Artroscopia dell'ATM: Anestesia, Rischi e Benefici

La patologia algico-disfunzionale dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) richiede un approccio terapeutico che prevede uno schema ben definito. La manovra clinica di base è rappresentata dall’artrocentesi, effettuata secondo la tecnica a due vie.

Artrocentesi: Una Tecnica di Base

Si tratta di una procedura introdotta nella prima metà degli anni ’90 che prevede l’accesso allo spazio articolare tramite un ago (solitamente la misura consigliata è di 19 gauge) attraverso il quale viene iniettata soluzione fisiologica. Il razionale prevede sia lo sfruttamento della pressione nell’ottica di risolvere almeno parzialmente la lussazione sia la rimozione di materiale infiammatorio dal sito: all’interno della capsula pesca infatti un secondo ago, che permette il drenaggio dello stesso liquido verso l’esterno.

Alternative Terapeutiche

La review di Samiee del 2011 sottolinea l’efficacia dell’iniezione intrarticolare di cortisonici nel trattamento delle limitazioni in apertura. Bisogna sottolineare il fatto che quelle a cui si è fatto riferimento finora costituiscono sistematicamente terapie non risolutive (si pensi alla tossina botulinica che ha appunto un’efficacia limitata nel tempo) o parzialmente risolutive.

Artroscopia dell'ATM

In questo contesto, è stata proposta l’artrocentesi - o irrigazione articolare, il lavaggio con soluzione fisiologica che costituisce la tecnica chirurgica più semplice e meno invasiva - per rimuovere le lievi aderenze che possono formarsi, liberando così il movimento dell’Atm e riducendo il dolore. Un’altra opzione è costituita dall’artroscopia, che ha l’ulteriore vantaggio di permettere la visualizzazione dell’interno dell’articolazione durante la procedura.

Soluzioni Utilizzate

In entrambi i casi si utilizza classicamente una soluzione di Ringer lattato, in cui sono miscelati cloruro di sodio, lattato di sodio, cloruro di potassio e di calcio in acqua oppure una normale soluzione salina (cloruro di sodio in acqua). Un’altra opzione è data dall’acido ialuronico, componente essenziale dei tessuti connettivi.

Plasma Ricco di Piastrine (PRP) e Plasma Ricco di Fattori di Crescita (PRGF)

Più recente è l’utilizzo di concentrati piastrinici iniettati nell’articolazione temporo-mandibolare: plasma ricco di piastrine (Prp) e plasma ricco di fattori di crescita (Prgf). Nonostante queste soluzioni siano state sperimentate ormai da molti anni, solo di recente è stata effettuata una revisione della letteratura per confrontare le iniezioni di Prp o Prgf con altri trattamenti per l’artrosi dell’Atm.

Pubblicato sul Journal of the American Dental Association a cura di ricercatori dell’Università della Southern California, il lavoro ha esaminato complessivamente 285 pazienti con artrosi all’articolazione temporo-mandibolare e mostra che tutte le sostanze considerate (Prp, Prgf, ma anche acido ialuronico e soluzione salina), applicate attraverso iniezioni o trattamento artroscopico, sono più efficaci rispetto al placebo nel ridurre il dolore; non solo: con i concentrati piastrinici, si sono ottenuti risultati migliori rispetto all’acido ialuronico, anche se gli autori hanno rilevato una generale cattiva qualità scientifica degli studi condotti finora.

Gli autori non hanno invece riscontrato miglioramenti nella massima apertura della bocca con Prp e Prgf rispetto ai gruppi di controllo o a quelli trattati con acido ialuronico.

Chirurgia Open vs. Artroscopia

In ultima analisi, si consideri pertanto la chirurgia open, che secondo la meta-analisi di Al-Moraissi del 2015 conserva una maggiore efficacia nel ridurre il dolore rispetto alla chirurgia artroscopica, la quale però è già ugualmente efficace per quanto riguarda altri reperti clinici come il click e, soprattutto, grado di apertura e funzionalità.

Trattamenti per l'Artrosi dell'ATM

Ad oggi non esiste nessun trattamento globalmente accettato per migliorare i sintomi dell’artrosi dell’articolazione temporo-mandibolare. Anche se non hanno cartilagine ialina, le superfici articolari dell’Atm sono rivestite da fibrocartilagine, che può essere affetta da infiammazione cronica. Clinici e ricercatori hanno mostrato che in alcuni casi possono registrarsi dei benefici ricorrendo a esercizi, massaggi, stecche occlusali e terapia manuale, ma quando questi trattamenti non funzionano i medici devono prendere in considerazione un trattamento, sia pur minimamente, invasivo.

Chirurgia Maxillo-Facciale della Mandibola

La chirurgia maxillo-facciale della mandibola è una branca della chirurgia specializzata nel trattamento delle anomalie, lesioni e malformazioni della mandibola e delle strutture associate. Questa chirurgia può includere interventi per correggere deformità congenite, riparare danni causati da traumi o incidenti, trattare disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), e migliorare l’estetica e la funzionalità della mandibola.

Indicazioni per la Chirurgia Mandibolare

  • Malocclusioni Dentali: Correzione di problemi di allineamento dei denti e delle arcate dentali, spesso attraverso interventi ortognatici.
  • Disturbi dell’ATM: Trattamento di disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, che possono causare dolore, difficoltà di masticazione e scrocchiamenti della mandibola.
  • Asimmetrie Faciali: Correzione di deformità e asimmetrie della mandibola per migliorare l’armonia facciale.
  • Ostruzione delle Vie Aeree: Interventi per ampliare le vie aeree superiori e migliorare la respirazione, particolarmente in pazienti con apnea ostruttiva del sonno.

Benefici della Chirurgia Mandibolare

La chirurgia maxillo-facciale della mandibola offre numerosi benefici che migliorano sia la funzionalità che l’estetica del viso.

Rischi e Complicazioni

La chirurgia mandibolare, come qualsiasi intervento chirurgico, comporta una serie di rischi e complicazioni potenziali. È importante che i pazienti siano consapevoli di questi rischi prima di procedere con l’intervento. Dolore e disagio possono presentarsi nelle prime fasi del recupero, tuttavia con le attuali tecniche operatorie è possibile ridurre al minimo il disagio post-intervento.

Preparazione all'Intervento

Prepararsi per un intervento di chirurgia maxillo-facciale della mandibola richiede diversi passaggi per garantire sicurezza ed efficacia. Innanzitutto, è importante avere una consultazione pre-operatoria dettagliata con il chirurgo, durante la quale si discutono preoccupazioni, aspettative e dettagli della procedura.

La preparazione ortodontica pre-operatoria è un passaggio cruciale per molti interventi di chirurgia maxillo-facciale della mandibola. Inizialmente, il paziente viene sottoposto a una valutazione ortodontica completa, che include radiografie, fotografie e impronte dentali per creare modelli dei denti.

Il trattamento ortodontico pre-operatorio solitamente prevede l’applicazione di apparecchi ortodontici (come i tradizionali apparecchi con staffe e fili o gli apparecchi invisibili) per allineare e posizionare correttamente i denti. Questo allineamento è fondamentale perché garantisce che, una volta che la mandibola viene riposizionata durante l’intervento chirurgico, i denti si incontrino in modo appropriato per una corretta occlusione.

Gli esami medici pre-operatori, come analisi del sangue e valutazione anestesiologica, sono fondamentali per valutare lo stato di salute generale e discutere il tipo di anestesia. Durante la pianificazione pre-operatoria, bisogna sospendere farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento e seguire una dieta sana.

Recupero Post-Operatorio

Durante il periodo di recupero post-operatorio dalla chirurgia maxillo-facciale della mandibola, i pazienti possono aspettarsi una serie di esperienze e sensazioni comuni. Subito dopo l’intervento, è normale provare fastidio e gonfiore nella zona operata. I medici prescriveranno antidolorifici per gestire il dolore e ridurre il disagio. Il gonfiore potrebbe essere più pronunciato nei primi giorni e inizierà a diminuire dopo la prima settimana.

Durante le prime settimane, la dieta sarà limitata a cibi morbidi o liquidi per evitare di stressare la mandibola. L’igiene orale è fondamentale per prevenire infezioni e promuovere una guarigione rapida. Il chirurgo programmerà visite di controllo regolari per monitorare il progresso della guarigione.

Nelle prime settimane post-operatorie, i pazienti devono limitare l’attività fisica intensa per evitare complicazioni. Il recupero completo puòrichiedere diversi mesi, durante i quali il paziente gradualmente riprende la normale alimentazione e attività.

In sintesi, il periodo di recupero post-operatorio richiede pazienza e attenzione alle indicazioni mediche.

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