Quello del seno è il tumore al primo posto per diffusione e per numero di decessi nella popolazione femminile. Allo stesso tempo, grazie alle maggiori conoscenze delle sue caratteristiche e ai progressi nella diagnosi precoce e nel campo farmacologico, le possibilità di curarlo sono molto aumentate. La prevenzione in ambito senologico riveste una importanza fondamentale in quanto le diagnosi precoci aumentano in modo molto significativo la speranza di guarigione di casi di tumore del seno.
Cos'è la Visita Senologica?
La visita senologica è un esame completo del seno, del tutto indolore ed eseguito senza l’impiego di strumentazioni, che viene eseguito da un medico senologo. L’obiettivo della visita senologica è individuare - o escludere - la presenza di una patologia che interessa il seno. La visita senologica è uno dei momenti fondamentali del percorso di prevenzione e cura delle malattie che interessano l’apparato mammario.
La visita senologica è consigliata regolarmente a partire dall’età del primo ciclo mestruale per la prevenzione e il monitoraggio della salute del seno. Può essere eseguita anche in combinazione con una ecografia mammaria bilaterale. Anche all’inizio della menopausa può essere opportuno programmare un controllo ulteriore. La visita senologica serve a escludere la presenza di eventuali patologie al seno.
Come si Svolge la Visita Senologica?
Nella prima parte della visita il medico sottoporrà diverse domande alla paziente con l’obiettivo di raccogliere quante più informazioni possibili sulla sua storia clinica e sulle sue abitudini (anamnesi), e quindi su alimentazione, vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, eventuale presenza di casi di tumore del seno in famiglia, età del primo ciclo mestruale e/o dell’inizio della menopausa, gravidanze, terapie ormonali eventualmente seguite, assunzione di farmaci. In questa prima fondamentale fase il medico pone al paziente domande molto specifiche.
Solo dopo aver terminato questa fase il senologo procede con l’esame clinico, che parte con l’osservazione e termina con la palpazione. Oltre al seno, il medico controllerà i linfonodi ascellari e del collo per verificare l’assenza di gonfiori o indurimenti, segni che potrebbero indicare un’anomalia. Lo specialista può anche insegnare alla paziente come eseguire correttamente l’autopalpazione del seno a casa, incoraggiandola a controllarsi regolarmente. La visita senologica non richiede alcuna preparazione specifica.
Quando Sottoporsi a una Visita Senologica?
- Se all’autopalpazione, che va eseguita con la massima regolarità, non risultano anomalie, una giovane donna fino ai 35 anni può sottoporsi ad una visita senologica anche solo una volta all’anno.
- Dopo i 40 anni, invece, è consigliato sottoporsi a visita almeno due volte l’anno, poiché dopo il quarto decennio di vita aumenta l’incidenza del tumore mammario.
Al bisogno, lo specialista in senologia potrà decidere di far eseguire alla giovane paziente un’ecografia o una biopsia (agoaspirato) in base alla gravità della situazione. A causa delle tensioni del tessuto mammario dovute all’incidenza ormonale, è sconsigliato svolgere una visita senologica durante le mestruazioni. Il rischio è che risultino “nascosti” eventuali noduli o si individuino dei falsi positivi.
Cos'è la Mammografia?
La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore. La mammografia rappresenta attualmente l’esame di prima istanza per la diagnosi precoce del carcinoma mammario.
Come si Svolge la Mammografia?
Con la paziente in piedi, il tecnico radiologo posiziona il seno sulla apposita piattaforma (mammografo) e lo comprime per lo studio gradualmente. Il posizionamento rigoroso, unito alla giusta compressione, consente l’evitamento di errori tecnici (pieghe cutanee, immagini di trasporto di capelli, naso, spalle) che possano impedire l’identificazione di una lesione o comprometterne la localizzazione spaziale. La metodologia d’esame prevede che la mammella sia posta al centro del film con il capezzolo in asse per evitare che possa essere interpretato anch’esso come una lesione patologica. La compressione può provocare dolore, anche se per pochissimi secondi, tuttavia è necessaria per visualizzare l’organo nella sua interezza. L’esame di screening dura complessivamente circa 10 minuti.
All'interno dei programmi di screening, si effettuano due proiezioni radiografiche, una dall'alto e l'altra lateralmente, e i risultati vengono valutati separatamente da due radiologi per garantire una maggiore affidabilità della diagnosi.
Chi Deve Sottoporsi allo Screening Mammografico e Quando?
Lo screening per il cancro del seno, secondo le indicazioni del ministero della Salute italiano, si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l'esecuzione gratuita della mammografia ogni due anni. In questa fascia d'età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening, organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età può ridurre del 40 per cento la mortalità per questa malattia.
In alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di programmi di screening che coinvolgano una fascia di età più ampia, in particolare le donne tra i 45 e i 49 anni, invitate a sottoporsi alla mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni con cadenza ogni due anni. Secondo gli esperti della IARC, l'estensione della mammografia alle quarantenni potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni. Allo stesso tempo, l'allungamento della durata media della vita e il protrarsi di un buono stato di salute anche in età più avanzata hanno fatto ritenere che possa essere vantaggioso offrire lo screening alle donne fino ai 74 anni.
Cosa Succede se l’Esito dell'Esame è Positivo?
In caso di esito positivo, la donna viene invitata a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino l'effettiva presenza di un tumore, prima di procedere al trattamento che prevede, nella quasi totalità dei casi, un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.
Quali Sono i Limiti della Mammografia?
Nonostante ciò, ancora oggi si dibatte sul rischio di sovra-diagnosi, ovvero l'identificazione di una lesione tumorale poco pericolosa che non sarebbe mai stata diagnosticata se la persona non avesse effettuato l'esame. Questo per due ragioni: perché il tumore è caratterizzato da una crescita molto lenta o perché nel frattempo la persona sarebbe morta per altre cause.
Dal momento che oggi non esistono strumenti che consentono di prevedere quale lesione diventerà un cancro invasivo e quale rimarrà silente per anni, per una donna che si sottopone allo screening esiste il rischio di ricevere la diagnosi (e poi gli approfondimenti diagnostici e il trattamento) per una lesione che probabilmente non si sarebbe mai trasformata in un tumore invasivo. Le ricerche condotte fino a oggi fanno però ritenere che questo rischio sia inferiore ai benefici che si ottengono eseguendo lo screening con la frequenza e nelle fasce di età raccomandate.
Ecografia Mammaria
L'ecografia, invece, può essere utile solo in casi particolari, soprattutto nelle donne più giovani o per approfondire la natura di un nodulo, e non è raccomandata in generale come test di screening in sostituzione o in aggiunta alla mammografia. L’ecografia mammaria non è da intendersi come alternativa alla mammografia e i due esami sono pertanto complementari. Poiché, come accennato prima, questi due esami sono complementari, possono essere effettuati entrambi per la diagnosi di un tumore al seno.
L’ecografia è indicata per le donne sotto i 40 anni in quanto, in questa fascia d’età, il seno ha una struttura ghiandolare più densa. Diversamente dalla mammografia, è una metodica di indagine che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma gli ultrasuoni (onde meccaniche con frequenza superiore a 20000Hz, non percepibili dall’orecchio umano), emessi da una sonda o trasduttore a contatto con la cute della paziente. Tra la cute e la sonda viene interposto uno strato di gel per ottimizzarne la trasmissione; la sonda funge da emettitore e da sorgente ricevente degli “echi riflessi” nel contesto tissutale, punto di partenza per la formazione delle immagini ultrasonografiche.
Autopalpazione
L’autopalpazione è un esame che ogni donna può effettuare comodamente a casa propria: permette di cogliere precocemente cambiamenti nelle mammelle. L’esame si svolge in due fasi: l’osservazione, che permette di individuare alterazioni nella forma del seno o del capezzolo, e la palpazione, che può far percepire la presenza di piccoli noduli che prima non c’erano.
Quando si parla di autopalpazione si pensa solo a un esame per la ricerca di noduli nella ghiandola mammaria, ma in realtà grazie a questo esame possono emergere altri segnali che devono spingere a consultare un medico, come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli e cambiamenti di forma della mammella.
Quando Effettuare l'Autopalpazione?
- A partire dai 25 anni l’esame può essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo (contando a partire dal primo giorno di mestruazioni).
- Tra i 40 e i 50 anni il numero di nuovi casi (in gergo, incidenza) di tumore del seno aumenta in modo rapido e costante. Quindi, per le donne in questa fascia di età l’autopalpazione è particolarmente raccomandata come strumento di prevenzione, per cui è importante che sia effettuato con regolarità.
- Con il sopraggiungere della menopausa si può eseguire questo controllo in qualunque periodo del mese.
L’autopalpazione è un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non basta. A partire dai 45-50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, deve essere abbinata a visite senologiche e a esami strumentali più precisi come ecografia o mammografia.
Fattori di Rischio e Prevenzione
Sono stati identificati molti fattori di rischio per questo tipo di tumore. Alcuni sono modificabili, come abitudini e comportamenti dannosi, quali un’alimentazione povera di frutta e verdura e ricca di grassi animali, l’abitudine al fumo e una vita particolarmente sedentaria. Altri fattori di rischio, invece, non si possono modificare, come i fattori genetici e l’età: la maggior parte di tumori del seno colpisce donne oltre i 50 anni.
Ci sono inoltre alcuni fattori legati alla vita riproduttiva della donna che possono influenzare il rischio di tumore del seno: per esempio, una prima gravidanza prima dei 30 anni e l’allattamento al seno sono protettive contro la malattia.
Per la prevenzione del cancro gli esami di controllo periodici sono importanti, ma anche abitudini e comportamenti salutari contribuiscono a ridurre il rischio di ammalarsi. In particolare, si stima che adottare abitudini più sane possa contribuire a evitare la comparsa di circa 1 cancro su 3.
I suggerimenti sono molto semplici e riguardano in modo particolare alimentazione, esercizio fisico e abitudini voluttuarie, cioè quelle abitudini che danno piacere ma sono pericolose per la salute, come il fumo o il consumo di alcol. Mantenere il peso forma, seguire la dieta mediterranea, svolgere attività fisica moderata per almeno 30 minuti al giorno e per almeno 5 giorni a settimana, limitare il consumo di alcol e evitare il fumo sono tutte azioni che contribuiscono a ridurre il rischio di tumore al seno.
Circa il 5-10 per cento dei tumori della mammella sono associati a fattori di rischio ereditari, in particolare a mutazioni nel DNA che in circa un quarto dei casi interessano i geni BRCA1 o BRCA2. Pertanto, alle donne portatrici di tali mutazioni il servizio sanitario offre gratuitamente la possibilità di entrare in programmi di sorveglianza che includono anche la risonanza magnetica mammaria, a partire dalla giovane età.
Dati Statistici
Secondo il rapporto “I numeri del cancro 2023”, pubblicato a cura di AIRTUM, AIOM e Fondazione AIOM, in Italia per il 2023 sono state stimate circa 55.500 nuove diagnosi di tumore al seno nelle persone di sesso femminile e circa 500 nelle persone di sesso maschile. Si tratta della neoplasia più frequente nelle donne in tutte le fasce di età, con un continuo aumento dell’incidenza (+0,2 per cento ogni anno negli ultimi anni). Grazie, però, ai continui progressi della medicina e agli screening di popolazione per la diagnosi precoce, oggi di tumore del seno si muore meno che in passato. La mortalità è infatti calata di circa il 6 per cento circa dal 2015 al 2020, secondo gli ultimi dati disponibili. Circa 9 donne su 10 (88%) sono vive dopo 5 anni dalla diagnosi di tumore mammario e 8 su 10 (80%) lo sono a 10 anni dalla diagnosi.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Nuove diagnosi (femmine) | 55.500 |
| Nuove diagnosi (maschi) | 500 |
| Diminuzione mortalità (2015-2020) | Circa 6% |
| Sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi | 88% |
| Sopravvivenza a 10 anni dalla diagnosi | 80% |
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