Come Abbassare l'Indice Glicemico delle Banane: Consigli Utili

Abbassare l’indice glicemico è un’esigenza di chi soffre - frequentemente o saltuariamente - di iperglicemia. Questa causa sintomi quali sete e bocca secca, dolore addominale, nausea e vomito, lenta alterazione dello stato di coscienza. Viene da sé che abbassare la glicemia sia una necessità di chi presenta alti livelli di glucosio nel sangue, soprattutto i diabetici. I metodi per abbassare l’indice glicemico sono diversi, e possono interessare l’alimentazione, lo stile di vita, i rimedi naturali, la ginnastica.

Cos'è l'Indice Glicemico?

L’indice glicemico è quel valore che misura la capacità che un alimento ha di aumentare la glicemia, cioè la concentrazione dello zucchero nel sangue. Perché è così importante ridurlo (laddove, ovviamente, presenti un’anomalia) è presto detto. I cibi ad alto indice glicemico alterano la glicemia e portano il pancreas a produrre una quantità eccessiva di insulina. Ne consegue uno squilibrio per il fisico e, di conseguenza, un terreno favorevole per eventuali problematiche di salute.

Come si Calcola l'Indice Glicemico

L’indice glicemico si misura nell’influenza che un alimento ha di influenzare il livello di glucosio nel sangue (glicemia). Generalmente i valori sono i seguenti:

  • Indice glicemico basso: da 0 a 55
  • Indice glicemico medio: da 56 a 69
  • Indice glicemico alto: da 70 a salire

Quello del glucosio è pari a 100, in quanto è un carboidrato puro.

Come Abbassare la Glicemia Alta

Per abbassare la glicemia alta si può partire dalla propria alimentazione modificando l’abituale dieta, si può proseguire prendendo l’abitudine di bere molti liquidi, di praticare regolare attività fisica e, se si fa uso di insulina, sotto il controllo del proprio diabetologo, si può cambiare il dosaggio.

10 Abitudini per Abbassare l'Indice Glicemico

I modi per abbassare l’indice glicemico sono semplici e comuni abitudini che, pian piano, agiscono a tal fine. Tra i consigli più comuni ci sono quelli di:

  1. Prediligere un’alimentazione integrale optando per pane, pasta e cereali il meno raffinati possibile. Questi, in quanto ricchi fibra idrosolubile, sono in grado di ostacolare picchi di glicemia.
  2. Non solo è importante scegliere la pasta integrale, ma anche non cuocerla oltre il tempo indicato sulla confezione. Meglio, anzi, scolarla al dente per evitare che l’indice glicemico cresca (è influenzato dal tempo di cottura).
  3. Il pane ha un indice glicemico alto di per sé: per abbassarlo è preferibile tostarlo. Quindi, prima di pranzo o cena, ricordare di tagliarlo a fette e passarlo nel tostapane o in una padella a fiamma medio alta, fino a quando sarà appena abbrustolito.
  4. Prediligere alimenti a basso indice glicemico. Tra questi ci sono i legumi, i broccoli e le verdure a foglia verde. Queste ultime, in particolare, sono ricche di sali minerali (di magnesio in particolare) e contribuiscono a mantenere i giusti livelli di glucosio nel sangue. Via libera anche a ceci, fagioli e lenticchie.
  5. Condire gli alimenti con un filo di olio extra vergine di oliva: i grassi acidi essenziali in esso contenuti contribuiscono ad abbassare l’indice glicemico.
  6. Utilizzare spezie quali cannella, curcuma, semi di cumino, zenzero, coriandolo per insaporire i cibi avrebbe - come dimostrato da diversi studi in merito - un effetto sul metabolismo del glucosio nel sangue.
  7. Evitare frutti quali uva, fichi, cachi, banane, che sono ricchi di zuccheri, e preferire frutta non troppo matura. In questa, infatti, l’indice glicemico è maggiore.
  8. Bere le tisane per abbassare la glicemia quali l’infuso di bardana o la tisana di galega, entrambe con spiccate proprietà “anti-diabete”.
  9. Prestare attenzione alla freschezza ed alla conservazione degli alimenti.

La Banana e l'Indice Glicemico

Spesso quando si parla di frutta e diabete c’è sempre molta confusione. Come sappiamo la frutta contiene zuccheri (carboidrati), fattore di cui deve tenere conto chi ha la glicemia alta. Mangiare frutta fresca di stagione è molto importante, in quanto contiene nutrienti utili al benessere di tutto il nostro organismo. Chi soffre di diabete (di tipo 1 o 2) è bene che eviti i picchi glicemici postprandiali (ossia a 2 ore dal pasto).

Le banane contengono circa 10-13 grammi di zucchero per ogni 100 grammi di frutto “sbucciato”, quindi si possono considerare frutti “zuccherini” come i cachi, i fichi e l’uva. Tuttavia, contengono anche fibre che rallentano l’assorbimento intestinale degli zuccheri e ne migliorano la curva glicemica, ovvero l’aumento degli zuccheri nel sangue dopo il pasto.

Una caratteristica curiosa è che le banane più mature sono più ricche di zuccheri, infatti sono più dolci al palato. Durante la maturazione le banane producono l’etanolo,che attraverso complessi meccanismi trasforma gli amidi della frutta (zuccheri che l’uomo non può assorbire) in zuccheri semplici come il fruttosio, che al contrario possiamo assorbire bene. Per cui non si “generano” nuovi zuccheri, ma quelli già presenti si trasformano e diventano più assorbibili.

Consigli sul Consumo di Banane

Quando si parla di frutta e diabete spesso il rischio è quello di imbattersi in opinioni contrastanti su quali frutti mangiare. Il segreto per conciliare il consumo di frutta e il diabete è selezionare quei prodotti che contengono meno zuccheri e che hanno un basso indice glicemico. In realtà, quando si parla di frutta e diabete, non esistono divieti assoluti. E' vero, infatti, che alcuni frutti contengono una maggiore percentuale di zuccheri, ma ciò non giustifica un loro completo allontanamento dalla tavola di chi soffre di diabete.

Per chi soffre di diabete, una porzione di frutta non dovrebbe mai contenere più di 15 grammi di carboidrati. La grandezza di tale porzione varia semplicemente in base al contenuto di carboidrati presenti nel frutto. Sarà dunque ovviamente maggiore per quelli a basso indice glicemico e minore per la frutta che contiene più zuccheri. Rispettando questa fondamentale indicazione, l'impatto dei due alimenti sui livelli di glucosio nel sangue sarà molto simile, anche se non identico.

Oltre al contenuto in zuccheri, è infatti importante valutare la ricchezza in fibra e la forma con cui l'alimento si assume. Più c'è fibra e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione. Frutti come cachi, fichi, banane, uva, frutta secca, canditi e frutta sciroppata sono quelli che generalmente vengono sconsigliati alle persone che soffrono di diabete. Attenzione anche ai succhi di frutta industriali.

Trucchi per Abbassare l’Indice Glicemico degli Alimenti

Quando si parla di alimentazione e salute, uno degli aspetti più discussi è l’indice glicemico (IG) degli alimenti. Un IG elevato può portare a picchi di zucchero nel sangue, quindi è fondamentale saper scegliere e preparare gli alimenti nel modo giusto. Ecco alcuni trucchi e consigli, supportati da evidenze scientifiche, per abbassare l’indice glicemico dei cibi che consumiamo.

1. Scegli il formato della pasta giusto

La forma della pasta può influenzare il suo indice glicemico. Le paste lunghe, come spaghetti o fettuccine, tendono ad avere un IG più basso rispetto a quelle corte. Questo perché la superficie di cottura è maggiore, rallentando la digestione. Scegli sempre pasta integrale o a base di legumi per un ulteriore beneficio.

2. Raffredda gli amidi

Una tecnica interessante è quella di raffreddare gli amidi dopo la cottura. Ad esempio, cucinare la pasta e poi farla raffreddare in frigorifero per alcune ore trasforma parte dell’amido in amido resistente, che ha un IG inferiore. Questo trucco funziona anche con riso e patate.

3. Opta per frutta meno matura

La maturazione dei frutti gioca un ruolo cruciale nel loro indice glicemico. Frutti meno maturi contengono meno zuccheri semplici, quindi hanno un IG più basso. Ad esempio, una banana verde ha un IG più basso rispetto a una banana matura.

4. Controlla la temperatura dei cibi

La temperatura alla quale consumiamo i cibi può influenzare l’assorbimento degli zuccheri. Gli alimenti serviti caldi tendono ad avere un IG più alto rispetto a quelli raffreddati. Considera di consumare alcune pietanze a temperatura ambiente per ridurre il loro impatto glicemico.

5. Combina i cibi in modo intelligente

La combinazione di alimenti può alterare l’indice glicemico del pasto. Ad esempio, abbinare carboidrati a fibre, grassi sani e proteine può ridurre l’IG complessivo del pasto. Prova a combinare la tua pasta con verdure e fonti di proteine magre.

Considerazioni Aggiuntive

È importante stare attenti alla quantità totale di carboidrati di un pasto. Se a pranzo o cena mangiamo pasta/pizza/pane/patate, ossia un pasto alquanto ricco di carboidrati, dovremo fare maggiormente attenzione alla quantità di frutta da consumare. È il carico glicemico dell’intero pasto (e non della sola frutta!) il responsabile di un eventuale innalzamento glicemico.

In natura vi sono frutti particolarmente zuccherini e altri che lo sono meno. Come abbiamo già detto, non è necessario eliminare del tutto la frutta più zuccherina (come banane, fichi, uva etc.), bensì ridurre le porzioni. È legato sia alla quantità che alla qualità di carboidrati che un determinato alimento contiene. Incidono anche le fibre contenute nella frutta, la forma sotto cui viene consumata, il grado di maturazione, la quantità consumata e con quali alimenti associamo la frutta.

Nonostante le spremute e i succhi di sola frutta (che si tratti di arance, mele o uva!) non abbiano zuccheri aggiunti, è sempre bene evitarli in caso di iperglicemia.

Alimenti Specifici e Indice Glicemico

Alcuni frutti possono essere consumati con moderazione, tenendo conto del loro impatto glicemico:

  • Avocado: Contiene una quantità piuttosto bassa di carboidrati e molte fibre. Tuttavia, possiede molti grassi che, seppur “buoni”, lo rendono particolarmente calorico.
  • Mango: Può essere consumato, ma con molta moderazione.
  • Maracuja (frutto della passione): Anche questo frutto può essere consumato, ma con molta moderazione.
  • Papaya: Può essere inclusa nella dieta, ma con attenzione alle porzioni.

La Colazione Ideale per Evitare il Picco Glicemico

La colazione è il pasto più importante della giornata, ma anche quello in cui il rischio del picco glicemico è maggiore. Nonostante nella prima parte della giornata il metabolismo sia più attivo e l’organismo riesca a bruciare di più, appena svegli si consumano spesso cibi ad alto indice glicemico, ricchi di zuccheri raffinati facilmente assimilabili dall’organismo e a volte anche in modo inconsapevole.

Per evitare il picco glicemico si può iniziare il pasto innanzitutto con le fibre, quindi con i cereali integrali, per esempio i fiocchi di avena o di farro dando precedenza a quelli senza zuccheri aggiunti; e poi meglio la frutta fresca intera anziché sotto forma di succo, estratto o frullato, dando priorità a varietà con un indice glicemico basso. Quindi semaforo verde per arance, frutti di bosco, fragole, mele e pere. Bene anche le proteine di yogurt o latte o, per chi preferisce, la colazione salata con uova oppure ricotta.

Quando Mangiare la Banana per Abbassare la Glicemia?

La banana non va mangiata per nessun motivo per abbassare la glicemia. Possiede un indice glicemico alto e come tale va evitata quando si ha la glicemia alta. La banana verde, infatti, ha un indice glicemico di 70 che scende a 60, pur restando sempre alto, nella banana matura. Scende ancora a 45 nella banana verde cruda. Quest’ultimo è un indice glicemico classificato come medio ma sempre non idoneo per chi ha la glicemia alta. Se proprio in presenza di glicemia alta si deve mangiare una banana bisogna scegliere quella verde. Ha un lento rilascio di zucchero nel sangue.

Quali cibi mangiare per abbassare la glicemia?

Il cacao amaro puro è fra i cibi che aiutano ad abbassare la glicemia. Contiene molto magnesio e quindi può essere un ingrediente utile per frullati di frutta e verdura. Anche le mandorle sono ricche di magnesio. Apportano anche fibre e proteine molto importanti quando si ha la glicemia alta. Uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition sostiene che una manciata di mirtilli al giorno aiuta la produzione di insulina, l’ormone secreto dal pancreas che regola il livello di zuccheri nel sangue. Questo frutto riduce il rischio di sviluppare il diabete in soggetti a rischio.

Quali cibi evitare di mangiare quando si ha la glicemia alta?

Vigna non mangiare le carni grasse perchè, anche se non hanno un elevato contenuto in glucosio, sono ricche di grassi che favoriscono il sovrappeso che in genere si associa all’iperglicemia. Attenzione anche ai cereali non integrali, alle patate e alla frutta zuccherina. In particolare sono da evitare questi cibi: zucchero, dolciumi e merendine varie, biscotti, marmellate e alcolici, farine raffinate, cracker e fette biscottate. Da evitare anche grissini, fritture e pane bianco.

Il Segreto della Banana

Il segreto della banana è il potassio che contiene. In 100 grammi di frutta e se ne trovano 350 mg. proprio questo elevato contenuto di potassio fa della banana un frutto che agisce significativamente su ipertensione e malattie correlate, quali attacchi cardiaci e ictus. Tutto questo aiuta anche a ridurre l’incidenza del tumore renale. La banana è anche il frutto che combatte lo stress. Questo grazie al triptofano, una sostanza che il nostro corpo converte in serotonina. Proprio la serotonina è un neuro trasmettitore che aiuta a risollevare lo stato d’animo.

Come Riconoscere la Banana Fresca?

La banana viene staccata dalla pianta quando i caschi sono ancora verdi e acerbi. Per questo viene trasportata in container climatizzati. La sua maturazione continua in celle con emissione di etilene. Ecco perché bisogna stare molto attenti quando compriamo la banana. La più buna è quella pesante e soda. Il colore dipende da una maggiore o minore quantità di zucchero. La banana dal giallo intenso, senza macchie nere e di colore uniforme, è quella molto zuccherina. Attenzione al peduncolo. Non vi devono essere muffe e zone motti. Se così è si può pensare ad uno scongelamento.

Frutta per Diabetici: Quali Scegliere?

La frutta è un alimento chiave di una dieta sana ed equilibrata. Le Linee guida per una sana alimentazione italiana suggeriscono infatti il consumo di tre frutti freschi ogni giorno. Ma è anche un cibo adatto ai diabetici? C’è in effetti chi sostiene che la frutta è tra i cibi da evitare per il diabete a causa del suo contenuto di zuccheri.

Non tutti i frutti, comunque sono uguali. È importante sapere, quindi, quali caratteristiche deve avere la frutta per diabetici. È la frutta con basso indice glicemico, ricca di fibre ed antiossidanti. Se sei affetto da diabete di tipo 1 o di tipo 2, oppure un soggetto a rischio, sai che, oltre a un regolare esercizio fisico, devi fare attenzione alla dieta.

I diabetici producono troppo poca insulina: ormone che regola l’assimilazione del glucosio. Per questo il livello di zuccheri nel sangue, o glicemia, tende ad aumentare. In una dieta per diabetici, quindi, devono essere limitati gli alimenti che alzano la glicemia troppo in fretta. Vanno privilegiati i cibi che, come alcuni frutti (tra cui la pera!), mantengono la glicemia bassa.

L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui aumenta la glicemia dopo l’assunzione di una determinata quantità di carboidrati contenuta in un alimento. L’IG varia da 1 a 100. Più è basso, più lentamente aumenterà il livello di glucosio nel sangue dopo l’assunzione. Se è alto, al contrario, avremo invece un picco glicemico.

L’indice glicemico degli alimenti è un parametro utile, ma difficile da utilizzare nella vita quotidiana, perché la quantità e la qualità dei carboidrati negli alimenti viene influenzata da moltissimi fattori. Per questo motivo, anche per capire qual’è la frutta per i diabetici, è importante considerare anche il carico glicemico (CG).

La Frutta Consigliata ai Diabetici

A questo punto abbiamo quindi capito qual è la migliore frutta per diabetici: quella con un basso indice glicemico (e un basso carico glicemico). Oltre a preferire la frutta con pochi zuccheri, per i diabetici è importante scegliere la frutta ricca di fibre:

  • fibre solubili: a livello intestinale riducono l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi.
  • fibre insolubili: assorbendo acqua e conferendo volume ai cibi contribuiscono a indurre il senso di sazietà.

In generale, quindi si può dire che la frutta per i diabetici è una preziosa alleata di salute. Non tutti i frutti sono uguali. Vediamo di definire nello specifico quali sono i frutti consigliati ai diabetici. Come si vede dai dati qui sopra le pere hanno un ruolo di primo piano perché, tra i frutti più comuni hanno il più basso indice glicemico e il più alto contenuto di fibre, sia solubili che insolubili.

Nella dieta di un diabetico non possono mancare nemmeno mele, arance, prugne albicocche, pesche, fragole, limoni e pompelmi… ce n’è per tutti i gusti e le stagioni! Parlando di frutta per diabetici, dobbiamo dire anche che non ci sono, in linea generale, frutti vietati ai diabetici. Ce ne sono alcuni, però, da consumare con maggior attenzione.

In generale chi soffre di diabete dovrebbe preferire il consumo di frutta lontano dai pasti e come merenda. Un accenno va fatto anche al tema dei succhi di frutta e diabete. Come sottolinea anche l’Istituto superiore di sanità chi soffre di questa malattia dovrebbero sempre preferire la frutta fresca a succhi (in particolare se con zuccheri aggiunti) centrifugati e puree.

La frutta per i diabetici è non solo ammessa, quindi, ma anche consigliata. E oltre ai tanti già visti c’è anche un altro motivo. I vegetali, ed alcuni frutti in particolare, tra cui la pera, sono ricchi di polifenoli. Tuttavia una virtù meno nota dei polifenoli riguarda anche le persone già affette da diabete. È noto fin dagli anni ‘80 che i cibi più ricchi di antiossidanti, come la frutta, tendono ad avere anche un ridotto indice glicemico. La spiegazione è che i polifenoli inducono una minor risposta del corpo agli zuccheri ed influenzano processi metabolici connessi alla regolazione della glicemia. Quindi tra la frutta consigliata per diabetici includiamo anche quella ricca di polifenoli. Come le pere!

Abbiamo capito quale frutta può mangiare un diabetico. Naturalmente queste sono indicazione di carattere generale. Il tuo medico o nutrizionista di fiducia potrà raccomandarti i comportamenti più adeguati in base alla tua situazione specifica.

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