Analisi del Sangue: Gruppo Sanguigno e Come Funziona

Il gruppo sanguigno è una caratteristica dell’individuo determinata geneticamente e non modificabile; viene classificata in base alla presenza o assenza di antigeni sulla superficie del globulo rosso. Conoscere il proprio gruppo sanguigno e il fattore Rh è una delle informazioni mediche più utili per affrontare emergenze e situazioni cliniche, oltre che per comprendere la propria ereditarietà biologica.

Il gruppo sanguigno è una delle numerose caratteristiche di un individuo come, ad esempio, il colore degli occhi e dei capelli; esso è determinato geneticamente ed ereditato da entrambi i genitori. La classificazione dei gruppi sanguigni avviene sulla base di particolari molecole, denominate antigeni, presenti sulla superficie di alcune cellule del sangue, i globuli rossi.

Cos’è il gruppo sanguigno e il fattore Rh?

Il gruppo sanguigno è una classificazione che si basa sulla presenza o assenza di antigeni specifici (A e B) sulla superficie dei globuli rossi. Ad esempio, una persona con il gruppo A possiede l’antigene A, mentre chi appartiene al gruppo 0 non ha né l’antigene A né il B. Questo sistema garantisce la compatibilità nelle trasfusioni, poiché il sistema immunitario può attaccare antigeni che riconosce come estranei.

Il fattore Rh, invece, è un altro sistema di classificazione che riguarda la presenza di una proteina specifica chiamata antigene D. Se questa proteina è presente, il fattore è definito Rh positivo; in caso contrario, è Rh negativo. Circa l’85% della popolazione mondiale è Rh positiva, rendendo gli Rh negativi più rari e particolarmente importanti per la compatibilità nelle trasfusioni e nelle gravidanze.

I Sistemi di Classificazione dei Gruppi Sanguigni

Sono stati classificati oltre 366 tipi di antigeni, che possono essere raggruppati in 47 sistemi. Oltre agli antigeni ABO e agli antigeni Rh, si riconoscono ad oggi 30 diversi sistemi di classificazione dei gruppi sanguigni, che rappresentano il sistema di classificazione più diffuso. Sono presenti molti altri antigeni detti anticorpi eritrocitari irregolari, come per esempio il fattore Kell, Duffy e altri antigeni di tipo Rh.

Generalmente il sistema immunitario non reagisce a questi antigeni, a meno che non venga a contatto con loro a causa di trasfusioni o durante la gravidanza.

Il Sistema AB0

Secondo il sistema AB0, esistono quattro gruppi sanguigni, catalogati in base alla presenza o assenza di due antigeni, chiamati A e B. A seconda che sia presente solo uno dei due antigeni, entrambi o nessuno dei due il gruppo sanguigno verrà denominato rispettivamente A, B, AB o 0.

Il sistema ABO si basa sulla presenza o assenza degli antigeni A e B sui globuli rossi.

  • L’antigene A conferisce il gruppo sanguigno A
  • L’antigene B conferisce il gruppo sanguigno B.
  • La contemporanea presenza di entrambi gli antigeni A e B identifica il gruppo sanguigno AB, mentre la loro assenza viene indicata con il gruppo sanguigno 0.

Il Fattore Rh

Inoltre, i gruppi sanguigni vengono classificati in base alla presenza (+) o all’assenza (-) dell’antigene Rhesus, chiamato fattore Rh: si parlerà quindi di gruppi sanguigni “Rh positivi” o “Rh negativi”. Il fattore Rh indica la presenza (Rh positivo) o assenza (Rh negativo) di un antigene specifico. I pazienti con un gruppo sanguigno Rh+ (positivo) presentano globuli rossi con l’antigene Rh mentre la sua assenza identifica le persone con gruppo sanguigno Rh- (negativo).

Ciascun individuo può avere, o meno, sulla membrana dei globuli rossi di un particolare antigene appartenente al sistema Rh.

Combinazioni

Considerando il sistema AB0 e il fattore Rh si possono individuare otto gruppi sanguigni: 0+, 0-, A+, A-, B+, B-, AB+, AB-.

Il gruppo sanguigno si basa sul sistema AB0, suddiviso in quattro categorie principali: A, B, AB e 0. A queste si aggiunge il fattore Rh, che può essere positivo o negativo, portando il totale a otto combinazioni: A+, A-, B+, B-, AB+, AB-, 0+ e 0-.

Cosa determina il proprio gruppo sanguigno?

Il gruppo sanguigno dei figli è determinato da quello dei genitori. Il gruppo sanguigno è una componente determinata a livello genetico e, quindi, di carattere ereditario. Il gruppo sanguigno è una componente ereditaria e si identifica grazie agli antigeni presenti sulla superficie dei globuli rossi.

In gravidanza possono però verificarsi problemi di compatibilità dei gruppi sanguigni se la madre è Rh- e il bambino Rh+. In questo caso, l’organismo della madre potrebbe sviluppare anticorpi contro l’antigene Rh che, attraverso la placenta, possono danneggiare i globuli rossi del bambino e causare la malattia emolitica del neonato, una patologia che nei casi più gravi può portare alla morte intrauterina del feto.

Come sapere qual è il proprio gruppo sanguigno?

Il gruppo sanguigno viene rilevato con un semplice esame del sangue: i globuli rossi vengono messi a contatto con anticorpi (anti-A, anti-B e anti-Rh) per verificare la presenza dei diversi antigeni e del fattore Rh. L'unico gruppo sanguigno con validità legale è quello eseguito nei centri trasfusionali.

Esistono diversi metodi per scoprire il proprio gruppo sanguigno e fattore Rh:

  1. Esami del sangue in laboratorio: Uno dei metodi più comuni e affidabili per determinare il proprio gruppo sanguigno e fattore Rh è l’esame del sangue eseguito in laboratorio. Questo test, noto anche come test del gruppo sanguigno, richiede un prelievo di sangue che viene analizzato per identificare gli antigeni A, B e D. L’esame del gruppo sanguigno costo può oscillare tra 10 e 50 euro, a seconda della struttura sanitaria.
  2. Donazione di sangue: Un’alternativa gratuita è rappresentata dalla donazione di sangue. I centri trasfusionali effettuano sempre la tipizzazione del sangue per determinare il gruppo sanguigno e il fattore Rh del donatore, garantendo la compatibilità con i riceventi. Dopo la donazione, viene rilasciata una tessera contenente queste informazioni.
  3. Test gruppo sanguigno fai-da-te: Per chi preferisce un metodo rapido e casalingo, esistono kit per il test del gruppo sanguigno acquistabili in farmacia o online. Questi kit includono reagenti specifici che, combinati con una piccola quantità di sangue prelevato da un dito, permettono di identificare il gruppo sanguigno e il fattore Rh. Sebbene pratici, questi test sono meno precisi rispetto a quelli di laboratorio e richiedono attenzione nell’uso.
  4. Documentazione medica: In molti casi, il gruppo sanguigno e il fattore Rh possono essere già riportati nella documentazione sanitaria, come cartelle cliniche, tessere sanitarie o certificati di donazione.

Quando e perché serve il test per determinarlo?

Conoscere il proprio gruppo sanguigno è importante prima di una trasfusione o una donazione di sangue, di un trapianto d’organo o di midollo osseo. Determinare il gruppo sanguigno di una persona è fondamentale nel caso si debbano effettuare trasfusioni di sangue.

Nel sangue sono presenti anche gli anticorpi che riconoscono solo gli antigeni presenti sui globuli rossi del proprio organismo e attaccano gli antigeni estranei distruggendoli. L’incompatibilità tra gruppi sanguigni, quindi, può comportare reazioni potenzialmente fatali.

La determinazione del gruppo sanguigno e della presenza o meno del fattore Rh è cruciale anche nelle donne in stato di gravidanza, in quanto il sangue materno potrebbe essere incompatibile con i globuli rossi del feto. Inoltre, come verrà spiegato più avanti, è bene conoscere in particolare la presenza o assenza del fattore Rh in caso di gravidanza.

Se la madre è Rh- ma il padre è Rh+, il feto potrebbe essere positivo per l’antigene Rh. L’organismo della madre potrebbe quindi sviluppare anticorpi contro l’antigene Rh+ che, attraversando la placenta, causerebbero la distruzione delle cellule del sangue del feto, con sviluppo della cosiddetta malattia emolitica feto-neonatale (MEFN). La MEFN raramente si verifica alla prima gravidanza, mentre il rischio aumenta nelle successive gravidanze.

Test di Coombs Indiretto

Per valutare il rischio di insorgenza di un’anemia emolitica feto-neonatale, viene effettuato il test di Coombs indiretto, un semplice esame del sangue che permette di individuare la presenza di anticorpi anti-Rh (o anti-D) nella madre.

Questo test determina l’eventuale presenza nel sangue di anticorpi anti-D contro l’Rh positivo del feto. Se sono assenti, il risultato del test di Coombs indiretto sarà considerato negativo e la gestante sarà sottoposta alla cosiddetta immunoprofilassi anti D, che consiste nella somministrazione di immunoglobuline umane anti-D, ossia un particolare derivato del sangue che previene la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del bambino Rh positivo.

Compatibilità dei gruppi sanguigni

Prima di eseguire una trasfusione o una donazione di sangue, le banche del sangue effettuano un test chiamato “tipizzazione” e prove di compatibilità crociata del sangue del donatore e di quello del ricevente (nel caso di trasfusione). Questo test minimizza la possibilità di una reazione pericolosa e a volte fatale.

Per esempio, se un individuo con gruppo sanguigno B riceve sangue di gruppo A, le cellule del suo sistema immunitario riconosceranno come estraneo l’antigene A e attaccheranno i globuli rossi presenti nel sangue trasfuso.

Di seguito vengono elencate nel dettaglio le compatibilità tra i diversi gruppi sanguigni:

  • A positivo può ricevere sangue di tipo A+, A-, O+, O-;
  • A negativo può ricevere sangue di tipo A-, O-;
  • B positivo può ricevere sangue di tipo B+, B-, O+, O-;
  • B negativo può ricevere sangue di tipo B-, O-;
  • AB positivo può ricevere sangue di tipo AB+, AB-, A+, A-, B+, B-, O+, O-;
  • AB negativo può ricevere sangue di tipo AB-, A-, B-, O-;
  • O positivo può ricevere sangue di tipo O+, O-;
  • O negativo può ricevere sangue di tipo O-.
  • il gruppo AB può ricevere da A, B, AB e 0.
  • il gruppo 0 può ricevere solo da 0 ma può donare a tutti.

Donatore universale e recettore universale

Al contrario, non contenendo antigeni A e B né il fattore Rh, il gruppo 0 Rh negativo è definito donatore universale in quanto il sangue di questo gruppo sanguigno può essere donato a qualunque individuo. Il gruppo AB Rh positivo, invece, è un recettore universale, può ricevere cioè donazioni di sangue da tutti i gruppi.

Diffusione dei gruppi sanguigni in Italia

In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, l’85% della popolazione presenta un gruppo sanguigno con Rh positivo. Il gruppo sanguigno più diffuso (39%) è lo zero positivo. In Italia, secondo l’Istituto superiore di sanità, la percentuale dei gruppi sanguigni è così suddivisa:

  • 0+: 39%;
  • A+: 36%;
  • B+: 7,5%;
  • AB+: 2,5%;
  • 0-: 7%;
  • A-: 6%;
  • B-: 1,5%;
  • AB-: 0,5%.

Il gruppo sanguigno più raro in Italia è l’AB- con lo 0,5%. Il gruppo 0+ è il più diffuso con il 39%.

Una persona viene definita di "gruppo raro" quando il suo assetto antigenico si riscontra al massimo in 1 soggetto ogni 1.000-5.000.

Altre informazioni utili

Nel corpo umano scorrono dai 4 ai 6 litri di sangue. Il sangue è un tessuto liquido composto da plasma e da elementi corpuscolati. Gli elementi corpuscolati invece sono globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

  • I globuli rossi trasportano l’ossigeno alle cellule dell’organismo e ne rimuovono l’anidride carbonica.
  • I globuli bianchi sono parte del sistema immunitario e aiutano a combattere le infezioni.

Nel sangue sono inoltre presenti gli anticorpi contro gli antigeni assenti sui globuli rossi di un individuo.

Al momento non vi sono invece evidenze scientifiche a supporto della cosiddetta dieta del gruppo sanguigno, un regime alimentare secondo il quale gli alimenti consigliati o da evitare per perdere peso dipendono dal proprio gruppo sanguigno.

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