Amniocentesi: Cause dei Falsi Positivi e Alternative Diagnostiche

L'amniocentesi è una tecnica diagnostica prenatale invasiva utilizzata per analizzare il liquido amniotico e rilevare eventuali anomalie cromosomiche o genetiche nel feto. Si esegue tra la 15° e la 17° settimana di gravidanza e consiste nell’introdurre un sottile ago nella cavità amniotica sotto costante controllo ecografico. Nel liquido amniotico si trovano cellule fetali (amniociti), prelevate ed utilizzate per le analisi citogenetiche e/o molecolari.

Nonostante l'elevata attendibilità di questa procedura (superiore al 99%), esistono possibilità di risultati falsi positivi. Comprendere le cause di tali risultati è fondamentale per una corretta interpretazione e gestione della gravidanza.

Cause di Falsi Positivi nell'Amniocentesi

Diverse ragioni possono portare a un risultato falso positivo nell'amniocentesi:

  • Mosaicismo feto-placentare: Il mosaicismo è la presenza di due linee cellulari con differente assetto cromosomico all’interno dello stesso individuo. Le cellule dei villi coriali presentano la caratteristica di essere portatrici di mosaicismi veri e propri che poi, al controllo, non sono presenti nei feti. Tale mosaicismo viene riscontrato nell’1% dei campioni prelevati. In caso di mosaicismo la cromosomopatia potrebbe coinvolgere il feto o essere confinata solamente agli annessi extra-embrionari, occorre perciò estendere l’indagine ad altri tessuti fetali (es. liquido amniotico o sangue) per chiarirne il significato clinico.
  • Insorgenza di aberrazioni "in vitro": Con tale termine si intende la presenza di un cromosoma extranumerario presente solo nei villi ma del tutto assente nel feto. Questi, ovviamente, non hanno significato clinico. La prima è che la cellula aberrante è solitamente unica quando ci si trova a leggere un allestimento diretto e, in coltura, l’alterazione interessa pertanto un unico clone di crescita. In tal modo nelle cellule coltivate l’aberrazione appartiene sempre a zone isolate di una stessa flasca. La seconda considerazione è che, solitamente, ci si trova di fronte a mosaicismi che non sono compatibili con la vita e che, pertanto, sono da considerare assolutamente come errori generatisi “in vitro” nella coltura.
  • Errori tecnici o artefatti di laboratorio: La seconda è dovuta alla possibile contaminazione del liquido amniotico con materiale materno. Tale errore, secondo alcuni studi, avviene molto raramente (0.3%) se si ha l’accortezza di gettare le prime gocce di liquido che fuoriescono dall’ago. La terza è il riscontro di aberrazioni cromosomiche generantesi in vitro, durante la coltura, note come pseudomosaicismi.
  • Mosaicismo confinato alla placenta: In particolare, il test potrebbe produrre un risultato positivo (aneuploidia rilevata), ma tale anomalia cromosomica potrebbe essere confinata alla placenta a causa del mosaicismo cromosomico e quindi, al controllo in diagnosi prenatale invasiva, il feto potrebbe infine risultare con cariotipo normale (falso positivo).
  • Fallimento dell’analisi citogenetica: nello specifico caso della analisi citogenetica sui villi, si procede ad un duplice metodo di indagine: la "lettura diretta" e la "coltura". La lettura diretta necessita del riscontro, sulle cellule prelevate, di un sufficiente numero di mitosi in metafase. Questo dipende in larga misura dal tipo di materiale villare prelevato; se ricco di mitosi spontanee il risultato citogenetico si ottiene nel giro del breve tempo necessario affinché i preparati siano allestiti e letti. Se povero di queste, si deve ricorrere alla coltura, che talvolta non riesce o lascia dubbi interpretativi, tali da non fornire alcun dato citogenetico certo, dovendosi in tali casi ricorrere successivamente all’amniocentesi.

I falsi positivi (l’incidenza riportata in ampie casistiche è 1%) sono segnalati soprattutto quando viene utilizzata la sola tecnica diretta e sono controllabili sulla coltura o eventualmente sul liquido amniotico nel secondo trimestre.

Test Prenatali Non Invasivi (NIPT)

Un'alternativa all'amniocentesi è rappresentata dai test prenatali non invasivi (NIPT), che analizzano il DNA fetale libero circolante nel sangue materno. Questi test sono meno invasivi e comportano un rischio di aborto significativamente inferiore rispetto all'amniocentesi.

Il test è basato sulla quantificazione dei frammenti di DNA fetale libero circolante nel sangue materno, che sono di origine placentare. Da un semplice prelievo di sangue venoso è possibile individuare il DNA del nascituro e capire se il feto è geneticamente sano, dando una risposta alla futura mamma in gravidanza senza che si sottoponga alla villocentesi o all’amniocentesi.

Limiti dei NIPT

Nonostante i vantaggi, è importante sottolineare che i NIPT sono test di screening e non diagnostici. Un risultato positivo al NIPT deve essere confermato con un test diagnostico invasivo come l'amniocentesi o la villocentesi. Alcune condizioni possono influenzare l'accuratezza dei risultati NIPT:

  • Gravidanze gemellari: Nelle gravidanze gemellari dizigotiche non è possibile distinguere il risultato del singolo feto, né di valutare le aneuploidie dei cromosomi sessuali. E’ tuttavia possibile rilevare o meno sequenze fetali specifiche per il cromosoma Y (risultato compatibile con sesso fetale maschile), nel qual caso non è possibile discernere se solo uno o entrambi i feti siano di sesso maschile.
  • Vanishing twin: Nelle gravidanze che sono iniziate come gemellari o plurime, seguite dall’aborto spontaneo di uno o più feti con riassorbimento della camera gestazionale (vanishing twin), potrebbe essere presente nel sangue materno anche il DNA fetale libero del feto abortito. Tale evenienza, nel caso in cui la causa dell’aborto fosse stata dovuta alla presenza nel suddetto feto di aneuploidie cromosomiche a carico di uno dei cromosomi investigati, potrebbe interferire nella qualità dei risultati, determinando falsi positivi.
  • Condizioni materne: L’esistenza di una condizione tumorale (metastasi) nella gestante potrebbe produrre risultati del test falsi positivi. E’ possibile che il test identifichi anche anomalie dei cromosomi sessuali presenti nella madre (omogenee o a mosaico). Tale evenienza potrebbe interferire con l’accuratezza dei risultati riguardanti i cromosomi sessuali fetali.

In caso di test positivo, si raccomanda sempre l’esecuzione della villo centesi o della amniocentesi per valutare tutto il quadro cromosomico fetale (il così detto cariotipo). Va evidenziato che la percentuale di falsi positivi e cioè di donne che ricorreranno inutilmente alla esecuzione della villo o amniocentesi è estremamente bassa, pari allo 0.2% per la Sindrome di Down e dell’1% per la Sindrome di Turner.

Vantaggi e Svantaggi dei Test Prenatali

La scelta tra amniocentesi, villocentesi e NIPT dipende da diversi fattori, tra cui l'età materna, la storia familiare, i risultati di altri test di screening e le preferenze personali.

Test Tipo Periodo di Esecuzione Rischio di Aborto Accuratezza Osservazioni
Amniocentesi Diagnostico 15°-17° settimana 0.5-1% >99% Possibilità di falsi positivi; rischio di complicanze materne.
Villocentesi Diagnostico 10°-13° settimana 1-3% Elevata Rischio leggermente superiore di aborto rispetto all'amniocentesi.
NIPT Screening A partire dalla 10° settimana Nullo Elevata per alcune aneuploidie Necessità di conferma con test diagnostico invasivo in caso di positività.

Villocentesi

Eseguita tra la 11° e la 13° settimana. Consiste nel prelevare alcuni frammenti placentari sotto costante controllo ecografico, Il tessuto placentare (cd. trofoblasto) contiene materiale genetico identico a quello fetale, che può essere utilizzato per lo studio del cariotipo e per tutte le analisi genetiche attualmente eseguibili sulle cellule fetali. Il fallimento diagnostico è max. l’1%. Falsi positivi max. 1%. Falsi negativi max. 0,04%.

La possibile discrepanza tra l’assetto cromosomico dei villi coriali e il cariotipo fetale con la possibilità di falsi positivi o falsi negativi.

Prima di effettuarla è opportuno conoscere il gruppo sanguigno materno, per procedere, in caso di Rh negativo e partner Rh positivo, alla immunoprofilassi anti-D dopo il prelievo.

Conclusioni

L'amniocentesi rimane un importante strumento diagnostico per la rilevazione di anomalie cromosomiche e genetiche nel feto. Tuttavia, è essenziale essere consapevoli delle possibili cause di falsi positivi e valutare attentamente i risultati con il proprio medico. I test prenatali non invasivi offrono un'alternativa di screening con un rischio inferiore, ma richiedono conferma diagnostica in caso di positività. La scelta del test più appropriato deve essere personalizzata in base alle specifiche esigenze e circostanze di ogni gravidanza.

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