Colposcopia e Acido Acetico: Protocollo e Importanza

La colposcopia è un esame degli organi genitali femminili effettuato dal medico ginecologo per visualizzare in modo approfondito la vulva, la mucosa vaginale e la cervice (collo uterino), ovvero quella porzione dell’utero che sporge sul fondo vaginale.

Indicazioni per la Colposcopia

La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test. Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.

Come si Esegue la Colposcopia

Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte. Inoltre, il colposcopio permette di eseguire fotografie da utilizzare a scopo di documentazione clinica per la paziente.

Per eseguire la colposcopia è necessario utilizzare, come nel Pap test e nel test HPV, uno strumento che permette di visualizzare il collo dell’utero. Il ginecologo la esegue mediante il colposcopio, uno strumento dotato di lenti a vari ingrandimenti. Si effettua nella stessa posizione necessaria per effettuare il Pap test e ha una durata di circa 10-15 minuti.

L'Uso dell'Acido Acetico e della Soluzione Iodio-Iodurata

Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze. Viene applicata inizialmente una soluzione trasparente a base di acido acetico, molto diluito, che consente al medico di evidenziare le eventuali lesioni del collo dell’utero o della vagina. In alcuni casi può essere necessario applicare successivamente una soluzione di colore scuro a base di iodio, molto diluito, che aiuta ulteriormente il ginecologo.

In seguito viene applicato acido acetico al 3-5%, che mette in rilievo le lesioni sospette. Dopo 30-60 secondi dall'applicazione di acido acetico infatti le cellule con displasia o con infezione da HPV riflettono maggiormente la luce rendendo bianca l'area in cui si trovano. Quest'area viene chiamata “acetobianca”. In questo modo si riescono ad individuare anche le lesioni sub-cliniche meno evidenti ad occhio nudo.

Al termine di ciò viene effettuato il test di Shiller, che consiste nella colorazione delle mucose con soluzione di Lugol (iodio odurato). Il tessuto normale si colora di mogano bruno grazie al legame tra iodio e glicogeno presente nei tessuti sani.

A livello vulvare è preferibile non utilizzare acido acetico perché questa zona è estremamente reattiva a questa sostanza a causa di infiammazioni e irritazioni locali e ciò determinerebbe un alta percentuale di falsi positivi, a cui seguirebbero allarmismi e accanimento terapeutico.

Biopsia Cervicale Durante la Colposcopia

Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche. Se il ginecologo vede alterazioni, fa una biopsia, cioè un piccolo prelievo di tessuto dal collo dell’utero che viene analizzato al microscopio. Contestualmente alla colposcopia può essere effettuata una biopsia per valutare la malignità della lesione apparsa al colposcopio. La biopsia è indicata in caso di paptest positivo a L-SIL, H-SIL, AS-CUS, ASC-H e AG-CUS.

Preparazione all'Esame

Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione. L'esame non può essere effettuato durante il periodo mestruale, se sono presenti perdite ematiche abbondanti o in caso di forte infiammazione vulvo vaginale. Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa.

Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno 5 giorni prima dell'indagine. È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame. È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo.

Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame

L'esame in genere non è doloroso. È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia. È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare.

È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali. Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali.

Interpretazione dei Risultati della Colposcopia

Il quadro che può apparire al colposcopio dopo applicazione di acido acetico può essere: epitelio bianco (un'area bianca dai margini netti) mosaico (piccole aree bianche vicine separate da capillari) puntato (area bianca ricca di puntini rossi che rappresentano le papille) vasi atipici ( vasi sanguigni irregolari).

Se il collo dell’utero risulta normale o presenta solo lievi lesioni, non avrà bisogno di cure particolari e verrà invitata ai successivi controlli consigliati.

Nuove Tecnologie e Screening

Oggi l’uso della colposcopia digitale ad alta definizione permette di realizzare una documentazione fotografica accurata che può essere confrontata per valutare la presenza di eventuali cambiamenti nel tempo. Se il Pap test evidenzia anomalie, la donna sarà invitata ad effettuare una colposcopia di approfondimento eseguita gratuitamente dal personale del programma di screening.

Le anomalie vengono generalmente descritte utilizzando delle sigle (per esempio, ASC-US o LSIL), che fanno parte di una classificazione internazionale. Invece, se il Pap test è negativo (significa che il virus non ha causato modificazioni), verrà invitata a ripetere il test HPV dopo un anno per verificare se c’è ancora l’infezione. Questo perché la grande maggioranza delle infezioni guarisce spontaneamente (oltre il 50% nel corso di un anno e circa l’80% in due anni).

Il test HPV e il Pap test sono comunque gli esami più efficaci per prevenire il tumore del collo dell’utero nelle fasce di età indicate. Il Pap test può talvolta risultare anormale anche se i successivi accertamenti escludono lesioni significative del collo dell’utero (falso positivo). Il test HPV rileva la presenza o meno di un’infezione, condizione necessaria ma non sufficiente affinché si sviluppi una lesione del collo dell’utero. In molti casi l’infezione guarisce spontaneamente. Raramente sono state rilevate lesioni pretumorali in donne con test HPV negativo ed eccezionalmente tumori invasivi (falso negativo).

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