Artrite: Cosa Sono le Analisi del Sangue e Come Aiutano nella Diagnosi

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria autoimmune cronica che colpisce le articolazioni, presente in tutto il mondo e a tutte le latitudini. La sua prevalenza (numero di casi nella popolazione generale) è compresa tra lo 0,46% e l’1%; In Italia la prevalenza è di un malato ogni 250 abitanti. Nel nostro Paese vi sono quindi circa 400.000 malati di artrite reumatoide. L’incidenza è di 2-4 nuovi casi per anno su 10.000 individui adulti.

La malattia colpisce il sesso femminile più frequentemente del sesso maschile con un rapporto donna/uomo di 3-4:1. La fascia di età dove si registra una maggiore incidenza è quella compresa fra i 40 e i 60 anni, anche se si può manifestare a tutte le età, compresa quella infantile e senile. Tra le malattie osteoarticolari, l’artrite reumatoide rappresenta la malattia più severa in termini di danno strutturale delle articolazioni, di danno osseo secondario, di complicanze extra-articolari, di comorbidità associate e di rischio di mortalità.

Cos'è l'Artrite Reumatoide

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune che attacca i tessuti articolari, in particolare delle mani, di una persona il cui sistema immunitario, invece di proteggere l’organismo dagli agenti esterni come virus e batteri, si attiva in maniera anomala contro di esso. Come accade per altre malattie autoimmuni (come il lupus eritematoso sistemico e la sclerodermia) è lo stesso sistema immunitario - che di norma difende l’organismo dalle aggressioni esterne - ad attaccare i tessuti sani, non riconoscendoli come tali.

Nel caso dell’artrite reumatoide, il “bersaglio” privilegiato del processo infiammatorio cronico è la membrana sinoviale, che è il foglietto di rivestimento interno della capsula articolare e che si riflette ai margini di questa andando poi a rivestire le superfici ossee articolari. In questo caso gli anticorpi colpiscono la nostra membrana sinoviale, il rivestimento interno della capsula articolare, che reagisce all'infiammazione aumentando di volume e dando origine al panno sinoviale. Tale membrana reagisce all'infiammazione aumentando di volume e dando origine al panno sinoviale.

Si parla di tenosinovite, l’infiammazione che coinvolge la guaina tenosinoviale dei tendini. La crescita del panno sinoviale provoca una progressiva distruzione della cartilagine, che nei casi più gravi arriva alle ossa e agli altri tessuti circostanti fra cui tendini e legamenti.

Cause e Fattori di Rischio

La causa dell’artrite reumatoide non è ancora completamente nota, ma di certo la sua patogenesi è multifattoriale. In soggetti geneticamente predisposti, un evento scatenante sarebbe responsabile dell’inizio della cascata di eventi che esita nell’infiammazione articolare.

Le ricerche condotte finora hanno individuato diversi fattori di rischio coinvolti nella patogenesi della malattia, quali fattori genetici e ambientali. Sembra che alcuni fattori ambientali, in soggetti geneticamente predisposti, possano influenzare la frequenza e severità della malattia. Tra i fattori di rischio non genetici ritroviamo il genere, l’età, l’esposizione al fumo di sigaretta, fattori alimentari, fattori ormonali, fattori socio-economici e agenti di natura infettiva.

Sintomi dell'Artrite Reumatoide

La malattia, a causa dell’infiammazione delle articolazioni, si presenta con dolore, gonfiore, rigidità al movimento e successiva perdita della funzionalità delle articolazioni coinvolte. Nella maggior parte dei casi, l’artrite reumatoide si manifesta con articolazioni dolenti, gonfie, calde e arrossate, associate o meno a rigidità mattutina prolungata. Il dolore, sintomo principale, è spontaneo, continuo, spesso difficile da quantificare, presente a riposo e tende a migliorare con il movimento.

La rigidità articolare è più intensa al risveglio e può durare per ore, se non per l’intera giornata. Questa caratteristica differenzia l’artrite reumatoide da altre patologie articolari degenerative non infiammatorie come l’osteoartrosi, in cui la rigidità tende a svanire dopo pochi minuti. La perdita della funzionalità può essere causata nella fase iniziale dalla sinovite (infiammazione della membrana sinoviale) e nella fase avanzata dalle deformità articolari e dalle anchilosi.

Le articolazioni comunemente coinvolte in modo bilaterale e simmetrico (caratteristica tipica della malattia) sono le piccole articolazioni delle mani e dei piedi ed i polsi, ma anche le grandi articolazioni di gomiti, spalle, anche, ginocchia e caviglie possono essere coinvolte. L’esordio è estremamente variabile. Nella maggior parte dei casi è insidioso e graduale (65-70%) ma in alcuni è acuto (10-25%).

Come Diagnosticare l’Artrite Reumatoide

Il sospetto diagnostico va posto ogni volta che una o più articolazioni persistono gonfie e dolenti per più di sei settimane. Nella maggioranza dei casi (55-70%), la malattia si manifesta in maniera graduale, con comparsa di dolori articolari accompagnati o meno da rigidità mattutina prolungata, cui segue nel giro di settimane o mesi la comparsa di segni di infiammazione articolare. I sintomi di esordio, inoltre, sono simili ai sintomi di esordio di diverse malattie reumatiche. Per questo, soprattutto nelle fasi iniziali, può essere difficile da diagnosticare.

In caso di sospetta Artrite Reumatoide il medico prescriverà dei semplici esami del sangue, in cui si ricercheranno tutti quei segnali di processo infiammatorio in atto. Gli esami di laboratorio vengono in aiuto per la formulazione di una corretta diagnosi. Gli esami radiologici periodici aiutano a monitorare l'avanzamento della patologia, anche se la radiologia tradizionale a mani e piedi non riesce spesso a individuare le lesioni nelle fasi iniziali. Utile è invece l’ecografia articolare che rileva un eventuale versamento articolare e la presenza del panno sinoviale.

Esami del sangue

Circa il 70% dei pazienti con Artrite Reumatoide presenta nel sangue alti livelli del Fattore Reumatoide (FR). Il marcatore più specifico è la presenza di anticorpi anti-peptidi citrullinati (anti-CCP). Si può misurare anche l’incremento della VES - un indice infiammatorio che misura la velocità con cui i globuli rossi sedimentano sul fondo della provetta - della Proteina C reattiva (PCR) e la riduzione dell’emoglobina (indice di anemia). Vi sono poi altri esami di laboratorio che, sebbene aspecifici, possono essere alterati in corso di malattia: l’incremento della VES e della Proteina C reattiva (PCR) (suggestivi di un processo infiammatorio in corso), riduzione dell’emoglobina (anemia).

Il Reuma test è un esame di screening per vedere se la persona soffre di una malattia autoimmune. Se questo esame è alterato, generalmente si tratta di artrite reumatoide, la più diffusa. Per avere la certezza che si tratti di artrite reumatoide, quindi, è consigliabile eseguire la Reazione di Waaler Rose come approfon­dimento e conferma. Sono frequenti, però, le alterazioni di que­st’analisi anche se si soffre di altri tipi di malattie autoimmuni come il “lupus eritematoso” (una malattia che oltre a una alterazione alle articolazioni pro­voca uno sfogo cutaneo tale da far apparire la sua testa simile a quella di un lupo) e quant’ altro.

Per l’esecuzione di queste analisi è consigliabile il digiuno dalla sera precedente il prelievo. Si tratta di semplici prelievi del sangue. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Esami Strumentali

Tra gli esami strumentali la prima indagine da eseguire è la radiologia tradizionale (RX mani e piedi) che però nelle fasi iniziali non è in grado di evidenziare le erosioni, alterazioni più tardive tipiche della malattia. L’esame da effettuare immediatamente insieme alla radiografia è l’ecografia articolare che dimostrerà il versamento articolare e l’eventuale presenza del panno sinoviale. Le tecniche di imaging possono valutare il livello di infiammazione e dei danni articolari:

  • Radiografia (per erosioni ossee, restringimenti articolari e segni di osteoporosi)
  • Ecografia articolare (per rilevare l’infiammazione attiva della membrana sinoviale)
  • Risonanza magnetica (per identificare precocemente edemi ossei e sinovite articolare)

In alcuni casi può essere eseguita l’analisi del liquido sinoviale, che mostra un aumento dei globuli bianchi e una riduzione della viscosità nei pazienti con l’artrite reumatoide.

Fattore Reumatoide: Cosa è e Quando Fare il Test

Il fattore reumatoide è un autoanticorpo prodotto dal sistema immunitario, che fa parte della classe di immunoglobuline IgM e che attacca i tessuti del proprio organismo riconoscendoli erroneamente come estranei. Il motivo principale per cui può essere richiesto un esame per la ricerca del fattore reumatoide è la necessità di avere un supporto diagnostico in caso di patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, in particolare. In circa otto pazienti su dieci affetti da questa malattia autoimmune, infatti, il reuma test è alto.

Ecco perché il test può essere prescritto dal medico in presenza di dolori articolari o altre manifestazioni sintomatologiche riconducibili all’artrite reumatoide. La presenza di questi auto anticorpi abbinata ai sintomi e segni tipici della malattia indica con alte probabilità che il paziente soffre di artrite reumatoide. Per riuscire a effettuare una diagnosi anche in queste eventualità, può essere prescritto l’esame per la ricerca degli anticorpi anti-citrullina (anti CCP). Questo test sarebbe in grado di identificare tra il 50 e il 60% dei pazienti che soffrono di artrite reumatoide anche in una fase precoce della patologia.

Insieme ad altri esami quali radiografie, risonanze ed ecografia, il dosaggio del fattore reumatoide può essere utilizzato per la diagnosi di artrite reumatoide, ma anche per escludere malattie che si manifestino con sintomi simili. I pazienti affetti da artrite reumatoide presentano un test positivo per il fattore reumatoide in circa l’80% dei casi.

La sua speci­ficità, però, è scarsa perché la sua positività (cioè la sua presenza) si può riscontrare in molte malattie reumatiche ed infettive e persino nel 3-5 per cento delle persone sane. Fino ad oggi, queste erano le analisi a disposizione del medico per evidenziare la presenza della malattia, analisi che si basavano sulla presenza del sangue del cosiddetto “fattore reumatoide”.

In caso si stiano assumendo particolari medicinali come il cortisone o farmaci immunosoppressivi, è necessario avvisare il medico, in quanto potrebbero alterare l'esito delle analisi. Il Reuma test consente sia la determinazione qualitativa (senza diluizione del campione) che quantitativa su vetrino dei fattori reumatoidi:

  • Metodo qualitativo: la presenza di agglutinazione indica un contenuto di fattore reumatoide nel campione.
  • Metodo quantitativo: il titolo è dato dall'ultima agglutinazione evidente usando diluizioni seriali (con soluzione fisiologica) del campione di siero.

La reazione di Waaler Rose consente di evidenziare nel siero umano la presenza del fattore reumatoide, che si forma nel corso dell'artrite reumatoide. Al microscopio il medico esamina la presenza o l'assenza di agglutinazione visibile subito dopo l'addizione del reattivo al siero del paziente. La presenza di agglutinazione delle emazie >8UI/ml di siero indica che il test è positivo (risultato qualitativo) e il titolo è tratto dall'ultima diluizione del siero che mostra un'agglutinazione macroscopica (risultato semi-quantitativo).

Differenze tra Reuma Test e Reazione di Waaler-Rose

Le differenze tra gli esiti refertati riflettono le differenze tecniche per evidenziare la presenza dei fattori reumatici. La positività ottenuta con una delle metodiche sierologiche è, tuttavia, indice dell'aumento del RF in circolo. Le differenze tra gli esiti refertati riflettono le differenze tecniche per evidenziare la presenza dei fattori reumatici. La limitazione tecnica di questi test comunemente in uso consiste nell'identificazione dei fattori reumatoidi appartenenti unicamente alla classe delle IgM.

Caratteristiche di test utilizzati nella diagnostica per l'artrite reumatoide Sensibilità % Specificità %
Reuma test 70-80 70
Reazione di Waaler Rose 60 80

Come Curare l’Artrite Reumatoide

I farmaci attualmente a disposizione per la cura dell’artrite reumatoide hanno migliorato la prognosi della malattia. Al primo scopo servono i farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) e i corticosteroidi. Attualmente non esiste una cura definitiva per l'artrite reumatoide, ma le terapie disponibili oggi riescono a ridurre l'infiammazione fino a bloccare in molti casi la malattia e consentire una vita il più possibile autonoma.

Fondamentale è la diagnosi precoce di malattia. Esiste, infatti, la cosiddetta “finestra di opportunità", ovvero un periodo iniziale di malattia, corrispondente ai primi 3 mesi dalla comparsa dei sintomi, particolarmente sensibile all’azione dei farmaci anti-reumatici modificanti il decorso della malattia (DMARDs).

Se l’artrite reumatoide non viene correttamente trattata o non risponde alle terapie, l’infiammazione cronica può portare a distruzione della cartilagine, erosioni ossee e deformità. Sono diversi i farmaci per tenere sotto controllo la malattia. Poi ci sono i farmaci biologici, utilizzati nei casi in cui la terapia con DMARDs non sia più efficace. I farmaci biologici sono realizzati a partire da cellule di organismi viventi a differenza dei farmaci sintetici che sono prodotti attraverso processi chimici.

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