Analisi del Sangue Occulto nelle Feci: Informazioni Utili

La presenza di sangue nelle feci va sempre indagata, perché potrebbe essere il segnale di un problema a carico del tratto digerente. Talvolta, però, le tracce ematiche non sono visibili a occhio nudo, ma sono individuabili soltanto al microscopio con uno specifico test di laboratorio.

Cos'è il Sangue Occulto?

«In questo caso si parla di sangue occulto, definito tale perché non si vede, ma sempre da considerare un evento patologico», racconta il dottor Matteo Goss, gastroenterologo di Humanitas Cellini. In caso di piccole perdite ematiche a livello del tubo digerente, il sangue viene espulso con le feci ma non ne altera il colore, per cui è invisibile a occhio nudo. Di solito, questa perdita è asintomatica, può provenire da qualsiasi tratto dell’apparato gastrointestinale e può essere rilevata unicamente con un esame chimico sulle feci.

Tipologie di Sangue nelle Feci

La presenza di sangue nelle feci può manifestarsi in vari modi, non sempre visibili ad occhio nudo. Si distinguono infatti due tipologie:

  • il sangue visibile (macroscopico), che può comparire come striature rosse o gocciolamenti
  • il sangue occulto (microscopico), in quantità troppo piccole per essere percettibili, rilevabili solo tramite esami specifici.

A seconda dell’origine e dell’aspetto, il sangue nelle feci può essere classificato in:

  • Ematochezia: macchia generalmente mescolata o sovrapposta alle feci, che spesso suggerisce un sanguinamento del tratto intestinale inferiore (colon o retto).
  • Rettorragia: fuoriuscita di sangue rosso vivo dall’ano, non mischiato alle feci, tipicamente associato a patologie specifiche (come emorroidi o ragadi).
  • Melena: feci nere, lucide e maleodoranti dovute alla presenza di sangue digerito, che indicano un sanguinamento nel tratto digestivo superiore (stomaco o duodeno).

In base alla quantità di sangue e alla causa sottostante, possono manifestarsi sintomi variabili per durata e gravità: dolore addominale, cambiamenti dell’alvo intestinale (diarrea o stitichezza), pallore cutaneo e perdita di peso inspiegabile, affaticamento e debolezza.

Metodi di Indagine

Esistono due metodi di indagine:

  • il test al guaiaco, che misura la porzione non proteica dell’emoglobina, ossia il gruppo eme, presente nelle feci
  • il test immunochimico, che individua il sangue nelle feci mediante degli anticorpi diretti contro l’emoglobina umana.

«Da qualche anno, si associa spesso la ricerca del DNA fecale, che analizza alcune cellule della mucosa di rivestimento dell’intestino per rilevare la presenza di specifiche mutazioni in diversi geni correlati all’insorgenza del tumore del colon», descrive il dottor Goss.

Metodi di Analisi per la Ricerca del Sangue Occulto

Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:

  • Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
  • Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.
  • Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.

Quando è Consigliato il Test?

A partire dai 45 anni, è consigliabile sottoporsi a un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale. «L’appuntamento si può anticipare quando esistono dei fattori di rischio noti, come la familiarità per tumori del colon-retto, la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali, il diabete di tipo 2 o una storia di poliposi adenomatosa familiare, una malattia ereditaria caratterizzata dalla presenza di numerosi polipi del colon», elenca il dottor Goss.

Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:

  • A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale;
  • Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti;
  • Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.

È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.

Preparazione all'Esame

La raccolta delle feci da analizzare si esegue utilizzando un contenitore sterile acquistabile in farmacia. «Soprattutto per i test eseguiti con i metodi immunochimici, non è richiesta una preparazione specifica: l’unica raccomandazione è quella di attenersi alle istruzioni di campionamento che vengono fornite al momento della consegna del dispositivo di prelievo», conclude l’esperto.

Come Prepararsi alle Analisi per il Sangue Occulto?

La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:

  • Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
  • Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
  • Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
  • Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
  • Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.

Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.

Cause di un Test Positivo

È piuttosto lunga la lista di possibili condizioni che rendono positiva la ricerca di sangue occulto nelle feci: polipi del colon, emorroidi, ragadi anali, diverticoli, infezioni intestinali che causano infiammazione, ulcere gastriche, anomalie dei vasi sanguigni. «Teniamo conto che la ricerca del sangue occulto risulta positiva più spesso rispetto al passato perché oggigiorno sono molti i pazienti che assumono terapie anticoagulanti o antiaggreganti: l’utilizzo di questi farmaci, infatti, mette in risalto precocemente alcune lesioni, perché le fa sanguinare più facilmente.

Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:

Cause comuni e benigne:

  • Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
  • Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
  • Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
  • Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.

Cause intermedie:

  • Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
  • Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.

Cause gravi o potenzialmente gravi:

  • Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
  • Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
  • Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.

Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.

Cosa Fare in Caso di Esito Positivo

«Innanzitutto va indagato l’intestino per ricercare eventuali tumori, angiodisplasie, diverticoli o altre anomalie. Per farlo si può prescrivere una rettosigmoidoscopia, un esame endoscopico che consente di visualizzare gli ultimi trenta centimetri dell’intestino, per cui è limitato a sigma e retto. Decisamente più appropriata e completa è la colonscopia: quella tradizionale si avvale di nuove preparazioni a basso volume, più facili da assumere, e di sedazioni leggere che riducono il fastidio al paziente», descrive il dottor Goss.

«In alternativa si può sfruttare la colonscopia virtuale, che si svolge come una qualsiasi Tac dell’addome e consente di studiare il colon senza introdurre l’endoscopio a fibre ottiche. Si tratta di un buon esame, ma con alcuni limiti: può non visualizzare le formazioni inferiori ai 5 millimetri e i polipi piatti, che aderiscono completamente alla mucosa e sono quelli più a rischio di evolvere in tumori intestinali».

Se queste indagini risultano negative, si passa a indagare il tratto alto dell’apparato digestivo con una gastroscopia, andando alla ricerca di ulcere, angiodisplasie, tumori o gastriti erosive: «Qualora risulti negativo anche questo esame, il quadro va approfondito con un’enteroscopia con videocapsula. Si tratta di una metodica di recente introduzione che consiste nel far “deglutire” al paziente una minuscola telecamera, grande quanto una pastiglia di antibiotico, che viaggia nel corpo filmando le pareti di esofago, stomaco e piccolo intestino, fino alla valvola ileocecale.

Programmi di Screening

PROGRAMMA DI SCREENING DEL TUMORE DEL COLON RETTO Le persone, donne e uomini dai 50 ai 74 anni, vengono invitate ogni due anni con una lettera personalizzata presso le sedi indicate sulla lettera di invito, dove viene consegnato un kit che contiene la provetta utile alla raccolta di un campione di feci - da effettuare presso la propria abitazione - necessario per la ricerca del sangue occulto. E' possibile ritirare e poi riconsegnare il kit, anche senza aver ricevuto la lettera di invito, presso una delle farmacie aderenti al programma di screening del tumore del colon retto.

Chi, pur rientrando nella fascia d’età indicata, non ha mai ricevuto una lettera d'invito dalla propria ASL o non ha mai aderito al programma può:

  • utilizzare il sistema di prenotazione online Screening Prenota Smart
  • telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento (è possibile anche chiedere informazioni o spostare un appuntamento).

Per effettuare il test è sufficiente raccogliere un piccolo campione delle feci con la spatolina presente nel kit fornito, conservare la provetta in frigo e consegnarla entro tre giorni presso uno dei centri indicati nella lettera di invito, o nelle farmacie che aderiscono al programma di screening del colon retto.

Se l’esito del test effettuato risulta normale il Centro di Screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l’invito a ripetere l’esame. In caso di test positivo il Centro Screening contatterà la persona telefonicamente per invitarla a sottoporsi, sempre gratuitamente, a una colonscopia di approfondimento (effettuabile, su richiesta, anche in sedazione), presso l'ospedale di riferimento.

Valori di Riferimento dell’Esame del Sangue Occulto

L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:

  • Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
  • Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
  • Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.

Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.

Tabella: Interpretazione dei Risultati del Test per il Sangue Occulto

Campioni analizzati Risultato Significato
0/3 positivi Negativo Nessuna traccia rilevata.
1/3 positivi Positivo (*) Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare.
2-3/3 positivi Positivo Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento.

(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.

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