Asportazione di Polipi mediante Laparoscopia: Tecnica e Rischi

Il Centro di Riferimento Oncologico si conferma all’avanguardia anche nella prevenzione dei tumori dell'apparato digerente. Il cancro del colon-retto, seconda forma tumorale più frequente in Italia, ha spesso origine da polipi adenomatosi, tumori benigni dovuti al proliferare delle cellule della mucosa intestinale, che possono trasformarsi, negli anni, in maligni.

Cosa sono i Polipi Intestinali?

I polipi intestinali sono delle protuberanze soffici che si formano sulla mucosa dell’intestino, specialmente nel colon e nel retto. Particolarmente frequenti dopo i 50 anni, alcuni di questi polipi, chiamati adenomi, possono andare in contro ad una lenta (in genere 5-10 anni) ma inesorabile evoluzione maligna, o comunque provocare vari problemi come sanguinamento od occlusione intestinale.

Oggi è ormai accertato che la maggior parte dei tumori maligni dell’intestino deriva da polipi. Le probabilità che un polipo si trasformi in un tumore maligno possono essere quantificate in base alle caratteristiche del polipo stesso, osservate nel corso della colonscopia; qualora tali caratteristiche ne richiedono l’asportazione, il medico può decidere di effettuarla immediatamente, senza la necessità di ripetere nuovamente l’indagine endoscopica.

La scelta di effettuare immediatamente o meno le operazioni di polipectomia è influenzata dalle caratteristiche del polipo e da quelle del paziente, che nell’insieme permettono di quantificare il rischio emorragico.

La Polipectomia: Un Trattamento Efficace

Il trattamento di asportazione di un polipo colorettale è detto polipectomia. La polipectomia è una procedura medica volta all’asportazione dei polipi che possono formarsi in qualsiasi tratto dell’apparato digerente, incluso il colon, sede più frequente sulla quale ci focalizzeremo nel corso dell’articolo.

Oggi, nella maggior parte dei casi la polipectomia avviene per via endoscopia, spesso già durante una colonscopia esplorativa.

Come si Esegue la Polipectomia Endoscopica?

La procedura di polipectomia avviene solitamente in regime ambulatoriale, previa effettuazione di un test di coagulazione. L’esame inizia sempre a paziente disteso sul fianco sinistro, possibilmente non sedato, per poter facilitarne lo spostamento, essenziale per consentire sempre una agevole esecuzione dell’esame.

Il paziente è quindi sedato, più o meno profondamente, solo in caso di necessità, tramite somministrazione endovenosa di farmaci. In base alla valutazione del singolo caso clinico, si può decidere il grado di sedazione necessario o addirittura proporre l’esecuzione della procedura in anestesia generale.

Proprio come durante una normale colonscopia esplorativa, lo strumento (il colonscopio) viene introdotto attraverso l’ano e fatto risalire, se possibile, fino alla valvola ileocecale e a ritroso, sino alle ultime anse ileali. Allo scopo di distendere le pareti intestinali e facilitarne l’esame visivo, tramite il colonscopio viene immessa dell’aria nel colon, aria che potrà provocare un qualche fastidio anche al termine dell’esame.

L’insufflazione di aria, in particolare, può dare origine a gonfiori e tensione dolorosa dell’addome, oltre a produrre una sensazione di bisogno di evacuare.

Una volta individuato il polipo da asportare, la tecnica prevede in genere la recessione alla base del peduncolo, grazie all’ausilio di un particolare cappio elettrificato, l’ansa diatermica. Attraverso questo strumento, capace di strozzare il polipo alla base, vengono trasmessi impulsi elettrici che tagliano e coagulano allo stesso tempo il tessuto, favorendo quindi la coagulazione dei vasi sanguigni prevenendo una emorragia.

Non tutti i polipi sono peduncolati; quelli sessili, ad esempio, sono adesi completamente alla parete del viscere ed in questo caso può essere necessario staccarli dopo sollevamento dello strato superficiale dagli strati profondi della parete per evitare perforazione del viscere.

Indipendentemente dalla tecnica di polipectomia adottata, dopo l’asportazione l’intero polipo o suoi frammenti vengono - se possibile - recuperati ed inviati al laboratorio per l’analisi istologica; esaminando le caratteristiche del polipo, lo specialista anatomo-patologo può così stabilire se saranno o meno necessari ulteriori controlli e/o interventi.

In un numero fortunatamente limitato di casi, ad esempio, può succedere che l’esame riveli la presenza di cellule tumorali alla base del polipo o del peduncolo; in tal caso la polipectomia non può considerarsi risolutiva e potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico per asportare il tratto di colon dove aveva sede il polipo.

Preparazione alla Polipectomia

La preparazione alla polipectomia è analoga a quella già vista per la colonscopia. Brevemente, a partire dai 3/4 giorni che precedono l’esame, la persona viene invitata a seguire una dieta priva di scorie (non debbono essere consumati vegetali e frutta di qualsiasi tipo). Prima dell’esame è necessario praticare un digiuno minimo di 6 ore, per evitare che possano sorgere problemi di nausea e vomito; se l’esame si svolge nel pomeriggio, la mattina presto è permessa una leggera colazione.

A partire dalla mattina del giorno precedente l’esame, secondo quanto prescritto dal medico, è necessario intraprendere una pulizia del colon mediante l’impiego di lassativi abbinati a grandi quantità di acqua (Polietilenglicole sciolto in 4 litri di acqua). Prima dell’esame è bene comunicare al medico l’eventuale allergia a determinati farmaci o al lattice.

Cosa Aspettarsi Dopo la Polipectomia

Al termine della polipectomia il paziente viene tenuto in osservazione per un tempo variabile in base al grado di sedazione, alle condizioni cliniche, alle dimensioni e alle caratteristiche del polipo asportato, nonché in relazione alla procedura intrapresa. In casi particolarmente complessi è possibile che sia prudente 24-48 ore di osservazione in ospedale.

Il paziente verrà quindi dimesso non appena i medici lo riterranno più opportuno. Dopo le dimissioni, il paziente viene invitato a seguire un riposo assoluto in casa per almeno 24 ore, evitando esercizi eccessivi per alcuni giorni.

Nelle 24 ore successive alla polipectomia, al paziente viene somministrata una dieta leggera, povera di scorie ed alimenti piccanti per almeno 48 ore, come pure di alcolici. Non è necessaria profilassi antibiotica se non in casi specifici. Dopo la polipectomia è normale un periodo di falsa stitichezza, in quanto l’intervento viene eseguito su un intestino svuotato dalle feci, che richiederà qualche giorno di ritorno ad una dieta normale per riempirsi.

Dopo la polipectomia, il ricorso immediato a lassativi e clisteri è quindi assolutamente inutile e pericoloso.

Laparoscopia: Una Tecnica Mininvasiva

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che ha rivoluzionato molte procedure sia diagnostiche che operatorie perché consente non solo di studiare organi e tessuti all’interno di addome e pelvi, ma anche di effettuare interventi con notevoli vantaggi per il paziente.

Rispetto alla chirurgia tradizionale, infatti, questa procedura permette un recupero più rapido delle condizioni di forma ottimali, meno dolore post-operatorio, cicatrici più piccole, un minor rischio di infezioni e un’ospedalizzazione più breve.

Oltre a specifici strumenti chirurgici, nella laparoscopia viene utilizzato il laparoscopio, un utensile a forma di tubo sottile (il diametro è inferiore a 1 cm) che viene introdotto nell’addome attraverso un piccolo taglio. È dotato di una fonte luminosa e una videocamera ad alta definizione che proietta le immagini in un monitor: il chirurgo ha dunque la possibilità di osservare i dettagli ingranditi di organi e tessuti.

In ambito oncologico, per una diagnosi più precisa di vari tumori che insorgono nella cavità addominale, si può ricorrere alla laparoscopia per completare le indagini diagnostiche prima di procedere all’intervento chirurgico vero e proprio, allo scopo di riconoscere eventuali condizioni che in alcuni casi non sono individuabili con altre tipologie d’indagine, come gli esami radiologici.

Talvolta viene anche utilizzata per prelevare campioni di tessuto da analizzare in laboratorio al microscopio (biopsie) sempre a scopo diagnostico, nei casi in cui non sia possibile ottenerli per via endoscopica o introducendo un ago sottile attraverso la cute.

Grazie alla laparoscopia il chirurgo può anche, in molti casi, asportare le neoplasie esattamente come avviene in chirurgia tradizionale, con risultati del tutto sovrapponibili in termini di efficacia e sicurezza.

Anche in ginecologia è molto utilizzata sia per la diagnosi sia per intervenire per esempio in caso di tumori di utero e ovaio, cisti ovariche, fibromi uterini ed endometriosi.

La laparoscopia si definisce esplorativa o diagnostica quando l’obiettivo è diagnosticare o confermare un sospetto diagnostico. Si parla invece di laparoscopia operativa o terapeutica quando la tecnica è utilizzata per intervenire chirurgicamente. In questo caso, attraverso altre piccole incisioni, nell’addome vengono introdotte delle cannule attraverso cui passano gli strumenti chirurgici necessari a eseguire veri e propri interventi.

Come si Esegue la Laparoscopia

La laparoscopia si esegue in anestesia generale. Il chirurgo pratica una piccola incisione sull’addome, generalmente in corrispondenza dell’ombelico, dove inserisce un tubicino attraverso cui insufflare dell’anidride carbonica necessaria a distendere la cavità addominale e permettere, dunque, una migliore visione.

Attraverso la stessa incisione è introdotto il laparoscopio. Qualora la laparoscopia sia utilizzata per operare, il chirurgo pratica altre piccole incisioni (da 2 a 4) in corrispondenza delle zone su cui intervenire, per farvi passare gli strumenti necessari all’intervento.

Chi Può Fare l'Esame

La laparoscopia non è adatta a tutti. È da evitare, per esempio, in pazienti con problemi della coagulazione del sangue o affetti da alcune malattie infettive, mentre nelle donne in gravidanza avanzata, in persone obese o che si sono sottoposte in precedenza a interventi chirurgici all'addome, l'opportunità di eseguire la laparoscopia viene valutata dal medico curante caso per caso.

Durata della Procedura

La durata della laparoscopia diagnostica può variare dai 30 ai 60 minuti, ma può protrarsi ulteriormente nel caso si tratti di una laparoscopia operativa.

Preparazione all'Esame

Al paziente può essere richiesto di seguire una dieta priva di scorie per alcuni giorni prima dell’intervento. Non bisogna mangiare o bere nulla nelle otto ore precedenti la laparoscopia; inoltre, poche ore prima dell'operazione, può essere somministrato un clistere di pulizia.

Il medico valuterà se sospendere la somministrazione di farmaci normalmente assunti dal paziente, quali per esempio farmaci antiaggreganti, anticoagulanti e antinfiammatori.

È necessario che ci sia qualcuno ad accompagnare a casa il paziente dopo l’intervento, perché non è opportuno mettersi alla guida.

La Laparoscopia è Dolorosa?

La procedura non è dolorosa perché viene eseguita in anestesia generale. È possibile però che si avverta dolore dopo l'intervento. In questi casi potrebbe essere necessario assumere antidolorifici, seguendo le indicazioni del medico.

È comune che il dolore interessi le spalle: durante l'intervento, infatti, viene iniettata dell’anidride carbonica nella cavità addominale allo scopo di dilatarla e questo può irritare il diaframma e il nervo frenico, che arriva fino alla spalla. Dopo l'intervento si potrebbe anche avvertire un bisogno insolito di urinare: si tratta di un disagio passeggero connesso all'aria insufflata nell'addome.

Rischi e Complicazioni della Polipectomia

La polipectomia è un esame sicuro? Come tutte le procedure invasive, anche la polipectomia è gravata da rischi e complicanze. Quelle più importanti, come anticipato, riguardano possibili esiti emorragici, che si verificano fino a tre casi su 100 e che fortunatamente nella maggior parte dei casi si autolimitano o vengono arrestati endoscopicamente. Solo in rare circostanze la perdita ematica può assumere una portata tale da richiedere un’emotrasfusione od un intervento chirurgico.

Ciò è più probabile in caso di polipi sessili (senza peduncolo) o di grosse dimensioni (> 2 cm). Un’altra complicanza della polipectomia, relativamente frequente, è la perforazione della parete intestinale, che si verifica nello 0,3-0,4% dei casi; questa complicanza può essere controllata con la sospensione dell’alimentazione associata ad antibiotici, mentre nei casi più gravi può richiedere l’immediato intervento chirurgico.

Temibile anche il rischio di peritonite, sensibilmente limitato dalla profilassi antibiotica. La somministrazione di sedativi può indurre capogiri, nausea e spossatezza, che di solito cessano spontaneamente nel giro di qualche ora. Dopo il trattamento, che ha una durata variabile da 15 a 90 minuti, molti pazienti lamentano problemi di gonfiore addominale, che possono persistere alcune ore durante le quali tendono a ridursi spontaneamente; se ciò non avviene l’evacuazione dei gas può essere favorita dall’inserimento di una sonda rettale (un piccolo tubo nell’ano).

Rischi Immediati della Laparoscopia

La laparoscopia diagnostica è un intervento molto sicuro. Tuttavia, come tutte le operazioni chirurgiche, non è esente da rischi, per quanto bassi. Quelli legati all'intervento, comunque rari, sono soprattutto infezioni e sanguinamento della cavità addominale.

Possono comparire anche sintomi legati all'anestesia: i più comuni sono nausea, vomito, ritenzione urinaria, mal di testa. Nel caso sopraggiungessero febbre o brividi, aumento del dolore post-operatorio, vomito e difficoltà a urinare, o ancora arrossamento, gonfiore o sanguinamento della ferita, è necessario avvisare immediatamente il medico.

Rischi a Lungo Termine della Laparoscopia

La laparoscopia non comporta l'impiego di radiazioni. I rischi a lungo termine possono essere legati a complicanze che hanno luogo nel corso dell'intervento. Si tratta tuttavia di eventualità rarissime.

Cosa Aspettarsi Dopo l'Intervento

Terminata la procedura, il paziente viene portato in reparto o nella sala di risveglio, dove saranno monitorati i parametri vitali (pressione del sangue, frequenza cardiaca, respirazione). La degenza in ospedale dura almeno 24 ore, anche se in alcune occasioni la complessità dell'intervento può richiedere una degenza più lunga. In rari casi l'intervento laparoscopico è convertito in operazione a cielo aperto con ricovero e degenza tradizionali.

La laparoscopia è una procedura chirurgica, per quanto mininvasiva. Pertanto, affinché il processo di cicatrizzazione vada a buon fine, nei giorni successivi all’intervento è necessario usare qualche cautela, come per esempio evitare di chinarsi o di sollevare pesi e, per molti tipi di lavoro, attendere la completa cicatrizzazione della ferita prima di riprendere l'attività. La ferita, inoltre, va sempre tenuta asciutta e pulita seguendo le indicazioni ricevute dal medico.

Prevenzione dei Polipi Intestinali

È possibile ridurre notevolmente il rischio di polipi del colon e cancro colorettale sottoponendosi a screening regolari. Anche alcuni cambiamenti nello stile di vita possono aiutare:

  • Adotta abitudini sane. Includi molta frutta, verdura e cereali integrali nella tua dieta e riduci l'assunzione di grassi. Limita l'alcol e smetti di fumare. Mantieniti fisicamente attivo e mantieni un peso corporeo sano.
  • Parla con il tuo medico di calcio e vitamina D. Gli studi hanno dimostrato che aumentare l'assunzione di calcio può aiutare a prevenire il ritorno degli adenomi del colon. Ma non è chiaro se il calcio abbia benefici protettivi contro il cancro del colon. Altri studi hanno dimostrato che la vitamina D può proteggere dal cancro del colon-retto.
  • Considera le tue opzioni se sei ad alto rischio. Se hai una storia familiare di polipi del colon, prendi in considerazione la consulenza genetica. Se ti è stata diagnosticata una malattia ereditaria che causa polipi del colon, avrai bisogno di colonscopie regolari a partire dalla giovane età adulta.

Follow-up Dopo la Rimozione dei Polipi

Se hai avuto un polipo adenomatoso o un polipo seghettato, sei a maggior rischio di cancro al colon. Il livello di rischio dipende dalle dimensioni, dal numero e dalle caratteristiche dei polipi adenomatosi che sono stati rimossi.

Avrai bisogno di screening di follow-up per i polipi. Il tuo medico probabilmente ti consiglierà una colonscopia:

  • In 5-10 anni se hai avuto solo uno o due piccoli adenomi.
  • In 3-5 anni se hai avuto tre o quattro adenomi.
  • In tre anni se hai avuto da 5 a 10 adenomi, adenomi più grandi di 10 millimetri o determinati tipi di adenomi.
  • Entro sei mesi se hai avuto più adenomi, un adenoma molto grande o un adenoma che ha dovuto essere rimosso a pezzi.

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