La colposcopia è un esame ginecologico diagnostico che consente di osservare in dettaglio il collo dell’utero, la vagina e la vulva attraverso uno strumento chiamato colposcopio. La parola colposcopia deriva dal greco scopeo, che vuol dire “osservare” e kolpos che significa vagina. E’ un esame che non comporta rischi per la donna.
Questo esame viene spesso prescritto a seguito di un Pap test anomalo o per rilevare anomalie che possono indicare lesioni pre-cancerose o altre patologie. La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test.
Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina. E’ un esame di II livello prescritto dal ginecologo in seguito ad anomalie cellulari evidenziate dal pap test.
Quando è necessaria la colposcopia?
La colposcopia viene generalmente prescritta dal ginecologo quando emergono anomalie durante un Pap test o un esame pelvico. La colposcopia è utilizzata per diagnosticare diverse condizioni ginecologiche:
- Pap test anomalo: se i risultati del pap test mostrano cellule anomale, la colposcopia aiuta a capire la natura delle anomalie.
- Infezione da HPV: permette di monitorare i cambiamenti cellulari causati dall'HPV.
- Sanguinamenti anomali: aiuta a identificare le cause di sanguinamenti vaginali apparentemente inspiegabili.
- Dolore pelvico o secrezioni anomale: può individuare lesioni o infezioni non visibili con altri esami.
- Lesioni visibili: se durante un esame ginecologico di routine vengono osservate lesioni, la colposcopia permette di valutarle meglio.
Come si svolge la colposcopia
La colposcopia fu descritta per la prima volta nel 1925 in Germania da Hans Hinselmann. Consente, infatti, la visualizzazione e la valutazione della cervice in tempo reale. La colposcopia è una procedura ambulatoriale, non invasiva, che di solito dura dai 10 ai 20 minuti.
Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. Il medico inserisce in vagina uno strumento, lo speculum, che permette di distendere le pareti per l’osservazione della vagina e del collo dell’utero.
L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte. L’ingrandimento che il colposcopio garantisce va dalle 6 alle 40 volte. Poi, il medico posiziona lo strumento di ingrandimento, il colposcopio, a pochi centimetri dalla vulva. Il colposcopio è una sorta di grande lente di ingrandimento, come un potente binocolo, per osservare, attraverso l’obiettivo, la zona illuminata.
Successivamente, si applica una soluzione a base di acido acetico ed una a base di iodio per facilitare l’identificazione di eventuali anomalie dei tessuti. Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze.
Inizialmente si esegue una valutazione dei genitali esterni e della vagina. Qualora necessario è possibile detergere della cervice con una soluzione fisiologica per consentire una migliore la visualizzazione. L’epitelio squamoso normale appare roseo. La presenza di aree cellulari anomale, invece, si manifesta con chiazze uniformi più o meno ispessite di colore bianco associata o meno ad altri reperti colposcopici caratteristici. Un test di Schiller positivo indica la mancata colorazione e viceversa.
Inoltre, il colposcopio permette di eseguire fotografie da utilizzare a scopo di documentazione clinica per la paziente.
Colposcopia con Biopsia
Se la colposcopia evidenzia aree di tessuto anormale, il medico ginecologo può decidere di prelevare un campione per la biopsia. Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche.
Una colposcopia positiva indica che sono state rilevate delle anomalie nelle cellule della cervice o della vagina. Invece, la biopsia dovrebbe essere effettuata solo nel caso di un fondato sospetto di cancro alla cervice uterina. Se il ginecologo individua aree sospette, potrebbe eseguire una biopsia per prelevare un piccolo campione di tessuto da analizzare ulteriormente.
Se la biopsia conferma la presenza di cellule precancerose o cancerose, il trattamento dipenderà dal grado di anormalità, dall’età della paziente e dal desiderio di avere figli in futuro. Una colposcopia con biopsia positiva per la presenza di cellule cancerose è, invece, sufficiente per porre diagnosi di cancro del collo dell’utero.
In questo caso non sono state identificate cellule atipiche e non è necessario eseguire alcun trattamento. Sono state individuate delle cellule anomale nella cervice, indicate con il termine Neoplasia Intraepiteliale Cervicale (CIN). Non si tratta di cancro, ma c’è il rischio che possa diventarlo ed è una situazione da tenere sotto osservazione.
Invece, se i risultati di una colposcopia con biopsia sono in contrasto con l’esito di un pap-test recente, può essere necessario ripetere la biopsia. In alcuni casi, si prevede un tipo di biopsia un po’ più estesa.
Preparazione alla colposcopia
Non è necessaria una specifica preparazione per sottoporsi alla colposcopia. Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione. Non vi è una particolare preparazione per la colposcopia, basta osservare alcuni piccoli accorgimenti.
- L'esame non può essere effettuato durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare.
- L'esame non può essere effettuato durante il periodo mestruale, se sono presenti perdite ematiche abbondanti o in caso di forte infiammazione vulvo vaginale.
- Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa.
- Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno 5 giorni prima dell'indagine.
- È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame.
- È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo. Evitare di avere rapporti sessuali delle 48 ore che precedono l’esame.
Costo della colposcopia
Il costo della colposcopia può variare a seconda della struttura e delle eventuali biopsie necessarie durante l’esame. È un test che si può eseguire con il sistema sanitario nazionale, con la ricetta del medico di base, o privatamente. Presso il Poliambulatorio San Martino a Piove di Sacco è possibile eseguire colposcopia in regime privato con eventuale refertazione di esame istologico. I tempi di attesa sono brevi e la refertazione è immediata.
La colposcopia è dolorosa?
Una domanda comune è se la colposcopia è dolorosa. La colposcopia non è dolorosa, anche se alcune donne possono avvertire un leggero fastidio o una sensazione di pressione durante l’esame. La maggior parte delle donne sperimenta solo un lieve disagio durante la procedura, molto simile a quella di un Pap-test. Alcune persone possono avvertire una leggera sensazione di bruciore quando viene applicata la soluzione di acido acetico.
In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali. Dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro.
La biopsia generalmente non provoca dolore, soprattutto se eseguita sul collo dell’utero. Ma a volte può essere fastidiosa o anche dolorosa, soprattutto se eseguita a livello della vagina o della vulva. È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia. È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare. È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.
Risultati della colposcopia
Solitamente il medico comunica subito il risultato dell’esame o rilascia il referto. I risultati della colposcopia sono generalmente disponibili subito, mentre i risultati di una biopsia possono richiedere da alcuni giorni a qualche settimana.
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