Alimentazione e Creatinina: Consigli per Abbassare i Livelli e Supportare la Funzionalità Renale

La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina ed è rilasciata nel sangue come risultato dell'attività muscolare o di un danno ai muscoli. Questo composto ha un ruolo importante nella valutazione della funzionalità renale, poiché il suo valore può indicare come avviene la filtrazione dei reni. Valori elevati di creatinina possono essere un segnale di un sovraccarico di lavoro per i reni o di un loro malfunzionamento.

Fattori che Influenzano i Valori di Creatinina

Esistono diverse condizioni che possono aumentare i livelli di creatinina nel sangue. Tra queste, una dieta sbilanciata ricca di proteine, soprattutto carne, può sovraccaricare i reni, così come un trauma muscolare, l'ipertiroidismo, la disidratazione o l'assunzione di farmaci per trattare malattie infettive od oncologiche. Inoltre, malattie croniche come l'ipertensione o il diabete mellito possono contribuire a un aumento dei livelli di creatinina.

Significato dei Valori Elevati di Creatinina negli Anziani

In particolare per gli anziani, è importante comprendere perché valori elevati di creatinina possono rappresentare un potenziale pericolo. L'aumento della concentrazione di creatinina nel sangue è un indicatore preciso di un possibile malfunzionamento dei reni. Gli anziani, a causa dell'età e di altre condizioni di salute, possono essere più suscettibili a problemi renali. Pertanto, monitorare i livelli di creatinina può aiutare a valutare la funzionalità renale e rilevare eventuali anomalie che potrebbero richiedere attenzione medica.

Qual è il Livello Normale di Creatinina negli Anziani?

I valori normali della creatinina nel sangue sono indicativi della salute renale e variano in base all'età e al sesso. Negli uomini anziani, i valori normali si attestano tra 0.8 e 1.3 mg/dl, mentre nelle donne anziane tra 0.6 e 1.1 mg/dl. Un livello elevato di creatinina può indicare un'insufficienza renale, spesso associata a malattie croniche o lesioni acute. È importante considerare che con l'avanzare dell'età, la massa muscolare tende a diminuire e la funzionalità renale può ridursi, il che può influenzare i livelli di creatinina nel sangue.

Cosa Causa la Creatinina Alta?

Un livello elevato di creatinina nel sangue può indicare un malfunzionamento dei reni, in particolare in caso d'insufficienza renale. Ma non è l'unica causa!

  • Pielonefrite: l'infiammazione dei reni può danneggiarli e influenzare la loro funzionalità.
  • Danno ai vasi renali: l'aterosclerosi o altre condizioni possono danneggiare i vasi sanguigni che irrorano i reni, riducendo la loro capacità di filtrare.
  • Calcoli renali: ostruzioni delle vie urinarie possono impedire ai reni di funzionare correttamente.
  • Diabete, scompenso cardiaco, aterosclerosi: queste condizioni possono influenzare la circolazione sanguigna ai reni e la loro funzionalità.
  • Malattie del tratto urinario: ostruzioni o infezioni del tratto urinario possono influenzare il flusso di urina e la funzionalità renale.
  • Ipertrofia muscolare: un aumento della massa muscolare può portare a un aumento di creatinina nel sangue.
  • Gotta: l'accumulo di acido urico può danneggiare i reni e influenzare la loro funzionalità.
  • Miastenia grave: una malattia neuromuscolare che può causare debolezza muscolare, inclusa la muscolatura della vescica, influenzando la minzione e la funzionalità renale.

Ci sono diversi segnali che possono suggerire alti livelli di creatinina nel sangue. Inizialmente, si può manifestare uno stato di affaticamento generale, spesso associato a gonfiore ai piedi e alle caviglie. Altri sintomi che possono manifestarsi includono prurito cutaneo, secchezza della pelle e, nei casi più gravi, crampi muscolari, confusione mentale e difficoltà respiratorie.

È importante ricordare che tali sintomi possono essere correlati anche ad altri disturbi, quindi una diagnosi accurata è fondamentale. Un medico sarà in grado di valutare la situazione e, se necessario, prescrivere esami di approfondimento per determinare la causa precisa.

Come Trattare la Creatinina Alta?

Un livello elevato di creatinina, la cui causa è benigna, può essere controllato attraverso l'adozione di semplici misure, come una dieta adeguata e una corretta idratazione. Questo perché, in linea generale, l'obiettivo di un'alimentazione equilibrata per chi ha la creatinina alta è alleggerire il lavoro dei reni. Per questo motivo, sono necessarie alcune modifiche specifiche alla propria dieta.

Ridurre l'Assunzione di Proteine

Ridurre l'assunzione di proteine nella dieta può alleviare il carico di lavoro sui reni, rallentare il progresso dei danni ai tessuti e diminuire l'acidosi metabolica. Per raggiungere questo obiettivo, è consigliato ridurre l'assunzione di alimenti ricchi di proteine non nobili, come pasta e pane, e sostituirli con alternative a basso contenuto proteico di origine vegetale come cereali e legumi.

Allo stesso tempo, si consiglia di mantenere moderato il consumo di alimenti contenenti proteine di alta qualità. Questa strategia alimentare mira a ottenere benefici per la salute senza compromettere l'apporto nutrizionale complessivo.

Ridotto Contenuto di Sodio, Fosforo e Potassio

Nello stesso contesto, è importante ridurre l'assunzione di alcuni alimenti per controllare l'apporto di fosforo e potassio, i cui livelli devono essere attentamente monitorati. Ad esempio, è consigliabile limitare il consumo di formaggi, poiché sono ricchi di fosforo. Allo stesso modo, crostacei e diversi tipi di pesce come il baccalà, la spigola, il salmone, l'orata e il pesce spada contengono elevate quantità di fosforo. Altri alimenti da tenere in considerazione sono il tuorlo d'uovo, il cacao amaro in polvere e il cioccolato.

Per quanto riguarda il potassio, le banane, le castagne, le patate, i carciofi e i cavoletti di Bruxelles sono alimenti che presentano un alto contenuto di questo minerale. Inoltre, la frutta secca come mandorle, noci e pistacchi contiene sia fosforo che potassio, quindi è meglio evitarli.

In caso di patologia renale, è fondamentale controllare l'apporto di sodio per evitare ipertensione e ritenzione idrica. Pertanto, è consigliabile ridurre al minimo l'uso di sale da cucina, evitare i sali iposodici (che contengono alti livelli di potassio), e limitare il consumo di formaggi stagionati, dadi da brodo, insaccati, cibi in scatola o precotti, sughi pronti e prodotti da forno come grissini e crackers. Inoltre, è importante prestare attenzione al consumo di bevande a base di cola, birra, alcolici, bevande energetiche e bibite industriali in generale, che dovrebbero essere evitate nella maggior parte dei casi.

Per una visione completa, di seguito sono elencati gli alimenti da preferire e quelli da evitare in caso di elevati livelli di creatinina correlati a danni renali:

Alimenti da Preferire Alimenti da Ridurre o Evitare
  • Legumi secchi (dopo ammollo e bollitura)
  • Frutta e verdura (dopo bollitura) povera di potassio
  • Cereali (es.: riso o pasta)
  • Carni bianche
  • Pesce fresco
  • Verdure povere di potassio (dopo bollitura)
  • Latticini e formaggi freschi
  • Albume d’uovo
  • Olio di semi di lino (a crudo)
  • Olio extravergine di oliva (a crudo)
  • Spezie e aromi naturali
  • Formaggi stagionati
  • Carni rosse e insaccati
  • Crostacei
  • Cibi in scatola e precotti
  • Crackers, grissini
  • Tuorlo d’uovo
  • Verdure ricche di potassio
  • Frutta ricca di potassio (es.: avocado, banane)
  • Frutta secca (es.: mandorle, pistacchi, noci)
  • Sale da cucina e sale iposodico
  • Cioccolato, cacao
  • Bevande industriali e alcolici

Ulteriori Consigli in Caso di Creatinina Alta

Oltre alla dieta è consigliabile:

  • Mantenere un adeguato apporto di liquidi, bevendo molta acqua per favorire la funzione renale e l'eliminazione delle tossine.
  • Praticare esercizio fisico regolare, evitando di sforzarsi eccessivamente, per favorire la circolazione sanguigna e il benessere generale.
  • Assicurarsi di dedicare adeguate ore di riposo per consentire al corpo di rigenerarsi e recuperare energie.

Le malattie croniche renali sono patologie che, nella loro evoluzione progressiva, portano alla condizione irreversibile di insufficienza renale, cioè all’incapacità delle reni di svolgere la funzione di ‘filtro’, depurando l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.

Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto di organo. Una malattia renale, secondo gli esperti, richiede una diagnosi precoce e un trattamento mirato per prevenire o ritardare sia una condizione di insufficienza renale acuta o cronica, sia la comparsa di complicanze cardiovascolari a cui spesso è associata.

Sono infatti l’ipertensione e il diabete, non adeguatamente controllati dalla terapia farmacologica, l’ipertrofia prostatica, i calcoli renali o i tumori voluminosi a favorirne l’insorgenza in quanto riducono il normale deflusso di urina, aumentano la pressione all'interno dei reni e ne limitano la funzionalità.

O ancora il danno renale può essere determinato da processi infiammatori (pielonefriti, glomerulonefriti) o dalla formazione di cisti all'interno dei reni (malattia renale policistica) o dall’utilizzo cronico di alcuni farmaci, da alcool e droghe consumate in eccesso.

Un ruolo fondamentale, nell’alleviare il lavoro dei reni già compromessi, è svolto dalla dieta che è, dunque, la prima prevenzione. L’apporto calorico deve essere di circa 35 Kcal per kg (riferito al peso ideale della persona) al giorno in caso di età inferiore ai 60 anni e di 30 Kcal con età uguale o superiore a 60 anni. I valori di questa sostanza dovrebbero mantenersi entro 8-10 mg/Kg peso corporeo.

La Società Italiana di Nefrologia stima che in Italia circa una persona su 10 abbia una MRC, spesso senza saperlo. La naturale conseguenza della MRC è rappresentata dall'insufficienza renale cronica (IRC), ossia dalla perdita progressiva e irreversibile della funzione renale, cioè con la riduzione della funzione di filtrazione dei reni. In questo modo si riduce, da parte dei reni la capacità di depurare l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso.

La perdita completa della funzione renale rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto.

Esami di laboratorio semplici e di basso costo su sangue ed urine consentono la diagnosi precoce di MRC, ed in particolare la valutazione della velocità del filtrato glomerulare e la presenza di microalbuminuria.

Le persone con MRC sono a elevato rischio non solo di insufficienza renale, ma anche di malattia cardiovascolare. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o ritardare sia la comparsa di IRC che la morbilità e mortalità cardiovascolare.

La causa più comune di IRC è la nefropatia diabetica; una malattia insidiosa, progressiva e irreversibile con compromissione della funzionalità renale.

In passato la definizione di IRC si basava sui valori di creatinina nel sangue. Più recentemente si è accertato che in realtà malattie che causano danni al rene iniziano a dare disfunzioni assai prima dell’innalzamento dei valori di creatinina ed è quindi opportuno fare diagnosi precoci per prevenire - o almeno rallentare - la progressione della malattia.

L’acidosi metabolica è determinata dall’incapacità del rene di eliminare il carico di una parte di acidi introdotti con la dieta o prodotti dal metabolismo. La dieta ipoproteica porta a un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica. La restrizione delle proteine e del fosforo comporta un miglioramento dei sintomi della sindrome uremica e la riduzione della produzione di acidi.

E’ fondamentale altresì curare molto l’alimentazione per evitare che si verifichi una malnutrizione causata da inadeguato introito di proteine e calorie, dall’ esaurirsi dei depositi proteici dell‘organismo, dall’aumentata degradazione degli aminoacidi e delle proteine del muscolo a causa dell‘acidosi metabolica, soprattutto in presenza di infezioni o malattie infiammatorie.

Per la gestione ottimale della persona affetta da IRC è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente. Purtroppo la situazione a livello italiano non vede ancora la presenza capillare di Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica in tutti i presidi ospedalieri ove vengono seguiti pazienti con IRC.

L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione . Per ridurre il potassio La limitazione degli alimenti ricchi in potassio deve essere effettuata solo su precisa indicazione del Nefrologo curante, in quanto molti alimenti ricchi in potassio hanno importanti valenze salutistiche e possono aiutare a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari così frequentemente associate a questa patologia.

In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Mantenere uno stile di vita attivo compatibilmente con il grado della malattia (abbandona la sedentarietà! Adeguato controllo della pressione arteriosa. Controllare il peso corporeo al mattino prima della colazione. Attenzione ai farmaci. Non fumare.

Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo degli alimenti è consigliato metterli a bagno in un recipiente e tenuti in frigo 8-9 ore prima della cottura.

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