Analisi del Sangue per lo Streptococco: Diagnosi e Informazioni Utili

Lo streptococco è un agente patogeno molto diffuso. Con il nome di ‘’streptococco’’ viene definito il gruppo dei batteri che si distingue per caratteristiche seguenti:

  • hanno forma sferica e si dispongono in catene sviluppando colonie semichiuse
  • sono aerobi/anaerobi facoltativi (si nutrono e producono energia mediante fermentazione in ambiente privo di ossigeno; sono capaci di passare a respirazione aerobica in ambiente con ossigeno)
  • sono Gram-positivi (la colorazione Gram è l’esame di laboratorio in microbiologia che viene utilizzato per una prima classificazione dei batteri) e catalasi-negativi (tipo di test utilizzato per la diagnosi differenziata con altri tipi di cocchi, come gli stafilococchi)
  • producono esotossine, sostanze nocive per l’organismo ospite: streptolisine, enzimi come DNAsi o ialuronidasi; in particolare la streptolisina provoca la distruzione dei globuli rossi (la capacità antigenica antistreptolisinica è utilizzata per il test di rilevazione ASLO)

Esistono in totale una ventina di specie di streptococchi, molte di queste non patogene per l’uomo. Non tutti gli streptococchi sono esclusivamente patogeni per l’uomo: molte specie fanno parte del corredo microbico (microbiota ) dell’organismo umano, alcune rimanendo sempre saprofite mentre altre potendo diventare patogene in condizioni ambientali permettenti.

Gli streptococchi coinvolti nella genesi delle malattie umane sono i cosiddetti emolitici, così definiti perché producono una tossina in grado di distruggere i globuli rossi. Questa caratteristica è utile soprattutto in fase colturale, quando, in seguito al prelievo di un campione organico, il batterio deve essere identificato per giungere ad una diagnosi precisa e prescrivere al paziente la terapia più appropriata.

Classificazione degli Streptococchi

Una prima classificazione degli streptococchi viene effettuata in base all’aspetto che assumono quando vengono posti in coltura. Una prima classificazione degli streptococchi li ha suddiviso in 3 categorie utilizzando la loro capacità emolitica:

  • streptococchi beta-emolitici (capaci di indurre emolisi chiara e completa intorno alle colonie): il più conosciuto è lo S.pyogenes
  • streptococchi alfa-emolitici (capaci di emolisi incompleta a colorazione verdastra) sono comunemente chiamati S. viridans
  • streptococchi gamma-emolitici (non producono emolisi)

Nel 1933, la batteriologa R. Lancefield mette a punto un sistema di classificazione più preciso dei cocchi Gram-positivi, in base all’antigene polisaccaridico C (il polisaccaride C è componente strutturale della parete batterica; è costituito da una molecola complessa detta peptidoglicano con terminazioni che ramificano con amminozuccheri i quali determinano l’antigenicità).

La classificazione Lancefield suddivide gli streptococchi in 20 gruppi, da A a H e da K a V; dallo schema sono esclusi alcuni streptococchi (come S. pneumoniae) perché pur essendo emolitici non esprimono gli antigeni Lancefield (ripartiti in sierogruppi specifici). I gruppi di streptococchi di maggiore e assoluta rilevanza clinica, per le patologie che determinano, sono:

  • streptococco beta-emolitico di tipo A: S. pyogenes
  • streptococco beta-emolitico di tipo B: S. agalactiae
  • streptococchi alfa-emolitici (viridanti): S.

Fra i beta-emolitici i raggruppamenti di maggiore interesse per il loro coinvolgimento nella patologia umana sono i primi due (A e B). Gli A causano la maggior parte dei disturbi riconducibili complessivamente agli streptococchi.

Streptococcus pyogenes

Lo Streptococcus pyogenes è il membro clinicamente più importante del gruppo degli streptococchi beta-emolitici ed è uno degli agenti patogeni più diffusi al mondo; responsabile di diverse patologie nei bambini e adulti, invadendo la cute o le mucose apparentemente intatte e provocando infezioni rapidamente progressive. In natura, l’organismo umano è il principale ospite per lo streptococco p.; la trasmissione è interumana per via respiratoria attraverso droplets, specie in ambienti affollati, oppure per via cutanea attraverso lesioni della pelle dopo contatto diretto; i batteri possono formare colonia senza provocare la malattia (in questi casi, l’ospite è detto ‘’portatore sano’’).

Il batterio Streptococcus pyogenes, noto anche come Streptococco β-emolitico di gruppo A (SBEA) o Streptococco di gruppo A, è la causa batterica più frequente di infiammazione e/o dolore della parte posteriore della gola (faringite), comunemente noto come “mal di gola”. Nonostante la maggior parte delle faringiti sia di origine virale e si risolva spontaneamente entro pochi giorni, alcuni pazienti risultano affetti da mal di gola di origine streptococcica (faringite streptococcica). La faringite streptococcica è molto comune nei bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni.

Trasmissione e Prevenzione

La faringite streptococcica è un’infezione molto contagiosa. La trasmissione avviene principalmente per via aerea, attraverso l’emissione di piccole goccioline di saliva durante gli starnuti, i colpi di tosse o anche mentre si parla. Il contagio può verificarsi per trasmissione indiretta, attraverso la condivisione di alimenti, posate o bicchieri o l’utilizzo di oggetti contaminati. È frequente e molto probabile la trasmissione dello streptococco fra membri della stessa famiglia. Più complicato controllare la diffusione della malattia in ambito scolastico, in particolare nella scuola dell’infanzia, in cui i bambini tendono a scambiarsi giocattoli che portano alla bocca.

La faringite streptococcica può diffondersi facilmente in caso di stretto contatto con persone infette, le quali, tramite colpi di tosse o starnuti, possono rilasciare goccioline di saliva (aerosol) o muco. Inoltre, l’infezione può essere trasmessa tramite contatto diretto con oggetti contaminati. Il modo migliore per prevenire questo tipo di infezioni consiste nel lavarsi spesso ed accuratamente le mani e nell’evitare la condivisione di oggetti come posate e bicchieri. Il lavaggio frequente delle mani abbatte il rischio di trasmissione, in particolare nell’ambiente domestico. In particolare, è fondamentale lavare le mani con acqua e sapone dopo aver tossito, starnutito, dopo essersi soffiati il naso e prima di mangiare o cucinare. È raccomandato l’utilizzo di fazzoletti usa e getta da eliminare subito dopo l’uso.

Sintomi

Arrossamento e edema: le tonsille sono gonfie e arrossate, a volte sono visibili le cosiddette placche, cioè strie di pus prodotto dal sistema immunitario allo scopo di eliminare i batteri. L’infezione da streptococco alla gola può manifestarsi anche senza placche e la presenza di placche non deve di per sé indurre a credere che si tratti di streptococco, o comunque di un’infezione batterica. Le placche possono essere presenti anche se l’infezione è virale, come nel caso della mononucleosi infettiva, causata da un microorganismo della famiglia degli Herpes virus.

Enantema del cavo orale: il cavo orale, in particolare il palato (sia molle che duro), si ricopre di puntini rossi (petecchie). La lingua assume il caratteristico aspetto a fragola. Mentre nell’adulto lo stesso batterio determina l’insorgenza della sola faringite con il caratteristico sfogo (enantema) sulla mucosa del cavo orale, nei bambini di età compresa fra i 5 ed i 15 anni produce anche un esantema.

Diagnosi

La diagnosi di faringite causata da Streptococco β-emolitico di gruppo A viene effettuata tramite il test rapido e/o l’esame colturale del tampone faringeo. Il test per la diagnosi della faringite da streptococco è il tampone faringeo. Il prelievo viene effettuato inserendo un tampone (simile ad un lungo cottonfioc con una piccola punta) all’interno della bocca del paziente e sfregandolo contro la parte posteriore della gola (faringe) e le tonsille.

Il tampone colturale ha specificità assoluta e sensibilità prossima al 100 % e ciò permette di evidenziare la presenza dello streptococco anche quando esso è presente in quantità minima e quindi più difficilmente rilevabile con il test rapido. Il test rapido può essere effettuato direttamente nello studio medico o nella clinica nella quale è stato effettuato il prelievo, o può essere spedito al laboratorio di analisi.

È oggi disponibile un kit per il tampone faringeo di rapida esecuzione, che fornisce i risultati nel giro di pochi minuti. Dove fare il tampone per lo streptococco. Il tampone per lo streptococco può essere effettuato in tutti i laboratori di analisi.

Test rapido; noto anche come test rapido di rilevamento dell’antigene (RADT). Questo test viene utilizzato per rilevare la presenza di antigeni specifici dello Streptococco di gruppo A e fornisce i risultati in 10-12 minuti.

Esame colturale; se il test rapido fornisce un risultato negativo ma permane il sospetto di infezione streptococcica, può essere eseguito l’esame colturale del tampone faringeo. Questo esame viene effettuato preferenzialmente su bambini ed adolescenti per confermare i risultati precedenti ed evitare di incorrere in risultati falsamente negativi. Infatti, se non diagnosticata, la faringite streptococcica può causare l’insorgenza di gravi complicanze, come la febbre reumatica.

Il test ASLO non è utile in caso di faringite streptococcica acuta; sono invece indicati il test rapido e/o l’esame colturale del tampone faringeo. Tuttavia, questo test può essere prescritto per verificare la presenza di una recente infezione da streptococco non diagnosticata.

Analisi del sangue: Titolo Anti Streptolisinico (TAS)

Attraverso l’esame del sangue è possibile dosare il Titolo Anti Streptolisinico (TAS), ossia la concentrazione degli anticorpi anti-streptococco prodotti dall’organismo. Il titolo antistreptolisinico (TAS) è un esame che viene condotto sul sangue per misurare la quantità di anticorpi contro la streptolisina. Il titolo antistreptolisinico (ASLO) è un esame del sangue utilizzato come supporto alla diagnosi di un’infezione attiva o pregressa da Streptococco del gruppo A (Streptococcus pyogenes). Il test rileva la presenza di anticorpi anti-streptolisina O, uno dei principali antigeni dello Streptococco di gruppo A.

L'antistreptolisina O (ASO, dall'inglese "Anti-Streptolysin O") è un particolare tipo di anticorpo che viene prodotto dal sistema immunitario in risposta all'infezione streptococcica. Più precisamente, questa viene sintetizzata per neutralizzare le proprietà emolitiche della streptolisina O, una proteina prodotta dalla maggior parte dei ceppi di streptococchi del gruppo A e da molti di quelli appartenenti ai gruppi C e G. La streptolisina O è una delle due emolisine (l'altra è la streptolisina S) prodotta praticamente da tutti i ceppi di Streptococcus pyogenes (o streptococco beta emolitico di gruppo A).

Questa determinazione è utile per stabilire se un paziente abbia recentemente contratto un'infezione da streptococco (detta anche streptococcosi). Affinché sia possibile individuare la presenza degli anticorpi con l'esame del titolo antistreptolisinico, occorre aspettare almeno una settimana dal momento in cui è stata contratta l'infezione streptococcica. Di conseguenza, l'esame del titolo antistreptolisinico non può essere usato per la diagnosi di infezioni acute.

Per comprendere se il titolo antistreptolisinico è incrementato, diminuito o rimasto stabile, il medico può programmare l'esecuzione di questo esame anche due volte, nel giro di dieci giorni di distanza, allo scopo di ottenere i titoli di ASO. Il test del titolo antistreptolisinico può essere prescritto anche nel caso in cui il medico sospetti che il paziente abbia una malattia conseguente ad una recente infezione streptococcica, non precedentemente individuata e debellata con una terapia mirata.

Il titolo antistreptolisinico è positivo solo nell'80% circa delle infezioni da streptococco, quindi un test negativo non esclude necessariamente la diagnosi (nota: il TAS può risultare basso o negativo se l'infezione è causata da ceppi che sono scarsi produttori di streptolisina O). Per questo motivo, il titolo antistreptolisinico viene frequentemente prescritto insieme alla VES, ossia alla determinazione della velocità di eritrosedimentazione (indice infiammatorio). Se entrambi questi parametri risultano positivi, significa che l'infezione da streptococco è in corso.

Il titolo antistreptolisinico è rilevabile dopo almeno una settimana dall'esposizione al batterio; l'esame non è, quindi, utile nella diagnosi di un'infezione acuta. L'esito negativo dell'esame, o la presenza di ASO in concentrazioni molto basse, indica che probabilmente non si è verificata un'infezione streptococcica. Se il titolo antistreptolisinico è elevato (positivo) o in aumento, allora è probabile che il paziente abbia avuto una recente infezione da streptococco.

Il titolo antistreptolisinico è un tipo di esame che può essere eseguito anche due volte. La raccolta dei campioni deve, però, avvenire a distanza di circa 14 giorni l’una dall’altra. Il titolo antistreptolisinico è un esame ematico che richiede il prelievo di un campione di sangue venoso. Non ci sono particolari indicazioni per la preparazione a questo tipo di esame.

Gli anticorpi prodotti contro la streptolisina, come detto, rappresentano una risposta difensiva del nostro organismo rispetto ad un’infezione da Streptococco beta emolitico di gruppo A. Anche se un TAS elevato non è necessariamente indicatore di condizioni cliniche più rare come febbre reumatica o glomerulonefrite acuta, è quasi sempre vero il contrario.

Valori molto bassi del TAS, ossia un TAS che risulta negativo, indicano che il paziente non ha avuto infezioni da streptococco recentemente. La concentrazione ematica di anticorpi anti-streptolisina può diminuire anche nel caso in cui il paziente assuma alcuni tipi di antibiotici o corticosteroidi. Il solo esame del titolo antistreptolisinico non è sufficiente a fare chiarezza sullo stato dell’infezione di un paziente.

Quando è indicato il test ASLO?

  • Per verificare la presenza di una recente infezione da streptococco non diagnosticata.
  • Quando il medico sospetta una malattia conseguente a una recente infezione streptococcica non trattata.

Interpretazione dei risultati del TAS

  • TAS elevato (positivo): Probabile recente infezione da streptococco.
  • TAS basso (negativo): Probabilmente nessuna infezione streptococcica recente.

Tuttavia, il TAS non discrimina fra infezioni in atto e pregresse. Il suo valore potrebbe essere anomalo anche nel paziente che ha già risolto la malattia.

Altre tipologie di streptococchi

  • S. S. dysgalactiae, S.
  • S. S. Enterococchi: Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium
  • Non enterococchi: S. bovis, S. equinus
  • S. S. mutans, S. sanguis, S. salivarius, S. mitior, S. anginosus, S. constellatus, S. intermedius
  • S. suis

Patologie Causate da Streptococco

Le patologie causate da S. pyogenes sono diverse. Le infezioni da streptococco (infezioni streptococciche) sono causate, nella maggior parte dei casi, da streptococchi Beta-emolitici di gruppo A e B. Molto diverse tra loro per agente eziologico e sintomatologia, queste infezioni rispondono bene alla terapia antibiotica, fondamentale per evitare complicanze.

  • Faringite (o angina streptococcica): è molto frequente nei bambini dai 5 anni in su, mentre è rara al di sotto dei 3 anni di età. Si manifesta con gola rossa e dolente, tonsille gonfie (con o senza placche bianche) e spesso linfonodi del collo dolenti e ingrossati. Nei bambini possono comparire anche febbre, cefalea, nausea e vomito, sensazione di malessere generale.
  • Scarlattina: tipica malattia esantematica infantile che di solito segue un'infezione streptococcica faringea. In assenza di precedenti contatti con lo streptococco beta emolitico si può anche manifestare contemporaneamente la scarlattina, una malattia cutanea causata dalle tossine prodotte dallo stesso batterio. Questa malattia si manifesta con arrossamento diffuso della pelle che comincia a manifestarsi sulle parti calde e umide del corpo come i lati del torace, l’inguine e il dorso.
  • Febbre reumatica: può colpire, anche se solo in una piccola percentuale di casi, in seguito a una faringite streptococcica ed è caratterizzata da febbre, dolore e gonfiore delle articolazioni e, nei casi più gravi, da interessamento cardiaco.
  • Glomerulonefrite acuta: è molto comune tra i bambini (più frequente dopo il terzo anno di vita) ed esordisce circa 2 settimane dopo un episodio infettivo di natura streptococcica.
  • Fascite necrotizzante: è una grave infezione dei tessuti molli (derma, tessuto sottocutaneo e fasci muscolari) e si localizza prevalentemente agli arti inferiori, alla parete addominale e al perineo.
  • Artrite settica: è un’infiammazione articolare che nasce inizialmente, al di fuori dell’articolazione stessa. In genere colpisce una sola articolazione tra ginocchio, caviglia gomito o spalla.
  • Endocardite: è un’infiammazione del rivestimento interno del cuore che può danneggiare tessuti e valvole cardiache.
  • Sindrome da shock tossico: è una risposta infiammatoria multisistemica dovuta ad alcuni ceppi batterici. Si presenta con una sintomatologia a rapida evoluzione che consiste in febbre alta, eruzione cutanea, ipotensione e scompenso di diversi organi.
  • Infezioni neonatali: Circa il 25% delle donne sono portatrici sane dello Streptococco Beta-emolitico di gruppo B - a livello del retto o della vagina - o lo contraggono in gravidanza, per poi trasmetterlo per via verticale al neonato durante il parto. In caso di contagio il neonato (1,8 bambini ogni 100.000 nati) può andare incontro a conseguenze anche molto gravi: danni permanenti come quelli neurologici, setticemia e morte. Piuttosto frequenti sono anche le infezioni della pelle da Streptococco di gruppo A (ad es.

PANDAS

Discorso a parte meritano alcune manifestazioni che vanno sotto l’acronimo di PANDAS (Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections). Insorgono in età pediatrica, in soggetti tra i 2 e i 12 anni, in seguito a un’infezione da streptococco di gruppo A, pur in assenza di certezza che questa ne sia l’unica o la principale causa.

Terapia

Il mal di gola si attenua a partire dal terzo-quinto giorno dall’esordio della sintomatologia. Se la terapia antibiotica viene istituita tempestivamente, i tempi di remissione si contraggono ulteriormente. La terapia antibiotica deve essere istituita entro 9 giorni dalla comparsa del mal di gola e durare 10 giorni. La terapia prevista è quella antibiotica, composta dagli stessi farmaci abitualmente prescritti per la faringite streptococcica.

I farmaci più utilizzati per il trattamento delle infezioni streptococciche sono gli antibiotici. I farmaci di prima scelta per il trattamento della faringite streptococcica sono la penicillina e l’associazione amoxicillina-acido clavulanico, entrambi da assumere per bocca. I pazienti affetti da allergie alla penicillina possono ricorrere all’eritromicina.

La terapia antibiotica ha soprattutto la funzione di prevenire le possibili complicazioni gravi dell’infezione da Streptococco A nei bambini. Gli esperti della Sipps ricordano comunque che ritardare di qualche giorno l’inizio della terapia per attendere l'esito del tampone (fino a un massimo di nove giorni dall’insorgenza dei sintomi) non causa l’aumento del rischio di incorrere in complicanze. Infine, non tutti gli antibiotici vanno bene, visto che molti streptococchi risultano resistenti agli antibiotici che fanno parte della classe dei macrolidi.

Il rischio di contagio è massimo nella fase in cui il paziente ha dolore alla gola. Il mal di gola si attenua a partire dal terzo-quinto giorno dall’esordio della sintomatologia. Se la terapia antibiotica viene istituita tempestivamente, i tempi di remissione si contraggono ulteriormente.

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