L'esame del sangue occulto nelle feci è un esame di laboratorio che individua piccole tracce di sangue nelle feci non visibili a occhio nudo e rilevabili solo attraverso uno specifico esame di laboratorio. Si parla di "sangue occulto nelle feci" quando gli escrementi presentano tracce di sangue piuttosto esigue, tali da non essere visibili ad occhio nudo ma apprezzabili soltanto mediante specifiche analisi di laboratorio.
A Cosa Serve l'Esame del Sangue Occulto nelle Feci?
La ragione principale per cui viene prescritta la ricerca del sangue occulto nelle feci è lo screening per una diagnosi precoce del tumore al colon. La ricerca del sangue occulto nelle feci rappresenta un importante test di screening per il tumore del colon-retto, consigliabile con cadenza annuale o biennale a partire dai 45/50 anni di età. È necessario fare questo test come screening per il tumore del colon retto. Come tutte le metodiche di screening la ricerca di sangue occulto nelle feci non ha significato diagnostico, ma identifica solo le persone a rischio per questa patologia e per i polipi intestinali.
È consigliabile effettuare questo test perché la presenza di sangue nelle feci è spesso il primo e talvolta l’unico segnale che può individuare lesioni precancerose o cancerose in fase iniziale del colon-retto. La diagnosi precoce può ridurre la mortalità per tumore del colon-retto fino al 20%.
Quando è Consigliato Effettuare l'Esame?
Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:
- A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale;
- Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti;
- Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.
È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.
Il test del sangue occulto nelle feci rientra nel gruppo di esami di screening finalizzati alla diagnosi precoce del tumore del colon retto nei soggetti di età superiore ai 50 anni. A partire dai 45 anni, è consigliabile sottoporsi a un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci con cadenza biennale.
Come Prepararsi all'Esame?
Come ci si prepara all’esame? La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:
- Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
- Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
- Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
- Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
- Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.
Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.
Con i test di ultima generazione, come quello in uso presso il nostro laboratorio di analisi al Valparma Hospital, non è più necessaria una preparazione da parte del paziente, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica dell’emoglobina umana.
Come si raccoglie il campione?
La raccolta deve essere effettuata utilizzando l'apposito dispositivo con tappo fornito di asticella per il campionamento delle feci. Il contenitore viene fornito gratuitamente al paziente dal personale del Punto Prelievi di Auxologico. Il numero di campioni da raccogliere può variare da 1 a 3 secondo prescrizione medica. Applicare le istruzioni, di seguito riportate, per ciascun campione da raccogliere. Se la richiesta è su due/tre campioni, effettuare la raccolta in due/tre giorni diversi, anche non consecutivi. Non lasciare passare più di 5 giorni tra la prima e l’ultima raccolta. In particolare:
- non è necessario seguire una dieta priva di carni;
- non raccogliere le feci mentre è in corso il flusso mestruale o in presenza di emorroidi sanguinanti.
Raccogliere le feci su una superficie asciutta come una padella da letto, un sacchetto di plastica o un foglio di carta. Non urinare sul campione di feci durante la raccolta; non urinare nel tubo di raccolta.
Procedura di raccolta: Disporre più strati di carta igienica all’interno del WC/bidet/padella da letto in modo da trattenere le feci per il tempo necessario ad eseguire il prelievo. Rimuovere il cappuccio verde ruotandolo a sinistra e tirandolo verso l’alto. Prelevare il campione fecale con la sonda di campionamento sfregando diverse aree della superficie delle feci. Prelevare una quantità sufficiente a coprire la spirale della sonda. Inserire la sonda di campionamento nel dispositivo di prelievo e serrare il tappo.
Come Funziona l'Esame?
Qual è il campione richiesto? Il campione necessario per l’esecuzione del test del sangue occulto prevede la raccolta di un piccolo quantitativo di feci da sottoporre ad analisi. Come funziona l’esame? I metodi per la ricerca di tracce ematiche nei campioni fecali sono molteplici.
Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:
Test FOBT (Fecal Occult Blood Test)
Utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
Test Immunochimico Fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test)
Rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.
Test FIT-DNA (o Test Genetico delle Feci)
Combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.
I test immunochimici principali sono i cosiddetti FIT, che ricercano la porzione proteica dell’emoglobina, ovvero la globina. I test che, invece, misurano la parte non proteica dell’emoglobina (ossia il gruppo eme) sono i gFOBT o FOBT. A differenza dei Fit, però, i FOBT rilevano il gruppo eme che resiste alla degradazione nell’intestino. Per questa ragione, tali test sono in grado di rilevare eventuali emorragie in aree diverse del canale digerente.
Il nostro laboratorio effettua la ricerca del sangue occulto nelle feci mediante test immunologico quantitativo.
Le tecniche tradizionali si basano sull'utilizzo del guaiaco e sfruttano striscette di carta che, quando trattate con idrogeno-perossidasi, sviluppano un colore ben definito in presenza o assenza di EME (porzione emoglobinica, contenuta nei globuli rossi, che lega l'ossigeno).
Con i test di ultima generazione non è più necessario rispettare queste norme, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica (globina), dell'emoglobina umana. Questi test, tuttavia, sono in grado di evidenziare soltanto la presenza di sangue occulto proveniente dal colon e dal retto, poiché la globina non supera indenne il tratto gastrointestinale superiore (viene digerita).
Interpretazione dei Risultati
Il risultato del test del sangue occulto è, normalmente, negativo. Ciò significa che non sono presenti tracce di sangue nelle feci.
L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:
- Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
- Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
- Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.
Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.
| Campioni Analizzati | Risultato | Significato |
|---|---|---|
| 0/3 positivi | Negativo | Nessuna traccia rilevata. |
| 1/3 positivi | Positivo (*) | Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare. |
| 2-3/3 positivi | Positivo | Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento. |
(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.
Allo stesso tempo, anche un esito negativo non può escludere con certezza tumori o polipi, poiché queste condizioni patologiche, almeno nella fase iniziale della malattia, non necessariamente si manifestano con emorragie. I sanguinamenti, inoltre, possono presentarsi a intermittenza e, di conseguenza, rischiano di non essere rilevabili al momento dell’esame. In questi casi può, quindi, essere utile raccogliere più campioni, soprattutto nel caso dei test per la rilevazione del gruppo eme.
Risultati cosiddetti falsi negativi possono, invece, essere causati dal consumo di grandi dosi di vitamina C o dalla raccolta di pochi campioni di feci perché in molte condizioni il sanguinamento dei polipi intestinali e delle lesioni tumorali non è continuo e il sangue, quindi, non è distribuito uniformemente all'interno delle feci.
Il test al guaiaco evidenzia la presenza di un sanguinamento proveniente da qualsiasi parte dell'intestino e, quindi, da varici esofagee, ulcera, diverticolite, polipi, emorroidi, malattie infiammatorie croniche intestinali, piccole ferite anali determinate dalla stitichezza, perdita di sangue dalle gengive a seguito di interventi dentali o come conseguenza dell'assunzione di farmaci che possono causare sanguinamento gastrointestinale come, ad esempio, anticoagulanti, aspirina, steroidi.
Il test immunochimico (FIT) evidenzia solo sangue presente nel tratto dell’intestino denominato colon.
Quali possono essere le cause del sangue occulto nelle feci?
Per scoprire la causa della presenza di sangue nelle feci, il medico potrebbe suggerire alcuni controlli. La causa di sangue nelle feci può essere individuata rivolgendosi al proprio medico curante o effettuando una visita specialistica. In particolare, ci sono sintomi o segnali in presenza dei quali sarebbe opportuno effettuare degli approfondimenti.
Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:
Cause comuni e benigne:
- Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
- Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
- Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
- Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
Cause intermedie:
- Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
- Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
Cause gravi o potenzialmente gravi:
- Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
- Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
- Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.
varici esofagee, colite ulcerosa, morbo di Crohn, diverticolite, fistole anali, contaminazione del campione con sangue mestruale od urinario, emorroidi, ragadi anali, dieta non adeguata nei giorni che precedono alcuni tipi di test.
Cosa fare se il sangue occulto nelle feci è positivo?
Cosa fare se sangue occulto positivo? Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa. Sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.
Come detto, l’esito positivo del test non deve necessariamente far pensare ad una patologia tumorale, che va comunque confermata con altri esami. Un risultato positivo non va mai ignorato. La presenza di sangue nelle feci va sempre indagata, perché potrebbe essere il segnale di un problema a carico del tratto digerente.
Se, attraverso l'esame del sangue occulto nelle feci, è rilevata la presenza di sangue, sono necessari approfondimenti per determinarne l'origine. Il medico di famiglia o il medico specialista suggerirà le indagini necessarie per accertare l'origine del sanguinamento.
Innanzitutto va indagato l’intestino per ricercare eventuali tumori, angiodisplasie, diverticoli o altre anomalie. Per farlo si può prescrivere una rettosigmoidoscopia, un esame endoscopico che consente di visualizzare gli ultimi trenta centimetri dell’intestino, per cui è limitato a sigma e retto. Decisamente più appropriata e completa è la colonscopia: quella tradizionale si avvale di nuove preparazioni a basso volume, più facili da assumere, e di sedazioni leggere che riducono il fastidio al paziente. In alternativa si può sfruttare la colonscopia virtuale, che si svolge come una qualsiasi Tac dell’addome e consente di studiare il colon senza introdurre l’endoscopio a fibre ottiche. Si tratta di un buon esame, ma con alcuni limiti: può non visualizzare le formazioni inferiori ai 5 millimetri e i polipi piatti, che aderiscono completamente alla mucosa e sono quelli più a rischio di evolvere in tumori intestinali.
Se queste indagini risultano negative, si passa a indagare il tratto alto dell’apparato digestivo con una gastroscopia, andando alla ricerca di ulcere, angiodisplasie, tumori o gastriti erosive: «Qualora risulti negativo anche questo esame, il quadro va approfondito con un’enteroscopia con videocapsula. Si tratta di una metodica di recente introduzione che consiste nel far “deglutire” al paziente una minuscola telecamera, grande quanto una pastiglia di antibiotico, che viaggia nel corpo filmando le pareti di esofago, stomaco e piccolo intestino, fino alla valvola ileocecale.
Quest’ultimo viene effettuato inserendo un tubo sottile all’interno dell’intestino.
Prevenzione e Stile di Vita
Adottare uno stile di vita sano: ossia non fumare, non eccedere con l’alcool, fare attività fisica regolare, mantenere un peso adeguato, avere una corretta alimentazione, limitando il consumo di carne rossa e insaccati e privilegiando frutta, verdura, legumi e cibi integrali.
È importante sottolineare che la diagnosi precoce può ridurre la mortalità per tumore del colon-retto fino al 20%. Nonostante ciò, l'adesione ai programmi di screening è ancora insufficiente. Secondo dati recenti, solo il 40% della popolazione italiana vi partecipa regolarmente.
Se si nota qualcosa di strano nelle proprie feci, quindi, è sempre meglio non ignorarlo. L’esame del sangue occulto nelle feci non è in nessun modo invasivo ed è sicuro, affidabile e sottoposto a periodiche verifiche di qualità. La prestazione presso il Valparma Hospital non necessita di appuntamento e l’esito è pronto in giornata.
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