Gli esami del sangue sono uno degli esami più diffusi e consentono, mediante un semplice prelievo venoso, di verificare i valori dei principali componenti ematici e fornire così importanti informazioni sulla salute del paziente e sul funzionamento del suo organismo. Tra gli elementi di prevenzione da tenere presente c'è il check up periodico con le analisi del sangue, ovvero gli esami di routine che permettono di tenere monitorati parametri fondamentali per avere una visione chiara del proprio stato di salute generale. Quindi, per tenere monitorato il proprio stato di salute, ogni quanto è necessario effettuare le analisi del sangue per valutare alcuni parametri fondamentali che costituiscono una sorta di "cruscotto" della salute, fornendo informazioni sul funzionamento del tuo corpo, proprio come le spie del cruscottto di una autovettura?
Approfondiamo insieme questo argomento, osservando più da vicino quali sono gli esami necessari per ottenere un controllo il più possibile completo.
Analisi del sangue: perché è importante farle periodicamente
Le analisi del sangue sono esami di laboratorio che analizzano il sangue di un soggetto tramite un prelievo venoso, che viene effettuato in ambulatorio: il sangue, infatti, possiede fondamentali informazioni sulla condizione generale dell'organismo, indagando valori generali, ma anche condizioni specifiche di apparati e organi. Il controllo tramite esame del sangue è infatti la modalità più semplice, rapida e meno invasiva per avere una fotografia sulla salute del paziente, indagando specifici aspetti - se per esempio si sospetta una patologia o una condizione clinica allarmante - oppure per valutare con esami generalisti e di routine, in termini preventivi, la condizione generale della persona. Sappiamo bene che la nostra condizione di salute varia nel tempo, sia a seconda di fattori patologici, che a causa di fattori ambientali, modificazioni della vita, eventuali periodi di stress, eventi esterni, eccetera. Proprio per questo, per adottare misure di prevenzione e controllo davvero efficaci, è fondamentale ripetere gli esami periodicamente, per fotografare lo stato fisico del momento, e osservare come si evolve nel tempo.
Come si effettuano gli esami del sangue?
Gli esami del sangue vengono effettuati tramite prelievo venoso preferibilmente tra le sette e le nove di mattina. Il paziente, a digiuno, siede in ambulatorio per pochi minuti e l’operatore procede al prelievo mediante alcune semplici fasi. L’infermiere disinfetta la parte dell’avanbraccio dove inserirà l’ago, procede ad applicare il laccio emostatico, chiede al paziente di chiudere il pugno e una volta individuata la vena infila l’ago. A questo punto il paziente riapre la mano, il laccio viene allentato e il prelievo viene portato a termine, togliendo l’ago e trasferendo il sangue in una o più provette a seconda del tipo di esami prescritti. A prelievo ultimato, sulla parte interessata viene applicato un batuffolo di cotone e una striscia di nastro adesivo medico che il paziente è invitato a tenere per una decina di minuti.
Il prelievo si esegue al mattino, preferibilmente entro le ore nove. Il medico suggerirà per quali esami specifici è necessario essere a digiuno. L’esame non è pericoloso e non è doloroso, si può avvertire il pizzicore dell’ingresso dell’ago nel braccio. Molte persone però manifestano disagio per questo tipo di esame e in genere, preferiscono non guardare le manovre dell’infermiere.
Viene prelevata una piccola quantità di sangue da una vena del braccio. L’operazione dura pochi secondi ed è svolta da un infermiere. Si disinfetta il punto dove viene inserito l’ago, si applica un laccio emostatico all’inizio del braccio e l’ago viene infilato. Inizia quindi il trasferimento del sangue in una o più provette. Terminato il prelievo, al paziente è richiesto di tenere sul buchino lasciato dall’ago un piccolo batuffolo di cotone, e dopo qualche minuto la ferita si rimargina.
Non ci sono indicazioni particolari su cosa fare dopo un prelievo di sangue, trattandosi di una procedura molto comune che non comporta particolari problemi. Il paziente può accusare dolore al braccio dopo il prelievo ematico (nella maggior parte dei casi di lieve entità) e vedere comparire un ematoma. Si tratta di una reazione assolutamente fisiologica, che tende a scomparire in pochi giorni.
Quali esami del sangue effettuare?
Il test che viene generalmente prescritto per indagare lo stato di salute di un paziente è l'emocromo completo con formula e piastrine, ovvero un esame che approfondisce le funzionalità della parte corpuscolare del sangue, ovvero globuli rossi (eritrociti), globuli bianchi (leucociti) e piastrine (trombociti). Dai valori che emergono, il medico sarà in grado di comprendere se ci sono sospetti sull'equilibrio fisico del soggetto in questione, evidenziando in modo immediato l'eventuale presenza di patologie come infezioni e infiammazioni, disordini della coagulazione, anemia o anche sospetto di presenza di malattie croniche degenerative. Ovviamente, l'emocromo non sarà sufficiente ad effettuare una diagnosi completa, ma si tratta del primo step, che permette poi di procedere con approfondimenti mirati.
Emocromo completo con formula e piastrine: l'esame per indagare il proprio stato di salute
Proprio come riporta anche l'Istituto Superiore di Sanità, l'emocromo completo comprende:
- Calcolo del numero totale di globuli bianchi con formula leucocitaria: i globuli bianchi aumentano qualora sia in corso un'infezione o infiammazione. L'indagine della formula leucocitaria permette di indagare di diverse tipologie di globuli bianchi: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili
- Calcolo del numero dei globuli rossi, che contengono l'emoglobina
- Misurazione dei livelli di emoglobina, proteina che si lega alle molecole di ossigeno e lo trasporta in organi e tessuti
- Controllo dei livelli di ematocrito, ovvero la percentuale di globuli rossi presenti nel volume totale del sangue
- Check di alcune caratteristiche specifiche dei globuli rossi: volume corpuscolare medio, concentrazione e quantità media di emoglobina, ampiezza della distribuzione
- Calcolo del numero delle piastrine, ovvero le cellule più piccole che compongono il nostro sangue, del volume piastrinico medio e dell'ampiezza della distribuzione.
Altri esami utili per monitorare il "cruscotto" della salute
Oltre all'emocromo ci sono altri esami che possono essere utili a completare la routine necessaria al controllo, per indagare la salute del sistema cardiovascolare, la funzionalità del fegato e dei reni, la presenza di infiammazioni, di diabete e di malattie della tiroide:
- Trigliceridi, Colesterolo Totale, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL
- Velocità di eritrosedimentazione (VES), Aspartato aminotransferasi (GOT-AST), Alanina aminotransferasi (GPT-ALT), Gamma GlutamilTranspeptidasi (GGT), Fosfatasi alcalina (ALP), Lattato deidrogenasi (LDH), Elettroforesi Proteica
- Glicemia, Creatininemia, Uricemia
- Ormone Tireostimolante (TSH), Triiodotironina libera (F-T3), Tiroxina libera (F-T4).
Oltre alle analisi del sangue, sarà utile effettuare un esame completo delle urine e, se il medico lo ritiene necessario, anche delle feci.
Ogni quanto ripetere le analisi del sangue: indicazioni per ogni età
Ora che abbiamo indagato quali sono gli esami da svolgere per avere un quadro completo della propria condizione di salute, vediamo ogni quanto è utile ripetere le analisi:
- I bambini e gli adolescenti non hanno necessità di compiere check up periodici, a meno che non si manifestino sintomi che, in accordo con il pediatra e il medico curante, non sollevino la necessità di fare un'indagine tramite prelievo del sangue
- Agli adulti è consigliato effettuare le analisi del sangue una volta all'anno, con la raccomandazione di adottare, durante la propria quotidianità, uno stile di vita sano e consapevole.
Le analisi del sangue sono un esame fondamentale, permettono di monitorare il nostro stato di salute e consentono di eseguire una corretta prevenzione per le patologie più importanti. Per mantenere un buono stato di salute è importante periodicamente effettuare analisi ematochimiche generali. Tramite i risultati di un esame del sangue si può avere un quadro generale del nostro stato di salute.
Non esiste però una risposta univoca e uguale per tutti, la frequenza di tali controlli dipende infatti dallo stato di salute del soggetto, dalla sua storia clinica, ma anche dall’età e dal sesso.
Cosa possono rivelare gli esami del sangue?
Attraverso i valori e i conteggi delle diverse cellule presenti nel sangue è possibile, infatti, individuare anomalie e diagnosticare eventuali patologie sul nascere. Le cellule che compongono il sangue sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, per questo motivo nelle analisi di routine non possono mancare l’emocromo e la formula leucocitaria. Questi consentono di verificare la presenza di un’anemia, la carenza di vitamina B12, un’eventuale infezione, allergia o un problema nella coagulazione del sangue.
Altri parametri da indagare per constatare il proprio stato di salute, e in particolare il metabolismo di glucidi e lipidi, sono i livelli di glicemia, il colesterolo e i trigliceridi. I loro valori permettono di capire se il soggetto rischia di incorrere in malattie cardiovascolari o diabete. Inoltre, un altro esame molto importante e quasi sempre presente nelle analisi del sangue è la misurazione dei livelli di ferro, minerale fondamentale per la costruzione dell’emoglobina.
Di solito il medico curante tende a prescrivere degli esami del sangue quando se ci si sente stanchi, deboli o se emergono altri problemi, ma è bene sottoporsi a questi controlli almeno una volta l’anno, anche se non si accusa malessere. In caso di patologie, i controlli devono essere più frequenti e sono indicati dalle linee guida di riferimento.
Preparazione agli esami del sangue
In linea generale, ma non sempre, le analisi del sangue devono essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato; durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Qualora l'esame debba testare solamente la parte corpuscolata del sangue (emocromo), invece, il fatto di aver assunto cibi o bevande non ha influenza, quindi il digiuno non è necessario.
Molti farmaci interferiscono con il risultato, quindi, è sempre consigliabile informare il medico se si stanno seguendo delle terapie. I risultati degli esami del sangue devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente. Nell'interpretazione dei risultati va ricordato che l'intervallo di riferimento dell'esame può variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi.
Prima del prelievo di sangue è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore, durante le quali si può bere solo acqua, evitando qualsiasi tipo di alimento o altra bevanda. Nelle 24 ore precedenti è consigliabile evitare il consumo di alcolici e il fumo, poiché possono influenzare i valori ematici: per lo stesso motivo, anche l’attività fisica intensa dovrebbe essere limitata. Infine, è importante informare il medico se si stanno assumendo farmaci, poiché potrebbero avere un impatto sui risultati degli esami.
Per garantire un referto accurato, è bene evitare alcune azioni che possono influenzare negativamente le analisi.
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