Isterectomia Laparoscopica e Annessiectomia Bilaterale: Rischi e Benefici

L'isterectomia laparoscopica è un intervento chirurgico mininvasivo per la rimozione dell’utero, che viene eseguita attraverso quattro piccole incisioni (circa 5 mm) nella parete addominale. In Italia, circa il 15% delle donne tra i 40 e i 70 anni si sottopone a questa operazione, spesso per patologie benigne che non rispondono ai trattamenti farmacologici.

Quando è Necessaria l’Isterectomia?

L’isterectomia viene eseguita per trattare diverse condizioni ginecologiche. La decisione di sottoporsi all’intervento deve basarsi su una valutazione approfondita della salute della paziente e, quando possibile, su un secondo parere medico.

Patologie per cui è Indicata

  • Patologie uterine benigne:
    • Fibromatosi uterina con sanguinamento anomalo
    • Endometriosi e adenomiosi con dolore mestruale intenso, dolore nei rapporti sessuali o sanguinamento irregolare
    • Prolasso uterino
    • Sanguinamenti uterini disfunzionali
    • Dolore uterino persistente con aumento di volume
  • Patologie ginecologiche più complesse:
    • Malattia infiammatoria pelvica cronica
    • Endometriosi pelvica avanzata
  • Patologie oncologiche:
    • Carcinoma in situ della cervice uterina
    • Carcinoma dell’endometrio
    • Tumori iniziali delle ovaie e delle tube di Falloppio

Quando l'Isterectomia non è Raccomandata

L’isterectomia non è raccomandata nei seguenti casi:

  • Come prevenzione del tumore dell’utero in pazienti sane
  • Come metodo contraccettivo
  • Per il trattamento della menopausa
  • Per disturbi come dismenorrea primaria, sindrome premestruale o leucorrea cronica
  • Per incontinenza urinaria lieve o sanguinamento post-menopausale non diagnosticato

Tipologie di Isterectomia

L’intervento può essere eseguito in diverse modalità:

  • Isterectomia totale: rimozione completa dell’utero, spesso associata alla salpingectomia bilaterale (rimozione delle tube)
  • Isterectomia totale con annessiectomia bilaterale: rimozione di utero, cervice, tube e ovaie
  • Isterectomia subtotale: rimozione del corpo dell’utero, lasciando intatta la cervice

Metodi Chirurgici Disponibili

  • Laparotomica: incisione addominale tradizionale
  • Vaginale: rimozione dell’utero attraverso la vagina
  • Laparoscopica: tecnica mininvasiva con piccole incisioni
  • Laparoscopica assistita da robot: tecnologia avanzata per maggiore precisione

La scelta della tecnica dipende da vari fattori, tra cui le dimensioni dell’utero, la presenza di altre patologie e l’esperienza del chirurgo.

Vantaggi della Laparoscopia

La laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale. L’isterectomia laparoscopica presenta numerosi benefici rispetto alla chirurgia tradizionale:

  • Degenza ospedaliera più breve (1-2 giorni)
  • Minore dolore post-operatorio
  • Ripresa più rapida delle attività quotidiane
  • Cicatrici minime e miglior risultato estetico
  • Minore rischio di infezioni e aderenze

Infatti solo con la laparoscopia è possibile documentare la normalità degli organi pelvici, l’eventuale esistenza di aderenze che alterano i normali rapporti fra tube e ovaio, l’eventuale esistenza di endometriosi.

Inoltre in corso di laparoscopia è possibile verificare lo stato della mucosa del padiglione, la presenza di aderenze al suo interno ma soprattutto la pervietà delle tube. A questo scopo infatti, nello studio della fertilità, si esegue la Cromosalpingoscopia con bleu di Metilene, che è in grado di valutare con un’ottima sensibilità il passaggio del colorante attraverso le salpingi.

Come si Esegue la Laparoscopia

Si esegue quindi una prima incisione in prossimità dell’ombelico, attraverso la quale con un ago particolare si introduce del gas (anidride carbonica) per poter distendere la cavità addominale; ciò è utile per avere una adeguata visione e un sufficiente spazio per eseguire i veri e propri atti chirurgici nell’ addome.

Attraverso la stessa incisione si introduce il laparoscopio, un particolare strumento ottico, collegato ad una fonte luminosa e ad un sistema video (telecamera + monitor + videoregistratore), attraverso il quale si esamina l’ interno di tutta la cavità addominale e pelvica, con una visione diretta di tutti gli organi.

Attraverso la vagina talvolta si introduce nell’utero uno strumento (manipolatore) che serve per poter muovere l’ utero secondo necessità nel corso dell’intervento.

Terminato l’ intervento, si estrae la strumentazione favorendo attraverso le incisioni addominali la fuoriuscita del gas precedentemente introdotto, e quindi si suturano le piccole incisioni chirurgiche.

Solitamente la paziente viene dimessa 1-2 giorni dopo l’ intervento.

Quando è Raccomandata la Laparoscopia

La laparoscopia trova nella chirurgia ginecologica odierna sempre più indicazioni. Inoltre si esegue per giungere alla diagnosi in alcune condizioni cliniche (dolore pelvico cronico, sterilità, ecc.) che non si riescono a spiegare con altri metodi di indagine (ecografia, esami di laboratorio, ecc.).

Aderenze pelviche, che solitamente possono essere riconosciute solo con la laparoscopia, si riscontrano spesso in pazienti che soffrono di dolore pelvico cronico o di sterilità. Possono essere rimosse cisti di qualunque dimensione e struttura, integre o previa aspirazione, enucleando la capsula cistica e preservando il tessuto ovarico sano.

Spesso la diagnosi di endometriosi viene fatta per la prima volta o confermata grazie alla laparoscopia. L’operatività chirurgica laparoscopica in caso di endometriosi sarà variabile in rapporto alla entità e allo sviluppo dell’endometriosi stessa. Nei casi di minore gravità ci si limiterà alla semplice diatermocoagulazione (o causticazione) di piccoli focolai endometriosici. In altri casi potrà rendersi necessario liberare gli organi pelvici da aderenze spesso tenaci.

Rappresenta una delle migliori indicazioni alla laparoscopia chirurgica perché se effettuata entro la 8a - 9a settimana di gravidanza permette di risparmiare la tuba interessata con un ripristino della funzionalità in una gran parte dei casi.

I fibromi uterini, sia intramurali sia a sviluppo sottosieroso, anche di oltre 8-10 cm di diametro, possono essere asportati per via laparoscopica. Anche questo intervento può essere eseguito con diverse modalità prevedendo in taluni casi la possibilità di conservare il collo uterino.

Dolore Pelvico Cronico

Il dolore pelvico cronico è una situazione molto frequente nelle giovani donne in fase di attività ovarica. Pur essendo la semeiotica fisica importante nel cercare di capire l’origine di un dolore pelvico cronico (visita dell’addome, visita ginecologica e, per finire, valutazione ortopedica e neurologica (se si sospetta che il dolore pelvico sia , in realtà, un cofenomeno di patologie del rachide o radicolari o del sistema nervoso periferico), molto spesso risulta pressoché impossibile stabilire l’esatta causa e natura del dolore, per cui, terminati questi irrinunciabili passaggi, può essere necessario eseguire accertamenti di diagnostica chirurgica (Laparoscopia).

Le cause più frequenti di dolori pelvici a partenza dall’apparato genitale sono: l’endometriosi, la malattia infiammatoria pelvica, le sindromi aderenziali pelviche postchirurgiche o postinfiammatorie, il prolasso genitale e la retroversione uterina, la dismenorrea primaria e i dolori legati all’ovulazione, la sindrome dell’ovaio policistico, le neoplasie benigne o maligne, le complicanze dolorose a seguito di terapie radianti per neoplasie ginecologiche, il varicocele pelvico.

Il dolore pelvico presente durante il mese e protratto per 3-6 mesi si definisce cronico.

Vantaggi della Laparoscopia rispetto alla Chirurgia Tradizionale

La laparoscopia, se confrontata con la chirurgia tradizionale, presenta diversi vantaggi. Innanzitutto comporta un minor trauma della parete addominale. Le ferite chirurgiche prodotte sulla parete sono notevolmente ridotte rispetto ad una ferita chirurgica tradizionale, con indubbio vantaggio anche sul piano estetico.

La visione in dettaglio degli organi pelvici è migliore (grazie al sistema video) rispetto a quella possibile con la chirurgia tradizionale. Inoltre il non aprire l’ addome comporta un minor trauma per gli organi addominali, e quindi un migliore decorso postoperatorio ed una più rapida ripresa funzionale dell’ intestino.

Rischi della Laparoscopia

Anche la laparoscopia, come tutti gli atti medici e chirurgici, può presentare dei rischi. Va considerata la possibilità di rischi di tipo emorragico, e la possibilità di lesioni a carico di organi addominali, ad esempio dell’ intestino. La possibilità di tali complicazioni è anche in relazione alla maggiore o minore complessità dell’ intervento; ad esempio vi è un rischio minore in caso di laparoscopia diagnostica, in confronto ai rischi possibili in caso di intervento per un’ endometriosi severa.

Una maggiore possibilità di rischio o di difficoltà tecnica è anche in relazione alle caratteristiche della paziente. Ad esempio in caso di obesità marcata della paziente può addirittura essere impossibile l’ esecuzione della laparoscopia. Infine sono prevedibili maggiori difficoltà e quindi maggior rischio di complicanze nell’ eseguire una laparoscopia su una paziente che ha già subito più interventi chirurgici addominali; in tal caso infatti è possibile che a causa dei precedenti interventi vi sia in cavità addominale una più o meno complessa situazione aderenziale.

A causa di difficoltà tecniche o di complicanze può talora essere necessario convertire l’ intervento in forma tradizionale, cioè con l’apertura dell’ addome.

Non deve destare particolare preoccupazione la comparsa, nelle ore successive all’ intervento, di dolore alle spalle. Tale sintomo è dovuto al gas usato per ottenere la necessaria distensione addominale, e spontaneamente regredisce nell’ arco di circa una giornata.

Nei primi giorni dopo l’ intervento è possibile che la paziente noti scarse perdite di sangue dalla vagina.

Cosa Aspettarsi Dopo l’Operazione?

Generalmente, il ricovero dura da 24 ore a 3 giorni. Nei primi giorni dopo l’operazione potresti sentirti assonnata o avere difficoltà di concentrazione. Evita di guidare o prendere decisioni importanti.

Sintomi Post-Operatori Comuni

  • Dolore addominale e spalla dovuto ai gas usati nella laparoscopia
  • Sanguinamento vaginale leggero per 1-2 settimane
  • Gonfiore e gas intestinali che migliorano con il movimento
  • Difficoltà a urinare nei primi giorni

Le piccole incisioni addominali sono chiuse con colla chirurgica o punti riassorbibili. Dopo 24 ore, puoi fare la doccia e asciugare le cicatrici tamponando delicatamente.

Prevenzione della Trombosi (coaguli di sangue)

Per ridurre il rischio di trombosi:

  • Alzati dal letto e cammina appena possibile
  • Fai esercizi con le gambe e le caviglie
  • Se necessario, usa calze a compressione o eparina

Alimentazione e Idratazione

Dopo l’intervento potresti avere una flebo per l’idratazione. Quando puoi tornare a bere, inizia con acqua o tisane leggere.

Effetti a Lungo Termine e Screening

Se le ovaie sono state rimosse, potresti sperimentare una menopausa precoce. Il medico potrebbe consigliarti una terapia ormonale sostitutiva (HRT).

Screening post-isterectomia: se la cervice è stata lasciata, potrebbe essere necessario continuare a eseguire il Pap test.

Aspetti Emotivi e Recupero

Dopo l’intervento è normale sentirsi stanche per alcune settimane. Alcune donne possono sperimentare sbalzi d’umore o momenti di tristezza. Se i sintomi persistono, è utile parlarne con un medico o uno specialista.

Annessiectomia Bilaterale Profilattica

Per le donne ad alto rischio di sviluppare un tumore ovarico è consigliata l’annessiectomia bilaterale, ovvero l’asportazione di ovaie e tube di Falloppio. L’annessiectomia profilattica è legata alla necessità di fare prevenzione per il tumore dell'ovaio nella popolazione ad alto rischio. Si parla di donne con mutazione dei geni BRCA 1 e 2, a cui si stanno aggiungendo anche pazienti con mutazioni di altro tipo.

Questa operazione si rende necessaria perché, al di là della possibilità di ridurre il rischio di tumore dell'ovaio con l’ uso della pillola estro-progestinica, al momento non esistono test ed esami per effettuare diagnosi precoce del tumore ovarico e per ridurre il rischio l'annessiectomia è l'unico metodo.

«Le tube di Falloppio sono la prima sede di insorgenza delle lesioni pre-neoplastiche e dei tumori sierosi di alto grado», spiega la dottoressa Dorella Franchi, Responsabile della Ginecologia preventiva dello IEO. «Esiste un 20-30% di tumori che, tuttavia, non sembra originare nelle tube, ma proprio nell'ovaio. Il rischio di sviluppare tumore, rimuovendo sia ovaie sia tube si riduce in percentuali elevatissime, tra il 75 e il 96%».

Salpingectomia Profilattica

Quali potrebbero essere i vantaggi dell’asportazione delle sole tube di Falloppio, ma non delle ovaie, per ridurre il rischio di tumore?

«Attualmente non esistono linee guida che indichino la salpingectomia profilattica, ovvero l'ascportazione delle sole tube, come metodica volta a ridurre il rischio di tumore ovarico - prosegue la dottoressa Franchi - infatti, se non all’interno di trial clinici volti a valutarne l’impatto e l’efficacia, non è consigliata nella pratica clinica quotidiana. In casi selezionati siamo noi a proporla, ad esempio se la paziente è reticente nei confronti dell'annessiecomtia profilattica e chiede una possibile alternativa.

Considerando che l’annessiectomia profilattica viene proposta a pazienti giovani in pre menopausa, con l’asportazione di ovaie e tube, queste si troverebbero in una situazione di menopausa precoce indotta chirurgicamente. Le pazienti potrebbero quindi soffrire di disturbi vasomotori, disturbi da atrofia vulvo-vaginale, disturbi dell’umore e del sonno, ed essere esposte a un maggior rischio di sviluppare, negli anni successivi, malattie cardiovascolari, osteoporosi e deficit cognitivi. Per ovviare, o quantomeno alleviare, la maggior parte dei disturbi della menopausa indotta, viene somministrata la terapia ormonale sostitutiva, offerta solo alle pazienti mutate sane, senza un pregresso tumore alla mammella. Ad ogni modo, rimuovendo solo le tube si eviterebbero tutte queste problematiche. Lasciando le ovaie, però, la paziente potrebbe avere un rischio maggiore di sviluppare tumore alla mammella, che continuerà ad essere stimolata dagli ormoni ovarici.

L’indicazione all'annessiectomia profilattica è precisa: le pazienti che possono effettuare l'intervento rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale sono quelle con mutazione genetica BRCA 1 o 2, oppure pazienti con storia familiare, di primo grado soprattutto, anche in assenza di mutazione genetica comprovata.

Ci sono situazioni particolari, però, in cui viene consigliata una salpingectomia concomitante, detta anche opportunistica, nelle pazienti che si sottopongono a isterectomia, ovvero asportazione dell’utero ad esempio a causa di fibromi. In questo caso si consiglia l'asportazione delle tube con preservazione delle ovaie in donne in pre menopausa. Come confermato da recenti studi, l’ultimo pubblicato sulla rivista Jama Network Open, la salpingectomia opportunistica pare ridurre in maniera più significativa, rispetto alla sola isterectomia o alla chiusura delle tube, il rischio di tumore delle ovaie.

Preservazione della Fertilità

Le pazienti ad alto rischio di sviluppare neoplasie ginecologiche vengono opportunamente informate sulle varie possibilità legate alla preservazione della fertilità. Sia interventi preventivi come asportazione di ovaie e tube, sia trattamenti chemioterapici in caso di sviluppo del tumore, infatti, minano la salute riproduttiva.

«Tutte le linee guida nazionali e internazionali enfatizzano l’importanza di un adeguato counselling multidisciplinare sugli aspetti riproduttivi in tutte le pazienti a rischio di sviluppare un tumore, al fine di poter dare la possibilità di intraprendere il percorso più adatto alle loro esigenze. Ci saranno donne che preferiranno provare ad avere un figlio, e solo dopo procedere con l’annessiectomia, oppure crioconservare gli ovuli o, ancora, per timore di passare la mutazione ai propri figli, preferiranno ricorrere alla fecondazione eterologa con ovodonazione.

Preparazione all'Isterectomia

  • smettere di fumare e limitare l’alcol: è consigliabile smettere almeno due settimane prima dell’intervento per ridurre il rischio di complicazioni durante la chirurgia.
  • sospensione di farmaci: se si assumono farmaci che possono influenzare la coagulazione del sangue, come anticoagulanti o aspirina, potrebbe essere necessario interromperli prima dell’intervento chirurgico per ridurre il rischio di sanguinamento durante l’operazione.

Non meno importante, infine, è la preparazione emotiva. Affrontare un intervento chirurgico importante come l’isterectomia può essere stressante.

Cura Post-Operatoria

  • gestione del dolore: è comune provare dolore e disagio nella zona chirurgica dopo l’isterectomia.
  • attività fisica: durante le prime settimane dopo l’isterectomia, potrebbe essere necessario limitare le attività fisiche e gli sforzi intensi per consentire al corpo di guarire.
  • alimentazione: mantenere una dieta sana ed equilibrata può aiutare a favorire una rapida guarigione e a prevenire complicazioni post-operatorie come stitichezza.
  • igiene personale: mantenere una buona igiene personale è essenziale per prevenire infezioni nella zona chirurgica.

Possibili Effetti Collaterali e Rischi

  • dolore e disagio: è comune provare dolore e disagio nella zona chirurgica dopo l’intervento.
  • cicatrici: a seconda del tipo di procedura e dell’approccio chirurgico utilizzato, potrebbero rimanere delle cicatrici nell’area dell’addome o della vagina.
  • rischio di complicazioni: come con qualsiasi intervento chirurgico, ci sono rischi di complicazioni, tra cui infezioni, sanguinamento eccessivo, danni agli organi circostanti, trombosi venosa profonda (TVP) o embolia polmonare.
  • alterazioni dell’apparato digerente: dopo l’intervento, alcune persone possono sperimentare disturbi gastrointestinali temporanei come stitichezza, gas, gonfiore addominale o difficoltà a svuotare la vescica.
  • cambiamenti urinari: alcune persone potrebbero sperimentare difficoltà o dolore durante la minzione dopo l’intervento, che di solito sono temporanei.
  • effetti sulla fertilità: dopo un’isterectomia totale, la fertilità è compromessa poiché l’utero è stato rimosso e la gravidanza non è più possibile.
  • cambiamenti ormonali: se sono state rimosse anche le ovaie, si possono verificare cambiamenti ormonali che influenzano la libido, l’umore, la pelle e altri aspetti della salute.
  • impatto sull’attività sessuale: l’isterectomia può influenzare l’attività sessuale e la soddisfazione sessuale.

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