Trigliceridi: Valori Normali e Come Mantenere la Salute

In un precedente articolo abbiamo parlato della differenza tra il “colesterolo buono” e il “colesterolo cattivo”, omettendo però un altro valore che, di solito, viene misurato quando si eseguono analisi cliniche per il controllo del colesterolo: i trigliceridi. In effetti, nei soggetti a rischio e/o affetti da patologie cardiovascolari o sindrome metabolica è di fondamentale importanza tenere sotto controllo i livelli di colesterolo, la pressione sanguigna e, appunto, i trigliceridi nel sangue.

Ma cosa sono i trigliceridi, perché è così importante controllarne i livelli e quali sono i valori di riferimento, che ci fanno capire quando sono alti o bassi? Approfondiamo insieme.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono grassi (lipidi) presenti nel sangue, i “più semplici presenti nel corpo umano” secondo la definizione fornita dal portale dell’Istituto Superiore di Sanità issalute.it. Il nome deriva dalla loro composizione. Infatti, i trigliceridi sono composti da tre catene di grassi legati ad una molecola di glicerolo.

Come altri lipidi, anche questi sono prodotti dal fegato, seppur in una quantità molto ridotta. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel nostro organismo viene introdotta attraverso l’alimentazione e trasportata nel sangue dalle lipoproteine, principalmente da quelle a densità molto bassa (VLDL, very low density lipoprotein).

Cosa succede, quindi, quando mangiamo? Il nostro corpo converte tutte le calorie assunte, delle quali non abbiamo bisogno immediatamente, in trigliceridi che vengono immagazzinati nel tessuto adiposo. Successivamente, gli ormoni rilasciano i trigliceridi per produrre energia tra i pasti, quando ne abbiamo bisogno.

Di conseguenza, se mangiamo più calorie di quelle che bruciamo, in particolare da cibi ad alto contenuto di carboidrati, è possibile riscontrare valori alti di trigliceridi nel sangue (ecco perché, per perdere peso, è necessario bruciare calorie).

I trigliceridi sono la categoria di lipidi maggiormente presente nel nostro sangue. Costituiscono infatti circa il 90% dei grassi totali presenti nel nostro organismo. La maggior parte dei trigliceridi viene assorbita attraverso la dieta, mentre solo in minima quantità i trigliceridi vengono prodotti dal fegato.

Gli acidi grassi vengono poi assorbiti a livello intestinale e trasformati in trigliceridi, che vengono infine conservati all’interno del tessuto adiposo. I trigliceridi sono una delle fonti di energie principali del nostro organismo.

Quando si parla di trigliceridi si pensa subito alla loro accezione negativa. In realtà essi sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Sono un indicatore importante di salute che non deve essere né troppo alto ma nemmeno troppo basso: devono rimanere in equilibrio.

I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità. Per questo motivo, sono molto importanti per il mantenimento della salute. Senza i trigliceridi, quindi, non riusciremmo ad affrontare la nostra giornata. Dovremmo mangiare di continuo per immettere nuovo “carburante” nel nostro corpo.

Differenza tra Trigliceridi e Colesterolo

Spesso si fa confusione tra il colesterolo e i trigliceridi, considerati come se fossero la stessa cosa. In realtà, anche se si tratta di due tipi di grassi, la differenza è sostanziale. Facciamo chiarezza:

  • i trigliceridi immagazzinano le calorie inutilizzate e forniscono energia al corpo;
  • il colesterolo è usato per costruire cellule e alcuni ormoni.

Quindi, svolgono due ruoli differenti, entrambi fondamentali per la nostra salute. Ricordiamo, infatti, che il colesterolo e i trigliceridi non sono due patologie o due elementi dei quali liberarsi, quello che va evitato è l’aumento della concentrazione di entrambi nel sangue, per le ragioni che spieghiamo tra un attimo.

Perché Evitare Valori Alti di Trigliceridi nel Sangue?

Abbiamo spiegato cosa sono i trigliceridi, sottolineando il loro ruolo fondamentale per il nostro organismo, ma ricordando la necessità di mantenere i suoi livelli entro determinati limiti. Quindi, è importante evitare valori alti di trigliceridi nel sangue. Ma perché?

I trigliceridi alti possono contribuire all’indurimento delle arterie o all’ispessimento delle pareti delle arterie (arteriosclerosi), che aumenta il rischio di ictus, infarto e malattie cardiache. Inoltre, se i valori sono eccessivamente alti, si rischia di causare un’infiammazione acuta del pancreas (pancreatite).

I trigliceridi alti sono spesso un sintomo di altre condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiache e ictus, tra cui:

  • diabete di tipo 2 o prediabete;
  • sindrome metabolica, una condizione in cui ipertensione, obesità e glicemia alta si verificano insieme;
  • bassi livelli di ormoni tiroidei (ipotiroidismo);
  • alcune rare condizioni genetiche che influenzano il modo in cui il tuo corpo converte il grasso in energia.

Infine, a volte valori alti sono un effetto collaterale dell’assunzione di alcuni farmaci, come diuretici, estrogeni, steroidi, beta bloccanti.

È frequente che, ai trigliceridi alti, si associno gli altri elementi tipici della dislipidemia - come appunto il colesterolo totale e colesterolo LDL superiori alla norma.

L’ipetrigliceridemia è ritenuta una delle cause principali dell’insorgenza di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari, come ictus, infarto e diabete. È associata spesso ad aumento dei valori di pressione arteriosa, aumento della glicemia a digiuno, steatosi epatica e aumento dei valori del colesterolo LDL.

Quali Sono i Valori di Riferimento?

Se parliamo di livelli alti di trigliceridi nel sangue vuol dire che lo sono rispetto a valori di riferimento considerati “normali”. Li indica il portale issalute.it summenzionato, facendo una distinzione tra adulti e giovani al di sotto dei 18 anni.

Valori di riferimento per gli adulti:

  • valore desiderabile: inferiore a 150 mg/dl (1,7 mmol/L);
  • valore ai limiti della norma: compreso tra 150 e 199 mg/dl (1,7-2,2 mmol/L);
  • valore elevato: compreso tra 200 e 499 mg/dl (2,3-5,6 mmol/L);
  • valore molto elevato: superiore a 500 mg/dl (5,6 mmol/L);

Valori di riferimento per ragazzi < 18:

  • valore desiderabile: inferiore a 90 mg/dl (1,02 mmol/L)
  • valore ai limiti della norma: compreso tra 90-129 mg/dl (1,02-1,46 mmol/L)
  • valore elevato: uguale o superiore a 130 mg/dl (1,47 mmol/L)

Come Prevenire o Ridurre la Ipertrigliceridemia?

Come spiegato prima, i trigliceridi sono prodotti solo in minima parte dal nostro organismo, precisamente dal fegato, mentre la stragrande maggioranza della loro concentrazione nel sangue è frutto della nostra alimentazione. Questo vuol dire che è possibile intervenire sia per prevenire l’aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue sia per ridurli, laddove troppo alti, semplicemente migliorando l’alimentazione - in particolare diminuendo il consumo di zuccheri e carboidrati - facendo esercizio fisico, perdendo peso e riducendo il consumo di alcolici. Sarà il medico a fornire le indicazioni più adeguate alla propria condizione personale.

L’atteggiamento migliore da seguire è sicuramente una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da una costante attività fisica per mantenere un buon livello di trigliceridi.

Anche la qualità dei grassi introdotta con l’alimentazione è importante. Infatti, i grassi saturi (carne, insaccati, salumi) aumentano i valori di trigliceridi mentre i grassi monoinsaturi e polinsaturi hanno l’effetto opposto.

La mancanza di attività fisica aggrava ulteriormente il quadro , portando anche a un accumulo di adipe a livello addominale e all’aumento del girovita.

Alziamo le atenne qualora riscontrassimo di rientrare nella categoria “a rischio”. Nessun allarmismo, ma l’occasione per rassettare il nostro stile di vita e iniziare subito la riprogrammazione di tutti quei fattori, come i trigliceridi alti, che ci riconducono ad uno stato di salute ottimale.

Cosa non mangiare per evitare alti livelli di trigliceridi?

Per mantenere i livelli di trigliceridi sotto controllo bisogna prestare attenzione alla propria alimentazione.

Gli zuccheri non sono presenti solo nei dolci: la frutta disidratata è molto zuccherina. Tra la frutta fresca, i fichi, le banane, le pesche, l’uva, i cachi, andrebbero evitati. Infatti il fruttosio, lo zucchero di cui sono ricchi, è un potente stimolo alla produzione di trigliceridi.

È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi. Dire invece no ad alcool e alimenti di produzione industriale e/o surgelati, che contengono dosi elevate di grassi idrogenati.

In sintesi, i carboidrati consigliati sono quelli dei legumi: fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie. Entrano meno velocemente nel sangue e quindi stimolano in misura minore la produzione di trigliceridi da parte del fegato.

Quelli da consumare con moderazione (se integrali è meglio) sono invece: pasta, riso, pane, orzo, farro.

Cosa fa calare i trigliceridi?

Mantenere un valore funzionale dei trigliceridi è un obiettivo che si raggiunge attraverso una combinazione di scelte alimentari e abitudini di vita.

  • pesce azzurro: come sgombro, salmone, sardine.
  • praticare attività fisica regolarmente: se il soggetto è sedentario da sempre, dovrebbe iniziare gradualmente qualcosa che trova piacevole, alla portata e che riesce a gestire nonostante le responsabilità giornaliere (lavoro, famiglia ecc.).
  • evitare la sedentarietà in tutte le sue forme.

Integratori utili per ridurre i trigliceridi

Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. L’integratore alimentare RegoLipid è a base di 6 principi vegetali e nutritivi tra cui Banaba (Lagerstroemia speciosa), Berberis, cromo picolinato e acido alfa-lipoico, utili per la regolazione glico-lipidica in soggetti con rischio cardio-metabolico(*). È stato oggetto di due studi clinici in doppio cieco randomizzato contro placebo condotti presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna. In questi studi sono stati verificati i parametri ematici di 40 soggetti ciascuno per un totale di 80 soggetti coinvolti (nel secondo donne in menopausa), con valori border-line e in sindrome metabolica.

Questo integratore ha dimostrato in entrambi gli studi di:

  • Ridurre i trigliceridi
  • Aumentare il colesterolo “buono”
  • Ridurre l’insulinemia e la glicemia a digiuno

Farmaci per ridurre i trigliceridi

  • fibrati: derivati dell’acido fibrico, possono abbassare efficacemente i livelli di trigliceridi troppo elevati.
  • niacina: può aiutare non solo a ridurre i trigliceridi, ma anche il colesterolo LDL.
  • olio di pesce: fonte di acidi grassi omega-3, si apprezza non soltanto per i suoi effetti positivi sull’ipertrigliceridemia, ma anche per le proprietà ipoglicemizzanti, cardioprotettive, antiossidanti e antinfiammatorie.
  • statine: sono farmaci che nascono per abbassare il colesterolo LDL, ma che possono rivelarsi utili anche quando i trigliceridi sono alti.

È importante ricordare che è altamente sconsigliato seguire ricette fai da te per abbassare i trigliceridi.

ATTENZIONE:Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.

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