Alfa Talassemia ed Elettroforesi dell'Emoglobina: Interpretazione e Diagnosi

L'emoglobina (Hb) è una proteina contenuta nei globuli rossi responsabile del trasporto dell'ossigeno ai tessuti dell'organismo. Esistono varianti fisiologiche dell’emoglobina ed emoglobine atipiche.

Varianti Fisiologiche dell'Emoglobina

Le principali varianti fisiologiche dell’emoglobina sono:

  • Hb-A1: Rappresenta il 97-98% dell'emoglobina nell'adulto.
  • Hb-A2: Costituisce il 2-3% del totale. Valori superiori alla norma dell’emoglobina A2 (oltre il 3,5% del totale) possono indicare la presenza di beta talassemia o anemia mediterranea.
  • HbF (Emoglobina Fetale): È l'emoglobina predominante nella vita fetale e diminuisce alle percentuali dell'adulto (1%) dopo i primi sei mesi di vita.

L’emoglobina si divide in molteplici varianti fisiologiche a seconda delle catene globiniche che la costituiscono. Esistono poi delle emoglobine anomale, dovute a mutazioni lungo le catene globiniche.

Elettroforesi dell'Emoglobina: Principio e Utilizzo

L’elettroforesi dell’emoglobina sfrutta il principio della migrazione differenziale delle proteine in un campo elettrico. Durante il test, un campione di sangue viene applicato su una striscia di gel o cellulosa porosa. Quindi, una corrente elettrica viene applicata attraverso la striscia, causando la migrazione delle diverse molecole di emoglobina sulla base della loro carica elettrica e delle loro dimensioni molecolari.

Poiché ciascuna variante di emoglobina ha una carica e una dimensione specifiche, esse si separano in bande distintive sulla striscia. Questo test è particolarmente utile nella diagnosi precoce delle patologie del sangue, consentendo ai medici di iniziare il trattamento tempestivamente e di monitorare l’efficacia delle terapie nel corso del tempo.

Nel contesto delle malattie del sangue, invece, l’elettroforesi dell’emoglobina svolge un ruolo cruciale nella diagnosi e nel monitoraggio. Le condizioni ematologiche, come l’anemia emolitica o le emoglobinopatie, possono essere caratterizzate da specifici modelli elettroforetici.

1. L’elettroforesi dell’emoglobina è fondamentale per diagnosticare diverse forme di anemia ereditaria, tra cui l’anemia falciforme, la talassemia e altre emoglobinopatie.

Interpretazione dei Risultati dell'Elettroforesi

L’interpretazione dei risultati dell’elettroforesi dell’emoglobina richiede una comprensione approfondita delle diverse varianti di emoglobina e delle loro implicazioni cliniche. Nell’interpretazione dei risultati, i picchi e le bande sull’elettroforesi indicano le diverse varianti di emoglobina. L’interpretazione dei risultati deve tenere conto delle informazioni cliniche del paziente, tra cui la storia familiare di malattie del sangue, sintomi presenti e risultati di altri esami di laboratorio.

Un’emoglobinopatia è un disordine ematico ereditario caratterizzato dalla presenza di forme anomale dell’emoglobina (varianti emoglobiniche) o dalla riduzione della produzione della stessa (talassemia). La talassemia invece è causata dalla diminuita produzione o carenza di una delle catene globiniche.

I test di primo livello per la ricerca delle emoglobinopatie in genere utilizzano metodiche volte alla determinazione del tipo e della quantità di emoglobine presenti nel sangue del paziente in esame (assetto emoglobinico). L’assetto emoglobinico si prefigge di rilevare eventuali varianti emoglobiniche e/o la quantità relativa dei diversi tipi di Hb. La maggior parte delle varianti emoglobiniche più comuni o delle talassemie possono essere identificate utilizzando una combinazione di questi test. La rilevazione della quantità relativa della variante emoglobinica presente è un valido ausilio diagnostico.

Per la diagnosi delle emoglobinopatie l’esecuzione di un singolo test non è sufficiente. Questa richiede la valutazione complessiva di una serie di esami, eseguiti secondo processi ben definiti.

Varianti Emoglobiniche e Loro Significato

  • HbA: Rappresenta la forma normale di emoglobina negli adulti ed è composta da due catene alfa e due catene beta. Livelli normali di HbA indicano una produzione di emoglobina normale.
  • HbA2: È una variante normale dell’emoglobina, composta da due catene alfa e due catene delta.
  • HbF: È l’emoglobina presente nei neonati e nei feti ed è composta da due catene alfa e due catene gamma.
  • HbS (Emoglobina Falciforme): Si tratta di una patologia a frequenza molto variabile, ma comunque maggiormente presente nelle aree nelle quali la malaria è o è stata endemica, a causa di un vantaggio evolutivo dei portatori nei confronti della malaria. Le persone affette da anemia falciforme presentano entrambe le copie del gene responsabile della produzione di HbS, e pertanto presentano elevate quantità di HbS. Le persone con “tratto” falciforme (eterozigoti) presentano circa il 40% di HbS e il 60% di HbA normale. La presenza di HbS determina, in presenza di basse concentrazioni di ossigeno (come può accadere durante un esercizio fisico o in caso di infezioni polmonari), la variazione della forma dei globuli rossi che assumono la caratteristica forma a falce.
  • HbC (Emoglobina C): Lo stato di portatore di HbC (eterozigoti) è presente in circa il 2-3% delle persone di origine africana. Lo stato di omozigosi comunque è un evento raro ed è responsabile di effetti relativamente lievi.
  • HbE (Emoglobina E): È una delle varianti beta-globiniche più comuni nel mondo, con una maggiore prevalenza nelle persone originarie del sudest asiatico. I soggetti omozigoti per HbE in genere hanno una lieve anemia emolitica, macrocitosi ed un moderato ingrossamento della milza.
  • HbH (Emoglobina H): Si forma in alcuni casi di alfa-talassemia. È composta da quattro catene beta globiniche (β4) e viene prodotta in caso di grave carenza delle catene alfa.
  • Emoglobina di Bart: Si sviluppa nei feti affetti da alfa-talassemia. È composta da quattro catene globiniche gamma (γ4) e viene prodotta in caso di grave carenza delle catene alfa in maniera analoga a quanto avviene per l’HbH.

Alfa Talassemia: Un Approfondimento

Nella forma “alfa” della talassemia - in cui possono essere mutate le 4 sub-unità globulari “alfa” dell'emoglobina (a livello del cromosoma 16) - sono implicati uno o più geni difettosi; ogni sub-unità globulare è codificata, chiaramente, da un gene, pertanto i geni che possono essere coinvolti sono 4. La gravità della talassemia dipende sia dal numero di geni coinvolti che dalla tipologia. Quando viene mutato solo un gene, con ogni probabilità il paziente che ne è affetto non lamenta alcun sintomo apprezzabile, anche se può trasmettere la malattia ai figli. Il quadro generale sintomatologico diviene più serio quando sono coinvolti tre o quattro geni: nel primo caso, si parla di “malattia dell'emoglobina H” (con sintomi moderati o severi).

Diagnosi della Talassemia

Abbiamo analizzato che non tutte le forme di talassemia esordiscono con una sintomatologia precisa sin alla nascita: in simili frangenti, in caso di sospetta talassemia, è possibile sottoporre il paziente ad una serie di test ed esami specifici, volti all'accertamento diagnostico (come la determinazione dell'emoglobina A2, che si presenta elevata in soggetti sani portatori di geni Beta-talassemici).

Tra gli esami fisici, la palpazione medica della milza può accertare, alle volte, una talassemia: la splenomegalia, come precedentemente accennato, costituisce un primo segnale d'allarme per l'anemia mediterranea.

Più specifiche e precise sono le analisi del sangue: in un campione ematico di un talassemico, i globuli rossi, quando osservati al microscopio, appaiono piccoli e presentano una forma anomala. Ancora, un attento esame emocromocitometrico di un paziente affetto da talassemia rivela anemia grave: questo test è utile per la conta del ferro nel sangue, per eseguire l'analisi del DNA per l'accertamento diagnostico della malattia e per valutare l'eventuale mutazione dell'emoglobina.

Trattamento delle Emoglobinopatie e Talassemie

Essendo una patologia a trasmissione genetica, è comprensibile che - per il momento - non esiste alcun farmaco in grado di rovesciare la malattia; ad ogni modo, è possibile controllare i sintomi, migliorando la qualità di vita del paziente. Nella variante lieve di talassemia (in cui viene mutato, per esempio, solamente un gene) non sono necessari farmaci, dal momento che il paziente non lamenta sintomi.

Il trattamento di alcuni tipi di emoglobinopatie può comportare l’utilizzo di terapie di supporto, ad esempio durante la comparsa di crisi in corso di anemia falciforme. L’obiettivo è quello di alleviare il dolore e di minimizzare le complicanze. Talvolta, in caso di anemia grave, è necessario ricorrere a trasfusioni di sangue.

Trasfusioni di sangue: anche questo approccio terapico può creare serie complicanze, dal momento che le trasfusioni frequenti possono favorire un accumulo patologico di ferro nel sangue (emocromatosi), che richiede una cura specifica volta all'eliminazione dell'immagazzinamento del ferro, nota come terapia chelante (con farmaci come Deferasirox e Deferiprone).

Trapianto di midollo osseo: riservato ai casi più gravi, in cui la talassemia crea pesanti disfunzioni nell'organismo.

Talassemia Non Trasfusione Dipendente (NTDT)

La Talassemia Non Trasfusione Dipendente, precedentemente conosciuta come Talassemia Intermedia, è un’anemia congenita che non necessita di trasfusioni regolari e continuative. Trasfusioni occasionali possono essere necessarie per gestire eventi acuti che causano riduzione improvvisa del valore di emoglobina.

Complicanze più rilevanti legate all’anemia cronica, come il ritardo o l’arresto della crescita o della pubertà nei bambini, possono essere gestite con un regime trasfusionale temporaneo o continuativo. L’aspettativa e la qualità di vita sono molto elevate se vengono eseguiti i controlli necessari ad identificare precocemente tutte le complicanze conosciute, come ad esempio il sovraccarico di ferro, che, anche in assenza di regime trasfusionale regolare, può accumularsi in maniera patologica per aumentato assorbimento a livello intestinale.

Screening Neonatale

Il test per la ricerca delle emoglobinopatie viene richiesto come parte dei programmi di screening neonatale (attualmente attivo solo in alcune regioni in Italia). Lo screening delle emoglobinopatie consente di identificare e quindi potenzialmente anche trattare i neonati con disordini congeniti entro pochi giorni dalla nascita. In questo modo possono essere evitati problemi di salute potenzialmente letali o anche responsabili di disabilità permanenti.

Considerazioni Future

Tuttavia, mentre l’elettroforesi dell’emoglobina è un pilastro nella pratica medica attuale, è importante guardare al futuro con ottimismo e progettare miglioramenti continui. Inoltre, l’integrazione delle tecnologie informatiche e l‘analisi dei big data potrebbero portare a una migliore comprensione delle correlazioni tra i diversi tipi di emoglobina e le malattie associate.

Parallelamente, è essenziale considerare l’accessibilità e l’equità nell’uso dell’elettroforesi dell’emoglobina. Garantire che questo esame sia accessibile a tutte le fasce della società è fondamentale per una diagnosi precoce e una gestione adeguata delle malattie ematologiche.

Tabella Riassuntiva delle Varianti Emoglobiniche

Variante Emoglobinica Composizione Significato Clinico
HbA 2 catene alfa, 2 catene beta Normale nell'adulto
HbA2 2 catene alfa, 2 catene delta Variante normale, elevata in beta talassemia
HbF 2 catene alfa, 2 catene gamma Presente nel feto e neonato
HbS Emoglobina falciforme Anemia falciforme
HbC - Condizione rara, effetti lievi
HbE - Comune nel sudest asiatico, lieve anemia
HbH 4 catene beta Alfa talassemia

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