Può capitare prima o poi che il pediatra prescriva degli esami ai bambini. E la maggior parte di noi mamme inevitabilmente si fa prendere dal panico. La paura di un esito negativo oppure del dolore della puntura ci accomuna tutte o quasi. Anche perché spesso non conosciamo bene i vari tipi di esame e non sempre sappiamo leggere i loro risultati.
A fare chiarezza ci ha pensato “A scuola di salute”, il magazine digitale a cura dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, diretto dal prof. Alberto G. Ugazio. “Gli esami non finiscono mai” è una guida pratica e chiara su cosa sono i principali esami ai bambini.
A volte capita che se un bimbo non sta bene per un po’ di tempo siano i genitori stessi a chiedere al pediatra di fare degli esami per capire cosa c’è che non va. Altre volte invece si pensa sia necessario un controllo di routine anche in assenza di disturbi o malattie.
Gli esami del sangue hanno prevalentemente due scopi: uno è verificare lo stato di salute, attraverso un check up o screening prescritto dal proprio medico periodicamente, l’altro è indagare eventuali disturbi o avere conferma o meno di patologie.
Gli esami del sangue di routine e il check-up pediatrico, di norma, non sono previsti per i bambini piccoli, ma viene di regola eseguito sopra i 18 anni. Considerato quindi che nei bambini gli esami del sangue servono a ricercare eventuali problemi, di norma non sono prescritti prima dei diciotto anni, almeno per quanto riguarda la questione “check up”.
Nel caso in cui sia necessario eseguire un esame del sangue, è possibile farlo a tutte le età. Può succedere, però, che a causa di alcuni sospetti diagnostici del pediatra o di uno specialista, si renda necessario eseguire nel bambino un prelievo di sangue.
Gli esami del sangue nei minori si eseguono in caso di disturbi conclamati, sintomi sospetti oppure in caso di familiarità e predisposizione a certe patologie, come l’ipercolesterolemia, o il diabete o l’anemia mediterranea.
Il prelievo del sangue nei bambini rappresenta uno degli strumenti diagnostici più utili e accurati per valutare lo stato di salute generale del piccolo. Talvolta viene utilizzato anche per monitorare l’efficacia di una terapia farmacologica già in atto o per verificare l’eventuale presenza di infezioni virali o batteriche silenti.
Un altro ambito importante è rappresentato dallo screening neonatale, eseguito nei primi giorni di vita del neonato, che consente di individuare patologie genetiche rare ma gravi, come l’ipotiroidismo congenito.
Generalmente il primo prelievo viene effettuato nei bambini di 2 anni: a questa età, infatti, i bambini cominciano a interagire maggiormente con l’ambiente esterno, aumentando l’esposizione a virus e batteri.
Tipi di Esami del Sangue nei Bambini
Gli esami del sangue a cui possono essere sottoposti i bambini sono diversi, e corrispondono più o meno a quelli degli adulti, anche se non sempre sono necessari e a volte per arrivare alla diagnosi si preferiscono altri passaggi per non sottoporre i piccoli allo stress del prelievo.
Emocromo
È il test più prescritto in tutte le fasce d’età. È il conteggio delle cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine), che consente la valutazione delle loro caratteristiche principali. Può dare numerose informazioni sullo stato di salute del paziente. Va però interpretato correttamente per riconoscere le anomalie, evitando allo stesso tempo inutili allarmismi.
Ad esempio, per quanto riguarda i globuli bianchi, nel neonato i neutrofili sono i più numerosi, mentre da un mese di vita a 6 anni prevalgono i linfociti. A seconda dell’età del bambino cambiano anche i valori di piastrine ed emoglobina.
Esami per il Fegato
Talvolta è utile conoscere lo stato di salute del fegato dei piccoli. Per far questo viene prescritto il controllo delle transaminasi. Sono enzimi localizzati all’interno delle cellule e presenti nel sangue, a bassi livelli.
Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato, ma sono un esame poco specifico. Il loro aumento può essere causato anche da altre malattie non localizzate nel fegato o più frequentemente da un’infezione o dall’assunzione di alcuni farmaci.
È essenziale valutare l’entità e la durata dell’aumento delle transaminasi, che possono essere di 2 tipi: aspartato aminotransferasi (AST o GOT) o alanino aminotransferasi (ALT o GPT). L’aumento dell’ALT è un segno più specifico di danno alle cellule del fegato, rispetto alla AST.
Un altro indicatore importante è la bilirubina, prodotta dalla disgregazione dei globuli rossi. La bilirubina viene trasportata nel fegato dove viene elaborata e poi smaltita.
Se questo organo ha qualche sofferenza oppure se c’è un’ostruzione dei dotti biliari il valore dell’emoglobina nel sangue aumenta. Quando sono particolarmente elevati compare l’ittero, cioè la colorazione giallastra della pelle, molto frequente ad esempio nei neonati.
Indici di Infezione
PCR e PCT sono due esami del sangue particolarmente utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso e adottare la giusta risposta terapeutica. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato.
In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, il livello di PCT (procalcitonina) aumenta leggermente, mentre aumenta nettamente e in poche ore in caso di infezioni batteriche. È dunque un buon indicatore per l’avvio della terapia antibiotica.
Lo stesso vale per la PCR (proteina C reattiva), anche se, a differenza della PCT, il suo valore può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche che per altri tipi di infiammazioni.
Colesterolo e Trigliceridi
Le alterazioni dei valori dei grassi nel sangue, e in particolare l’aumento del colesterolo, sono riconosciuti tra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Sono responsabili della formazione delle cosiddette “placche” di aterosclerosi.
Gli eventi cardiovascolari acuti avvengono in età adulta, ma la scoperta di placche nei bambini con il colesterolo alto ha fatto comprendere la necessità di una diagnosi e di un trattamento precoci.
L’individuazione e il trattamento di bambini/adolescenti con ipercolesterolemia sono in tutto il mondo occidentale uno degli obiettivi chiave dei piani sanitari.
Le alterazioni dei trigliceridi sono abbastanza rare tra i bambini e, in genere, sono collegate ad altre malattie (diabete, epatite, infezioni), all’assunzione di farmaci (cortisonici soprattutto) e obesità.
Esame delle Urine
È un test comunemente prescritto per indagare la presenza di malattie o di infezione dei reni o delle vie urinarie. Idealmente, il campione di urina va raccolto durante la parte intermedia della minzione, per evitare la contaminazione con cellule e batteri presenti sulle vie urinarie esterne.
La raccolta del campione non costituisce un problema nei bambini che fanno già la pipì nel vasino o nel water, mentre è più difficile, anche se non impossibile, nei bambini che portano il pannolino.
In commercio esistono dei sacchettini di plastica che aderiscono ai genitali sia maschili che femminili. Con tanta pazienza bisogna aspettare che il piccolo urini e cercare di mantenere il campione il più sterile possibile.
Una volta arrivate in laboratorio, le urine raccolte vengono divise in funzione degli esami richiesti. Dopo una prima analisi ad occhio nudo, il laboratorio esegue un esame fisico-chimico.
Si valutano peso specifico (la concentrazione), acidità, leucociti (che possono essere indicativi di infezione urinaria), corpi chetonici, bilirubina, proitenuria, glucosio e creatinina.
Prove Allergiche
Si tratta di un problema quasi quotidiano per il pediatra. Una diagnosi corretta può essere molto vantaggiosa per il bambino perché permette di eliminare l’allergene ad esempio dalla dieta oppure di definire una terapia adeguata. Sono tre gli esami consigliati.
- Skin Prick Test (SPT): è un esame cutaneo che viene eseguito a livello ambulatoriale da personale sanitario. Potrebbe risultare fastidioso per il piccolo perché la pelle viene graffiata, ma non doloroso. Dopo 15 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene posizionato sulla pelle. Se compare un ponfo pruriginoso la diagnosi può essere posta.
- RAST (Radio Allergo Sorben Test): è invece un esame eseguito attraverso un comune prelievo di sangue, attraverso il quale il medico potrà avere conferma dello stato di sensibilizzazione allergica ipotizzata.
- TPO (Test di Provocazione Orale): è il metodo più affidabile per confermare la diagnosi di allergia alimentare. Consiste nella somministrazione diretta dell’alimento sospetto. Si svolge necessariamente in ospedale sotto la costante supervisione di personale medico e infermieristico pronto ad intervenire in caso di reazione.
Esami Prevaccinali
“Prima di eseguire le vaccinazioni di routine - dicono gli esperti dell’ospedale pediatrico - non è necessario effettuare alcun esame diagnostico”. Non esistono infatti al momento test capaci di prevenire il rischio di reazioni avverse, per cui “l’esecuzione di esami di laboratorio per individuare persone a rischio di sviluppare effetti collaterali da vaccini è inutile”.
Solo in casi molto particolari, che vengono gestiti in ospedale, possono essere utili test allergologici preliminari per scongiurare reazioni allergiche gravi che, sempre secondo gli esperti, sono comunque “rarissime”.
Come Affrontare gli Esami Serenamente
La prima cosa da fare è tranquillizzare… noi stesse! I nostri figli, a qualsiasi età, sono come delle spugne e assorbono qualunque sensazione proviamo. Quindi, se noi per prime siamo agitate all’idea di un prelievo di sangue state certe che loro lo saranno più di noi.
Paradossalmente più piccoli sono, più è semplice affrontare gli esami perché in fondo non sanno quello che li aspetta. Quando crescono invece è meglio non riservare brutte sorprese, ma prepararli almeno qualche giorno prima.
Il prelievo di sangue è una procedura di routine sicura e veloce. La maggior parte dei bambini avverte solo una sensazione minima e transitoria, come un leggero pizzico o un leggero fastidio che scompare subito dopo il prelievo.
Quando si prepara un bambino di 2-5 anni a un prelievo di sangue, l'obiettivo primario è ridurre la sua ansia e le possibili reazioni negative.
È bene che i genitori informino e preparino all'esame il proprio figlio con semplicità. L’elemento fondamentale per ridurre la paura del dolore che il bambino può avvertire prima della procedura è l’essere sinceri.
Bisogna informare il bambino in cosa consiste la procedura e perché è importante fare l’esame. Le tecniche di distrazione e rilassamento sono molto importanti perché permettono al bambino di distaccarsi mentalmente non solo dal dolore fisico, che è comunque minimo, ma soprattutto dall'ansia e dalla paura della procedura.
Nel neonato e nel lattante, la principale distrazione è data dal contatto fisico e dall'allattamento o dalla somministrazione di una soluzione zuccherata.
Se un bambino si divincola e piange, significa che ha troppa paura di essere sottoposto alla procedura. È necessario quindi distrarlo in vari modi, ma se non c'è verso di calmarlo, è opportuno effettuare il prelievo in un secondo momento.
Spiegate che starete accanto a loro per tutto il tempo del prelievo, portate con voi un libro o un giocattolo o, se proprio pensate che non funzioni altro, usate i cartoni animati sullo smartphone, che in genere hanno una forte presa per distrarre.
Un altro aspetto importante è l'applicazione di una crema contenente anestetico nel punto dove verrà eseguito il prelievo di sangue. Saranno gli stessi infermieri a decidere dove applicare la crema, dopo aver valutato lo stato delle vene del bambino.
Soprattutto per i bambini che possono aver necessità di effettuare più volte gli esami del sangue o in cui si suppone una scarsa collaborazione, la crema deve essere applicata in anticipo.
I più piccoli possono aver bisogno di essere subito consolati. Ascoltare il bambino dopo la procedura è importante, al fine di attenuare l’ansia accumulata prima e durante la procedura.
Infine, dopo il prelievo, è sempre utile premiare il coraggio del bambino con un piccolo gesto: una colazione speciale, una coccola in più o un'attività piacevole programmata subito dopo l'esame.
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