Analisi del Sangue in Gravidanza: Quando Farle e Perché Sono Importanti

Gli esami del sangue in gravidanza sono fondamentali perché permettono di monitorare il processo di trasformazione del corpo femminile e di cogliere fin dall’inizio eventuali problemi di adattamento alla nuova condizione. La gestazione rappresenta infatti per la donna un importante e decisivo banco di prova sul piano fisico, psichico, metabolico, emozionale, relazionale e proprio per questo richiede opportuni controlli clinici, strumentali, laboratoristici.

Quali Esami Fare Prima della Gravidanza?

Sarebbe consigliabile, anche se abitualmente ci si pensa poco, effettuare almeno in uno dei genitori (visto il costo dell’esame) anche una ricerca prenatale di mutazione per il gene CFTR, per individuare lo stato di portatore di questo marker della fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva, rara, ma tra le più frequenti malattie genetiche. Può essere consigliabile anche il dosaggio degli ormoni tiroidei (TSH, anticorpi anti TPO, FT3 e FT4) in epoca preconcezionale o all’inizio della gestazione.

Come si Conferma una Gravidanza?

Ma come si fa a sapere se c’è una gravidanza? Intanto non compare il ciclo mestruale. A questo punto viene effettuato un test di gravidanza, meglio se ematico perché ricerca la presenza di un ormone placentare: la beta HCG o gonadotropina corionica umana specifica della gravidanza. La beta HCG è un ormone prodotto precocemente dalla seconda settimana di sviluppo dalle cellule del sinciziotrofoblasto e risulta dunque dosabile nelle urine dopo circa 10 giorni dal concepimento e nel sangue della mamma dopo la prima settimana circa dalla fecondazione.

Il primo esame a cui ci si sottopone, quando si sospetta di essere incinta, è il tradizionale test di gravidanza, che può essere eseguito comodamente a casa con un kit acquistabile in farmacia, o con le analisi del sangue in laboratorio per una maggiore precisione. Questi test rilevano la presenza dell’ormone gonadotropina corionica umana (hCG), prodotto all’inizio della gravidanza immediatamente dopo l’impianto dell’embrione nell’utero.

Test di Gravidanza Casalingo

I test di gravidanza fatti in casa rilevano la presenza dell’ormone hCG nell’urina: grazie a questo meccanismo, i test sono in grado di fornire risultati con un’affidabilità del 97%. È però importante ricordare che, se eseguiti prima del ritardo mestruale, questi test possono dare falsi negativi: ciò accade perché i livelli di hCG potrebbero essere ancora troppo bassi per essere rilevati, specialmente nei primi giorni successivi al concepimento. Di conseguenza, è bene eseguire il test di gravidanza almeno un giorno dopo il ritardo del ciclo mestruale. Questo lasso di tempo permette di garantire un risultato attendibile, con un livello positivo rilevabile dell’ormone hCG a partire da 30 mlU/ml.

Test di Gravidanza in Laboratorio

Per una conferma definitiva della gravidanza, a seguito di un test casalingo positivo, è consigliabile eseguire un esame del sangue per la misurazione della beta-HCG. Questo test offre una precisione superiore al 99%, grazie alla capacità di rilevare anche quantità minime di hCG; in questo modo è possibile sapere di essere incinta già da pochi giorni dopo la fecondazione, spesso prima ancora che si verifichi il ritardo mestruale. Oltre a confermare la gravidanza, l’esame del sangue misura la concentrazione esatta di ormoni hCG per monitorare lo sviluppo del feto e stimare la data del concepimento.

Visite ed Esami di Routine Durante la Gravidanza

Durante la gravidanza è essenziale programmare visite regolari con uno/una specialista in Ginecologia o Ostetricia, in genere una volta al mese, per monitorare la salute del feto e della donna. La frequenza e la tipologia delle visite possono naturalmente variare: in base a fattori di rischio specifici, al benessere della madre e al progresso della gravidanza. Di conseguenza, anche le analisi cliniche consigliate dipendono dal trimestre, dallo stato di salute del feto e da eventuali necessità specifiche.

Esami del Primo Trimestre di Gravidanza

Un decreto ministeriale del Ministero della Sanità stabilisce una serie di test ed esami fondamentali per la gravidanza, a partire dal primo fino al secondo e al terzo trimestre. In particolare, i primi esami da effettuare in gravidanza comprendono:

  • Visita ginecologica di primo controllo con ecografia ostetrica.
  • Esami del sangue per l’analisi dell’emocromo completo, del gruppo sanguigno, degli anticorpi anti eritrociti, del glucosio (o glicemia, per la valutazione del diabete gestazionale), test per escludere rosolia e toxoplasmosi, analisi per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, clamidia, gonorrea, epatite C).
  • Esame delle urine completo con urinocoltura, per la valutazione di eventuali infezioni delle vie urinarie, che potrebbero rappresentare un rischio in gravidanza.

Oltre a questi test di routine, si suggerisce di eseguire anche:

  • Esame del sangue per escludere il citomegalovirus e valutare la tiroide.
  • Eventuale analisi per la fibrosi cistica (malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che tende a ostruire i bronchi e i dotti del pancreas).
  • Test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale (TRI TEST - NIPT - villocentesi - amniocentesi), eseguiti generalmente a partire dalla 10° settimana di gravidanza.

Tra le 9 e le 11+5 settimane di gravidanza, esami del sangue per la proteina hCG e la PAPP-A . Il dosaggio di queste due proteine placentari si esegue per calcolare il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino, in associazione allo studio della traslucenza nucale (da eseguire durante l’ecografia del primo trimestre).

Dalla 7^ settimana di gravidanza, esame per il gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, esame emocromocitometrico completo con conta delle piastrine, dosaggio delle emoglobine per individuare eventuali anomalie, rubeotest, toxotest, ricerca degli anticorpi contro l’epatite C (HcVAb) e contro l’HIV (HIVAb), glicemia, e test sierologici per la sifilide (TPHA e VDRL). Oltre al prelievo di sangue sarà necessario effettuare un esame delle urine e un’urinocoltura per verificare la presenza di malattie infettive (Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae).I primi esami del sangue fotografano la condizione di partenza della mamma e rappresentano i livelli di riferimento per le valutazioni successive.

Esami del Secondo Trimestre di Gravidanza

Nel secondo trimestre, sempre secondo lo stesso decreto ministeriale, sono raccomandati ulteriori esami e analisi per garantire il monitoraggio continuo della gravidanza.

  • Dalla 14° alla 18° settimana: Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina); Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza.
  • Dalla 19° alla 23° settimana: Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali; Esame del sangue per la toxoplasmosi.
  • Dalla 24° alla 27° settimana: Esame del sangue per escludere la toxoplasmosi; Curva da carico di glucosio per diabete gestazionale; Esame delle urine completo con urinocoltura.

Tra le 16 e le 18+6 settimane di gravidanza. Si analizza la curva glicemica (OGTT). Questo esame, che prevede di analizzare il dosaggio della glicemia dopo aver bevuto una soluzione molto concentrata con glucosio, serve per individuare o escludere il diabete gestazionale. Viene eseguito in questo momento della gravidanza solo alle donne con alcuni fattori di rischio nella loro storia clinica (precedente gravidanza con diabete gestazionale, obesità, valori glicemici alti a inizio gravidanza).

Esami del Terzo Trimestre di Gravidanza

Nel terzo trimestre, l’attenzione degli esami da effettuare si concentra sulla preparazione al parto e sul monitoraggio costante dello stato di salute di mamma e feto.

  • Dalla 28° alla 32° settimana: Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi; Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna).
  • Dalla 33° alla 37° settimana: Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura; Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita).

Entro la 41° settimana:

  • Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico.
  • Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio.

Tabella Riassuntiva degli Esami in Gravidanza

Di seguito una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test:

Mese o Settimana Analisi ed Esami da fare in gravidanza
1° mese (4-7 settimane) Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria).
2° mese (8-11 settimane) Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura.
3° mese (12-15 settimane) Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato).
4° mese (16-19 settimane) Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT).
5° mese (20-23 settimane) Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario.
6° mese (24-27 settimane) Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura.
7° mese (28-31 settimane) Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo.
8° mese (32-35 settimane) Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura.
9° mese (36-40+ settimane) Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS.

Altri Esami Consigliati

Solitamente non è necessario sottoporsi ad ulteriori esami, se non specificamente richiesti dal medico specialista che segue la gravidanza. Il professionista valuterà caso per caso la necessità di altri test, basandosi su fattori di rischio individuali e sull’andamento della gravidanza, garantendo così la massima sicurezza per la mamma e per il nascituro. L’obiettivo è evitare esami superflui che possano aumentare inutilmente lo stress, concentrandosi invece su quelli veramente necessari per il benessere della gravidanza.

L'Importanza della Beta-HCG

La Beta-HCG è molto più di un semplice test di gravidanza. È una finestra aperta sulla salute della madre, del feto e, in alcuni casi, anche su altre condizioni mediche. Uno dei suoi compiti principali è sostenere il corpo luteo, una struttura ovarica temporanea che produce progesterone nelle prime settimane di gestazione. La Beta-HCG aiuta anche i medici a monitorare l’andamento della gravidanza.

Il test quantitativo misura i livelli di beta HCG nel sangue e può quindi consentire di seguire l’evoluzione della gravidanza nelle sue fasi iniziali. Le diverse settimane di gravidanza, infatti, corrispondono a diversi livelli ematici di ormone. Quando la gravidanza entra nel secondo trimestre, i valori di Beta HCG smettono di crescere e tendono a stabilizzarsi.

Beta HCG: Valori e Interpretazione

Il test quantitativo viene considerato negativo in presenza di valori ematici di beta inferiore alle 5 milliunità internazionali per millilitro (mUI/ml). Al contrario, la gravidanza risulta certa in donne che abbiano livelli di Beta HCG superiori a 25 mUI/ml.

I valori normali di Beta HCG nel sangue corrispondono a 0-5 mlU/ml sia per l’uomo che per la donna non incinta. In generale, come detto prima, se il valore è superiore a 5 mlU/ml di sangue la probabilità che sia iniziata una gravidanza aumenta. I risultati del test devono essere considerati in relazione all’ecografia e altri esami prenatali. L’insieme di questi parametri dà indicazioni sulla salute del feto e della placenta.

Tempi di crescita dei livelli di HCG inferiori alla norma sono uno degli indicatori di una gravidanza di questo tipo. Quando il clinico sospetta una gravidanza extrauterina, potrebbe prescrivere anche il test dei livelli di progesterone.

Beta HCG e Gravidanza Ectopica

L’eventualità di gravidanze problematiche può essere ipotizzata in presenza di un aumento più lento del normale dei livelli di HCG. Si tratta, ad esempio, del caso di una gravidanza ectopica. La gravidanza ectopica, nota anche come gravidanza extrauterina, si verifica quando l’ovulo non viene fecondato nell’utero ma in zone diverse. Nella maggior parte dei casi, le gravidanze ectopiche generano una condizione clinica che è conosciuta come gravidanza tubarica.

Beta HCG e Aborto

Quando le beta HCG aumentano con un ritmo inferiore alla norma, si potrebbe essere in presenza di gravidanze problematiche. Più precisamente, in caso di aborto spontaneo o interruzione volontaria, i valori si dimezzano ogni 24-36 ore.

In conclusione, possiamo dire che gli esami del sangue da fare in gravidanza sono pochi ma essenziali, e che non è necessario eseguirne di ulteriori se non prescritti. È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. In questo articolo abbiamo approfondito soltanto la parte relativa agli esami di laboratorio, da eseguire prima e durante la gestazione, sempresu indicazione del proprio ginecologo.

leggi anche: