Antinfiammatori e Spermiogramma: Quali Effetti sulla Fertilità?

La fertilità maschile è un parametro fondamentale per la salute riproduttiva di un uomo e dipende da diversi fattori, tra cui la qualità e la quantità degli spermatozoi. Una normale funzionalità testicolare, un buon equilibrio ormonale e un corretto stile di vita sono elementi chiave per mantenere una fertilità ottimale.

Negli ultimi decenni, diversi studi hanno evidenziato un calo progressivo della qualità dello sperma. Una ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction Update ha mostrato come, dal 1973 al 2011, la concentrazione media di spermatozoi sia diminuita di circa il 52,4% nei paesi occidentali.

L’utilizzo di farmaci prima dell’esame del liquido seminale può influenzare il risultato dello spermiogramma. Alcune categorie di medicinali, infatti, fungono da inibitori della spermatogenesi, ovvero il processo di maturazione delle cellule germinali maschili, alterando i risultati dell’analisi.

L'Effetto dell'Ibuprofene sulla Fertilità Maschile: Uno Studio Franco-Danese

Questa segnalazione ci giunge da un recente lavoro condotto da un gruppo di ricercatori franco-danesi ed pubblicato la settimana scorsa sulla rivista scientifica “Proceedings of the National Academy of Sciences”. I ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato e controllato con placebo per valutare un possibile effetto di ibuprofene sul feedback ipofisi-gonadi.

L’Ibuprofene è un antinfiammatorio, antidolorifico presente in più di cento farmaci molto utilizzati e noti (Algofen, Brufen, Arfen, Nurofen, Moment, Antalgil ed altri ancora) e che viene utilizzato con una certa facilità e senza molte precauzioni anche nei giovani sportivi che praticano soprattutto “sport di contatto” per prevenire, prima della gara o confronto sportivo, eventuali dolori legati al contrasto agonistico. Spesso viene assunto dagli sportivi agonisti per prevenire il dolore durante una gara o può essere usato come semplice analgesico. In pochi però sanno che assumere frequentemente ibuprofene non è esente da effetti collaterali e può ridurre la fertilità maschile.

Lo studio franco-danese che avrebbe individuato la correlazione tra uso di ibuprofene e calo di testosterone è partito dall’analisi degli effetti dei comuni farmaci da banco sulle donne incinte. I ricercatori erano intenti a valutare gli effetti dell'aspirina, del paracetamolo e dell’ibuprofene sullo sviluppo dei testicoli nei feti di sesso maschile. Una volta dimostrato che l’assunzione di questo antinfiammatorio in gravidanza è in grado di agire sulla formazione dei testicoli dei nascituri, gli scienziati si sono chiesti quali effetti avrebbe potuto avere una terapia più lunga durata a base di ibuprofene nei maschi adulti.

Dettagli dello Studio

Partendo da questa premessa i nostri ricercatori hanno condotto uno studio a random su 31 giovani uomini volontari, di età compresa tra i 18 e i 35 anni: a 14 di questi è stata somministrata una dose complessiva di 1200 mg di Ibuprofene al giorno, distribuita in due volte al giorno; in pratica la dose massima giornaliera, consigliata sul bugiardino, per 14 giorni mentre ai restanti uomini è stato dato un placebo con le stesse modalità di somministrazione.

A questo punto sono state condotte le relative indagini ormonali di controllo ed è stato così verificato che l’antinfiammatorio in questione alterava l’equilibrio ormonale soprattutto a livello dell'ipofisi (ghiandola posta sotto il nostro cervello e capace di regolare tutto il sistema endocrino del nostro organismo) che è la struttura anatomica che ordina anche la produzione di testosterone a livello testicolare.

Quest’alterazione dell’attività ipofisaria si è vista così associata ad una significativa alterazione della fertilità di questi giovani maschi, che avevano assunto l’Ibuprofene solo per 14 giorni e che presentavano liquidi seminali da over 50.

Dobbiamo segnalare che questo antinfiammatorio, proprio per le alterazioni ormonali che può dare, ha effetti negativi anche a livello cardiovascolare e sull’umore con possibili episodi associati a depressione.

I giovani arruolati nello studio comunque si sono “salvati” e hanno recuperato a pieno la loro attività androgenica ma ora diventano importanti ed interessanti le future ricerche cliniche anche in quelle popolazioni di pazienti che usano l’Ibuprofene a dosi più basse ma per terapie continuative, croniche e quindi di lunga durata.

Lo studio ha dimostrato che ibuprofene porta a una repressione trascrizionale delle cellule endocrine nei testicoli umani. L’assunzione di ibuprofene in particolare sarebbe responsabile dell’alterazione di una serie di importanti aspetti della funzione testicolare, tra i quali la produzione di testosterone. Più in dettaglio, questo farmaco determina una repressione trascrizionale selettiva delle cellule endocrine del testicolo, fatto questo che a sua volta provoca un aumento degli ormoni ipofisari .

Al termine di questo periodo, i livelli dell’ormone ipofisario LH (ormone luteinizzante) e di ibuprofene sono risultati correlati, mentre parallelamente è risultato diminuito il rapporto testosterone/LH (segno di una disfunzione testicolare).

In una seconda parte dello studio gli autori hanno utilizzato degli espianti di testicolo adulto che sono stati esposti o meno all’ibuprofene; in questo modo è stato possibile dimostrare che l’esposizione all’ibuprofene riduce l’attività endocrina delle cellule di Sertoli e di Leydig del testicolo; la produzione di testosterone risulta ridotta attraverso la repressione trascrizionale.

Effetti dei FANS e degli Antinfiammatori Steroidei sulla Fertilità Naturale

Molte volte si ipotizza che una infertilità possa essere dovuta all’assunzione di questi farmaci.

Per quanto riguarda i FANS, possono avere un’azione inibendo la rottura del follicolo nel momento dell’ovulazione. Per quanto questo effetto esista, bisognerebbe ipotizzare una paziente che assuma sempre farmaci a piene dosi nei giorni periovulatori. Sapendo che sono farmaci solitamente usati per il dolore acuto, è poco probabile che una paziente assuma sempre questi farmaci ogni mese in periodo periovulatorio. Per cui escluderei, nella vita reale, un vero effetto di questi farmaci sulla sterilità.

I cortisoni, invece, possono alterare il meccanismo ovulatorio e di formazione dell’ovocita. Quindi un’assunzione cronica, per qualche mese, di questi farmaci potrebbe causare in quegli stessi mesi un periodi di anovulatorietà.

Antinfiammatori e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

I FANS sono fra i farmaci più usati al mondo ed è quindi frequente che debbano essere assunti anche durante la stimolazione ovarica, o durante le prime fasi della gravidanza. Si suddividono in molte categorie, a seconda della loro via di assunzione, della loro potenza e dei loro effetti collaterali, ma le cose da osservare sono principalmente queste:

  • Perché sto assumendo un FANS? È sempre consigliabile informare il medico se si devono assumere antidolorifici, non tanto per il rischio insito nel farmaco stesso, quanto per capire se la causa del dolore che hanno possa essere in qualche modo correlata con i farmaci della PMA.
  • Se devo assumere un FANS, quale FANS assumere? Indicativamente, come antidolorifico, la tachipirina al dosaggio di un grammo. Possono essere usati anche gli altri FANS, per esempio l’Ibuprofene, al dosaggio di 1200 mg al giorno.

I FANS non interferiscono con la PMA, ma possono avere degli effetti diretti:

  • Possono causare un’inibizione dell’ovulazione se assunti a dosaggio pieno nei giorni nei quali il follicolo deve rompersi. Quando vi è il pericolo di una possibile ovulazione pre pickup (ovulazione anticipata) può essere razionale usarli proprio per ridurre il rischio di rottura spontanea follicolare.
  • Possono avere anche un effetto di inibizione delle contrazioni uterine, inibendo delle sostanze chiamate prostaglandine. Si era ipotizzata, quindi, la loro somministrazione in fase di transfer embrionale per evitare delle contrazioni anomale dell’utero subito dopo il transfer.

L’aspirina a basso dosaggio ha un effetto antiaggregante piastrinico, aumentando la “fluidità del sangue”. Questo potrebbe essere un effetto che favorisce l’afflusso di sangue all’utero e alla placenta. I dati scientifici sull’argomento, però, sono contradittori e non univoci se non, forse, per una riduzione del rischio di ipertensione in gravidanza. Quindi l’uso dell’aspirina a basso dosaggio può avere un razionale nella fase di transfer embrionale, anche se non supportata da robusti dati scientifici.

Utilizzo degli Antinfiammatori Steroidei nella PMA

Non è frequente che una persona che assume dosi croniche di cortisone si sottoponga a pickup. Quando succede, però, non vi è alcun effetto diretto sull’esito della PMA.

La stimolazione ovarica non viene influenzata dall’assunzione di cortisone (è solo l’ovulazione naturale che può risentirne). Sono invece spesso usati nella preparazione al transfer per un effetto “immunomodulante” che potrebbe aiutare l’attecchimento embrionale. Il dosaggio è molto discusso, il tipo di cortisone da usare anche, e i dati a favore non sono così chiari.

In Sintesi: Cosa Fare?

  • Informare il proprio centro PMA sul perché si sta assumendo un FANS o un cortisonico. Il problema non è tanto l’assunzione del FANS, ma la ragione che porta ad assumerli.
  • Chiedere sempre il parere del proprio Medico sul tipo e dosaggio.
  • Uno stato di flogosi generalizzata a bassa intensità potrebbe influenzare l’impianto embrionale (per questo si dosa sempre una Proteina C reattiva - PCR - nelle fasi di pre transfer). Quindi si possono assumere, anzi potrebbero avere un effetto positivo sull’attecchimento, ma vanno sempre valutati con attenzione.
  • Il cortisonico, così come l’aspirina a basso dosaggio, nella fase di preparazione al transfer potrebbero avere un razionale, ma, ad oggi, non vi sono dati univoci sulla loro utilità.

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