Anemia Ferropriva e Valori Normali di Ferritina: Una Guida Completa

Il ferro è un elemento essenziale per la formazione del pigmento dei globuli rossi e quindi per il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti del corpo umano. Nell'organismo, il ferro è sempre legato a delle proteine specifiche che servono per immagazzinarlo (ferritina) e per trasportarlo (transferrina, lattoferrina) perché se fosse libero sarebbe tossico. Il dosaggio della ferritina viene richiesto per valutare le riserve di ferro nell’organismo.

Cos'è la Ferritina?

La Ferritina è la proteina di deposito del ferro e indica i livelli di ferro nell'organismo. Ogni molecola di ferritina può contenere fino a 4.500 o 5000 ioni ferro, allo stato di ione ferroso (Fe3+). Sebbene nel sangue la ferritina si trovi in quantità limitate, dove svolge il ruolo di vettore, la sua concentrazione è direttamente correlata alle riserve complessive di ferro nell’organismo.

Valori Normali di Ferritina

I valori normali di ferritina oscillano tra 15-300 nanogrammi/ml. I valori di riferimento della ferritina nel sangue sono maggiori negli uomini rispetto che nelle donne in età fertile: circa tra i 20 e i 250 ng/mL per gli uomini e tra i 10 e i 120 ng/mL per le donne. Dopo la menopausa, invece, i valori tendono ad essere uguali nei due sessi.

Fattori che influenzano i livelli di ferritina:

  • Età: Normalmente, i livelli medi di ferritina sono lievemente più elevati alla nascita (400 ng/mL) e verso i due mesi di vita si arriva a circa 600 ng/mL.
  • Sesso: I valori di ferritina sono più alti nell'uomo, mentre risultano più bassi nella donna prima della menopausa.
  • Diminuzione: I livelli della ferritina tendono a scendere in gravidanza, soprattutto a partire dal terzo mese. Una diminuzione dei valori si riscontra anche nelle persone che praticano un'attività fisica intensa e regolare.

Aumento della Ferritina

Un aumento della ferritina può essere indice di sindromi emolitiche, talassemia, stati flogistici, neoplasie, epatite, etilismo, cirrosi, malattie autoimmuni. Aumenti della ferritina rispetto ai valori normali possono essere dovuti a: malattie del fegato, una malattia genetica detta emocromatosi, alcuni tumori maligni (del seno, dei polmoni, del pancreas, del colon, del rene, leucemie, neuroblastoma, malattia di Hodgkin), infezioni acute e croniche, alcune malattie autoimmunitarie (artrite reumatoide e lupus eritromatosus) ed eccessive trasfusioni di sangue.

Diminuzione della Ferritina

La diminuzione dei valori della ferritina nel sangue (ipoferritinemia) indica che le riserve di ferro sono scarse. Bassi livelli di ferritina possono essere dovuti a: carenza cronica di ferro, carenza di vitamina C e malnutrizione (riduzione delle proteine corporee). Un basso livello di ferritina nel sangue è ritenuto l'indicatore più precoce di un impoverimento dei depositi del minerale.

Una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno rossi della norma (microcitici e ipocromici), indica un’anemia sideropenica (causata da carenza di ferro). Altra causa comune di ipoferritinemia è un incremento delle perdite o del fabbisogno (ipermenorrea, sanguinamenti del tratto gastro-intestinale e gravidanza).

Anemia Sideropenica

L’anemia sideropenica è la più frequente e diffusa forma di anemia, la cui caratteristica principale è la carenza di ferro, elemento essenziale per la vita. La comparsa dell’anemia è un processo molto lento. In una prima fase (sideropenia) vengono utilizzate le riserve di ferro e quando esse terminano si instaura l’anemia vera e propria.

Sintomi dell'Anemia Sideropenica

I sintomi tipici sono pallore, stanchezza, palpitazioni, mancanza di fiato, scarsa resistenza allo sforzo, ma possono essere presenti anche lesioni della cute e fragilità delle unghie. È possibile, pertanto, scoprire delle forme di anemia che non causano disturbi (asintomatiche) in occasione di analisi di laboratorio eseguite per altri motivi. Se sono presenti uno o più dei disturbi (sintomi) sopraindicati è consigliabile consultare il medico curante che effettuerà una visita generale e, se lo riterrà necessario, prescriverà alcuni semplici esami del sangue.

Diagnosi dell'Anemia Sideropenica

Per la diagnosi dell’anemia sideropenica si prendono in considerazione i valori di emoglobina e la grandezza dei globuli rossi, misurata con il volume corpuscolare medio (MCV): in questa forma i globuli rossi sono infatti piccoli. Il numero totale dei globuli rossi è poi ridotto. Si valuta quindi l’assetto marziale, attraverso i parametri del ferro, della transferrina e della ferritina. Valutati assieme, questi consento di porre diagnosi di carenza di ferro.

Esami del sangue per l'anemia

  • Sideremia: Il test misura la concentrazione di ferro nel sangue.
  • Ferritina: Il test misura la concentrazione della ferritina nel sangue.
  • Transferrina: Il test misura la capacità totale del corpo di trasportare il ferro.
  • Emocromo: Valutazione dei globuli rossi, emoglobina, ematocrito, globuli bianchi e piastrine.

Cause dell'Anemia Sideropenica

Tra le donne è frequente che il motivo possa essere un aumentato flusso mestruale o una gravidanza, la cui richiesta di maggiore fabbisogno potrebbe non essere adeguatamente compensata dalla dieta. Per entrambi i sessi è frequente che l’anemia sia causata da perdite di sangue del tratto gastrointestinale. In alcuni casi la causa può essere un alterato assorbimento o uno scarso apporto, specie nelle diete vegane. Altre cause includono: ridotta disponibilità di ferro, per mancanza di sostanze nutritive o per malattie da malassorbimento.

Terapia per l'Anemia Sideropenica

Nella maggioranza dei casi la terapia consiste nella somministrazione per via orale di sali ferrosi o ferrici, a seconda della tollerabilità e della capacità di assorbimento dell’individuo. Il primo punto è il più importante perché qualsiasi terapia farmacologica sarebbe inefficace se non fossero eliminate le cause alla base della mancanza di ferro. Per ricostituire le riserve, la terapia migliore è il ferro da prendere per bocca (via orale) perché è efficace e sicuro.

La quantità (dose) può variare da 100 a 200 milligrammi al giorno, suddiviso in due dosi da prendere, preferibilmente, a digiuno. In questo modo, si assicura un efficace assorbimento del ferro e un rapido recupero dei livelli di emoglobina che possono aumentare anche di 1-2 grammi/decilitro in 2-4 settimane. La cura (terapia) dovrà essere continuata fino a riportare a livelli normali la quantità di ferro nei depositi.

Nei casi con scarso assorbimento, è a volte necessaria la somministrazione per via endovenosa, come in una rara condizione detta irida (iron refractory iron deficiency anemia, ovvero anemia ferro-carente refrattaria al ferro) dovuta a una mutazione genetica di una proteina coinvolta nell’assorbimento e trasporto del ferro.

Effetti Collaterali e Alternative

Tra le cause principali del fallimento delle cure vi è la scarsa collaborazione del malato nel rispettare le indicazioni e la durata della terapia prescritta dal medico. Solitamente, ciò avviene a causa della comparsa di effetti indesiderati (effetti collaterali) causati dal ferro che possono consistere in nausea, dispepsia, stipsi o diarrea, feci scure. Per ridurre tali disturbi, può essere utile suddividere e ridurre il dosaggio giornaliero e, contemporaneamente, prendere 500 unità di vitamina C che amplifica l'assorbimento del ferro. Alternative al solfato ferroso sono il gluconato ferroso e il fumarato ferroso.

Il Ruolo dell'Alimentazione

Una corretta alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel mantenere i livelli di ferritina nella norma. Il nostro corpo, infatti, non può produrre il ferro da sé, ma deve ricavarlo dal cibo.

Alimenti ricchi di ferro:

  • Origine animale: Fegato e frattaglie, carni (specialmente tacchino), pesce azzurro e molluschi, tuorlo d'uovo.
  • Origine vegetale: Legumi, frutta secca, cereali integrali, cioccolato fondente, farina di soia, erbe aromatiche.

Un ottimo alleato nell’assorbimento del ferro è la vitamina C, presente in buone quantità in agrumi e verdura. Sarebbe invece preferibile evitare di assumere alimenti ricchi di calcio in associazione con quelli ricchi di ferro non-eme, in quanto ne inibiscono l’assorbimento.

Transferrina e la sua importanza

La transferrina è una proteina plasmatica impiegata nel trasporto del ferro nel sangue. È in grado di captare solamente il ferro trivalente e normalmente è satura di ferro per circa il 50%. L'aumento della transferrina può essere dovuta a carenza di ferro e ad anemie sideropeniche; può presentarsi, inoltre, in gravidanza o in seguito all'assunzione di anticoncenzionali. La diminuzione può indicare emocromatosi, epatopatie e condizioni di carenza proteica.

Tabella riassuntiva dei valori e delle loro implicazioni

Parametro Valori Normali Possibili Cause di Aumento Possibili Cause di Diminuzione
Ferritina (Uomini) 20-250 ng/mL Malattie del fegato, emocromatosi, tumori, infezioni, malattie autoimmunitarie Carenza di ferro, carenza di vitamina C, malnutrizione
Ferritina (Donne) 10-120 ng/mL Malattie del fegato, emocromatosi, tumori, infezioni, malattie autoimmunitarie Carenza di ferro, carenza di vitamina C, malnutrizione, gravidanza
Sideremia (Valori specifici da laboratorio) Malattie genetiche, eccessive trasfusioni, emosiderosi, epatite virale acuta, leucemie Aumento delle richieste, ridotto assorbimento, emorragie, anemia sideropenica
Transferrina (Valori specifici da laboratorio) Carenza di ferro, anemie sideropeniche, gravidanza, assunzione di anticoncezionali Emocromatosi, epatopatie, carenza proteica

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