In ambito diagnostico, la fedeltà degli esami è fondamentale, per questo in caso di esami specifici strumenti di alta tecnologia possono fare la differenza nell’individuazione di una patologia. La risonanza magnetica nucleare è l’esame di riferimento quando si vogliono risultati precisi ed affidabili anche su zone del corpo più complesse. Grazie all’utilizzo dei campi magnetici si può infatti ottenere un'immagine definita, fornendo al medico specialista una visione tridimensionale dell’organo.
Cos'è la risonanza magnetica?
La Risonanza Magnetica (nota anche con la sigla RMN) è un esame diagnostico innovativo che può essere applicato in numerosi campi della medicina. Questa tecnologia permette di generare immagini tridimensionali e dettagliate del nostro organismo, in quanto è un macchinario che utilizza campi magnetici prodotti da un grande magnete.
Come funziona la risonanza magnetica?
La risonanza magnetica si basa sull’utilizzo dei campi magnetici per generare, attraverso il supporto di un computer, delle immagini tridimensionali dell’organo analizzato. Successivamente, il magnete viene spento, così gli atomi vengono ripristinati al loro orientamento originario: tale riassestamento permette la creazione di un’energia che il macchinario cattura per creare le immagini diagnostiche. In particolare, la risonanza magnetica nucleare RMN è indicata per l’esaminazione dei tessuti molli del nostro organismo, come muscoli, organi interni, vasi sanguigni, legamenti, sistema nervoso.
La risonanza magnetica è cosi definita in quanto sfrutta intensi campi statici di induzione magnetica e onde elettromagnetiche a radiofrequenza (RF). I campi magnetici orientano gli atomi del nostro organismo che, per effetto della energia acquisita, emettono un segnale.
A livello pratico, il paziente viene fatto accomodare sul lettino della Risonanza Magnetica, che verrà poi fatto scorrere dentro l’apposita macchina. Prima di entrare nel macchinario però, il paziente deve posare tutti gli oggetti che porta con sé, soprattutto se sono metallici, in quanto potrebbero compromettere i risultati del macchinario. Altresì, durante l’esame non bisogna indossare lenti a contatto, pacemaker, apparecchi acustici, gioielli e orologi.
La durata della Risonanza Magnetica può variare dai 30 ai 60 minuti, ma esistono anche esami che possono durare solamente 15 minuti o addirittura 90. DMLab è all’avanguardia anche in questo, permettendo la scansione di un tratto in soli 10 minuti.
Quando fare la risonanza magnetica?
La risonanza magnetica è un esame applicato in diversi campi della medicina con scopo diagnostico essendo molto più utile e preciso della TAC tradizionale nell’analisi dell’apparato muscolo scheletrico e nervoso. Questo esame viene solitamente prescritto per analisi di tipo neurologico, neurochirurgico, traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico, gastroenterologico.
La risonanza magnetica è indicata per esaminare il sistema nervoso centrale (patologia dell’encefalo e del midollo spinale), il sistema muscolo-scheletrico e le articolazioni (patologia degenerativa, infiammatoria, traumatica e tumorale), l’addome superiore e inferiore (studio di pancreas, fegato, milza, reni e surreni, utero e ovaie), la prostata e le mammelle.
Risonanza magnetica aperta per claustrofobici
Una delle difficoltà più diffuse per i pazienti che effettuano le risonanze magnetiche è quella della sensazione di claustrofobia che queste possono generare. Si stima infatti che circa il 3-4% percento dei soggetti si rifiuta di effettuare questo esame per paura di queste complicazioni. Per garantire un’esperienza di diagnosti più serena sono stati introdotti dei macchinari di ultima generazione con struttura “aperta” capaci di ridurre l’impatto claustrofobico dell’analisi.
Gli strumenti di RM più diffusi hanno infatti una struttura “a tunnel”, composta da un cilindro lungo circa 1 metro e mezzo e aperto alle estremità, che risulta poco confortevole per le persone claustrofobiche. Si tratta di una apparecchiatura libera, posizionata in una stanza più ampia e illuminata, nella quale il magnete si trova esclusivamente sopra il paziente, eliminando il rischio di qualsiasi sensazione claustrofobica.
La Risonanza Magnetica Aperta si presenta invece come un’enorme C, con i magneti installati all’interno dei due bracci che la compongono, superiore e inferiore. Anche se a basso campo, i tempi d’esame non differiscono di molto rispetto alla versione chiusa, rilasciando comunque immagini diagnostiche di alta qualità. La sua caratteristica principale è il comfort per i pazienti, i quali godono di uno spazio quasi completamente aperto.
Nei nostri centri diagnostici è possibile eseguire risonanze con e senza mezzo di contrasto. Nelle sedi di Verona Piazza Isolo e Trento Via Falcone-Borsellino disponiamo di apparecchiature di risonanza magnetica aperte che, rispetto a quelle chiuse, sono più tollerate dai pazienti claustrofobici in quanto questi non vengono posti all’interno di un tunnel, ma in una struttura aperta su tutti i lati.
E’ impiegato il macchinario per Risonanza Magnetica Aperta a Basso Campo (0,3 T) MrJ3300 - PARAMED, riconosciuto attualmente come lo strumento a più alta risoluzione e con minor dose erogata. E’ adatta anche ai bambini e a chi soffre di claustrofobia.
Come prepararsi alla risonanza magnetica?
La risonanza magnetica è un esame radiologico che utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per acquisire immagini di parti del corpo. Può essere accompagnata dall’iniezione in vena del gadolinio, mezzo di contrasto che permette di evidenziare eventuali lesioni attive nel sistema nervoso centrale.
L’esame può durare da 30 minuti a un’ora circa, a seconda della zona interessata, del macchinario, delle procedure previste dal centro. E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto. Non è necessario andare accompagnati.
È consigliabile indossare sempre dei capi privi di elementi metallici e comodi, che consentano di muoversi con agilità e senza restrizioni di sorta. evitare di indossare indumenti con ganci automatici, zip o altri accessori metallici come spille e orologi.
Via tutti gli oggetti metallici
Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti...Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare.
Trucco e tatuaggi
E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo. La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche. Per esempio tatuaggi vecchi possono rischiare il riscaldamento e l’ustione perché andavano nel profondo del derma e venivano fatti con sostanze che contenevano particelle metalliche in genere ferrose.
Rumore e sensazione di chiusura
Occorre sapere che l’esame è rumoroso, e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. Per ridurre il rumore l’operatore fornisce le cuffie, e si possono mettere in atto alcuni accorgimenti come valutare con il medico il ricorso a blandi tranquillanti se si soffre di claustrofobia. Esiste la possibilità di fare la risonanza magnetica aperta.
Durante la fase di acquisizione dei dati tramite risonanza magnetica, il paziente può udire rumori ritmici di intensità variabile provocati dal normale funzionamento dell’apparecchiatura RM.
Altre domande frequenti
Posso mangiare prima di fare l'esame? Devo fare qualche preparazione particolare? Devo smettere di prendere i farmaci che sto prendendo? Dopo l'esame, devo bere acqua? Posso fare sport? Queste domande e altre simili possono essere fatte al personale di accettazione dell'ospedale quando si prenota l'esame. Il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l'esame è altrettanto importante per sapere come meglio prepararsi.
Quando non si può fare la risonanza magnetica?
Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:
- Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica. Il macchinario della risonanza magnetica può interferire con il pace maker o il defibrillatore interno e può bloccarne il funzionamento. Esistono pace maker compatibili che funzionano anche in risonanza magnetica, ma il parere deve essere dato dal cardiologo.
- Protesi oculari magnetiche. Ciò che è metallico o ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini.
- Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione). Possono interferire con l'acquisizione delle immagini.
Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta.
Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo. Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame.
Si può fare in gravidanza?
E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini. In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre (per esempio se è necessaria la risonanza magnetica per fare una diagnosi differenziale con malattie gravi, come tumore o encefalite).
Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.
Quando può essere eseguita solo dopo la valutazione del medico radiologo
- Se si soffre di claustrofobia
- Se si è portatori di:
- protesi auricolari o nell’orecchio interno
- valvole cardiache, cateteri cardiaci
- protesi cardio-vascolari
- protesi ortopediche
- neurostimolatori
- pompe per infusione di farmaci
- protesi dentarie fisse o mobili
- Se si è stati vittime di incidenti stradali o di caccia per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
- Se si lavora o si è lavorato come fabbro, tornitore, carrozziere...per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche
- Se si è in gravidanza, o si allatta al seno
- Se si ha un dispositivo intrauterino (spirale) - le donne che hanno dispositivi intrauterini dopo aver effettuate l’esame di risonanza magnetica dovrebbero fare una visita di controllo ginecologica per verificare il posizionamento del dispositivo, che potrebbe spostarsi per effetto del campo magnetico del macchinario.
Anche queste indicazioni possono variare parzialmente da centro a centro, è quindi importante leggere il foglio informativo e fare tutte le domande che si ritengono necessarie al medico e all’operatore presente al momento dell’esame.
Cosa succede se non si può fare la risonanza magnetica?
In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere. Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare. Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore. Le possibili alternative vengono in ogni caso valutate dal medico per decidere come procedere.
Il mezzo di contrasto
Alcune indagini della Risonanza Magnetica vengono eseguite con mezzo di contrasto (m.d.c) che permette una maggiore efficacia nell’identificazione e caratterizzazione di alcune patologie. Il paziente presso D’Amore Hospital è invitato ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni di preparazione per la risonanza magnetica. La creatininemia serve a valutare la funzionalità dei reni e quindi ad escludere possibili controindicazioni del mezzo di contrasto.
Nella risonanza magnetica con contrasto il paziente è invitato a sdraiarsi sul lettino così da somministrare il m.d.c. per via endovenosa. E’ necessario pertanto astenersi dall’assunzione di alimenti almeno per 6 ore prima dell’esame.
L’utilizzo del mezzo di contrasto in risonanza magnetica permette di analizzare in modo più approfondito le patologie tumorali ed infiammatorie.
Durante l’esame il paziente è costantemente monitorato dal personale sanitario presente in sala. operatori che eseguono un controllo costante durante tutta la fase di esame. pronto ad intervenire in caso di qualsiasi necessità. In caso di insorgenza di disturbi come sensazione di claustrofobia, calore, prurito, affanno, palpitazioni o svenimento è opportuno che il paziente avverta quanto prima, utilizzando gli appositi dispositivi di segnalazione, il medico responsabile dell’esame rm.
Anche se raramente, il mezzo di contrasto può causare delle reazioni indesiderate, sia lievi che più gravose. Per le donne in fase di allattamento è consigliato raccogliere e conservare il proprio latte prima di sottoporsi all’esame, poiché il mezzo di contrasto impiega tre le 24 e le 48 ore per essere smaltito.
Quando non si può fare il mezzo di contrasto
L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto - per esempio shock anafilattico, asma grave, edema della glottide - oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto - per esempio asma, orticaria generalizzata, angioedema. In questi casi, il neurologo valuterà come procedere e potrà proporre alla persona altre metodologie di indagine.
Se una persona ha avuto manifestazioni allergiche lievi o moderate dopo una precedente somministrazione di mezzo di contrasto, oppure se ha in atto reazioni allergiche come l’orticaria, o una rinite allergica non controllata da antistaminici o steroidi in spray nasali, è considerata a rischio per il mezzo di contrasto. Dovrà quindi, se è necessario fare l’esame con mezzo di contrasto, assumere dei farmaci prima dell’esame, che riducano il rischio di reazione allergica. Anche in questo caso il neurologo deciderà se proporre altre metodologie di indagine.
Se la persona non ha mai avuto allergie, oppure ha avuto precedenti reazioni allergiche a farmaci, ma NON dopo la somministrazione precedente di mezzo di contrasto, può fare la risonanza con mezzo di contrasto, perché non c’è controindicazione all’effettuazione dell’esame.
Le procedure messe in atto per valutare e garantire la sicurezza della persona e la buona riuscita dell’esame possono variare parzialmente da centro a centro, per questo è importante leggere il foglio informativo e fare al medico tutte le domande che si ritengono necessarie.
Risonanza magnetica: gli strumenti del C.T.R.
HITACHI Mod. ECHELON DA 1.5.T
ECHELON è un sistema convenzionale di alta fascia, dotato di magnete superconduttivo di ridotte dimensioni e peso limitato che rappresenta la migliore sintesi delle più moderne tecnologie legate alla diagnosi RM. Equipaggiato di gradienti di campo potenti e veloci ed un cospicuo numero di canali di ricezione reali già nella configurazione base, è dotato di tutti i tipi di sequenze: per imaging convenzionale ed avanzato. Qualitativamente elevato e confortevole, nonostante si tratti di apparecchiatura di tipo “chiuso”, il tunnel ha un’ampia apertura e lunghezza ridotta con notevole escursione del lettino per cui è possibile il facile e comodo posizionamento del paziente. ECHELON può gestire esami Total body, addominali, neurologici, muscolo-scheletrici e cardiaci. L’impiego di protocolli specifici e sovrapponibili a quelle eseguiti in tutte le strutture che eseguono RM, si attiene sia alle linee guida degli organismi scientifici internazionali che a quelle delle AUSL della regione Emilia-Romagna. Da sottolineare che all’interno del C.T.R., la performance di tali apparecchiature, l’utilizzo dei protocolli e l’adeguata preparazione del personale consentono di limitare notevolmente l’uso del mezzo di contrasto in numerose tipologie di esami riducendo i rischi correlati con conseguente risparmio economico.
HITACHI Mod. Aperto da 0.4 T
Aperto è il sistema RM con architettura “open” più performante della categoria, riconosciuto come golden standard della risonanza magnetica aperta. Con questa apparecchiatura si possono effettuare risonanze magnetiche nucleari per piccole, medie e grandi articolazioni, colonna vertebrale ed encefalo. La struttura completamente aperta del magnete, oltre a ridurre notevolmente il senso di claustrofobia, rende più agevole l’esame senza ridurre la performance dell’apparecchiatura. È infatti dotato di bobine multicanali ad alta efficienza che aumentano la sensibilità del sistema, in grado di eseguire anche esami complessi.
Potenza del campo magnetico: Tesla
Una potenza magnetica compresa tra 1 e 3 Tesla appartiene ad apparecchiature considerate ad alto campo. Sono invece a basso campo quelle con una potenza inferiore a 0,5T. Maggiore è il campo, maggiore è la potenza e migliore è la qualità dell’immagine. D’Amore Hospital di Taranto è dotata dell’apparecchiatura da 1,5 Tesla.
Nelle sede di viale del Commercio a Verona abbiamo due risonanze magnetiche, una RM 3 Tesla ad alto campo e una RM 1,5 Tesla ad alto campo. I macchinari, pur essendo chiusi ai lati, dispongono di un accesso più ampio rispetto agli standard per garantire il maggior comfort possibile.
DMLab Infernetto offre un servizio all’avanguardia di Risonanza Magnetica, con uno strumento di Alta Diagnostica che permette di ottenere le migliori immagini, grazie al sistema Siemens Magnetom Altea 1,5T.
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