Gli astrocitomi sono tumori cerebrali primitivi che originano dagli astrociti, cellule gliali che supportano l’attività dei neuroni. Essi si localizzano a livello della sostanza bianca cerebrale e possono essere superficiali o profondi, provocando edema cerebrale.
Dal punto di vista istopatologico, gli astrocitomi vengono classificati in tumori di basso grado (a lenta crescita) e tumori di alto grado (a crescita più rapida), basandosi su caratteristiche morfologiche come anaplasia cellulare, proliferazione vascolare e necrosi. L’ultima classificazione WHO 2016 dei tumori cerebrali include anche la presenza di particolari mutazioni genetiche, utili per la diagnosi differenziale.
Classificazione degli Astrocitomi Cerebrali
In generale, gli astrocitomi cerebrali sono classificati secondo il seguente schema:
- Astrocitoma pilocitico (grado 1): È un tumore frequente soprattutto nella popolazione pediatrica. Si sviluppa di solito a livello della fossa cranica posteriore ed ha in generale un andamento benigno.
- Astrocitoma diffuso (di basso grado; grado 2): È un tumore a lenta crescita che si localizza a livello degli emisferi cerebrali ed è maggiormente frequente nella popolazione giovane adulta. Rappresenta circa il 5-15% di tutti i tumori cerebrali primitivi. Nel corso della storia naturale può evolvere nelle forme successive aumentando di grado.
- Astrocitoma anaplastico (grado 3): Presenta un quadro di anaplasia cellulare ed è presente proliferazione vascolare. Rappresenta circa il 5% di tutti i tumori cerebrali primitivi e può essere l’evoluzione di un glioma di basso grado. Ha una prognosi migliore rispetto al glioblastoma ma, dopo l’intervento chirurgico, necessita in generale di un trattamento adiuvante con radioterapia e chemioterapia.
- Glioblastoma (grado 4): È il tumore cerebrale primitivo più frequente. Rappresenta il 65-70% di tutti i tumori astrocitari con una incidenza di 3,9 casi/100000/anno ed un picco di incidenza tra i 55 ed i 74 anni. Dal punto di vista istopatologico è presente un elevato grado di anaplasia cellulare, proliferazione vascolare e necrosi. Ha un indice proliferativo particolarmente elevato.
Astrocitoma Pilocitico: Dettagli Istologici
L’astrocitoma pilocitico, sebbene abbia una propria identità nosografica, mostra nella sua concretezza anatomo-clinica uno spettro di aspetti diversi i quali richiedono approcci terapeutici mirati e valutazioni prognostiche differenti.
Localizzazione: Si localizza a livello infratentoriale e può interessare i nervi ottici, il chiasma, l’ipotalamo, i nuclei della base, il ponte, il cervelletto; meno frequentemente coinvolge gli emisferi cerebrali e il midollo spinale.
Sezionando in modo seriale la neoformazione si evidenzia la presenza di aree compatte commiste ad aree spongiosiche e alla esistenza di micro-macrocisti; da queste defluisce liquido trasparente, opaco, di colore giallo rossastro. Nelle aree compatte il reperto maggiormente eclatante e più significativo è dato dalla presenza di una popolazione cellulare di media taglia, di forma fusata, di aspetto bipolare.
Da queste estremità polari si dipartono prolungamenti glio-fibrillari sottili, di varia lunghezza; essi si congiungono e si intrecciano con quelli delle cellule vicine tracciando così un disegno a rete di densità variabili. Questi elementi sono tra loro a mutuo contatto ma privi di strutture di coesione intercellulare e sono riuniti in sottili fasci mono-direzionali.
Il monomorfismo cellulare dominante può essere arricchito dalla presenza di elementi bi-nucleati, plurinucleati o irregolari oppure di forma rotondeggiante. L’astrocitoma pilocitico è fornito di una rete vascolare ben sviluppata; essa è formata da capillari e da vasi di piccolo calibro. Si possono riscontrare focolai angio-proliferativi aggregati nello stesso campo microscopico fornendo immagini glomeruloidi, pseudo-angiomatoidi con lume ectasico.
Un reperto microscopico caratterizzante anche se non patognomico, degli astrocitomi pilocitici è dato dalla presenza di fibre di Rosenthal e dei granuli eosinofili. Le fibre di Rosenthal appaiono come piccole formazioni cilindriche, eosinofile, compatte, omogenee della lunghezza variabile di alcuni micron; esse, prive di una struttura interna si distribuiscono in modo casuale negli spazi intercellulari e nella matrice citoplasmatica.
Si sostiene che le fibre di Rosenthal siano derivate da aggregazione di materiale proteico giovanile conseguente a processi di denaturazione e alterazione chimica delle gliofibrille. Nell’ambito di questi processi regressivi deve essere sottolineata la presenza di depositi di materiale ialino; esso, in quantità variabili da caso a caso, si ritrova non solo a livello della rete vascolare e dello stroma perivascolare ma anche a livello delle cellule e degli spazi intercellulari.
Sono descritti casi di astrocitoma pilocitico nei quali la popolazione cellulare non è diffusamente monomorfa, fusata, bipolare; invece, questi casi sono composti da una doppia o tripla popolazione cellulare astrogliale anche con aspetti morfologici transizionali. L’astrocitoma pilocitico è definito, mediante l’espressività immunologica, in modo preciso sia nei suoi aspetti istogenetici sia nel suo indice di attività proliferativa.
Aspetti Genetici e Molecolari
Oltre alla duplicazione del cromosoma 7q34 e alla fusione dei geni KIAA/549-BRAF (fusione quale meccanismo più comune per la diagnosi genetica dell’astrocitoma pilocitico) si richiama anche l’amplificazione e il riarrangiamento dei geni HIPK2 e BRAF.
È stato segnalato che l’astrocitoma pilocitico dell’adulto ha una proprietà genetica specifica rappresentata dalla mutazione dei geni JDH1 e JDH2. Quello sporadico conserva la espressività del gene NF1 e manifesta una iperespressività del gene BRAF.
Mediante le indagini genetiche è possibile effettuare una diagnostica che possa differenziare la forma pilocitica degli altri glioni. È stato documentato che il grado di aggressività bio-morfologica è svelato anche dalle indagini genetiche; infatti gli astrocitomi pilocitici aventi caratteri di atipia sono più frequentemente sede di fusione dei geni BRAF-KIAA1549 e sotto espressione del gene ACDHILI.
Le ricerche genetiche hanno esplorato anche la possibilità di prevedere l’arco prognostico di sopravvivenza mediante la valutazione del grado di mutazione dell’istoni H33K27M e GB4V/B.
Varianti dell'Astrocitoma Pilocitico
Esistono diverse varianti dell'astrocitoma pilocitico, tra cui:
- Astrocitoma pilomixoide: Questa variante si distingue a livello morfologico, genetico e clinico per la sua aggressività biologica.
- Astrocitoma con bi-morfismo o polimorfismo citologico: Caratterizzato dalla coesistenza di cellule fusate, bipolari dell’astrocitoma pilocitico con quote diverse di astrociti fibrillari, genistocitici e/o oligodendrociti.
- Astrocitomi pilocitici anaplastici: Possono essere secondari (derivanti da un astrocitoma pilocitico preesistente) o primitivi (insorgenti con caratteri di malignità).
Diagnosi
In generale la diagnosi di astrocitoma cerebrale e di glioblastoma si basa su un’attenta valutazione dei sintomi ed una accurata diagnostica per immagini. L’esame di prima scelta è la risonanza magnetica con il mezzo di contrasto. Utili ai fini della diagnostica differenziale, soprattutto in relazione al grading, sono anche le sequenze di perfusione e la spettroscopia. Studi di risonanza magnetica funzionale possono integrare le sequenze standard con informazioni aggiuntive.
Nel caso di tumori piccoli ed asintomatici il wait and see (atteggiamento di osservazione) può essere un’opzione. Nell’astrocitoma pilocitico, in particolare, la chirurgia è la terapia di scelta. La radioterapia è indicata in un selezionato numero di pazienti, che rientrano in criteri prognostici negativi, ed è effettuata dopo la chirurgia (radioterapia adiuvante).
Trattamento
Il trattamento chirurgico è funzione di alcune variabili, quali il grading, la localizzazione e l’estensione della lesione. In generale i moderni sistemi di neuronavigazione, la possibilità di integrazione delle neuroimmagini funzionali e gli sviluppi dei sistemi di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, permettono di affrontare anche tumori localizzati a livello delle aree più delicate. Nel caso di una diagnosi di astrocitoma anaplastico o di glioblastoma sono indicate terapie adiuvanti come la radioterapia e la chemioterapia.
La radioterapia è indicata in un selezionato numero di pazienti, che rientrano in criteri prognostici negativi, ed è effettuata dopo la chirurgia (radioterapia adiuvante). La chemioterapia può essere associata alla radioterapia in casi selezionati. Il ruolo della chemioterapia adiuvante per i pazienti con astrocitomi di basso grado è ancora oggetto di studio. Attualmente è riservata ai tumori associati a fattori prognostici sfavorevoli.
E’ fondamentale che i pazienti con gliomi a basso grado vengano trattati in centri specializzati.
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