causando l’occlusione acuta di una arteria (trombosi). A seconda del distretto coinvolto possiamo avere severe complicanze cerebro e cardiovascolari quali l’infarto e l’ictus.

Cos'è l'aterosclerosi?

L'aterosclerosi è una patologia delle arterie, i vasi sanguigni ramificati che portano il sangue dal cuore ai tessuti del corpo, caratterizzata dall’accumulo di depositi (placche) sulle loro pareti. Questo processo cronico-degenerativo consiste nella formazione e nell'accumulo di placche all'interno delle arterie che causano un'alterazione delle pareti vascolari, le quali perdono la propria elasticità. Si tratta di un disturbo che si sviluppa nel corso del tempo in maniera subdola, in silenzio, senza dare alcun sintomo, ma che potrebbe avere complicanze serie se non addirittura fatali. Con un'adeguata prevenzione e trattamento è tuttavia possibile tenere sotto controllo tale processo degenerativo che interessa la parete arteriosa.

L’aterosclerosi, o aterosi, viene definita l’epidemia del XX secolo a causa della sua ampia ed elevata diffusione: rappresenta infatti la prima causa di morbilità negli Stati Uniti e nei paesi occidentali.

Differenza tra Aterosclerosi e Arteriosclerosi

I termini arteriosclerosi e aterosclerosi sono spesso usati come sinonimi e perciò confusi. In realtà con il termine arteriosclerosi si intende un processo cronico in cui si identificano tutte le forme di indurimento, di ispessimento e di perdita di elasticità delle arterie. L’aterosclerosi (il cui restringimento è dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico) è la forma più comune di arteriolosclerosi.

Come inizia l’aterosclerosi?

Ma come si sviluppa esattamente? L’aterosclerosi è un lento e complesso processo degenerativo causato da una serie di fattori.

1. Lesioni all’endotelio

Il punto di partenza dell’aterosclerosi è una lesione alla parete interna delle arterie, chiamata endotelio. Questo danno può essere causato da vari fattori, come l’ipertensione, il colesterolo alto, il fumo e l’infiammazione cronica. Le aree sottoposte ad una maggiore pressione sono quelle più colpite, a causa delle lesioni provocate dalla potenza del flusso sanguigno.

2. Accumulo di lipidi e infiammazione

Una volta che l’endotelio è danneggiato, il colesterolo LDL e altre particelle di grasso cominciano ad accumularsi sotto la superficie della parete arteriosa. Questo processo richiama anche cellule del sistema immunitario, che cercano di rimuovere il colesterolo in eccesso.

3. Crescita della placca

L'aterosclerosi può essere considerata come un’infiammazione cronica della parete arteriosa: l’evento iniziale sembra essere l’indebolimento della parete arteriosa che si verifica in concomitanza con la disfunzione endoteliale, dove a seguito si innescano processi ad effetto domino che portano all’accumulo di materiale biologico, che successivamente va incontro ad infiammazione cronica.

Le placche parietali si caratterizzano tra l’altro per la presenza di derivati di colesterolo, LDL e Lipoproteina(a), cellule muscolari lisce, cellule infiammatorie, cellule provenienti dal sangue e calcio. La placca formatasi potrebbe arrivare a ostacolare in modo importante il flusso ematico al suo interno. Un'eventuale rottura della placca stessa potrebbe portare a trombosi con conseguenze potenzialmente fatali.

Cause e fattori di rischio

Attualmente, nonostante i notevoli progressi della ricerca scientifica, non è ancora possibile stabilire con esattezza la causa scatenante dell’aterosclerosi. È tuttavia ampiamente documentata la multifattorialità (fattori modificabili e non modificabili) di tale patologia, che porta alla disfunzione endoteliale e quindi alla degenerazione della parete arteriosa.

Alla base di questa patologia esistono numerosi fattori di rischio. La presenza di due o più fattori di rischio aumenta notevolmente la probabilità di sviluppare l’aterosclerosi. L’insorgenza dell’aterosclerosi è dovuta ad una correlazione tra la predisposizione del paziente ad acquisire la malattia e l’interazione con i fattori ambientali.

Vengono definiti fattori di rischio non modificabili l’età, il sesso e la genetica. Sono invece definiti fattori di rischio modificabili il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta e l’uso-abuso di alcool. A questi si aggiungono gli ormai accertati iperomocisteinemia, iperinsulinemia, alti livelli di apolipoproteina B, A, Lipoproteina(a), LDL e proteina C reattiva.

I principali fattori di rischio includono:

  • Dislipidemia: Livelli elevati di colesterolo LDL possono contribuire alla formazione delle placche aterosclerotiche.
  • Ipertensione: La pressione alta può danneggiare innescando il processo infiammatorio-degenerativo della parete arteriosa contribuendo alla formazione della placca.
  • Diabete: Il diabete può aumentare il rischio di aterosclerosi a causa degli alti livelli di zucchero nel sangue.
  • Obesità: La sindrome metabolica e il sovrappeso sono importanti fattori di rischio per l'aterosclerosi.
  • Stile di vita: La mancanza di attività fisica così come una non adeguata alimentazione ed il fumo possono anch’essi contribuire al processo aterosclerotico.

Altri fattori includono:

  • Accumulo di colesterolo e grassi nel sangue: Il colesterolo, specialmente nella sua forma “cattiva” chiamata LDL, è uno dei principali responsabili della formazione delle placche.
  • Danni alla parete interna delle arterie.
  • Infiammazione cronica: L’infiammazione del sistema cardiovascolare può giocare un ruolo importante nello sviluppo dell’aterosclerosi.
  • Età e genetica: Il rischio di aterosclerosi aumenta con l’età.

Quali sono i sintomi dell’aterosclerosi?

L’aterosclerosi progredisce lentamente e spesso non causa sintomi fino a quando le arterie non sono significativamente ostruite, il che la rende una condizione subdola e pericolosa. L’aterosclerosi è una patologia con una lunga fase iniziale asintomatica: proprio per questo è difficile riconoscere i sintomi dell’aterosclerosi fino a quando non è compromesso il flusso sanguigno in un modo tale da scatenare eventi coronarici acuti, come l’infarto miocardico, l’angina instabile o la morte improvvisa.

Quando i primi segnali compaiono, la situazione delle arterie è di norma già compromessa, e il rischio di complicanze diventa altissimo.

I sintomi compaiono quando le arterie presentano un restringimento critico (stenosi critica) o si occludono (trombosi) causando vari sintomi a seconda del distretto colpito.

1. Aterosclerosi delle arterie coronarie (cuore)

L’aterosclerosi coronarica è una tipologia di questa condizione patologica che colpisce le arterie di medio e grosso calibro che hanno il compito di irrorare il sangue al cuore.

I pazienti possono avvertire dolore toracico, noto come angina. Se una placca si rompe e blocca completamente un’arteria coronaria, può verificarsi un infarto. Quando sono interessate le arterie coronariche, i segnali di infarto del miocardio possono manifestarsi con sintomi come nausea, vertigini, aumento della sudorazione, palpitazioni, angina, affanno.

2. Aterosclerosi delle arterie cerebrali (cervello)

Se sono colpite le arterie carotidi, che forniscono sangue al cervello, possono verificarsi ictus o attacchi ischemici transitori (TIA). L’aterosclerosi carotidea può non dare sintomi finché i vasi non sono gravemente ristretti o del tutto ostruiti. Il principale segno che caratterizza l’aterosclerosi carotidea è il cosiddetto attacco ischemico transitorio, noto anche come TIA. Altri segni e sintomi possono consistere in presenza di un soffio o ictus.

3. Aterosclerosi delle arterie periferiche (arti)

L’aterosclerosi periferica è così definita poiché interessa le arterie che portano il sangue ossigenato a gambe, braccia e nelle regioni pelviche. I sintomi di questa patologia interessano appunto gli arti: il soggetto colpito da aterosclerosi periferica avvertirà sintomi come perdita di sensibilità, dolore persistente, difficoltà di deambulazione o aumentato rischio di infezioni.

Il paziente avverte un dolore o un crampo alle gambe o nei fianchi durante il cammino o l’attività fisica, che scompare con il riposo. Se una placca ostruisce un vaso o si trombizza improvvisamente bisognerà intervenire con la massima urgenza per evitare l’amputazione dell’arto.

4. Aterosclerosi dell’aorta

L’aterosclerosi può colpire anche l’aorta, l’arteria più grande del corpo.

Quali sono gli esami per diagnosticare l’aterosclerosi?

La diagnosi dell’aterosclerosi inizia spesso con esami del sangue per rilevare livelli elevati di colesterolo e glucosio, due fattori di rischio principali per questa malattia. Per una valutazione più dettagliata, si può ricorrere a diversi test diagnostici.

1. Esami del sangue

Gli esami del sangue sono un punto di partenza importante per controllare i livelli di colesterolo e glucosio ed altri markers di aterosclerosi.

2. Eco-Doppler

L'ecocolordoppler è un esame diagnostico non invasivo ad elevata sensibilità che combina l'ecografia con la tecnologia Doppler per visualizzare e valutare il flusso sanguigno nei vasi sanguigni e nel cuore. Questo test permette di misurare il flusso di sangue nelle arterie e di rilevare eventuali restringimenti o blocchi.

3. TAC coronarica e Angiografia Coronarica

La TAC coronarica, una scansione non invasiva, crea immagini dettagliate delle arterie coronarie, offrendo una valutazione precisa senza la necessità di un catetere. In casi più complessi, può essere eseguita una angiografia coronarica, una procedura invasiva che utilizza un colorante contrastante e i raggi X per visualizzare le arterie coronarie, permettendo di vedere in dettaglio eventuali ostruzioni.

Questo esame può identificare precocemente queste placche calcificate e dare un’idea del rischio di malattie cardiache.

4. Test da sforzo

Il test da sforzo, o test ergometrico, valuta come il cuore risponde allo sforzo fisico. Il test da sforzo, che monitora il cuore durante l’esercizio fisico, è utilizzato per rilevare problemi di flusso sanguigno che potrebbero non essere evidenti a riposo.

5. Risonanza magnetica (RM) e risonanza magnetica cardiaca (RMC)

La risonanza magnetica (RM) è un esame non invasivo che utilizza campi magnetici per produrre immagini dettagliate dei tessuti. L'angio RMN (angiografia con risonanza magnetica) è una tecnica di imaging avanzata che utilizza un campo magnetico e un contrasto non iodato per visualizzare in vasi sanguigni.

Complicanze dell’aterosclerosi

L’aterosclerosi può portare a una serie di complicanze gravi e potenzialmente letali se non gestita tempestivamente.

  • Ictus: si verifica quando una placca blocca il flusso di sangue al cervello, causando la morte dei tessuti cerebrali in pochi minuti.
  • Arteriopatia periferica: provoca una riduzione del flusso sanguigno agli arti, causando dolore, crampi e una generale difficoltà motoria.
  • Aneurisma aortico: l’aterosclerosi può indebolire le pareti delle arterie, in particolare dell’aorta, causando la formazione di un aneurisma, una dilatazione anomala della parete arteriosa che può crescere lentamente nel tempo.

Le complicanze dell’aterosclerosi sono gravi e possono compromettere significativamente la qualità della vita, se non trattate tempestivamente.

Prevenzione e Trattamento

La prevenzione ed il trattamento dell'aterosclerosi può includere:

  • Cambiamenti nello stile di vita: dieta sana ed equilibrata, esercizio fisico regolare, abolizione del fumo e controllo del peso.
  • Farmaci: per tenere sotto controllo il colesterolo, la glicemia e la pressione arteriosa.
  • Procedure Chirurgiche o endovascolari: quali l’angioplastica con posizionamento di stent, l’endoarteriectomia (rimozione chirurgica della placca) o il bypass.

Cambiamenti nello stile di vita

Gli interventi sullo stile di vita sono fondamentali per rallentare l’avanzamento dell’aterosclerosi e prevenire ulteriori danni alle arterie.

  • Dieta equilibrata: una dieta povera di grassi saturi, colesterolo e zuccheri raffinati può ridurre i livelli di colesterolo LDL e mantenere in salute le arterie.
  • Esercizio fisico regolare: camminare, nuotare, andare in bicicletta o fare jogging può migliorare la salute cardiovascolare, ridurre il peso corporeo e abbassare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo.
  • Smettere di fumare: il fumo danneggia le arterie e accelera la formazione di placche.

Terapia farmacologica

In molti casi, gli interventi sullo stile di vita devono essere accompagnati da farmaci per gestire i livelli di colesterolo, la pressione arteriosa e altri fattori di rischio. Per gestire i fattori di rischio e rallentare la progressione dell’aterosclerosi, lo specialista può prescrivere una terapia farmacologica.

Procedure minimamente invasive e chirurgia

Quando l’aterosclerosi causa un restringimento significativo delle arterie e i sintomi sono gravi, possono essere necessarie procedure per ripristinare il flusso sanguigno.

  • Angioplastica: durante questa procedura, un piccolo palloncino viene inserito nell’arteria ristretta e gonfiato per espandere l’area e migliorare il flusso sanguigno. In caso di angina pectoris, d’infarto o per trattare i danni che questo può aver provocato, è possibile un intervento di angioplastica coronarica per liberare il vaso ostruito. Con angiografia coronarica, si Individua l’area delle arterie colpita, vi si porta un catetere a palloncino che viene gonfiato dove i vasi sono ristretti fino ad appiattire la placca, riavviando così la circolazione.
  • Chirurgia: per casi avanzati di aterosclerosi, quando le arterie sono bloccate in modo significativo, può essere necessario un intervento chirurgico.
  • Bypass coronarico: In questa procedura un vaso sanguigno sano viene utilizzato per bypassare un'arteria che presenta un’ostruzione.
  • Endoarteriectomia carotidea: È una procedura finalizzata alla rimozione di placche ateromasiche dalle arterie carotidee, che ha l’obiettivo di prevenire l’ictus soprattutto in pazienti la cui carotide risulti occlusa per almeno il 70% del lume totale.

In generale, il trattamento dell'aterosclerosi deve essere personalizzato in base alle esigenze eal rischio individuale del paziente.

L’aterosclerosi è una malattia cronica e progressiva, quindi è fondamentale monitorare regolarmente la salute cardiovascolare.

leggi anche: