Vitamina D e Colesterolo: Una Stretta Correlazione

Tra vitamina D e colesterolo esiste uno stretto legame. Per questo motivo, sole e vitamina D sono alleati contro il colesterolo alto. Non si tratta solo di un’ipotesi: studi scientifici suggeriscono che potrebbe bastare l’esposizione al sole per combattere l’ipercolesterolemia.

Cos'è l'Ipercolesterolemia?

Il colesterolo alto è un fattore di rischio determinante per le malattie che interessano cuore e arterie, specialmente le coronarie, ovvero quei grandi vasi sanguigni che portano il sangue al muscolo cardiaco. È ormai risaputo, infatti, quanto sia pericoloso l’accumulo del colesterolo in eccesso sulle pareti di queste arterie, con il conseguente insorgere di placche aterosclerotiche. Il colesterolo alto è un fattore di rischio per le malattie delle arterie che portano il sangue al cuore, le coronarie.

Il Legame tra Vitamina D e Colesterolo

Uno studio pubblicato sull’Indian Journal of Endocrinology and Metabolism dimostra chiaramente il legame tra vitamina D e colesterolo. Gli autori hanno misurato vitamina D e colesterolo nei 150 partecipanti, divisi in 2 gruppi in base alle concentrazioni iniziali di vitamina D. Viceversa, una carenza di sole può aumentare il colesterolo favorendo la sua sintesi anziché quella di vitamina D.

Riuscire a sfruttare il legame virtuoso tra colesterolo e vitamina D3 costituisce un utile rimedio all’accumulo di LDL in eccesso: l’esposizione al sole e la conseguente produzione di vitamina D rappresentano un modo per tenere il colesterolo sotto controllo e prevenire malattie cardiovascolari. Ma non è tutto: nuovi dati e nuove sperimentazioni in ambito specialistico stanno studiando la correlazione diretta tra livelli ottimali di vitamina D3 e protezione dai disturbi legati all’apparato cardio-circolatorio, come infarti, ictus, angina pectoris, trombi e trombosi.

Interessante anche la correlazione tra livelli di vitamina D3 bassi e stati depressivi. La vitamina D, infatti, stimola la produzione di serotonina, e dopamina, gli ormoni della felicità e benessere psicofisico.

Vitamina D3 e Colesterolo: Ricercatori e medici scientifici hanno effettuato una analisi trasversale e longitudinale per valutare il rapporto tra 25 (OH) D e i lipidi nel sangue. A partire da 4.06 milioni di cartelle cliniche registrate che hanno incluso test per il 25(OH)D e il quadro lipidico tra il 2009 e il 2011. 107. 811 pazienti registrati avevano contemporaneamente due o più test per 25(OH)D, il quadro lipidico e test del glucosio da quattro e 26 settimane di distanza. Pazienti con concentrazioni <20 ng/mL di 25(OH)D sono stati considerati vitamina D carente mentre quelli con livelli >30 ng / mL sono stati considerati avere livelli ottimali. Inoltre, i livelli di colesterolo LDL e i livelli di trigliceridi erano 4,5 mg/dL e 7,5 mg/dL più bassi tra i pazienti con livelli ottimali di vitamina D, mentre i livelli di colesterolo HDL era più alto di 4,8 mg/dL.

Partendo dalla sintesi endogena di Colesterolo insieme all’integrazione di Vitamina D3 e Vitamina A il nostro corpo produce ormoni importanti come Testosterone, Dhea, Progesterone, Serotonina ecc. La Vitamina D3 svolge un importante ruolo nella formazione e nel rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario.

La carenza di vitamina D3, infatti, potrebbe ostacolare il buon funzionamento del sistema immunitario portando alla comparsa di malattie legate ad esso. Inoltre, chi ha livelli bassi di vitamina D ha un rischio maggiore di sviluppare coronaropatie e Alzheimer.

Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia quindi da persona a persona e dipende anche dall’esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l’assorbimento attraverso il colesterolo. Attraverso un’analisi del sangue è possibile valutare eventuali carenze di vitamina D: il range ottimale per la salute è tra 30 e 50 ng/ml. Una quantità di vitamina D tra 80 e 100 ng/ml è importante anche per patologie cardiache fino alla prevenzione tumorale.

La vitamina D3 in particolare, viene sintetizzata dalla cute a partire dal 7- deidrocolesterolo tramite i raggi solari, oppure può essere assunta attraverso diverse fonti alimentari di origine animale. Per poter beneficiare dei sui effetti, è però necessario convertirla nella sua forma attiva attraverso due reazioni chimiche che avvengono a livello del fegato e dei reni.

Innanzitutto è doveroso precisare che i raggi solari più efficaci, e quindi con l’intensità più adatta per la produzione di vitamina D, sono emessi nelle ore centrali della giornata (verso mezzogiorno) e che l’efficacia aumento salendo di altitudine. È inoltre dimostrato che chi ha una carnagione più scura tende a produrre meno vitamina D rispetto a chi ha la pelle più chiara poiché la melanina contrasta l’effetto dei raggi solari.

Diversi studi hanno dimostrato la correlazione fra malattie autoimmuni e carenza di vitamina D. Uno dei ruoli fisiologici che la vitamina D svolge nell’organismo è quello di modulare la risposta immunitaria ed avere una spiccata attività antiinfiammatoria. Da recenti ricerche è emerso che questa vitamina è in grado di interferire con l’attività di un particolare tipo di linfociti coinvolti nelle malattie autoimmuni noti come linfociti Th17.

Con l’avanzare dell’età il livello di colesterolo aumenta nel sangue, in parte a causa di una riduzione del suo consumo. Questa molecola infatti, negli anni viene sempre meno convertita in ormoni sessuali (soprattutto nelle donne in menopausa) e la cute riduce la produzione di vitamina D a partire dal colesterolo.

È doveroso ricordare che un articolo recentemente pubblicato su Seminars in Cancer Biology riporta che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto. Ancora più recentemente, sono stati pubblicati su JAMA Network Open i risultati dello studio VITAL, dai quali emerge che assumere supplementi a base di vitamina D riduce l’incidenza di tumori in stadio avanzato. Oltre all’assunzione di vitamina D attraverso gli integratori, rimane comunque indispensabile un’assunzione costante attraverso l’alimentazione e l’esposizione al sole.

Le donne in post menopausa con carenza di vitamina D hanno un rischio maggiore di soffrire di Sindrome Metabolica rispetto a quelle con livelli sufficienti. Poco meno di un terzo (32,0%) delle donne aveva livelli di vitamina D sufficienti mentre il 32,6% aveva livelli insufficienti. I livelli di attività fisica, l’uso di terapia ormonale, fumo e prevalenza di diabete o ipertensione arteriosa erano simili tra tutti e tre i gruppi di donne.

Sfruttare il legame tra vitamina D e colesterolo esponendo la pelle al sole è solo uno degli stratagemmi utili per tenerlo sotto controllo: la lotta al colesterolo alto passa prima di tutto dall’alimentazione, che dovrebbe essere povera di grassi saturi e priva di grassi trans. Inoltre può essere utile assumere integratori a base di riso rosso fermentato (che grazie alla monacolina K contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo) o di alimenti contenenti fitosteroli (che controllano l’assorbimento intestinale del colesterolo).

Linee Guida AIFA sull'Integrazione di Vitamina D

Per quanto la vitamina D apporti numerosi benefici al nostro organismo, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) consiglia la sua integrazione soltanto in presenza di particolari carenze o condizioni. La vitamina D deve essere dunque integrata farmacologicamente soltanto quando si manifestano particolari sintomi o forti carenze. Inoltre, l’acquisto di farmaci che la contengono richiede la prescrizione di un medico, perché gli eccessi possono essere tossici.

L’AIFA ha dichiarato che l’integrazione di vitamina D è consigliata con valori inferiori a 12 nanogrammi per millilitro di sangue (o 30 nmol/L). Al di sopra di questi livelli è raccomandata la sua somministrazione solo in caso di specifiche patologie, come l’osteoporosi. Per chi non soffre di particolari disturbi è sufficiente trascorrere più tempo all’aria aperta, senza dover monitorare i propri livelli di vitamina D con frequenti esami del sangue.

Carenza di Vitamina D: Sintomi e Segnali

Se senti un persistente senso di debolezza, dolori diffusi, localizzati o muscolari e cadi di frequente senza motivo, potresti soffrire di ipovitaminosi, e in particolare di una carenza di vitamina D. In presenza di questi segnali è consigliato consultare il proprio medico e valutare di effettuare un esame del sangue per rilevare il dosaggio di vitamina D.

Vitamina D e Prevenzione

La vitamina D è essenziale per il nostro organismo e offre numerosi benefici. La vitamina D è un'alleata preziosa nella prevenzione di molte malattie. Nel corso degli anni una carenza di vitamina D è stata associata a diversi tipi di malattie, dal diabete al cancro, dal morbo di Alzheimer alla sclerosi multipla e più di recente alle forme gravi di infezione da SARS-CoV-2.

Vitamina D e sistema immunitario

La vitamina D3 svolge diverse funzioni nel sistema immunitario. Studi di laboratorio hanno evidenziato che la vitamina D è coinvolta nei processi alla base dello sviluppo dei tumori, come l’infiammazione, la crescita cellulare, il metabolismo del glucosio e il funzionamento del sistema immunitario.

Come Assumere Correttamente la Vitamina D

Per assumere correttamente la vitamina D attraverso integratori, è importante seguire alcune linee guida. Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia quindi da persona a persona e dipende anche dall’esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l’assorbimento attraverso il colesterolo.

Sia gli estrogeni che il testosterone vengono infatti prodotti a partire dal colesterolo. Mantenere quest’ultimo entro i livelli considerati normali, e non va assolutamente inibito con farmaci anticolesterolo, perché’ è importante per garantire all’organismo la possibilità di produrre quantità di ormoni sessuali tali da garantite la buona salute degli organi riproduttivi maschili, il cui funzionamento è regolato sia dal testosterone che degli estrogeni.

L'aumento dei livelli di D durante i mesi estivi e la diminuzione durante i mesi invernali è il fattore più importante nel determinare il ritmo biologico annuale e la stagionalità delle malattie. Il nostro corpo, nel suo sforzo di facilitare la produzione di vitamina D, aumenta anche i livelli di colesterolo nel sangue.

In estate, una salutare esposizione ai raggi solari stimola la produzione di vitamina D che fa abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

Tabella: Fonti Alimentari di Vitamina D

Alimento Tipo
Aringa Pesce
Salmone (selvaggio o di allevamento) Pesce
Sgombro Pesce
Sardine Pesce
Tonno Pesce
Crostacei Pesce
Uova Altro

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