Antibiotici e Glicemia: Effetti e Considerazioni

La relazione tra l'uso di antibiotici e i livelli di glicemia è un argomento di crescente interesse nella comunità medica. Questo articolo esplora questa connessione, analizzando studi scientifici e fornendo consigli per le persone con diabete.

Antibiotici e Rischio di Diabete di Tipo 2

Kristian Hallundbæk Mikkelsen e colleghi della Gentofte Hospital di Hellerup, in Danimarca, hanno voluto osservare se l’uso di antibiotici può essere associato con lo sviluppo del diabete di tipo 2. I risultati hanno mostrato un numero maggiore di prescrizioni di antibiotici nelle persone con diabete di tipo 2, pari a 0,8 per anno rispetto alle 0,5 per anno richieste per quelli senza diabete.

Gli antibiotici a spettro ristretto, cioè efficaci contro batteri specifici, come la penicillina V hanno mostrato avere l’associazione più forte con il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Questo legame può trovare delle spiegazioni in letteratura. Alcuni studi scientifici, infatti, riportano che l’uso di antibiotici nei bambini può alterare la composizione dei batteri intestinali.

I ricercatori sono cauti nel commentare i risultati del lavoro, pubblicato su Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, aggiungendo che sono necessarie ulteriori ricerche per capire cosa determina il legame tra l’uso di antibiotici e rischio di diabete di tipo 2. “Il diabete è una delle più grandi sfide di oggi dell’assistenza sanitaria, con un’incidenza crescente a livello globale. Ulteriori indagini sugli effetti a lungo termine dell’uso di antibiotici sul metabolismo degli zuccheri e sulla intestino composizione dei batteri potrebbe rivelare risposte preziose su come affrontare questa crisi di salute pubblica.

Uno studio case-control ha investigato la possibile implicazione degli antibiotici nello sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e, quando identificata una responsabilità, accertato l’effettiva dipendenza dall’assunzione di specifici farmaci. La ricerca è stata condotta su 5,6 milioni di casi riportati nella popolazione danese durante il periodo compreso fra Gennaio 2000 e Dicembre 2012; una combinazione di tutti i dati registrati nel Danish National Prescription Registry, il Danish National Registry of Patients and il Danish Person Registry.

La valutazione del tasso di probabilità (OR) per l’associazione fra antibiotici e diabete di tipo 2 ha rivelato un OR particolarmente superiore nei casi in cui erano somministrati antibiotici battericidi ed a spettro-ristretto rispetto a quelli in cui erano usati antibiotici batteriostatici e ad ampio-spettro; non è stata tuttavia riscontrata una chiara associazione fra il diabete di tipo 2 ed una specifica classe di antibiotici.

I risultati riportati nell’articolo forniscono quindi delle iniziali prove sul coinvolgimento degli antibiotici nello sviluppo del diabete di tipo 2; i ricercatori ritengono però necessari ulteriori studi per la valutazione degli effetti degli antibiotici a lungo termine sul metabolismo dei lipidi e del glucosio, e dell’aumento di peso corporeo.

Antibiotici, Infiammazioni e Glicemia: Cosa Sapere

Secondo alcune persone affette da diabete, assumere terapia antibiotica fa aumentare la glicemia. Ma è vero o falso?

Non sono gli antibiotici a far alzare la glicemia, ma qualsiasi tipo di infiammazione o infezione che ne richieda la somministrazione - spiega l’esperto. - L’infezione fa alzare la glicemia mentre l’antibiotico, curando lo stato flogistico, la riporta alla normalità.

Per spiegarci, la glicemia può essere un ottimo campanello d’allarme di un’infiammazione o infezione; infatti, quando, a parità di terapia, alimentazione, attività fisica, variabili più comunemente coinvolte nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, la glicemia si alza, potrebbe significare che qualcosa sta succedendo nell’organismo.

A volte, in caso di infezioni con febbre, potrebbe alzarsi prima la glicemia della febbre; in questi casi, che in estate possono riferirsi per esempio alle cistiti, nelle donne, ma anche ad otiti da colpo d’aria, raffreddori, mal di denti o altre situazioni di flogosi, è importante curare nel più breve tempo possibile la causa dell’infiammazione/infezione per far tornare la glicemia a valori normali senza dover modificare la terapia insulinica o il dosaggio dei farmaci ipoglicemizzanti.

L’antibiotico di per sé non incide sull’aumentare della glicemia. Le infezioni, indipendentemente dall’assunzione di antibiotici, possono causare un aumento temporaneo della glicemia. Alcuni antibiotici possono interferire con l’azione di alcuni farmaci antidiabetici orali, come i sulfamidici. Questo può portare a un aumento della glicemia in alcuni pazienti.

Alla luce di questa realtà, possiamo anche affermare che l’aumentare della glicemia può essere letto come un campanello d’allarme. Alcune volte la glicemia alta può anticipare l’insorgenza di stati febbrili. Discorso diverso se si stanno assumendo farmaci, come il cortisone ad esempio, per infezioni più gravi. Il cortisone nelle sue caratteristiche può portare ad alterare i livelli di glicemia.

Se sei diabetico e stai assumendo antibiotici, è importante monitorare attentamente i livelli di glicemia. Se noti un aumento significativo della glicemia durante l’assunzione di antibiotici, informa il tuo medico curante.

Antimicrobico-Resistenza e Diabete Mellito

L’antimicrobico resistenza (o antibiotico-resistenza) è la capacità dei microorganismi resistere ai trattamenti antimicrobici. I batteri resistenti sopravvivono anche dopo la somministrazione dell’antibiotico, allungando il decorso della malattia o portando a complicanze, con gravi rischi per la salute individuale e più in generale per la sanità pubblica, richiedendo maggiore necessità di assistenza sanitaria o il ricorso ad antibiotici alternativi, più costosi e/o con maggiori effetti collaterali.

L’Italia è uno dei paesi dove è maggiore la diffusione di germi antibioticoresistenti, registrando nel 2018 rispetto alla media europea le percentuali più alte di resistenza alle principali classi di antibiotici per 8 batteri sotto sorveglianza* (dati della sorveglianza nazionale per l’antibiotico-resistenza AR-ISS). La situazione sta peggiorando in quanto stanno comparendo nuovi ceppi batterici resistenti contemporaneamente a più antibiotici; in questo caso si parla di batteri multiresistenti (ad esempio il temibile Stafilocco Aureo meticillino-resistente o MRSA).

Con il tempo questi batteri possono diventare resistenti anche a tutti gli antibiotici in circolazione. Senza antibiotici, si tornerebbe indietro all’epoca pre-antibiotica in cui non sarebbero più possibili trapianti d’organo, chemioterapie anticancro, terapie intensive e altre procedure mediche. Le malattie di origine batterica si diffonderebbero, non potrebbero essere più curate e sarebbero quindi mortali.

Questo pericolo è in particolare rilevante per le persone affette da diabete mellito, un noto fattore di rischio per alcune malattie batteriche in quanto a volte caratterizzato da uno stato di immunodepressione. Le persone con diabete immunodepresse sono quelle che presentano uno scarso compenso glicemico, in quanto la iperglicemia riduce la funzionalità dei globuli bianchi e la risposta anticorpale.

Livelli di glicemia maggiori di 200 mg/dl danneggiano la funzione dei neutrofili, i globuli bianchi maggiormente coinvolti nella risposta dell’organismo all’aggressione batterica. Inoltre, a causa della frequenza di infezioni, le persone con diabete vengono trattate con antibiotici più spesso dei non diabetici e questo può portare ad un aumento della antibioticoresistenza batterica. In effetti dati di alcune ricerche scientifiche effettuate su persone con ulcere cutanee hanno rilevato che il 70% dei batteri antibioticoresistenti veniva isolato da persone con diabete.

La causa principale della crescita e della diffusione di microorganismi resistenti è l’uso improprio o scorretto di antibiotici. Un antibiotico viene usato in modo improprio quando non serve: nella maggior parte dei casi raffreddore e influenza sono causati da virus, ovvero da microrganismi contro i quali gli antibiotici non sono efficaci. In questi casi l’uso di antibiotici non porta a nessun miglioramento: ad esempio, gli antibiotici non riducono la febbre né fanno smettere di starnutire.

Un antibiotico viene usato in modo non corretto, ad esempio se si accorcia la durata del trattamento o si riduce la dose, non osservando la posologia corretta: in questo caso la quantità di farmaco presente nell’organismo sarà insufficiente per combattere efficacemente i batteri, che sopravvivono e possono così sviluppare resistenza.

Tutti possono e devono contribuire a far sì che gli antibiotici mantengano la loro efficacia. Un uso responsabile degli antibiotici può contribuire ad arrestare il fenomeno, assicurando l’efficacia degli antibiotici anche per le future generazioni. Su questa base, è importante sapere quando è appropriato prendere gli antibiotici e come prenderli in modo responsabile.

Come Combattere l'Antibiotico-Resistenza: Azioni Concrete

  • Assumere gli antibiotici solo se prescritti dal medico
  • Rispettare le modalità e i tempi di assunzione raccomandati dal medico (non saltare le dosi e non sospendere anticipatamente la cura, anche se ci si sente meglio)
  • Non assumere di propria iniziativa antibiotici avanzati da terapie precedenti

Inoltre per le persone con diabete è anche in questo caso fondamentale mantenere un buon compenso glicemico, per migliorare la risposta del sistema immunitario alle infezioni batteriche.

Domande e Risposte

D: Sono affetto da diabete mellito in cura con metformina (metfonorm 1000 mg) con la quale riesco a controllare la glicemia. Attualmente sto ancora assumendo antibiotici orali dopo un ricovero in ospedale per una polmonite in fase oramai di risoluzione. Ho riscontrato sia nelle misurazione che mi venivano praticate in ospedale ed ora a casa un aumento della glicemia. Volevo sapere se l’assunzione degli antibiotici (claritromicina e cefixima) che si protrae oramai da 1 mese, puo’ influenzare la glicemia.

R: Più che gli antibiotici è l’infezione (polmonite) e lo stato infiammatorio che spesso scompensano il diabete. Se persistono valori elevati di glicemia le consiglio una visita dal diabetologo per apportare le modificazioni terapeutiche opportune e molto probabilmente solo temporanee.

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