Ecografia alla 18ª Settimana di Gravidanza: Cosa Si Vede

L'ecografia alla diciottesima settimana di gravidanza rappresenta un momento cruciale per monitorare lo sviluppo del feto e assicurarsi che la gestazione proceda nel modo corretto. Scopri l’importanza delle ecografie in gravidanza e come questi esami diagnostici aiutano a monitorare lo sviluppo del tuo bambino: dalle ecografie obbligatorie a quelle facoltative, leggi tutto quello che c’è da sapere per vivere una gravidanza più sicura e serena.

Cosa è l'Ecografia alla Diciottesima Settimana?

Un'ecografia alla diciottesima settimana di gravidanza è un esame diagnostico non invasivo che utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini del feto all'interno dell'utero materno. Queste immagini permettono al medico di valutare diversi aspetti dello sviluppo fetale, dalla sua anatomia agli indicatori di benessere generale. È importante sottolineare che, sebbene possa essere considerata una "morfologica precoce", non è sostitutiva dell'ecografia morfologica standard eseguita successivamente.

Perché Effettuare un'Ecografia a 18 Settimane?

Ci sono diverse ragioni per cui un'ecografia può essere raccomandata a 18 settimane di gestazione:

  • Datazione precisa della gravidanza: Se la datazione basata sull'ultimo ciclo mestruale è incerta, un'ecografia può aiutare a determinare l'età gestazionale con maggiore precisione.
  • Valutazione della crescita fetale: L'ecografia permette di misurare diverse parti del corpo del feto (come la circonferenza cranica, la lunghezza del femore, il diametro biparietale) per valutare se la crescita rientra nei parametri normali.
  • Identificazione di gravidanze multiple: Se non è stata ancora effettuata un'ecografia, questa può confermare la presenza di gemelli o altri multipli.
  • Esclusione di alcune anomalie strutturali maggiori: Anche se un'analisi completa è più accurata nelle settimane successive, alcune anomalie strutturali evidenti possono essere identificate precocemente.
  • Valutazione della placenta e del liquido amniotico: L'ecografia permette di controllare la posizione della placenta e la quantità di liquido amniotico, elementi essenziali per il benessere fetale.
  • Richiesta specifica del medico: In alcuni casi, il medico può richiedere un'ecografia a 18 settimane per monitorare una condizione specifica o per rispondere a un dubbio clinico.

Cosa Si Vede Durante l'Ecografia?

Durante l'ecografia alla diciottesima settimana, il medico cercherà di visualizzare e valutare diverse strutture anatomiche. La chiarezza delle immagini dipende dalla posizione del feto, dalla quantità di liquido amniotico e dalla costituzione fisica della madre. Ecco alcuni degli elementi che vengono solitamente esaminati:

Anatomia Fetale

  • Cervello: Si verifica la presenza delle principali strutture cerebrali e si escludono anomalie evidenti.
  • Colonna vertebrale: Si controlla l'integrità della colonna vertebrale, cercando segni di spina bifida o altre malformazioni.
  • Cuore: Si visualizza il cuore e si verifica la presenza delle quattro camere cardiache. Un'analisi più approfondita della funzionalità cardiaca verrà effettuata durante l'ecografia morfologica.
  • Stomaco e reni: Si controlla la presenza e la posizione di questi organi.
  • Vescica: Si verifica che la vescica si riempia e si svuoti correttamente.
  • Arti: Si controlla la presenza e la lunghezza delle ossa lunghe degli arti (femore, omero, tibia, ulna, radio).
  • Volto: Si possono visualizzare i tratti del viso, anche se la visualizzazione completa è migliore nelle settimane successive.

Biometria Fetale

Si effettuano misurazioni precise delle seguenti strutture per valutare la crescita fetale:

  • Diametro biparietale (BPD): Distanza tra le ossa parietali del cranio.
  • Circonferenza cranica (HC): Misura della circonferenza della testa.
  • Circonferenza addominale (AC): Misura della circonferenza dell'addome.
  • Lunghezza del femore (FL): Misura dell'osso più lungo della gamba.

Questi valori vengono confrontati con le curve di crescita standard per l'età gestazionale, per verificare che il feto stia crescendo in modo adeguato.

Placenta e Liquido Amniotico

  • Posizione della placenta: Si verifica che la placenta non sia posizionata troppo vicino al collo dell'utero (placenta previa).
  • Quantità di liquido amniotico: Si valuta se la quantità di liquido amniotico è adeguata. Una quantità eccessiva (polidramnios) o insufficiente (oligoidramnios) può essere indicativa di problemi.

Cosa Non Si Vede a 18 Settimane?

È importante essere consapevoli che un'ecografia a 18 settimane ha dei limiti. Alcune strutture anatomiche sono ancora troppo piccole per essere visualizzate con precisione, e alcune anomalie potrebbero non essere ancora evidenti. Per questo motivo, l'ecografia morfologica, eseguita tra la 19ª e la 21ª settimana, è considerata più accurata per l'identificazione di anomalie strutturali. In particolare, la visualizzazione dettagliata del cuore e di altri organi interni è spesso migliore nelle settimane successive.

Come Prepararsi all'Ecografia

In genere, non è necessaria una preparazione particolare per un'ecografia a 18 settimane. Potrebbe essere utile bere un bicchiere d'acqua circa un'ora prima dell'esame per riempire la vescica, il che può migliorare la visualizzazione dell'utero e del feto. Tuttavia, è sempre consigliabile seguire le istruzioni specifiche fornite dal centro diagnostico.

Cosa Aspettarsi Durante l'Esame

L'ecografia viene eseguita da un medico specialista (ginecologo o radiologo) o da un tecnico ecografista. La madre si sdraia su un lettino e viene applicato un gel sull'addome per facilitare la trasmissione delle onde sonore. Il medico muove una sonda sull'addome per ottenere immagini del feto da diverse angolazioni. L'esame dura solitamente dai 20 ai 30 minuti. Durante l'esame, il medico può spiegare cosa sta visualizzando e rispondere alle domande della madre. In molti centri, è possibile anche vedere le immagini su uno schermo e ricevere delle stampe o un file digitale da portare a casa.

Risultati dell'Ecografia

Dopo l'esame, il medico fornirà un referto con i risultati dell'ecografia. Se vengono riscontrate anomalie, il medico spiegherà la situazione e indicherà i passi successivi da intraprendere, che potrebbero includere ulteriori esami diagnostici (come un'ecografia più dettagliata, un'amniocentesi o una consulenza genetica) o un monitoraggio più frequente della gravidanza.

L'Importanza del Counseling Genetico

Indipendentemente dai risultati dell'ecografia, è importante considerare la possibilità di un counseling genetico. Il counseling genetico è un processo informativo e di supporto che aiuta le coppie a comprendere i rischi di anomalie genetiche e le opzioni disponibili per la diagnosi prenatale. Un consulente genetico può valutare la storia familiare della coppia, spiegare i risultati degli esami diagnostici e fornire informazioni sulle implicazioni delle diverse scelte.

Ecografia 3D e 4D

Oltre all'ecografia bidimensionale (2D) standard, esistono anche ecografie tridimensionali (3D) e quadridimensionali (4D). L'ecografia 3D fornisce immagini statiche del feto in tre dimensioni, mentre l'ecografia 4D mostra immagini in movimento in tempo reale. Queste ecografie possono essere utili per visualizzare meglio alcune anomalie strutturali, ma sono principalmente utilizzate per scopi non diagnostici, come la creazione di immagini ricordo del feto. È importante sottolineare che le ecografie 3D e 4D non sostituiscono l'ecografia 2D standard per la valutazione della salute fetale.

Aspetti Emotivi dell'Ecografia

L'ecografia è spesso un momento emozionante per i futuri genitori, che hanno la possibilità di vedere il loro bambino per la prima volta. Tuttavia, è importante essere preparati anche alla possibilità di ricevere notizie inaspettate o preoccupanti. Se vengono riscontrate anomalie, è fondamentale avere un supporto adeguato da parte del medico, del consulente genetico e dei propri cari. Parlare apertamente delle proprie emozioni e preoccupazioni può aiutare ad affrontare meglio la situazione.

Ecografie Gestazionali: Cosa Sapere

Le ecografie ostetriche, o prenatali, sono considerate lo strumento diagnostico più efficace e sicuro per la gravidanza proprio perché sfruttano gli ultrasuoni, innocui sia per il feto che la madre, a differenza delle tecniche basate sulle radiazioni ionizzanti. Le ecografie durante la gravidanza servono a monitorare lo sviluppo e il benessere del bambino durante la gestazione, offrendo informazioni cruciali sulla salute del nascituro e della donna.

Le ecografie fetali possono essere eseguite in due modalità:

  • ecografie transvaginali (o interne), indicate principalmente nelle prime fasi della gravidanza, quando il feto è ancora troppo piccolo per essere visibile dall’esterno;
  • ecografie addominali (o esterne), solitamente eseguite a partire all’incirca dall’11ª settimana, con una sonda passata direttamente sull’addome della madre.

Secondo le linee guida italiane, si raccomandano almeno 3 ecografie obbligatorie durante una gravidanza fisiologica, garantite dal Servizio Sanitario Nazionale:

  • ecografia ostetrica nel primo trimestre (generalmente tra l’11ª e la 13ª settimana);
  • ecografia morfologica nel secondo trimestre (tra la 20ª e la 22ª settimana);
  • ecografia biometrica nel terzo trimestre (tra la 30ª e la 34ª settimana).

Oltre a quelle più importanti sopra citate, possono essere necessarie ulteriori ecografie di controllo su indicazione del medico, in base alle condizioni specifiche della madre o del feto, ad esempio in caso di gravidanze gemellari o se si sospettano delle complicazioni.

Infine, le ecografie possono essere classificate in due livelli di approfondimento:

  • eco di primo livello: includono le ecografie standard, ossia quelle eseguite in tutte le gravidanze per confermare la vitalità del feto e monitorarne la crescita;
  • eco di secondo livello: si tratta di ecografie ostetriche più dettagliate, generalmente impiegate per indagare eventuali malformazioni o anomalie strutturali.

Quali ecografie fare nel primo trimestre

  • Ecografia di datazione (6ª - 8ª settimana): conferma la gravidanza, localizza il sacco gestazionale, determina l’età gestazionale e verifica il battito cardiaco;
  • Ecografia genetica (11ª - 13ª settimana): misura la translucenza nucale e stima il rischio di anomalie cromosomiche, come la trisomia 21 o 18.

La prima ecografia della gravidanza, spesso chiamata anche ecografia di datazione, viene solitamente eseguita tra la 6ª e l’8ª settimana: si tratta di una ecografia transvaginale che permette di osservare l’embrione in uno stadio molto precoce. Gli obiettivi principali sono confermare l’effettiva presenza della gravidanza, determinare la sede del sacco gestazionale (intra o extra uterina) e il numero di embrioni presenti. Inoltre, l’ecografia di datazione consente di misurare il battito cardiaco del feto e di stabilire con precisione l’età gestazionale, prevedendo la data presunta del parto.

Tra l’11ª e la 13ª settimana si può effettuare una seconda ecografia: lo scopo principale di questo esame è misurare lo spessore della translucenza nucale, una piccola raccolta di liquido dietro il collo del feto. Associata al test prenatale, questa ecografia consente di stimare il rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down o di Edwards.

Quali ecografie fare nel secondo trimestre

  • Ecografia morfologica (20ª - 22ª settimana): valuta la crescita del bambino, individua eventuali malformazioni e monitora lo sviluppo degli organi;
  • Eventuale ecografia 3D o 4D (23ª - 29ª settimana): può essere richiesta per una visualizzazione tridimensionale più dettagliata o in tempo reale del nascituro.

L’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza è l’eco morfologica, richiesta generalmente tra la 20ª e la 22ª settimana di gestazione. Eseguita tramite sonda esterna, la morfologica è cruciale per valutare lo sviluppo anatomico del bambino e verificare la presenza di malformazioni congenite. Durante questa ecografia vengono esaminati il cervello, il cuore, i reni, la colonna vertebrale e gli arti del feto, oltre ad essere misurate le circonferenze della testa e dell’addome e la lunghezza del femore.

In alcuni casi può essere eseguita un’ecografia 3D o 4D: l’eco 3D fornisce delle immagini statiche del nascituro in tre dimensioni, consentendo una visualizzazione più dettagliata delle strutture anatomiche, mentre l’eco 4D mostra immagini in movimento e in tempo reale.

L'ecografia morfologica

Le quattro camere cardiache L’ecografia morfologica viene eseguita dalla ventesima alla ventitreesima settimana di gestazione ed è, assieme all’ecografia del primo trimestre, il controllo più importante e complesso di tutta la gravidanza. Questa ecografia viene detta morfologica appunto perché è destinata a studiare la morfologia del feto per escludere, o accertare, la presenza di malformazioni. La si esegue in questo periodo specifico per due ragioni:

  • Il feto è nelle migliori condizioni per essere studiato, in quanto il rapporto fra le dimensioni del feto e la quantità di liquido amniotico è ottimale
  • Dopo tale epoca la Legge non permette l’interruzione della gravidanza anche se il feto è affetto da gravi malformazioni.

Le quattro camere cardiache L’ecografia morfologica a fini puramente conoscitivi può essere eseguita anche più tardivamente ed è comunque utile. Qualora infatti si identificassero patologie malformative potrebbe risultare determinante fare nascere il bambino in strutture particolarmente attrezzate allo scopo. È ben noto infatti che le prime ore di vita e le prime cure sono spesso determinanti per il destino del bambino. Si segnala però che con l’avanzare della gestazione (dopo le 26 settimane) il feto si esplora con sempre maggiore difficoltà.

In alcuni casi selezionati, può essere utile eseguire l’esame morfologico tra 16 e 18 settimane (pre-morfologica). Tale indagine non sostituisce l’ecografia morfologica, ma in casi ad alto rischio malformativo (ad esempio precedente nato con anomalia) fare una valutazione precoce dell’anatomia fetale può servire ad anticipare i tempi della diagnosi. Ciò consente alla coppia di approfondire il quadro diagnostico con eventuali esami genetici, i quali richiedono sempre dei tempi più o meno lunghi.

Il riscontro di anomalie strutturali del feto all’ecografia morfologica ci può, inoltre, indirizzare all’esecuzione di esami genetici specifici, mirati a confermare o escludere la presenza di specifiche sindromi. Le malattie genetiche infatti spesso sfuggono ai normali test di screening delle aneuploidie e talvolta danno segno di se’ attraverso malformazioni più o meno gravi del feto. In questi casi è utile una consulenza genetica, che indirizzi la coppia ad effettuare indagini specifiche per arrivare alla diagnosi corretta (cariotipo fetale, array-CGH, DNA fetale su sangue materno, esami genetici).

L’ecografia morfologica prevede la valutazione delle dimensioni del feto (biometria fetale), dell’impianto e della struttura della placenta, della quantità di liquido amniotico, del collo dell’utero, ma fornisce soprattutto uno studio analitico di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto.

L’ecografista osserva il feto con la maggiore attenzione possibile, visualizzando di norma i seguenti organi interni:

  • Cervello con misurazione dei ventricoli laterali, del cervelletto e della cisterna magna
  • Ventricolo cerebrale laterale Sezioni 3D del cervello con tecnica TUI
  • Cervelletto e cisterna magna faccia con osservazione del profilo, delle labbra e delle lenti del cristallino oculare
  • Flusso del sangue nell’arteria pericallosa colonna vertebrale in sezione longitudinale e trasversale
  • torace con osservazione del parenchima polmonare e della posizione del cuore
  • cuore con studio delle 4 camere cardiache, dell’arco aortico, dell’emergenza dei grossi vasi (assi lunghi), della sezione 3 vasi, della frequenza e ritmicità del battito cardiaco fetale. Viene inoltre esaminato il flusso del sangue con il color doppler che consente di individuare con più facilità eventuali difetti interventricolari o di riempimento. Nel caso in cui si riscontrano anomalie o vi sono dei dubbi è opportuno ricorrere all’ecocardiografia fetale, che è lo studio ancora più approfondito del cuore fetale eseguito da un ecografista dotato di particolare esperienza nella cardiologia fetale.
  • diaframma, per accertarne l’integrità, anche se i piccoli difetti a volte possono essere manifesti solo in epoche tardive
  • addome con controllo della chiusura della parete e studio degli organi interni quali lo stomaco, la colecisti, il fegato e l’intestino
  • apparato genito-urinario, con visualizzazione dei reni, della vescica e dei genitali esterni
  • Visione di torace ed addome cordone ombelicale con la visualizzazione dei tre vasi che lo compongono e l’inserzione in addome ed in placenta
  • arti superiori ed inferiori con visualizzazione delle ossa lunghe, dell’asse delle mani e dei piedi, della dita delle mani Visione arto superiore e mano indicatori di rischio (markers) di cromosomopatie, che sono dei segni ecografici a carico di vari organi che possono indicare un aumento del rischio di anomalie dei cromosomi fetali. Il significato di tali marcatori è stato valutato in diversi studi ed è possibile fare una valutazione statistica del rischio ad essi associato.
  • nel corso dell’esame è nostra abitudine effettuare anche lo studio della morfologia dell’onda sanguigna nell’arteria uterina materna, indicatore precoce sia di disfunzione placentare con susseguente difetto di crescita intrauterina del feto, sia di forme precoci di gestosi.
  • Flussimetria dell’arteria uterina Misurazione della cervice uterina

Come facilmente si può comprendere tale esame dipende in misura quasi totale dall’esperienza e dalla capacità dell’operatore unitamente all’impiego di un ecografo di qualità elevatissima. Nonostante ciò non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale. Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata.

Nel nostro Centro vengono utilizzati ecografi della General Electric, di ultimissima generazione e dotati di 3D e 4D, che sono considerati i migliori in assoluto per l’impiego nel settore ostetrico-ginecologico. Il tuo bambino nella 18° settimana di gravidanza avrà una dimensione compresa tra 12,5 e 14 cm, quindi grande quanto un fagiolo rampicante. Questo lo rende esattamente della stessa dimensione della placenta che gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno. Alla 18° settimana di gravidanza il peso del feto sarà di circa 145 grammi e ora il suo sviluppo accelera davvero perché deve diventare molto più grande e aumentare di peso.

Sia la placenta che il cordone ombelicale si sono adattati in modo da poter soddisfare il maggiore fabbisogno di nutrienti del tuo bambino durante questa fase di rapida crescita nella 18° settimana di gravidanza.

Durante l’ecografia delle prime sei settimane, di solito, non è possibile riconoscere nell’utero molto di più rispetto ad un piccolo “nocciolo” di forma non ancora assimilabile a quella di un bambino. Con l’ecografia delle prime 12 settimane risulta invece decisamente più agevole riconoscere all’interno della sacca uterina una sagoma ben più simile alla struttura fisica definitiva del bambino.

Settimana di gravidanza Dimensione del feto Peso del feto
18ª settimana 12,5 - 14 cm Circa 145 grammi

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