La carenza di vitamina D è una condizione sempre più diffusa, soprattutto nei mesi invernali o in particolari fasce di popolazione. La vitamina D è una vitamina liposolubile che il nostro corpo può produrre in modo autonomo attraverso l'esposizione alla luce solare. Questa vitamina, fondamentale per il benessere dell'organismo, gioca un ruolo cruciale nella salute delle ossa, nel corretto funzionamento del sistema immunitario e anche nel metabolismo di calcio e fosforo.
Cos'è il Deficit di Vitamina D?
Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L. La vitamina D, chiamata anche vitamina del sole, è presente nel corpo umano in due forme: la vitamina D2 (ergocalciferolo), assunta attraverso l’alimentazione, e la vitamina D3 (colecalciferolo), ormone sintetizzato dall’organismo a livello cutaneo grazie all’esposizione ai raggi ultravioletti B (UVB). È nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici. Infatti, la vitamina D, oltre che per rinforzare le ossa, è importante anche per mantenere la salute cardiovascolare, per ridurre la crescita delle cellule tumorali, per aiutare a controllare le infezioni e ridurre le infiammazioni, per il funzionamento della tiroide.
Come si crea la Vitamina D?
La presenza nell’organismo di vitamina D è dovuta in minima parte all’assunzione alimentare. L’apporto alimentare garantisce solo il 10-15% del fabbisogno di vitamina D, mentre la maggior parte è sintetizzata dall’organismo tramite sintesi cutanea.
Cause della Vitamina D Bassa
Le cause di carenza di vitamina D possono essere molteplici. In sintesi, il deficit di vitamina D è determinato nella maggior parte dei casi da una ridotta esposizione alla luce del sole e/o da un diminuito assorbimento e/o da un insufficiente apporto con la dieta. Ecco le principali cause:
- Inadeguata esposizione al sole: Un'inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB). Prima di tutto, la modalità di esposizione solare che contraddistingue l'uomo contemporaneo è "sbagliata". E' troppa nei periodi in cui i raggi sono più intensi, e ciò avviene senza un'adeguata preparazione. Al contrario, l'esposizione solare dovrebbe avvenire costantemente nell'anno, ed essere maggiore quando i raggi sono "tollerabili".
- Fattori individuali e ambientali: Diversi sono i fattori in grado di influenzare la sintesi di 25(OH)D alcuni legati alle caratteristiche dell’individuo come sesso e fototipo, altri ambientali come attività fisica, eccesso ponderale, tempo di esposizione alla luce solare, latitudine, stagione, inquinamento, uso di filtri solari e consumo di supplementi.
- Età avanzata: In aggiunta, nel corso dell’invecchiamento i meccanismi di sintesi della vitamina D da parte dell’epidermide diventano progressivamente meno efficienti.
- Malattie e farmaci: Anche patologie da malassorbimento (celiachia, morbo di Crohn, fibrosi cistica e rettocolite ulcerosa), patologie del fegato o dei reni, e l’uso di alcuni farmaci (ad es.
- Alimentazione insufficiente: Il deficit di vitamina D può essere dovuto a diverse cause: insufficiente apporto alimentare o aumento del fabbisogno, alterato assorbimento intestinale.
Fattori di Rischio
I fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono:
- Fumo di sigaretta
- Età avanzata
- Obesità
- Allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D)
- Morbo di Crohn
- Celiachia
- Bypass gastrico
- Insufficienza renale ed epatica
- Osteoporosi
- Iperparatiroidismo
- Linfomi
- Malattie granulomatose (sarcoidosi, tubercolosi, istoplasmosi)
Sintomi della Carenza di Vitamina D
Riconoscere una carenza di vitamina D non è sempre immediato, poiché i sintomi possono essere vaghi e aspecifici. La carenza di vitamina D è asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto grave. Spesso si tratta di manifestazioni generiche, come una sensazione costante di stanchezza, scarsa concentrazione o malessere diffuso.
Ecco alcuni sintomi comuni:
- Debolezza e predisposizione ad Infezioni: Uno dei ruoli più importanti della vitamina D è di contribuire alla funzionalità del sistema immunitario in modo di combattere correttamente infezioni virali e batteriche.
- Stanchezza cronica: La Stanchezza cronica è identificabile come un costante senso di astenia e debilitazione.
- Dolore alle ossa e mal di schiena: Dolore osseo, fratture ricorrenti, mal di schiena possono essere segni di livelli inadeguati di vitamina D nel sangue.
- Depressione: Depressione e sbalzi di umore possono essere associati a bassi livelli di Vitamina D.
- Guarigione delle ferite compromessa: La lenta e scarsa rimarginazione di ferite dopo un infortunio 0 un intervento può essere un segno che i livelli di vitamina D sono troppo bassi.
- Osteoporosi: Molte persone anziane a cui viene diagnosticata osteoporosi soffrono di carenze di Vitamina D.
- Perdita capelli: La perdita di capelli nelle donne è stata collegata a bassi livelli di vitamina D.
- Dolore muscolare: Vi sono alcune prove che la carenza di vitamina D possa essere una potenziale causa di dolore muscolare nei bambini e negli adutti.
Altri Sintomi
- Dolore alle ossa
- Dolore alle articolazioni
- Dolori muscolari
- Debolezza muscolare
- Ossa fragili
- Contrazioni muscolari involontarie
- Stati confusionali
- Difficoltà a pensare in modo chiaro
- Ansia
- Disturbi del sonno
Sintomi Neurologici
La carenza di vitamina D può effettivamente avere una serie di sintomi neurologici, anche se non è sempre il primo sospetto quando si verificano. Alcuni sintomi neurologici legati alla carenza di vitamina D possono includere stanchezza e debolezza muscolare, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, depressione e irritabilità.
Sintomi agli Occhi
La carenza di vitamina D può influenzare anche la salute degli occhi, sebbene i sintomi oculari non siano tra i più noti. Inoltre, la carenza di vitamina D è stata correlata a un aumento del rischio di malattie oculari come la degenerazione maculare e la retinopatia diabetica.
Sintomi alla Pelle
La carenza di vitamina D può manifestarsi anche con sintomi cutanei.
Sintomi in Menopausa
Durante la menopausa, la carenza di vitamina D può amplificare alcuni sintomi tipici di questa fase della vita e avere conseguenze significative sulla salute.
Conseguenze della Carenza di Vitamina D
Ignorare una carenza di vitamina D può portare a gravi conseguenze per la salute. Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi.
- Rachitismo: Nel rachitismo si ha un difetto di mineralizzazione ossea, che comporta nel tempo il cedimento e la deformazione delle ossa sotto il carico del peso corporeo e della tensione muscolare. Il rachitismo è una condizione particolarmente grave poiché riguarda ossa in via di sviluppo che non hanno ancora raggiunto il picco di massa e comporta una crescita ridotta associata a un quadro di deformità scheletriche specifiche, in particolare a livello degli arti.
- Osteomalacia: Sebbene comporti anch'essa una maggiore fragilità ossea e un'inclinzione alle fratture, l'osteoporosi è notevolmente diversa dall'osteomalacia. L’osteomalacia, invece, colpisce un osso già maturo e dunque comporta principalmente l’indebolimento dello scheletro, che diviene più fragile e suscettibile alle fratture.
- Osteoporosi: L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che provoca un forte indebolimento delle ossa.
- Altre conseguenze: La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite, patologia dentale detta anche piorrea, causata dell’indebolimento delle ossa mascellari. Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia). Alcuni studi, inoltre, hanno messo in evidenza un rapporto tra carenza di vitamina D e disturbi cutanei come prurito, orticaria e allergie alimentari. Infine, se si verifica una carenza di vitamina D in gravidanza, anche il feto avrà livelli ridotti di questa vitamina.
Al momento, è ancora poco chiaro il ruolo della carenza di vitamina D nell'insorgenza delle malattie cardiovascolari, dell'ipertensione, del diabete, delle dislipidemie e della sindrome metabolica. È una potenziale causa di periodontite, ossia l'infiammazione delle ossa che sostengono i denti. Ha effetti immunodepressori, cioè è in grado di ridurre l'efficienza del sistema immunitario. Sentimenti di depressione.
Diagnosi della Carenza di Vitamina D
Per la diagnosi è necessario misurare i livelli di 25-idrossivitamina D, la forma di vitamina D che circola nel sangue. La carenza della vitamina D viene identificata sulla base della concentrazione sierica di 25(OH)D e dipende quindi dal livello soglia scelto, prevalentemente indicato in 20 pg/mL (50 pmol/L.). La diagnosi di carenza di vitamina D si ottiene con il test di dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo o calcidiolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue. Questo test si effettua su un campione ematico. Tali valori sono sovrapponibili a quelli indicati dall'US Endocrine Society che definisce valori di vitamina D bassa < 20 ng/ml e l’insufficienza compresa tra 21 e 30 ng/ml, e dall’Institute of Medicine statunitense, che riconosce in valori pari o superiore a 20 ng/ml una concentrazione adeguata per il mantenimento di una buona salute ossea.
Livelli di Riferimento
Un individuo presenta un'adeguata quantità di vitamina D quando la concentrazione di 25-OH-D è compresa tra le 75 nmol/l (30ng/ml) e le 200 nmol/L (80ng/ml). Sono considerati valori adeguati quelli che rientrano in un range compreso tra 30 e 80 ng/mL.
Come riportato dall'Istituto Superiore della Sanità l'Associazione Italiana Endocrinologi, considera il livello di Vitamina D sufficiente per valori uguali tra 20 ng/ml (50 nmol/L) , ma si raccomandano livelli uguali o superiori a 30 ng/mL (75 nmol/L) in caso di malattie legate alla carenza di vitamina D.
All’opposto, se si supera la soglia dei 100 ng/ml si verifica un eccesso di vitamina D, che può comportare anche intossicazione.
Cosa Fare in Caso di Ipovitaminosi D?
Nel caso di ipovitaminosi D il medico curante o lo specialista consiglieranno una supplementazione vitaminica. Per curare il deficit di vitamina D nelle persone malate è indispensabile intervenire sulla malattia; nelle persone, invece, possiamo aumentare i livelli di vitamina D modificando la dieta e lo stile di vita, ed assumendo integratori o una terapia farmacologica a base di vit. La terapia causale varia da paziente a paziente, a seconda del fattore scatenante (ecco spiegata l'importanza di conoscere le cause precise della carenza).
Prima di tutto come anticipato è di fondamentale importanza valutare il dosaggio dei livelli sierici di Vitamina D per vedere se è presente una carenza, quindi posso modificare la dieta ed eventualmente andare anche ad integrare.
Alimentazione e Vitamina D
I rimedi per la carenza di vitamina D variano in base alle cause che l’hanno provocata e alla gravità del deficit. Per esempio, se la causa è un apporto insufficiente attraverso l’alimentazione viene prescritto un regime dietetico appropriato. Gli alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale, latte e burro, tuorlo d’uovo, pesce (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno, carpa) e funghi porcini. Sono disponibili in commercio anche alimenti arricchiti con vitamina D, come latte e yogurt, margarina, latte di soia, cereali per la prima colazione. Tuttavia è importante, però, sottolineare che questi alimenti da soli difficilmente riescono a coprire il fabbisogno giornaliero.
Integratori di Vitamina D
Spesso è consigliata l’assunzione di vitamina D attraverso specifici integratori alimentari o farmaci. È importante seguire le indicazioni del medico perché l’assunzione in eccesso di vitamina D può essere pericolosa e ha effetti collaterali dannosi soprattutto a carico di reni e cuore. Vomito, diarrea, stipsi e confusione mentale possono essere i sintomi di un’intossicazione da vitamina D. La vitamina D somministrata si accumula in gran parte nel tessuto adiposo, per poi essere rilasciata gradualmente. La forma che si predilige è quella inattiva, dunque il colecalciferolo, la medesima che viene sintetizzata dal nostro organismo tramite l’esposizione solare. Solo in condizioni particolari, quali il malassorbimento, si preferisce la somministrazione intramuscolo.
Ecco alcuni integratori disponibili:
- Gloryfeel Vitamina D3 + K2: Contiene 200 compresse di vitamina D3 + K2 con 2000 UI (50 µg) di vitamina D3 colecalciferolo e 100 µg di vitamina K2 MK-7 per compressa. La vitamina D regola il metabolismo del calcio e la vitamina K attiva l'osteocalcina, la quale si assicura che il calcio si depositi correttamente nelle ossa e nei denti.
- WeightWorld Vitamina D 2000 ui: Si differenzia dagli altri integratori per la sua alta biodisponibilità.
- Integratore di Vitamina D Dr. Martino Giorgini: La vitamina D contenuta in questo preparato favorisce l'assorbimento del calcio e il mantenimento di normali livelli di calcio nel sangue.
- La Bottega degli integratori Vitamina D3: Questo integratore di Vitamina D3 ad alto dosaggio è utile per la salute di ossa e denti, l'assorbimento e utilizzazione del calcio e del fosforo, la funzione muscolare, il funzionamento del sistema immunitario e il processo di divisione cellulare.
Farmaci per la Vitamina D bassa
Esistono tanti Farmaci che vengono prescritti dal proprio medico che possono essere utilizzati per il controllo dei livelli di Vitamina D. Solitamente questi farmaci sono a base di Vitamina D3 di estrazione sintetica che prende il nome di Colecalciferolo. Esistono in vari dosaggi e formulazioni. I nomi commerciali più comuni sono:
- Dibase Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Dibase Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Dibase Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
- Annister Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Annister Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Annister Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
- Xarenel Soluzione Orale 10000 UI Flacone da 10 ml
- Xarenel Soluzione Orale 25000 UI Flacone da 2,5 ml
- Xarenel Soluzione Orale 50000 UI Flacone da 2,5 ml
Esposizione Solare
Normalmente l’esposizione ai raggi del sole senza creme solari per almeno 15 minuti al giorno (evitando le ore centrali della giornata per salvaguardare la salute della pelle) garantisce una produzione di vitamina D tra l’80-90% del fabbisogno giornaliero. Alle nostre latitudini, per mantenere un livello adeguato di vitamina D, da marzo a novembre è sufficiente un’esposizione alla luce del sole di circa il 25% della superficie corporea, per almeno 15 minuti 2-3 volte alla settimana. In questo periodo determinate categorie dovrebbero controllare il proprio livello di vitamina D e valutare con il medico l’eventualità di assumere integratori.
Se per un periodo prolungato non si ricevono abbastanza raggi ultravioletti, UVB in particolare, e c’è un insufficiente apporto di vitamina D attraverso l’alimentazione può essere utile ricorrere a specifici integratori alimentari o ad alimenti arricchiti.
Prevenzione dell'Ipovitaminosi D
Se sospetti una carenza, è utile fare un esame del sangue per verificare i livelli di vitamina D. Oltre alla supplementazione, è importante adottare uno stile di vita che favorisca il mantenimento di livelli adeguati di vitamina D.
Tabella dei Valori di Riferimento della Vitamina D
| Valore | Concentrazione (ng/mL) | Concentrazione (nmol/L) | Interpretazione |
|---|---|---|---|
| Carenza | < 20 | < 50 | Rischio aumentato di problemi ossei e altre complicanze |
| Insufficienza | 21 - 29 | 51 - 74 | Possibile rischio di problemi ossei |
| Sufficienza | 30 - 80 | 75 - 200 | Livelli adeguati per la salute ossea e generale |
| Eccesso | > 100 | > 250 | Rischio di tossicità e complicanze |
Nota: I valori possono variare leggermente a seconda del laboratorio.
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