Quando si manifestano tosse e raffreddore, è fondamentale indagare le cause sottostanti, soprattutto se i sintomi persistono. L'analisi del sangue può fornire informazioni preziose, specialmente in caso di bronchite. La bronchite è un'infiammazione della mucosa che riveste i bronchi, le strutture che conducono l'aria ai polmoni. Può essere acuta o cronica, a seconda della durata dello stato infiammatorio e delle cause scatenanti.
Bronchite: Cause e Sintomi
Come suggerisce il nome stesso, la diagnosi di bronchite indica un’infiammazione a carico delle mucose dei bronchi. Questi ultimi sono dei condotti cilindrici collocati fra la trachea e i bronchioli. Come tutti gli altri organi dell’apparato respiratorio, i bronchi assicurano durante l’inspirazione il passaggio d’aria dall’esterno verso i bronchioli e i polmoni, mentre durante l’espirazione assicurano il passaggio inverso.
La bronchite pu avere varie cause, da quelle ambientali, come fumo, polvere e smog, a quelle organiche, come asma, infezioni virali o batteriche. La bronchite può avere varie cause, dalla presenza di agenti irritanti come il fumo e lo smog all'asma e alle infezioni virali o batteriche.
La bronchite si presenta con:
- Tosse, spesso grassa
- Mal di gola specialmente nella deglutizione
- Senso di oppressione al petto
- Spossatezza
- In alcuni casi febbre
- Dispnea, cioè difficoltà respiratoria
I sintomi sono comuni, ma, in ragione della sua durata, la bronchite è definita acuta o cronica.
Bronchite Acuta e Cronica
La bronchite acuta è una condizione che spesso guarisce nell’arco di qualche giorno con l’aiuto di farmaci mucolitici o fluidificanti per il catarro, antipiretici in caso di febbre, broncodilatatori se la causa è l’asma, antibiotici se è di origine batterica.
Si consideri però che meno di un caso di bronchite su venti è dovuto a un’infezione batterica, mentre nella maggior parte dei casi l’infiammazione delle mucose è dovuta a un’infezione di origine virale.
La bronchite cronica invece è una patologia più grave e complessa, che molto spesso interessa soggetti fumatori. Per distinguere una bronchite acuta da una cronica ci sono precisi parametri, definiti così dall’OMS: “presenza di tosse quotidiana per almeno tre mesi all’anno per due anni consecutivi”.
L’infiammazione delle mucose in questo secondo caso diventa quindi costante, il che porta a un ispessimento delle stesse, con conseguenze che possono degenerare fino al bisogno di ossigenoterapia.
La causa della bronchite cronica è un contatto delle mucose bronchiali con agenti irritanti, per un periodo di tempo prolungato. Tra gli agenti irritanti troviamo, ad esempio:smogsostanze tossichefumo di sigarettaNon esiste una cura specifica per la bronchite cronica che è quindi una condizione con la quale convivere.
Oltre all’astensione totale dal fumo, incluso quello passivo, possono essere prescritti farmaci e cure riabilitative per i polmoni. La terapia sarà diversa per ogni paziente, sulla base del quadro clinico del singolo paziente.
Bronchite Persistente: Cosa Fare?
A volte ci troviamo di fronte a una bronchite che non passa. Quali sono le cause? Cosa fare? Di solito la bronchite può durare fino a un paio di settimane. Tuttavia, una bronchite persistente nel tempo non sempre è segno di bronchite cronica. Quest’ultima, per essere diagnosticata, infatti, deve presentarsi per almeno tre mesi in due anni.
In ogni caso, di fronte a una bronchite che non passa la cosa migliore da fare è consultare il proprio medico, che consiglierà degli accertamenti, tra i quali:
- Analisi delle vie aeree superiori, cioè naso, gola e orecchie, per verificare che non vi siano sovrainfezioni oltre alla bronchite;
- Esami del sangue, anche questi per verificare la presenza di infezioni in corso;
- Esami di coltura del muco per rilevare la presenza di batteri.
Nei casi più gravi il medico può eseguire anche:
- Spirometria, un esame non invasivo che rileva la quantità d’aria immessa nei polmoni;
- Radiografia del torace.
Le Cinque Cause Più Comuni della Bronchite Persistente
Nello specifico, di fronte a una bronchite che non passa le cinque cause più comuni sono:
- Persistere dell’irritazione anche una volta che la causa patologica è stata risolta;
- Fumo: oltre ad essere irritante per le mucose delle vie aeree, il fumo è la causa principale della bronchite cronica. Astenersi dal fumo è quindi una delle indicazioni più importanti in caso di una bronchite persistente, anche per evitare un peggioramento e una cronicizzazione della bronchite stessa, con conseguenze ben più gravi e invalidanti;
- Smog e sostanze tossiche: sono entrambi agenti irritanti per le mucose delle vie aeree e possono portare a bronchite cronica. Se lo smog è una causa di bronchite cronica soprattutto nelle grandi città, sostanze tossiche come gas o composti chimici possono esserne la causa per i lavoratori di alcuni settori;
- Bronchite trascurata: a volte può allungare il normale decorso della malattia. Questo spesso succede perché, oltre all’infiammazione delle mucose dei bronchi, si verifica una sovrainfezione batterica;
- Reflusso gastroesofageo: per quanto possa sembrare atipico, anche il reflusso gastroesofageo può causare tosse e bronchite. La tosse da reflusso si verifica quando microparticelle di cibo risalgono dall’esofago verso la trachea, irritandone così le mucose. L’infiammazione può poi arrivare fino ai bronchi causando quindi bronchite.
Analisi del Sangue: Quali Valori Controllare?
Per verificare la presenza di un'infiammazione, il medico può prescrivere alcuni esami del sangue. Tra questi:
- Test PCR (Proteina C-Reattiva): una proteina prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue in presenza di un'infezione, un'infiammazione o un danno ai tessuti. Valori elevati indicano uno stato infiammatorio. In caso di infiammazione (o flogosi), infatti, i valori della proteina C-reattiva o PCR aumentano in modo esponenziale, fornendo un punto di partenza diagnostico per individuare la causa di questo stato infiammatorio, potenzialmente grave.
- VES (Velocità di Eritrosedimentazione): un altro indicatore della presenza di un'infiammazione in corso. In genere si abbina a questo test anche il controllo della VES nel sangue, un altro indicatore della presenza di un’infiammazione in corso, che si manifesta in questo caso con dolori ossei e articolari, febbre, raffreddore e tosse.
- Emocromo: valuta la quantità dei globuli bianchi, che possono aumentare (leucocitosi) o diminuire (leucopenia) in presenza di infezioni. Leucociti (globuli bianchi): numerose patologie respiratorie infiammatorie e infettive, acute e croniche, possono accompagnarsi ad alterazione della quantità dei globuli bianchi presenti nel sangue (esame emocromocitometrico), con possibile aumento dei valori (leucocitosi) o riduzione degli stessi (leucopenia).
- Fibrinogeno: precursore della fibrina, una proteina coinvolta nel processo di coagulazione del sangue.
- D-dimero: un prodotto di degradazione della fibrina, utile per individuare malattie tromboemboliche e, in generale, uno stato infiammatorio.
- Ferritina: proteina che lega il ferro di deposito nei tessuti.
E’, pertanto, un utilissimo marcatore in grado di differenziare le gravi infezioni batteriche diffuse da quelle virali e dagli stati infiammatori di natura non infettiva, presentando valori elevati nelle gravi sepsi batteriche e nello shock settico, con una progressività lineare degli stessi proporzionale alla gravità dell’infezione.
VALORI DELLA PCT (procalcitonina) < 0,05 ng/ml Condizioni normali non patologiche tra 0,05 ng/ml e 2,00 ng/ml Sepsi incerta (localizzata?).
È importante ricordare che alcune condizioni e/o farmaci possono provocare un aumento della concentrazione di questa proteina nel sangue, come la pillola contraccettiva, le terapie ormonali, la gravidanza, così come l’obesità. Sarà il medico ad interpretare i dati raccolti e valutare il da farsi.
Polmonite
La polmonite è un’infezione delle basse vie respiratorie causata da batteri, virus, funghi o parassiti. Può verificarsi quando il sistema immunitario risulta indebolito o viene compromesso dalla presenza di agenti patogeni. Questo determina la comparsa di un processo infiammatorio a livello polmonare, con conseguente manifestazione di sintomi quali tosse, produzione di muco, febbre, brividi e dispnea. I sintomi possono variare da moderati a potenzialmente letali. Nel mondo, la polmonite uccide molte più persone rispetto a qualsiasi altra patologia infettiva e, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno è responsabile di circa 3,1 milioni di decessi, con maggiore incidenza nei bambini sotto i 5 anni. Sebbene la polmonite possa essere contratta da chiunque, si manifesta più frequentemente in età pediatrica o nelle persone di età superiore ai 65 anni, oltre che negli individui immunocompromessi.
Potenzialmente, una grande varietà di virus, batteri e (più raramente) funghi sono in grado di causare la polmonite, ma nella maggior parte dei casi questa è causata da solo pochi di questi. Polmonite di Camminata; si riferisce ad una forma moderata di polmonite che in genere non richiede ricovero. Polmonite da aspirazione; si tratta di un’infezione causata dall’inalazione di un corpo estraneo, vomito o liquidi; può essere difficile da trattare. In questi casi, infatti, l’identificazione dei patogeni può risultare difficoltosa e richiede l’utilizzo di ulteriori esami al fine di fornire al clinico le informazioni necessarie alla prescrizione del corretto antibiotico. Sono a maggior rischio di contrarre questo tipo di polmonite le persone che soffrono di reflusso gastro-esofageo e coloro che, per qualsiasi motivo, possono avere difficoltà nella deglutizione.
Le polmoniti possono essere classificate anche in base alle modalità con le quali e al luogo presso il quale sono state contratte; questo tipo di informazione può essere molto utile sia nella prevenzione della trasmissione che nella scelta del giusto approccio terapeutico. Spesso, i microrganismi responsabili della polmonite nosocomiale o acquisita in comunità chiuse sono resistenti agli antibiotici utilizzati come prima linea terapeutica.
Diagnosi della polmonite
poiché alcuni sintomi correlati alla polmonite possono essere manifestati anche in corso di influenza o raffreddore comune, l’esame diagnostico è essenziale per identificare la causa responsabile dei sintomi. Determinare la gravità della patologia; dopo aver rilevato la presenza di polmonite, è possibile eseguire ulteriori test per stabilirne la gravità e determinare l’interessamento di uno o entrambi i polmoni. Identificare le cause di polmonite; questi test consentono di identificare il microrganismo responsabile della patologia, al fine anche di limitarne la diffusione e di fornire informazioni di supporto alle scelte terapeutiche. Spesso, non è possibile stabilire esattamente l’agente eziologico responsabile della polmonite acuta e le scelte terapeutiche vengono effettuate sulla base della sola anamnesi clinica del paziente e della sua storia clinica passata, sulla base dell’esperienza del personale sanitario, sulla conoscenza dell’eventuale diffusione di un particolare microrganismo in quel determinato periodo (come il virus dell’influenza) e sulla base delle linee guida per la gestione delle infezioni delle vie respiratorie inferiori. Monitoraggio; dopo aver stabilito la diagnosi di polmonite, il test può essere ripetuto per determinare l’efficacia del trattamento e l’andamento della malattia. I sintomi possono variare in base all’età, allo stato di salute della persona affetta ed al microrganismo responsabile dell’infezione.
I bambini molto piccoli possono avere un respiro rumoroso o sibilante, respirare rapidamente ed essere irritabili o letargici. Le persone più anziane possono andare incontro a stato confusionale. Esistono diverse tipologie di test per la polmonite che possono essere prescritte sulla base dei sintomi e dello stato di salute generale del paziente. Solitamente, la valutazione della polmonite inizia con l’esame obiettivo. Come parte dell’esame, il clinico procede con l’auscultazione polmonare tramite stetoscopio, alla ricerca di suoni indicativi della presenza di una respirazione anomala, spesso indice di infezione polmonare. Inoltre, viene raccolta l’anamnesi del paziente, al fine di determinare la gravità dei sintomi presenti ed il momento della loro comparsa.
- Broncoscopia; una procedura che prevede l’inserimento nei polmoni di un tubo lungo e sottile collegato ad una telecamera.
- Test per il virus respiratorio sinciziale (RSV); utilizzato soprattutto in corrispondenza delle stagioni nelle quali il virus è maggiormente presente, per diagnosticare l’infezione in persone con sintomi da moderati a gravi con interessamento delle basse vie respiratorie.
- Esame micologico colturale; richiesto nel caso in cui si sospetti la presenza di un’infezione micotica. Molti funghi crescono molto lentamente ed il risultato può pertanto richiedere alcune settimane.
- Ricerca di antigeni o anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta all’infezione; questi test consentono di rilevare la presenza di un’infezione micotica attiva o recente. Si tratta di test molto rapidi, ma che richiedono la conoscenza a priori del microrganismo da ricercare. Talvolta, possono essere utilizzati campioni di sangue raccolti in momenti diversi della malattia (fase acuta e convalescente) per valutare l’eventuale variazione del titolo anticorpale.
- Test molecolari; questi test possono essere utilizzati per l’identificazione dei batteri, virus e/o funghi presenti in campioni provenienti dal tratto respiratorio, tramite la ricerca del loro materiale genetico (DNA o RNA).
- Esame dell’urina; è possibile analizzare un campione di urina per ricercare la presenza di due batteri che possono causare l’insorgenza di polmonite: Streptococcus pneumoniae e Legionella pneumophila.
Prevenzione
La prevenzione della bronchite è possibile e, soprattutto nella sua forma cronica, richiede l’adozione di misure mirate.Smettere di fumare rimane l’intervento più importante per ridurre il rischio di contrarre diverse patologie del sistema respiratorio. Così come limitare l’esposizione a allergeni e sostanze chimiche irritanti è altrettanto cruciale; in ambienti a rischio, l’uso di mascherine protettive può fornire una barriera efficace contro queste sostanze dannose.Mantenere un sistema immunitario forte è un altro elemento chiave per prevenire la bronchite. Una dieta equilibrata e ricca di nutrienti, combinata con una regolare attività fisica, contribuisce a rafforzare le difese immunitarie, rendendo l’organismo meno suscettibile alle patologie respiratorie di tipo infettivo e infiammatorio.In aggiunta, poiché la bronchite acuta è spesso causata da virus influenzali, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta una protezione utile contro le infezioni stagionali. Ridurre il rischio di queste infezioni riduce anche la possibilità che si evolvano in bronchite.
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