Analisi del Sangue in Farmacia: Pro e Contro

Negli ultimi anni, la possibilità di effettuare esami del sangue in farmacia è diventata una realtà sempre più diffusa e apprezzata. Questa tendenza risponde all'esigenza di una maggiore accessibilità ai servizi sanitari, offrendo ai cittadini un'alternativa comoda e veloce rispetto ai tradizionali laboratori di analisi.

L'Evoluzione degli Esami del Sangue in Farmacia: Da Servizio di Prossimità a Strumento di Prevenzione

Inizialmente, gli esami del sangue in farmacia si limitavano a test semplici come la misurazione del colesterolo o della glicemia, effettuati tramite prelievo capillare (una puntura sul dito). Oggi, l'offerta si è ampliata notevolmente, includendo una gamma più vasta di analisi, grazie all'evoluzione delle tecnologie diagnostiche e alla formazione specifica del personale farmaceutico.

Tipologie di Esami del Sangue Eseguibili in Farmacia

Le farmacie che offrono questo servizio propongono generalmente:

  • Profilo lipidico: Misurazione del colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi, utile per valutare il rischio cardiovascolare.
  • Glicemia: Misurazione del livello di glucosio nel sangue, importante per il monitoraggio del diabete.
  • Emoglobina glicata (HbA1c): Fornisce un'indicazione del controllo glicemico medio negli ultimi 2-3 mesi.
  • Esame delle urine: Analisi di routine per la rilevazione di infezioni o altre anomalie.
  • Test per la celiachia: Ricerca di anticorpi specifici per l'intolleranza al glutine.
  • Test per la funzionalità tiroidea: Misurazione degli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4).
  • PSA (Antigene Prostatico Specifico): Test di screening per il tumore alla prostata (solo su prescrizione medica).
  • Test per la vitamina D: Misurazione dei livelli di vitamina D nel sangue.
  • Coagulazione del sangue (PT/INR): Monitoraggio della terapia anticoagulante orale (TAO).

Il Processo di Esecuzione degli Esami del Sangue in Farmacia

Il processo è generalmente semplice e rapido:

  1. Prenotazione (opzionale): Alcune farmacie richiedono la prenotazione, mentre altre accettano anche l'accesso diretto.
  2. Prelievo: Il prelievo viene effettuato da personale qualificato (farmacista o infermiere) tramite puntura sul dito (prelievo capillare) o, in alcuni casi, prelievo venoso.
  3. Analisi: Il campione viene analizzato direttamente in farmacia tramite appositi strumenti diagnostici.
  4. Risultati: I risultati sono generalmente disponibili in tempi brevi, spesso entro pochi minuti o poche ore.
  5. Consultazione: Il farmacista può fornire una prima interpretazione dei risultati e consigliare, se necessario, un consulto medico.

Vantaggi e Svantaggi degli Esami del Sangue in Farmacia

Come ogni servizio, anche gli esami del sangue in farmacia presentano pro e contro. È importante considerarli attentamente per valutare se questa opzione è adatta alle proprie esigenze.

Vantaggi

  • Comodità: La farmacia è spesso più vicina e accessibile rispetto ai laboratori di analisi, soprattutto per chi vive in zone rurali o ha difficoltà di spostamento.
  • Rapidità: I tempi di attesa per il prelievo e la consegna dei risultati sono generalmente più brevi rispetto ai laboratori tradizionali.
  • Accessibilità: Non sempre è necessaria la prescrizione medica per alcuni esami di base (come colesterolo e glicemia).
  • Flessibilità: Gli orari delle farmacie sono spesso più estesi rispetto a quelli dei laboratori, consentendo di effettuare gli esami anche in orari non lavorativi.
  • Costo: In alcuni casi, gli esami in farmacia possono essere più economici rispetto a quelli effettuati nei laboratori privati.
  • Servizio di prossimità: Il farmacista può fornire un consiglio personalizzato e indirizzare il paziente verso il medico curante in caso di risultati anomali.

Svantaggi

  • Affidabilità: La qualità degli esami dipende dalla precisione degli strumenti utilizzati e dalla competenza del personale. È fondamentale assicurarsi che la farmacia segua protocolli di controllo qualità rigorosi.
  • Gamma di esami limitata: Non tutte le farmacie offrono la stessa gamma di esami. Per analisi più complesse, è necessario rivolgersi a un laboratorio specializzato.
  • Interpretazione dei risultati: Il farmacista può fornire una prima interpretazione, ma la diagnosi definitiva spetta sempre al medico curante.
  • Privacy: La privacy potrebbe essere meno garantita rispetto a un laboratorio di analisi dedicato.
  • Costo (possibile): Alcuni esami specialistici potrebbero avere un costo superiore rispetto al sistema sanitario nazionale.

Considerazioni sull'Affidabilità degli Esami del Sangue in Farmacia

La questione dell'affidabilità degli esami del sangue in farmacia è stata sollevata da diverse fonti. È importante affrontare questo tema con spirito critico e analizzare i diversi aspetti coinvolti. In generale, l'affidabilità degli esami dipende da diversi fattori:

  • Qualità degli strumenti diagnostici: Le farmacie devono utilizzare strumenti certificati e sottoposti a regolare manutenzione.
  • Competenza del personale: Il farmacista o l'infermiere che effettua il prelievo e l'analisi devono essere adeguatamente formati e aggiornati.
  • Controllo qualità: La farmacia deve aderire a programmi di controllo qualità interni ed esterni per garantire la precisione e l'accuratezza dei risultati.
  • Rispetto dei protocolli: È fondamentale seguire rigorosamente i protocolli standardizzati per il prelievo, la conservazione e l'analisi dei campioni.

Per garantire l'affidabilità degli esami, è consigliabile:

  • Informarsi sulla farmacia: Verificare se la farmacia è autorizzata a effettuare esami del sangue e se aderisce a programmi di controllo qualità.
  • Chiedere informazioni sugli strumenti utilizzati: Informarsi sulla marca e il modello degli strumenti diagnostici e sulla loro certificazione.
  • Verificare la competenza del personale: Accertarsi che il personale sia adeguatamente formato ed esperto.
  • Confrontare i risultati: Se si hanno dubbi, è consigliabile confrontare i risultati ottenuti in farmacia con quelli ottenuti in un laboratorio di analisi tradizionale.

Il Ruolo del Farmacista: Da Dispensatore di Farmaci a Consulente Sanitario

L'evoluzione degli esami del sangue in farmacia riflette un cambiamento più ampio nel ruolo del farmacista, che sta diventando sempre più un punto di riferimento per la salute dei cittadini. Il farmacista non è più solo un dispensatore di farmaci, ma un vero e proprio consulente sanitario, in grado di fornire informazioni, consigli e servizi per la prevenzione e la gestione delle malattie.

In questo contesto, gli esami del sangue in farmacia rappresentano un'opportunità per:

  • Promuovere la prevenzione: Offrire test di screening per individuare precocemente fattori di rischio e malattie.
  • Migliorare l'aderenza terapeutica: Monitorare l'efficacia dei farmaci e aiutare i pazienti a seguire correttamente le terapie.
  • Facilitare l'accesso alle cure: Offrire un servizio di prossimità, soprattutto per chi vive in zone disagiate o ha difficoltà di spostamento.
  • Collaborare con il medico curante: Fornire informazioni utili per la diagnosi e la gestione delle malattie.

Aspetti Legali e Normativi degli Esami del Sangue in Farmacia

La possibilità di effettuare esami del sangue in farmacia è regolamentata da specifiche normative regionali e nazionali. È importante che le farmacie rispettino tali normative per garantire la sicurezza e la qualità dei servizi offerti.

In generale, le normative prevedono:

  • Autorizzazione: La farmacia deve ottenere un'autorizzazione specifica per effettuare esami del sangue.
  • Requisiti strutturali: La farmacia deve disporre di locali adeguati e attrezzature idonee.
  • Requisiti professionali: Il personale deve essere adeguatamente formato e qualificato.
  • Controllo qualità: La farmacia deve aderire a programmi di controllo qualità.
  • Informativa al paziente: Il paziente deve essere informato sui rischi e i benefici degli esami e sui limiti dell'interpretazione dei risultati.
  • Trattamento dei dati personali: La farmacia deve garantire la protezione dei dati personali dei pazienti.

Il Futuro degli Esami del Sangue in Farmacia: Verso una Sanità Sempre Più Decentralizzata e Personalizzata

Gli esami del sangue in farmacia rappresentano un tassello importante nella trasformazione del sistema sanitario verso un modello più decentralizzato e personalizzato. Dopo test e vaccinazioni arriva la possibilità di fare analisi cliniche, elettrocardiogramma, visite in telemedicina. Sono diventate la scappatoia più rapida, vicina a casa ed economica alle liste d’attesa. Ormai le farmacie fanno tutto: tamponi, vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali, screening dell’ipertensione e dell’ipercolesterolemia, misurazione della pressione e della glicemia, esami del sangue, elettrocardiogramma, holter, visite in telemedicina.

La Regione, che l’ha regolarizzata con delibera, è chiara. Grazie alla presenza capillare sul territorio, le farmacie diventano un presidio di salute pubblica. Un gruppo di lavoro sta studiando altre attività da inserire nel progetto, come il servizio Farma Cup per la prenotazione delle prestazioni specialistiche e il ritiro dei referti.

L'affidabilità degli esami in farmacia

Ma sono necessari alcuni paletti, come emerge dal «parere pro veritate» sull’affidabilità degli esami in farmacia rilasciato nell’ottobre 2023 all’Ordine dei Biologi dal professor Mario Plebani, docente emerito all’Università di Padova. Che illustra: «Sono partito dalla letteratura scientifica degli ultimi dieci anni. Purtroppo in Italia vige ancora una certa deregulation in tema di medicina di laboratorio ma per legge in farmacia vanno eseguiti esami già effettuati dal paziente a casa da solo, come la rilevazione della pressione o della glicemia. Dopodiché sono arrivato a tre conclusioni. Le analisi del sangue si compiono con prelievo capillare, cioè dal dito, e non venoso, come in ospedale, perciò l’equivalenza dell’esito c’è per alcune indagini ma non per tutte. Secondo: bisogna limitare il numero di esami in farmacia, perché la qualità analitica va bene per controlli, monitoraggi, screening, ma non per la diagnosi. Terzo: il risultato non vale niente se non comparato con parametri di riferimento. Mi spiego: non mi serve sapere se ho 100 di glicemia, se non so qual è la soglia di guardia.

La posizione dei farmacisti

Ma cosa ne pensano i farmacisti? Farmacie dei servizi è un tentativo di decongestionare gli ambulatori e di rendere il Servizio sanitario più accessibile ai cittadini, soprattutto nelle zone disagiate come la montagna o la campagna, dove si devono percorrere anche 30 o 40 chilometri per fare un elettrocardiogramma. Ormai anche nel privato puro ci sono le liste d’attesa. L’affidabilità? Dobbiamo seguire corsi di formazione obbligatori e disponiamo della stessa strumentazione in uso nei centri sanitari, controllata periodicamente dall’Usl di riferimento. Qualche limite c’è, ma non determinante. Per esempio per l’elettrocardiogramma si usano 9 parametri invece di 12, che indicano però situazioni a rischio, come fibrillazione o infarto in corso. E sempre in telemedicina, cioè in diretta con un cardiologo che legge l’esito dell’esame in tempo reale, lo firma e dà le opportune indicazioni al paziente. Non è nostro compito fare diagnosi. Altro esempio: se rileviamo un colesterolo con valore 2,45 che poi in ospedale viene corretto a 2,28 o una pressione di 148 corretta a 150, cambia poco. Il margine di errore è minimo.

Le farmacie promettono di eseguire esami non invasivi che fanno risparmiare tempo senza le lunghe attese lontano da casa o dall’ufficio, con la stessa qualità dei risultati di un laboratorio. Parliamo delle analisi per misurare i valori di colesterolo, trigliceridi, glicemia, emoglobina glicata, potassio, transaminasi, creatinina, Proteina C-Reattiva, PT/INR (tempo di protrombina) e persino i 18 parametri dell’emocromo. Nessun ago in vena: le analisi sono eseguite pungendo il polpastrello di un dito da cui viene prelevata una goccia di sangue, poi depositata su una striscia o un dischetto reattivo che viene inserito in uno strumento diagnostico. L’esito è immediato. Ma qual è il livello di attendibilità di questi risultati?

Laboratori e farmacie: la procedura

I laboratori di analisi sono sottoposti per legge a un controllo di qualità interno e a uno esterno. Nella pratica significa che ogni mattina, e dove necessario più volte al giorno, viene controllato il buon funzionamento del macchinario che esegue l’esame. Per farlo, viene inserito nello strumento un campione di materiale di cui si conoscono i valori e poi vengono confrontati con il risultato ottenuto (è sempre ammesso un piccolo margine di errore). Inoltre, periodicamente, il risultato deve essere confrontato anche con quello di altri laboratori. Una procedura che consente al paziente, qualora si rivolga a strutture differenti, di avere la garanzia che i parametri siano sempre confrontabili. Le farmacie, invece, non hanno alcun obbligo: né sul controllo di qualità dei risultati, né sugli strumenti e le procedure che utilizzano.

Gli strumenti di misurazione

I sistemi diagnostici in uso nelle farmacie tecnicamente sono chiamati Point of care test (POCT). Hanno il marchio CE, ma difficilmente riescono a garantire la stessa qualità dei risultati delle analisi eseguite in laboratorio. Lo dimostrano i numerosi studi pubblicati a livello internazionale dalla National Library of Medicine.

Nella misurazione del «colesterolo cattivo» (LDL) l’analisi dello stesso campione ha prodotto un risultato di 131 milligrammi per decilitro (mg/dL) in laboratorio, e di 112 con il Point of care test: la sottostima media è del 14,5 %, ben superiore al margine di errore ammesso dai laboratori clinici. Nella misurazione del «colesterolo buono» (HDL) il risultato è di 57 milligrammi per decilitro (mg/d) in laboratorio contro 49 del Point of care test. Sottostima media del 14%, anche in questo caso significativamente superiore alla differenza tollerabile.

Per i trigliceridi è stato osservato un valore più alto con il Point of care test rispetto al laboratorio, ossia in media 143 milligrammi per decilitro (mg/dL) contro 80 mg/dL: la sovrastima è del 44%. Succede principalmente perché con il prelievo capillare la misura dei trigliceridi può essere falsata dalle tracce di sapone che rimangono sulle mani dopo il lavaggio che deve sempre precedere l’esame, oppure dai residui di una crema protettiva. Nel caso della creatinina, esame fondamentale per valutare la funzione renale, gli esiti risultano più elevati di oltre il 15%. Per questo esame, inoltre, il problema è che la concentrazione di creatinina è un’informazione clinicamente poco informativa: il valore deve essere trasformato in volume di filtrato glomerulare, ma questo implica l’utilizzo di una formula (CKD-EPI) abbastanza complessa e che può essere gestita dal sistema informatico di laboratorio, ma non dal piccolo strumento POCT.

Nel caso della glicemia (glucosio nel sangue), le linee-guida per la diagnosi di diabete indicano 126 milligrammi per decilitro (mg/dL) come valore soglia. I laboratori clinici per consentire una diagnosi accurata devono assicurare un margine di errore inferiore al 6,1%. Gli strumenti POCT, invece, hanno un margine di incertezza fra il 15 e il 20%, esponendo al rischio di sovra o sotto diagnosi (falsi positivi e/o falsi negativi).

Nell’esame in laboratorio per conoscere i livelli di transaminasi (ALT e AST), che se sono alti segnalano un eventuale danno al fegato, i metodi raccomandati impongono l’aggiunta di piridossal fosfato nel reagente, non previsto nei sistemi usati in farmacia. In questo caso, se il paziente ha un deficit di vitamina B6, il valore dell’esame può risultare falsamente basso.

Potassio: quando i valori sono troppo alti possono provocare alterazioni del ritmo cardiaco. Ebbene, l’esito degli esami può essere falsato se eseguito su sangue capillare, perché il campione può contenere elevati livelli di potassio a seguito della rottura dei globuli rossi durante la puntura del polpastrello.

La verifica sul campo

E stata fatta una prova diretta facendo un controllo sui livelli di colesterolo: prima in una farmacia del centro di Milano e pochi giorni dopo in laboratorio analisi dell’Asl. Ed ecco gli esiti: per la farmacia il colesterolo totale segna 185, il laboratorio indica 205. Il colesterolo cattivo (LDL) 98, mentre per il laboratorio è 131, che indica anche il valore target: inferiore a 100.

E cosa consegna la farmacia? Uno scontrino anonimo, senza la firma dell’operatore sanitario che ha eseguito le analisi e senza i valori di riferimento o, meglio, i limiti decisionali e target terapeutici che permettono di capire se il risultato - ammesso che sia corretto - rientra nei parametri. Un foglietto che non ha alcun valore di referto medico, non è tracciabile, né compare nel fascicolo sanitario elettronico.

Quello che i pazienti non sanno

Gli esami eseguiti in farmacia possono avere come unico scopo il monitoraggio di parametri già noti per vedere il trend di evoluzione dei valori, ma non certo per decidere la somministrazione o meno di una terapia. Non servono insomma per avere una diagnosi, ed anche nel caso del monitoraggio, l’operatore dovrebbe eseguire i controlli di qualità sugli strumenti. Invece le farmacie al momento non sono connesse con i servizi di medicina di laboratorio pubblici, non sono sottoposte a rigorosi controlli e dunque non garantiscono la confrontabilità dei risultati.

Sono sempre di più i cittadini che eseguono a pagamento questi tipi di esami nelle farmacie, ma difficilmente vengono informati sull’affidabilità delle analisi. Anzi, solitamente viene fatto credere loro il contrario. E ora Federfarma, ben rappresentata in Parlamento e presso il ministero della Salute nella figura del sottosegretario Marcello Gemmato, aspira ad eseguire tutti gli esami sopra citati e dall’esito incerto, pure con la prescrizione medica, in modo che vengano rimborsate dal servizio sanitario nazionale.

Sarebbe auspicabile un intervento del ministro della Salute per passare dall’attuale deregulation a sistemi che garantiscano al cittadino qualità e sicurezza degli esami ovunque essi vengano eseguiti. Finora ciò è affidato solo all’iniziativa delle Regioni, prima su tutte la Lombardia che con una delibera del 18 novembre 2024 pone allo stato attuale le farmacie fuori dal perimetro della Medicina di laboratorio.

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