Analisi del Sangue: L'Importanza della Preparazione e del Digiuno

Gli esami del sangue sono strumenti fondamentali per la diagnosi, la prevenzione e il monitoraggio di diverse patologie. Quando ci si prepara per eseguire tali analisi, ci vengono spesso fornite alcune indicazioni, tra cui il digiuno prima del prelievo del sangue. Questo consiglio può risultare scomodo e talvolta irritante, ma ha una ragione medica valida.

Perché è Necessario il Digiuno?

È convinzione comune che sia sempre necessario digiunare per almeno 8 ore prima degli esami del sangue. Perché la maggior parte dei cibi e delle bevande che assumiamo ogni giorno contengono alcune sostanze che possono momentaneamente alterare la composizione sanguigna fino a falsare l’interpretazione degli esami del sangue. Il digiuno prima degli esami del sangue si riferisce al periodo in cui si evita di consumare cibi o bevande, ad eccezione dell’acqua, per un certo numero di ore prima del prelievo del sangue.

Il principale motivo per cui non bisogna mangiare prima degli esami del sangue è la necessità di ottenere risultati accurati e precisi. L’assunzione di cibo può influenzare i livelli di glucosio e lipidi nel sangue, alterando la validità dei dati raccolti. Ad esempio, se si consumano cibi ricchi di grassi prima del test del colesterolo, i livelli di colesterolo nel sangue potrebbero risultare falsamente elevati.

Quali Esami Richiedono il Digiuno?

Non tutti gli esami del sangue richiedono il digiuno. Solitamente, i test che richiedono il digiuno sono quelli che misurano i livelli di glucosio, colesterolo, lipidi, trigliceridi e alcuni marcatori di funzione epatica. Questi test sono fondamentali per valutare il rischio di malattie cardiache, il metabolismo del glucosio e il funzionamento del fegato. Prelievo sangue Presentarsi in laboratorio a digiuno dalla sera precedente, dopo avere fatto un normale pasto serale. I farmaci e l’acqua si possono assumere fino al momento del prelievo.

Il digiuno è necessario per alcuni esami in particolare: glicemia, colesterolo, acido folico, vitamina B12, insulina, trigliceridi, sideremia.

Glicemia

La glicemia indica la quantità di glucosio presente nel sangue. Il digiuno è particolarmente importante quando si valutano i livelli di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte di energia per il corpo, ed è regolato con precisione dal sistema endocrino. Dopo un pasto, i livelli di glucosio aumentano, e il pancreas rilascia insulina per ridurli.

Insulina

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che favorisce il passaggio degli zuccheri nelle cellule riducendone la quantità nel sangue e abbassando, quindi, il livello di glucosio nella circolazione sanguigna. Digiuno raccomandato anche per il dosaggio dell’insulina (nelle persone in cui si sospetta una diagnosi di diabete) e del peptide C (altro marcatore «sensibile» alle oscillazioni della glicemia).

Lipidi e Trigliceridi

I trigliceridi sono lipidi, quindi grassi, presenti nel nostro sangue e il cui valore e qualità sono determinati dalla dieta. Il digiuno è altrettanto essenziale per le analisi lipidiche. I lipidi, come il colesterolo e i trigliceridi, sono trasportati nel sangue sotto forma di lipoproteine.

Acido Folico e Vitamina B12

L’acido folico è coinvolto nei processi di produzione di nuove cellule ed è essenziale nella sintesi del DNA, delle proteine e dell’emoglobina. La carenza di acido folico comporta anemia e sintomi come pallore eccessivo, debolezza e irritabilità. La vitamina B12 è necessaria per permettere il metabolismo degli aminoacidi, degli acidi nucleici e degli acidi grassi. È fondamentale anche nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo.

Sideremia

La sideremia è un valore legato alla transferrina e permette di valutare la quantità di ferro in circolo nel sangue.

Durata del Digiuno e Linee Guida

Il periodo di digiuno richiesto prima degli esami del sangue varia a seconda del test specifico. In generale, si consiglia di digiunare per 8-12 ore prima di sottoporsi agli esami che lo richiedono. Durante il periodo di digiuno, si può bere solo acqua. Il consumo di altre bevande, come tè, caffè o succhi di frutta, potrebbe alterare i livelli di zucchero o lipidi nel sangue e compromettere l’affidabilità dei risultati del test.

Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore. In questo periodo possono essere assunte solo modiche quantità di acqua e devono essere assolutamente escluse bevande zuccherate, alcolici, caffè, fumo. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto.

Eccezioni e Considerazioni Speciali

In alcuni casi, il digiuno prima degli esami del sangue potrebbe essere sconsigliato. Ad esempio, i bambini piccoli e le persone anziane potrebbero avere difficoltà a sostenere un periodo prolungato di digiuno.

Altri Fattori da Considerare

E il digiuno non è l’unico parametro da considerare nella lettura della analisi del sangue. Se per esempio il medico curante richiede gli esami per conoscere i livelli ematici di ormoni «sensibili» allo stress - adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo - «è importante che l’ambiente in cui viene effettuato il prelievo sia confortevole per il paziente e che lo stesso risulti sereno. Anche la semplice paura dell’ago può alterare i parametri di interesse». È infine necessario considerare anche se una persona ha svolto attività fisica la sera prima di sottoporsi alle analisi del sangue.

  • Bisogna sospendere 24 ore prima l’attività fisica se sono richiesti le determinazioni di cortisolo e ACTH; dopo un esercizio fisico è fisiologico un aumento dell’azotemia, LDH e CPK (l’attività fisica, anche moderata, può influenzare la concentrazione di alcuni componenti sierici).
  • Le persone in terapia anticoagulante, dove non diversamente consigliato dal medico, devono mantenere nei vari controlli il medesimo comportamento (relativamente ai tempi di assunzione e dosaggio del farmaco).

Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco. Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.

Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%).

L'ansia, la febbre, lo stress eccessivo, il vomito, la diarrea, un trauma recente e tutte le altre condizioni che si discostano dalla normalità possono alterare i parametri ematici; come tali, dovrebbero quindi essere preventivamente comunicate all'infermiere al momento dell'esame. Lo stress emozionale da eccessiva paura od ansietà (come spesso capita nei bambini), può elevare temporaneamente la conta leucocitaria, abbassare i livelli plasmatici di ferro ed innalzare quelli di adrenalina. Nel diabetico, invece, la febbre od un'infezione in corso possono elevare significativamente i livelli glicemici; anche nelle persone sane la malattia può determinare sensibili oscillazioni del glucosio e di altri analiti (come il cortisolo).

Preparazione all'Esame: Consigli Utili

Il corretto comportamento del paziente prima di un prelievo ematico contribuisce in modo rilevante all'accuratezza diagnostica della procedura. Viceversa, il mancato rispetto di alcune semplici regole comportamentali può alterare, anche significativamente, i parametri ematici che si intendono analizzare. Vediamo quindi di elencare una serie di regole di carattere generale per un'ottimale preparazione all'esame, fermo restando che alcune analisi possono imporre precauzioni completamente diverse o non richiederne affatto.

  • Talvolta, prima del prelievo ematico è richiesto un periodo di digiuno variabile tra le 8 e le 14 ore, durante il quale è consentito assumere soltanto modiche quantità di acqua.
  • Durante il digiuno viene richiesta anche l'astensione dalle sostanze voluttuarie (fumo, caffè, tè, alcool ecc.); inoltre, nei giorni precedenti può essere importante seguire un'alimentazione sobria evitando gli eccessi, soprattutto di alimenti grassi (che possono aumentare notevolmente la trigliceridemia e la torbidità del plasma) e zuccheri semplici (tendono ad elevare la glicemia, anche nel lungo periodo in presenza di diabete più o meno grave).
  • Un esagerato consumo di alimenti carnei può invece determinare un rialzo dell'azotemia e della creatininemia.
  • Il giorno prima dell'esame, vanno evitati gli sforzi fisici strenui, mentre una leggera attività fisica non determina alterazioni significative degli analiti (come creatinchinasi e lattato-deidrogenasi, che tendono invece ad aumentare se l'esercizio fisico è intenso).
  • In caso di copiosa sudorazione è bene assicurarsi di reintegrare i liquidi perduti aumentando l'apporto idrico.
  • L'aumento della volemia indotto dall'attività fisica di tipo aerobico, specie nei primi periodi di allenamento, può portare ad un apparente calo dell'ematocrito, dell'emoglobina e dei globuli rossi. Viceversa, questi valori tendono ad aumentare in caso di recente soggiorno in altura.
  • Sauna e bagno turco, quando eseguiti il giorno precedente all'esame, possono determinare emoconcentrazione ed alterare i risultati del test.
  • Prima dell'esame del sangue il paziente dovrebbe discutere preventivamente con il proprio medico l'opportunità di sospendere, per un periodo più o meno lungo, l'assunzione di eventuali medicinali; in genere quest'opzione è consigliabile ma non sempre percorribile (ad esempio nella terapia di malattie croniche, uso di farmaci salvavita ecc.).

Curva Glicemica in Gravidanza

Nei 3 giorni che precedono il test il paziente deve avere un’alimentazione libera e varia contenente almeno 150 grammi circa di carboidrati al giorno (pasta pane, riso), esercitare una normale attività muscolare e non assumere farmaci che possano interferire con la tolleranza glucidica (quali ad esempio cortisone ed estroprogestinici) e con la determinazione della glicemia. Il test non ha valore diagnostico in situazioni che possano interferire con l’assorbimento e l’utilizzazione del glucosio (stati febbrili, trauma, gastroenteronastomosi, eccetera).

La mattina del prelievo la paziente deve presentarsi alle ore 7.30; dovrà rimanere in laboratorio per 2 ore. Dopo l’effettuazione di un prelievo di base le saranno somministrati 75 grammi di glucosio. Per tutta la durata del test la paziente deve restare seduta o distesa, senza fumare o mangiare. Le verranno effettuati dei prelievi a tempi fissi: 60 minuti, 120 minuti.

Il digiuno prima degli esami del sangue è una pratica medica ben consolidata e fondamentale per ottenere risultati accurati e affidabili. Il controllo del glucosio e dei lipidi a digiuno fornisce informazioni cruciali per la diagnosi e la gestione di molte patologie, tra cui il diabete e le malattie cardiache.

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