Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è la sostanza psicoattiva presente nelle droghe cannabinoidi, tra cui la marijuana. A causa degli effetti descritti, l’uso di marijuana è vietato per lo svolgimento di attività che richiedono il massimo grado di lucidità di pensiero, concentrazione e riflessi, come la guida o il praticare attività sportive di alto livello.
Per questo motivo sono previsti test di controllo per rilevare la presenza di THC nei casi citati. Esistono diversi tipi di test, che vengono effettuati sul sangue, sulle urine e più raramente sul capello e sulla saliva. Ognuno di questi ha una diversa sensibilità alla rilevazione della sostanza e si utilizza in casi specifici.
Test di Screening e Conferma
Inizialmente si eseguono esami di screening che producono esclusivamente un risultato di tipo qualitativo, vale a dire la probabile positività (meglio definita come “non negatività”), ovvero la presenza nella matrice biologica esaminata di una quantità di cannabinoidi superiore a un valore soglia (“cut-off”) prestabilito, diverso a seconda della matrice su cui viene eseguito l'esame (urine, sangue, saliva, ecc).
Se il risultato ottenuto con il test di screening risulta positivo, questo deve essere confermato utilizzando una metodica specifica per il tipo di sostanza analizzata. Generalmente, il test di conferma consiste in una tecnica detta di separazione cromatografica accoppiata alla spettrometria di massa. Anche in questo caso i valori soglia sono diversi a seconda della matrice biologica analizzata.
Per quanto riguarda la determinazione del delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), esistono in commercio, anche in farmacia, dei dispositivi medici il cui risultato deve essere interpretato in base alla presenza/assenza di bande colorate dopo aver bagnato le strisce del dispositivo medico nel campione di urina.
Fattori che Influenzano la Rilevabilità del THC
Il periodo di tempo durante il quale il THC risulta rilevabile, dopo l'assunzione di cannabis, varia da persona a persona, poiché è influenzato dal metabolismo individuale, dalla dose assunta e dalla frequenza dell'uso. Numerosi sono gli studi condotti circa le tempistiche entro le quali i test sono in grado di rilevare la presenza di THC nel sangue e nelle urine e che pongono differenti medie.
Sono dunque molteplici le variabili che possono condizionare la presenza di THC nel sangue e nelle urine, questo poiché ogni soggetto assuntore rappresenta un caso a sé, complici le caratteristiche fisiche e le modalità di assunzione spesso differenti. A influenzare in maniera significativa il rilevamento di THC è in primis il test: una maggiore reattività da parte del test antidroga, consentirà di rilevare facilmente basse concentrazioni di principio attivo, per un periodo di tempo relativamente lungo.
Il sesso e il grasso corporeo sono entrambi fattori fisici che possono impattare sulla metabolizzazione del THC poiché trattandosi di un attivo liposolubile, tende a legarsi alla componente corporea adiposa. I metaboliti del THC vengono immagazzinati nelle cellule adipose, motivo per cui i soggetti in sovrappeso presentano maggiori probabilità di risultare positivi ai test antidroga rispetto a soggetti normopeso: maggiore è pertanto la massa grassa, più il THC risulta tracciabile.
Al fine di ottenere un risultato negativo a seguito dei test antidroga, è necessario presentare un massimo di 50mg di THC-COOH per ml di urina. Tuttavia occorre tenere presente che eccessive quantità di liquidi potrebbero rendere altrettanto deleteria la diluizione stessa, comportando il rischio di dover effettuare ulteriori accertamenti.
Durata del THC nel Sangue e nelle Urine
Per quanto riguarda la permanenza del THC nelle urine e nel sangue diversi studi scientifici riportano che la durata è molto variabile e dipende da diversi fattori come: la quantità di sostanza consumata, la modalità di assunzione (se ingerita rimane più a lungo rispetto che se fumata), la frequenza del consumo e lo stile di vita del consumatore (dieta e quantità di liquidi assunti).
Tenendo conto di tutti questi fattori, la permanenza del THC nel sangue ha una durata che varia tra le 1-2 giorni, fino ad arrivare a 14 giorni nel caso di consumo abituale. Tracce di THC rimangono nelle urine per circa 7-8 giorni nel caso di consumatori occasionali e fino a 20-30 giorni nel caso di consumatori abituali.
- Consumatori occasionali: THC rilevabile nel sangue fino a 7 giorni, nelle urine per 7-8 giorni.
- Consumatori abituali: THC rilevabile nel sangue fino a diverse settimane (fino a 14 giorni), nelle urine per 20-30 giorni.
Test del Capello e della Saliva
I test del capello invece possono rilevare il tetracannabidiolo fino a 90 giorni dall’assunzione, sebbene tale metodologia diagnostica contempli la possibilità di rilevare risultati falso positivi. Le analisi del sangue invece possono rilevare THC solo nelle 3 - 4 ore successive all’assunzione.
Il test della saliva accerta la presenza di THC per circa 24 ore massimo dall’ultimo consumo. In media, i livelli di THC calano sotto i 10 ng/ml entro 24 ore (spesso entro 12 ore). Naturalmente, entrano in gioco numerosi fattori: quantità di cannabis assunta, frequenza dei consumi, metabolismo individuale, caratteristiche fisiche di ognuno.
Alla luce di queste informazioni, chi assume cannabis deve essere consapevole che il THC non permane nella saliva per tempi biblici, ma tendenzialmente rientra sotto le soglie di rilevabilità entro un giorno. Ciò non toglie che, nell’arco delle prime 24 ore, soprattutto se il test utilizzato è particolarmente sensibile (cut-off a 10 ng/ml), le possibilità di risultare positivi aumentino.
Cannabinoidi Sintetici
Per quanto riguarda i cannabinoidi sintetici, essi rappresentano una vasta famiglia di molecole strutturalmente non correlate tra di loro ma funzionalmente simili al Δ-9-tetraidrocannabinolo (THC), prodotte in laboratori chimico-farmaceutici e considerate forme alternative alla semplice marijuana. I cannabinoidi sintetici si legano agli stessi recettori CB1 e CB2 del THC nel cervello e in altri organi ma con effetti diversi.
Queste sostanze possono avere effetti imprevedibili e potenzialmente mortali, inclusa la comparsa di convulsioni, edema cerebrale, problemi cardiaci e psicosi. La cannabis sintetica come K2 o Spice è diversa dalla cannabis di origine vegetale e quindi dal THC. Si tratta si sostanze chimiche molto più potenti e pericolose della cannabis, disponibili in forma liquida e che quindi possono essere vaporizzate e inalate usando apparecchi come le sigarette sintetiche o spruzzate su materiale di origine vegetale in modo che possano essere fumate.
Legalizzazione e Sanzioni
Nel mese di settembre 2021, la raccolta di firme per indire un referendum sulla depenalizzazione di coltivazione e uso personale della cannabis ha raggiunto la quota necessaria per il voto. In data 1 agosto 2024, il Ddl sicurezza ha equiparato la cannabis light a quella con THC superiore a 0,6%.
Chi risulta positivo rischia una multa da 1500 a 6000 euro (€), l'arresto fino a 1 anno e la sospensione della patente per un periodo compreso tra 1 e 2 anni. In caso di recidiva, cioè se si viene fermati due volte in due anni per la stessa infrazione, si rischia la revoca della patente e la confisca del veicolo. Se il conducente provoca un incidente, le sanzioni vengono raddoppiate.
Consigli Utili
Banalmente quando è previsto un imminente test antidroga, il suggerimento più utile è di sospendere immediatamente l’assunzione di cannabis in modo tale da rimuovere la quantità più ingente possibile di metaboliti dall’organismo, o quantomeno rendendoli meno rilevabili. Assumere bevande disintossicanti facilita la riduzione di THC presente nelle urine: esse hanno la funzione di espellere o celare la presenza di THC e relativi metaboliti presenti nell’organismo.
Tali integrazioni alimentari contengono sostanze diuretiche in grado di stimolare la minzione, riducendo quindi le possibilità di ottenere risultati positivi durante le analisi. Ulteriore metodo per superare facilmente il test antidroga è dato dall’utilizzo del carbone attivo, sostanza impiegata anche in medicina per gestire le overdosi, poiché in grado di legarsi a molteplici principi attivi, favorendone l’espulsione.
Tabella Riassuntiva dei Tempi di Rilevamento
| Tipo di Test | Tempo di Rilevamento |
|---|---|
| Sangue | 1-14 giorni (a seconda della frequenza d'uso) |
| Urine | 7-30 giorni (a seconda della frequenza d'uso) |
| Capelli | Fino a 90 giorni |
| Saliva | Fino a 24 ore |
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