Lo xantelasma è una condizione cutanea caratterizzata dalla presenza di protuberanze grasse di colore giallastro sotto la pelle. In particolare, gli xantelasmi palpebrali sono accumuli di grasso che si formano negli occhi intorno alla palpebra.
Che cos’è lo Xantelasma?
Lo xantelasma è una lesione cutanea, dal caratteristico colore giallo chiaro, e dalla forma nodulare o appiattita. Si tratta di una lesione assolutamente benigna, con forma e dimensioni variabili.
È molto ben distinguibile, oltre che per la netta delimitazione, anche per la colorazione diversa rispetto alla cute della palpebra. Uno xantelasma è un'antiestetica lesione papulosa o nodulare di colore giallognolo-biancastro, che insorge a livello delle palpebre e/o nelle aree cutanee circostanti. Queste piccole escrescenze sono formate da depositi di materiale lipidico in sede sottocutanea.
Aspetto degli Xantelasmi
Gli xantelasmi hanno l'aspetto di una morbida placca piana e rotondeggiante, nettamente delimitata sotto la pelle; possono presentarsi su una o entrambe le palpebre, in particolare in corrispondenza dell'angolo interno di quelle superiori, nella zona più vicina al naso (canto interno).
Perché si formano gli Xantelasmi?
Gli xantelasmi (o xantomi cutanei) sono neoformazioni benigne della pelle che si presentano come macchie di colore giallo-biancastro a livello delle palpebre superiori e inferiori. Spesso inizialmente localizzati nella parte interna della palpebra possono poi espandersi a tutta la sua superficie. Il loro numero, forma e dimensioni possono aumentare nel tempo senza mai scomparire.
La loro presenza è legata a una predisposizione della persona al deposito di grasso (colesterolo) a livello del derma della pelle delle palpebre. Questo “stravaso” di lipidi conferisce il tipico colore giallo alla pelle della palpebra.
L’eziologia dello xantelasma relativa ad un’alimentazione scorretta, ricca di grassi, è ancora oggetto di dibattito. Lo xantelasma si associa nel 50% dei casi a dislipidemie. Gli xantelasmi, inoltre, possono essere indicatori della presenza di patologie, alcune anche gravi, come la cirrosi epatica.
Non sempre i pazienti con Xantelasmi hanno livelli di colesterolo elevati nel sangue. In altri frangenti, gli xantomi possono essere segnale di patologie quali: ipotiroidismo, cirrosi biliare primitiva, diabete, ipercolesterolemia familiare, pancreatite e tumori.
Fattori di Rischio
- Iperlipidemia
- Colesterolo LDL alto
- Colesterolo HDL basso
- Trigliceridi alti
- Fattori genetici
- Diabete
- Ipotiroidismo
- Alcolismo
- Sindrome nefrosica
- Obesità
- Dieta ricca di grassi
- Età
- Stile di vita sedentario
Chi è più predisposto?
Gli Xantelasmi si presentano più di frequente nelle donne che negli uomini, soprattutto dopo i quaranta anni. Le persone predisposte sono:
- Persone con iperlipidemia.
- Individui con storia familiare di xantelasma.
- Soggetti con malattie metaboliche.
- Pazienti con malattie epatiche.
- Diabetici.
- Soggetti con ipotiroidismo.
- Pazienti con sindrome nefrosica.
- Obesi.
- Persone con dieta ricca di grassi.
- Anziani.
Sintomi degli Xantelasmi
Gli Xantelasmi non presentano alcuna sintomatologia e costituiscono esclusivamente un problema di natura estetica. Il paziente può essere allarmato dal fatto che talvolta queste lesioni compaiono in breve tempo e crescono diventando anche molto grandi.
In alcuni casi gli xantelasmi possono essere anche molto grandi. Il paziente, in questo caso, può allarmarsi, ma queste formazioni difficilmente sono in grado di modificare la dinamica palpebrale in modo significativo.
Diagnosi degli Xantelasmi
Il medico riesce ad effettuare la diagnosi in maniera abbastanza rapida, esaminando la pelle palpebrale e verificando la presenza di depositi di grasso intorno agli occhi. È importante la diagnosi differenziale per evitare autodiagnosi.
Quando richiedere la rimozione degli Xantelasmi
Le persone richiedono solitamente di asportare gli Xantelasmi quando:
- Quando gli xantelasmi aumentano di dimensione, diventando esteticamente vistosi e fastidiosi per il paziente.
- Quando le lesioni confluiscono tra loro, creando intumescenze al margine che possono modificare la dinamica palpebrale.
- Nei casi di pazienti donne che non riescono più a mascherare le lesioni con il make up.
- Nei casi in cui si determini un disagio psichico e di interazione sociale.
Tecniche di Rimozione degli Xantelasmi
Gli xantelasmi palpebrali sono accumuli di grasso che si formano negli occhi intorno alla palpebra. Si possono eliminare in diversi modi a seconda delle dimensioni: quelli più grandi tramite intervento chirurgico, mentre quelli di lieve entità attraverso trattamenti laser.
Tecnica Laser
E` la tecnica più utilizzata. Il laser agisce sulla superficie della pelle vaporizzando man mano gli strati più profondi fino ad eliminare completamente il deposito di grasso e colesterolo che costituisce lo xantelasma. La luce e l’energia del laser sono veicolati attraverso una fibra ottica che emette un raggio estremamente sottile e preciso.
In questo modo si può agire sul piano del derma superficiale senza comprometterne gli strati profondi con estrema precisione. Il laser ha un’azione diretta e selettiva sullo xantelasma senza danneggiare i tessuti circostanti. L’intervento è svolto con una piccola anestesia locale e non c’è bisogno di applicare alcun punto di sutura. La pelle guarisce spontaneamente nel giro di alcuni giorni.
E` necessario applicare localmente una pomata antibiotica oftalmica per qualche giorno e al termine della seduta, il paziente può tornare a casa e alle proprie attività senza necessità di bendaggi o medicazioni.
Tecnica Chirurgica
L’intervento chirurgico di asportazione degli xantelasmi è effettuato in anestesia locale attraverso l’escissione con il bisturi della parte di pelle interessata dalla patologia. Dopo la procedura, si applicano dei sottili punti di sutura, che saranno rimossi dopo circa una settimana. Nel giro di qualche mese la cicatrice non sarà quasi più visibile.
Lo svolgimento di tale intervento è però limitato dall’estensione degli xantelasmi stessi. Questa tecnica è utilizzata per la palpebra superiore mentre difficilmente è applicabile agli xantelasmi della palpebra inferiore soprattutto se di grandi dimensioni. In questo caso, infatti, la tecnica chirurgica potrebbe dare delle retrazioni della pelle che porterebbero ad esporre troppo la cornea (ectropoion palpebrale).
Le recidive di xantelasma sono frequenti e questo comporta ulteriori limitazioni all’approccio chirurgico in quanto sono sconsigliate ripetute resezioni palpebrali.
Chirurgia non Ablativa
Per eseguire l’intervento di chirurgia non ablativa, non serve applicare creme anestetiche. La parte trattata deve essere detersa delicatamente dopo ogni passaggio di Plexr. Non si avrà mai sanguinamento e quindi nessun tipo di cicatrice. Oggi, infatti, grazie alla chirurgia al Plasma, l’intervento è semplificato al massimo.
Non è necessario anestetizzare la parte, non si causa arrossamento della palpebra, non si avrà mai sanguinamento e, particolare non trascurabile, non si deve applicare alcun tipo di medicazione, tranne l'utilizzo di un collirio a base di benzalconio al solo scopo di disinfettare la parte.
Il paziente dovrà lavarsi come sempre, asciugare la parte tamponando con un fazzoletto di cotone, avendo l'accortezza di non strofinare. La parte trattata apparirà come se avessimo usato una matita per trucco a coprire il giallo dello xantelasma.
Appena terminato il trattamento, il paziente potrà riprendere la propria attività senza alcun tipo di problema, fatta eccezione di un lieve rossore dovuto al passaggio del cotone utilizzato per rimuovere i depositi carboniosi, che scomparirà dopo alcune ore.
Dopo la rimozione degli Xantelasmi
Dopo l’asportazione degli xantelasmi con il laser si utilizza solamente una pomata antibiotica che dovrà essere messa anche dal paziente più 2/3 volte al giorno per i primi giorni. Non c’è la necessità di mettere bendaggi.
Dopo la chirurgia la palpebra sarà gonfia e l’occhio dovrà essere bendato e medicato per qualche giorno fino alla rimozione dei punti di sutura.
In linea di massima, quindi, le cure successive al trattamento non richiedono particolari accorgimenti, se non l’uso di una pomata antibiotica per qualche giorno e poi uno schermo solare SPF 100+. E` importante non esporre la pelle al sole e, pertanto, si sconsiglia di asportare gli xantelasmi nel periodo estivo.
Risultati
L’asportazione degli xantelasmi da solitamente risultati buoni e duraturi, ma bisogna tener presente che in alcuni casi gli xantelasmi possono ripresentarsi.
L’effetto del trattamento sarà visibile dopo circa una settimana, poiché bisogna attendere la guarigione della pelle.
Effetti collaterali
Dopo la rimozione degli xantelasmi è normale che nella parte trattata compaia gonfiore e arrossamento che potranno durare per qualche giorno accompagnati anche da un leggero fastidio. L’uso di crema antibiotica oftalmica da applicare più volte al giorno per qualche giorno allevierà questi sintomi.
Il paziente deve assolutamente proteggere la pelle operata dopo il trattamento fino al ritorno alla normalità per evitare discromie cutanee della parte. In alcuni casi possono comunque permanere lievi discromie (macchie chiare/scure) in base alla profondità del trattamento e al tipo di cute del paziente.
Controindicazioni
L’asportazione degli xantelasmi è controindicata in gravidanza e durante l’allattamento. I pazienti diabetici, con malattie autoimmuni o che assumono terapie con anti-coagulanti devono essere valutati insieme allo specialista per procedere in tranquillità e sicurezza.
Domande frequenti
Ecco alcune domande frequenti riguardo agli xantelasmi:
- Gli xantelasmi hanno la tendenza ad aumentare di dimensioni nel corso del tempo ma non sono in sé pericolosi.
- E` consigliabile utilizzare per qualche giorno gli occhiali al posto delle lenti.
- Sì, gli xantelasmi hanno tendenza a recidivare.
- Sì, dopo che le crosticine saranno cadute, la pelle sarà più chiara e riprenderà il suo colore naturale poco alla volta. In sede di escissione possono restare aree più chiare o più scure, a seconda del tipo di pelle del paziente. E` sempre necessario medicare la ferita subito dopo l’intervento, anche laser, e applicare poi uno schermo solare.
- Gli xantelasmi possono purtroppo riformarsi.
- La formazione degli xantelasmi dipende da una predisposizione genetica e quindi non c’è una cura preventiva.
- Potrebbe, ma essendo sulle palpebre, sarà verosimilmente quasi invisibile.
Prevenzione dello Xantelasma
Data la derivazione non dimostrata da disturbi metabolici, l’unica prassi per questo tipo di condizione è quella di prevenire possibili patologie sottostanti. Un’alimentazione con un contributo di grassi bilanciato è senz’altro da preferire.
Una dieta equilibrata può influire in maniera positiva sulla prevenzione degli xantelasmi palpebrali, poiché si andrà a correggere il metabolismo. Il consiglio? Ridurre il consumo di zuccheri e di grassi di origine animale, evitare l’alcol e aumentare l’apporto di fibre.
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