Sebbene l’evoluzione tecnologica abbia portato a notevoli innovazioni nel settore ematologico, alcune aree di analisi hanno subito pochi cambiamenti metodologici negli ultimi decenni. Molte aziende produttrici hanno sviluppato metodi originali per l’analisi dei fluidi biologici, fornendo un enorme bagaglio di informazioni qualitative come scattergrams e patterns di distribuzione caratteristici.
Cos'è il Midollo Osseo?
Il midollo osseo è un tessuto molle e spugnoso che si trova all'interno di alcune ossa del corpo, come il bacino, lo sterno e il femore. È la "fabbrica" delle cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. È importante distinguere il midollo osseo dal midollo spinale, perché non sono la stessa cosa. Come detto, il midollo osseo è contenuto all’interno delle ossa e produce le cellule del sangue.
Analisi del Sangue: Emocromo e Valori
L’emocromo completo con formula è un’analisi del sangue assai frequente che consente di monitorare lo stato di salute del paziente. L’emocromo è un esame che fornisce al medico importanti indicazioni relative alla parte corpuscolata del sangue, ossia quella occupata da globuli bianchi (GB), globuli rossi (GR) e piastrine (PLT).
L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni. Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico.
Nel caso particolare dell’analisi dei globuli rossi (eritrociti), responsabili grazie all’emoglobina del trasporto di ossigeno e anidride carbonica, spesso nel linguaggio comune si confondono ematocrito ed emocromo. Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
Valutazione dei Globuli Rossi (Eritrociti)
Rappresentano le cellule del sangue più numerose. Gli eritrociti hanno la forma di disco biconcavo (leggermente schiacciato al centro) e presentano un caratteristico colore rosso (da cui il nome) per il loro contenuto di emoglobina, (proteina contenente ferro, necessaria per trasportare l’ossigeno nel sangue). I globuli rossi vivono in media 120 giorni nel sistema circolatorio e sono successivamente rimossi nella milza; per questo, il midollo osseo deve produrne di nuovi in continuazione, allo scopo di rimpiazzare gli elementi morti, distrutti o persi durante un sanguinamento.
La valutazione dei globuli rossi nell’emocromo include: conta dei GR, emoglobina (Hb), ematocrito (Hct) e indici eritrocitari, che includono il volume corpuscolare medio (MCV), la media emoglobinica corpuscolare (MCH), la concentrazione media di emoglobina nei corpuscoli (MCHC), e, talvolta, l’ampiezza della distribuzione eritrocitaria (RDW).
Valutazione dei Globuli Bianchi (Leucociti)
Questi elementi cellulari del sangue sono deputati alla difesa dell’organismo nei confronti di agenti infettivi, sostanze estranee e altre cause di danno. I leucociti giocano un ruolo importante anche nelle allergie e nelle infiammazioni. I globuli bianchi vengono divisi in due sottogruppi: i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti).
La conta dei globuli bianchi (valutazione del numero totale di leucociti presenti nel campione ematico) fa parte dell’esame emocromocitometrico. Queste cellule sono presenti nel sangue in una quantità relativamente costante; il loro numero può aumentare o diminuire in modo temporaneo, in relazione a cosa accade nell’organismo. Quest’informazione identifica e conta il numero dei vari tipi di leucociti presenti e serve a capire se nell’organismo è in corso un’infezione, un’allergia o una forte reazione di stress.
Valutazione delle Piastrine (Trombociti)
Sono le più piccole cellule del sangue; hanno la forma di piccoli dischi e sono prodotte dal midollo osseo. Le piastrine hanno una vita media di 10 giorni e svolgono un ruolo importante nella coagulazione del sangue. In seguito a traumi o a piccole lesioni nelle pareti dei vasi sanguigni, i trombociti sono trasportati nella zona interessata dal sangue e si attaccano lungo i margini della ferita, bloccando progressivamente l’emorragia.
Esame del Midollo Osseo: Aspirato Midollare e Biopsia Osteomidollare
L’esame del midollo osseo trova indicazione in tutte le condizioni in cui non sia chiara l’origine di una significativa alterazione dell’emocromo, nei casi in cui si sospetti una patologia ematologica primitiva, o a completamento della stadiazione di alcune neoplasie ematologiche già diagnosticate, come i linfomi.
Nel midollo osseo sono contenuti infatti i progenitori o precursori dei globuli rossi (eritroblasti, con diverso grado di maturazione), dei globuli bianchi (mieloblasti e le altre cellule mieloidi nelle diverse fasi maturative) e delle piastrine (megacariociti).
Possono essere effettuati due tipi di procedure: l’aspirato midollare e/o la biopsia osteomidollare. Spesso vengono effettuati entrambi, in quanto forniscono informazioni complementari, ma talvolta è sufficiente solo una delle due procedure.
- Aspirato Midollare: preleva la parte liquida (sangue midollare).
- Biopsia Osteomidollare (BOM): preleva un piccolo frammento solido di tessuto osseo contenente midollo.
Aspirato Midollare
L’aspirato midollare consiste nel prelievo del sangue midollare, che è contenuto soprattutto nelle ossa piatte. Per il prelievo si utilizza un ago sottile e robusto che possiede a una estremità un fermo regolabile ed è attraversato da un mandrino. Le sedi utilizzate per il prelievo, che usualmente è eseguito dopo anestesia locale, sono:
- cresta iliaca posteriore (parte posteriore del bacino)
- la parte superiore dello sterno (torace anteriore)
- cresta iliaca anteriore (parte anteriore del bacino), sede scelta nei bambini o per condizioni particolari come l’obesità severa.
L’aspirazione è in genere di breve durata, necessaria a prelevare una piccola quantità di sangue midollare; la manovra, anche se fastidiosa, non è generalmente particolarmente dolorosa. La prima parte del materiale aspirato viene posta su dei vetrini e strisciato, per effettuare la valutazione morfologica attraverso l’esame microscopico, indispensabile per avere un rapido orientamento diagnostico e per la classificazione di alcune condizioni.
Dopo la colorazione in May Grunwald Giemsa, si può osservare il preparato su vetrino prima valutandolo a piccolo ingrandimento e poi utilizzandone uno maggiore. A piccolo ingrandimento si apprezzerà la cellularità (che riflette la ricchezza del midollo); la presenza e il numero dei megacariociti; la presenza di eventuali raggruppamenti di cellule estranee al midollo (come cellule di tumori originati in altri organi); l’eventuale presenza di monomorfismo cellulare (cioè di una popolazione di cellule tutta della stessa forma, come nelle leucemie acute). Successivamente si effettua una valutazione a maggiore ingrandimento, in cui si ricercano le eventuali anomalie morfologiche delle tre serie emopoietiche (eritroblasti, mieloblasti/mielociti e megacariociti).
Inoltre, viene effettuato il mielogramma, cioè la conta dei diversi sottotipi di precursori, molto importante ad esempio per porre la diagnosi delle leucemie acute e delle sindromi mielodisplastiche. La restante parte dell’aspirato midollare viene invece utilizzata per ulteriori esami di approfondimento, che possono essere la caratterizzazione immunofenotipica delle cellule, lo studio del cariotipo e/o la ricerca di mutazioni geniche in biologia molecolare.
Biopsia Osteomidollare
La biopsia ossea consiste nel prelievo di un frammento di tessuto osseo che contiene il midollo (frammento osseo) il quale, a differenza dell’aspirato midollare, permette di valutare la densità cellulare, l’architettura del midollo osservando l’insieme del tessuto emopoietico e il suo rapporto con lo stroma (tessuto di sostegno del midollo), e l’eventuale presenza di fibrosi midollare o di infiltrazione da parte di cellule estranee.
Il prelievo si esegue quasi esclusivamente sulla cresta iliaca posteriore, dopo aver anestetizzato la cute e il tessuto osseo sottostante. Si inserisce un ago di maggior calibro nella profondità dell’osso per un paio di centimetri e si ritira lo strumento all’interno del quale rimane un piccolo frammento cilindrico di tessuto. Il frammento può essere fissato in formalina, per essere poi sezionato e valutato da un patologo particolarmente esperto nelle malattie ematologiche.
La valutazione delle sezioni della biopsia è innanzitutto morfologica dopo appropriata colorazione, come per l’aspirato midollare. Vengono però spesso affiancate metodiche di immunoistochimica, che consentono di caratterizzare meglio le cellule midollari e facilitarne il conteggio ed effettuare la diagnosi. La procedura non è di solito eccessivamente dolorosa: si può eseguire in regime ambulatoriale o di day-hospital, così che il paziente può tornare a casa dopo l’esecuzione. Eccetto una moderata dolenzia della sede del prelievo, le complicanze della procedura sono molto rare.
Considerazioni Pre-Esame
Prima di sottoporsi a un esame del midollo osseo, è fondamentale informare il medico riguardo ai farmaci assunti, soprattutto antiaggreganti o anticoagulanti, che potrebbero richiedere una sospensione temporanea. Inoltre, è essenziale comunicare eventuali allergie, specialmente agli anestetici locali, e altre condizioni mediche preesistenti.
Leucemia Mieloide Cronica: Un Esempio di Patologia Diagnosticabile
La leucemia mieloide cronica (LMC) è una malattia che si sviluppa nel midollo osseo e progredisce lentamente. Se nel percorso che porta le cellule staminali a diventare “adulte” subentrano errori e mutazioni, può avvenire una trasformazione maligna che dà origine alla leucemia mieloide cronica. Le terapie disponibili per la leucemia mieloide cronica permettono di tenere la malattia sotto controllo anche senza che questa venga eradicata.
Diagnosi della LMC
Spesso la scoperta della leucemia mieloide cronica avviene in assenza di sintomi e in maniera fortuita, nel momento in cui una persona si sottopone a una serie di esami del sangue per altri scopi, e il referto evidenzia un aumento dei globuli bianchi o delle piastrine. A ogni modo, per una corretta diagnosi è importante rivolgersi al medico di base e quindi a uno specialista, che dopo un attento esame obiettivo con valutazione dei segni e dei sintomi della malattia prescriverà gli esami più adatti. In caso di sospetto, sarà inizialmente prescritto un emocromo: da un semplice prelievo è infatti possibile osservare il numero e la forma di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine.
Se da questo primo esame emergono anomalie, per esempio eventuali globuli bianchi immaturi generalmente non presenti nelle persone sane, si procede con un secondo esame del sangue di conferma o con un prelievo di midollo. Sui campioni prelevati vengono effettuati test più accurati anche di tipo citogenetico e molecolare per avere la conferma definitiva della malattia (attraverso la ricerca del cromosoma Philadelphia e del gene BCR::ABL1). In seguito si passa alla cosiddetta diagnostica per immagini (raggi X del torace ed ecografia dell’addome), per un corretto screening iniziale.
Fasi della LMC
L’evoluzione della leucemia mieloide cronica non viene suddivisa in stadi, come avviene per i tumori solidi, ma in tre fasi con una classificazione che si basa soprattutto sul numero di cellule immature (blasti) presenti nel sangue e nel midollo osseo.
- Fase cronica: la percentuale di blasti è inferiore al 10 per cento, i sintomi sono assenti o molto lievi e in genere c'è una buona risposta alle terapie.
- Fase accelerata: la percentuale di blasti è tra il 10 e il 20 per cento, c’è un alto numero di globuli bianchi basofili, un alto numero di globuli bianchi che non diminuiscono con il trattamento, il numero di piastrine molto alto o molto basso, oppure si riscontrano lesioni aggiuntive nei cromosomi delle cellule tumorali.
- Fase blastica: la percentuale di blasti è superiore al 20 per cento. In questa fase la malattia si comporta in modo più aggressivo, come accade per la leucemia acuta.
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