Virus Intestinali e Glicemia: Un'Analisi Approfondita

Il diabete può aumentare il rischio di complicanze in diverse parti dell'organismo. In una persona diabetica, contrarre una normale influenza può aumentare il livello di glucosio nel sangue.

Neuropatia Diabetica e Funzione Intestinale

Una complicanza diffusa è la neuropatia che, di norma, si manifesta inizialmente nei nervi più lunghi e, pertanto, interessa dapprima i piedi. La neuropatia diabetica può svilupparsi in qualsiasi momento, ma più a lungo si soffre di diabete, più è probabile che i nervi vengano colpiti. Il danno ai nervi può finire per compromettere la funzione vescicale e intestinale.

L'effetto della neuropatia sull'intestino è principalmente legato al tempo di transito del contenuto intestinale. La neuropatia può rallentare il transito del contenuto intestinale, che a sua volta lascia più tempo per l'assorbimento dell'acqua e può dare origine a feci più dure e difficili da eliminare. D'altra parte, la neuropatia può anche causare movimenti intestinali troppo rapidi, che causano problemi di assorbimento dei liquidi dal contenuto intestinale.

La stitichezza è piuttosto comune nelle persone affette da diabete.

Gli effetti della neuropatia sulla vescica consistono in tre cambiamenti, a partire da una riduzione della sensibilità nella vescica. Infine la contrattilità della vescica risulterà danneggiata e questo renderà impossibile lo svuotamento completo della vescica. Questi cambiamenti portano quindi ad avere una vescica ingrandita, acontrattile e ipotonica che, all'inizio, non mostra necessariamente molti sintomi. Però quando anche lo sfintere viene colpito, si possono avere ritenzione urinaria, incontinenza e infezioni ricorrenti del tratto urinario.

I sintomi possono essere insidiosi, quindi è possibile che tu non ti accorga di nulla. Quanto spesso vai in bagno per svuotare la vescica? Se hai risposto "sì" ad almeno una di queste domande, dovresti effettuare un controllo medico. Lo stesso vale se hai altri sintomi fastidiosi del tratto urinario.

Influenza e Diabete: Gestione della Malattia

Inoltre, la malattia può impedire di mangiare correttamente e vi è da considerare che il diabete può rendere il sistema immunitario più vulnerabile a gravi casi di influenza. È possibile comunque prevenire la normale influenza facendo il vaccino ogni anno.

Il momento migliore per vaccinarsi è tra ottobre e metà novembre, prima che la stagione influenzale inizi. Una volta però che si è contratto il virus è bene rimanere a casa dal lavoro o da scuola e limitare il contatto con gli altri per evitare di diffondere l'infezione.

Cosa fare in caso di influenza con diabete:

  • Assicurarsi di continuare a prendere le pillole o l'insulina. Non smettere di prenderle anche se non è possibile mangiare. Il diabetologo potrebbe addirittura consigliarvi di prendere una dose in più di insulina durante la malattia.
  • Verificare il livello di glucosio nel sangue ogni quattro ore, e tenere traccia dei risultati.
  • Bere molti liquidi (privi di calorie), e provare a mangiare normalmente. Se non è possibile, cercare di alimentarsi con cibi morbidi e liquidi con una quantità di carboidrati equivalente alla propria dieta normale.
  • Pesarsi ogni giorno. La perdita di peso è un segno dell'alto livello di glucosio nel sangue.
  • Controllare la temperatura ogni mattina e ogni sera. La febbre può essere un segno di infezione.

Quando consultare un medico:

  • Ci si sente male a mangiare normalmente e non si è in grado di tenere il cibo per più di 6 ore.
  • Diarrea severa.
  • Perdita di peso (3kg e oltre).
  • Temperatura superiore a 38,5 gradi.
  • Il livello di glucosio nel sangue è inferiore a 60 mg / dL o rimane superiore a 300 mg / dL.
  • Moderati o grandi quantità di chetoni nelle urine.
  • Problemi di respirazione.
  • Sonnolenza o mancanza di lucidità.

Microbiota Intestinale e Diabete

Si trova riscontro, dunque, di come in soggetti con diabete autoimmune sia sempre presente anche uno squilibrio di flora batterica intestinale; in particolare questa risulta essere più povera in quanto meno varia e deficitaria dei ceppi batterici protettivi, con uno sbilanciamento di diversi ceppi batterici tra cui i Bacterioides.

Alla luce di queste ricerche risulta chiaro come la conoscenza della composizione del microbiota, la rilevazione di un eventuale stato infiammatorio e la valutazione dello stato di salute delle cellule tramite il Gut Screening, il test di microscopia in campo oscuro e/o il flogogut (per la valutazione degli acidi grassi) risulti essenziale per attuare le giuste strategie correttive ed integrazioni mirate.

Caso Clinico: Gestione Glicemica Durante Infezione Virale

Domanda: Chiarissimo professore, provo a sottoporle il caso di mia figlia, di anni 9 peso 30 kg) , esordio diabete ad aprile 2007. Attualmente in parziale remissione (schema insulinico: 1 Humalog a colazione, 2 a pranzo, 2 a cena, 3 Lantus ore 22); glicata alle dimissioni 10,7; ultimo controllo (14 giugno) 7,2. Prossimo controllo 23 agosto. Nei giorni scorsi ha avuto febbre, vomito e diarrea per alcuni giorni (probabilmente un virus gastrointestinale): in conseguenza si è reso necessario un aumento delle dosi (2+4+4+4). Durante la malattia, dovendo controllare più frequentemente la glicemia, abbiamo cominciato a riscontrare iperglicemie (190-240) a metà pomeriggio (rilevazione dopo 4 ore dal termine del pasto) mentre la glicemia a 2 h dal pasto è accettabile, entro i 160. Da un paio di giorni la febbre è cessata, ma il fenomeno persiste, anche senza assunzione di spuntini.Se siamo sopra i 200, correggo con 1 unità di Humalog a metà pomeriggio.I valori pre-cena sono generalmente corretti (80-110). Aggiungo che durante l’influenza ha interrotto, ovviamente, l’attività fisica. Non so dire se il fenomeno fosse presente anche prima, poiché quasi sempre le glicemie post-pranzo e pre-cena erano corrette e non abbiamo mai fatto controlli a metà pomeriggio. Secondo la sua esperienza, di cosa può trattarsi? Una coda dell’influenza? Oppure il fenomeno c’era anche prima? Ma in tal caso, come intervenire? Grazie per la sua disponibilità.

Risposta: Caro Sig. M, grazie della sua domanda. Quello che succede a Sua figlia è molto comune. Pur non conoscendo il caso, la causa più probabile è la recente infezione virale (occorrono 2-3 settimane per recuperare la sensibilità all’insulina). Aspetti e vedrà, così si capisce se questa è la causa. se il fenomeno persiste, allora c’è una perdita di secrezione endogena d’insulina, molto frequente nel bambino in tempi rapidi. Il rimedio è dare insulina come già fa, anche con le merende (metà mattina e pomeriggio) come Lei dice, basta 1 U. in questo modo riequilibra il tutto.

Aggiornamento: Per quanto riguarda la situazione glicemica pomeridiana di mia figlia, come Lei aveva previsto, si è normalizzata nell’arco di alcuni giorni. Analogamente il fabbisogno insulinico sta iniziando a rientrare nei valori precedenti l’episodio (a colazione siamo tornati ad 1 unità, 3 prima di pranzo e cena; la Lantus rimane a 4 unità).

Gastroparesi Diabetica: Una Complicanza Cronica

La gastroparesi è una complicanza cronica del diabete, espressione della presenza di una neuropatia che provoca un rallentato svuotamento gastrico dopo un pasto solido, in assenza di cause meccaniche ostruttive. In pratica, i muscoli dello stomaco non funzionano in modo corretto. Normalmente, forti contrazioni muscolari autonome (quindi non percepibili) spingono il cibo ingerito attraverso il tratto digestivo. In caso di gastroparesi, i muscoli della parete dello stomaco lavorano poco o niente; ciò impedisce allo stomaco di svuotarsi correttamente e completamente interferendo con i processi della digestione.

Nel 27-65% dei soggetti con diabete di tipo 1 si registra un ritardo nello svuotamento gastrico che arriva fino al 30% nelle persone con diabete di tipo 2.

Differenze di Genere

Molti studi hanno evidenziato una maggiore prevalenza di gastroparesi nelle donne rispetto agli uomini, altri studi non hanno sottolineato differenze di genere. In alcuni studi è stato sottolineato che anche nei soggetti diabetici senza gastroparesi, lo svuotamento gastrico è più lento nelle donne rispetto agli uomini. Al momento le ragioni per la prevalenza femminile non sono note.

Tra i fattori che potrebbero giocare un ruolo alcuni autori ritengono vi sia un effetto del progesterone sullo svuotamento gastrico, del tutto simile all’effetto che l’ormone ha sulla contrattilità dell’utero. Infatti, le donne in età riproduttiva possono manifestare un peggioramento dei loro sintomi di gastroparesi durante la fase luteinica del ciclo mestruale, forse dovuta a maggiori livelli circolanti di progesterone.

D’altra parte, in un altro studio, lo svuotamento gastrico è risultato più lento in donne sane durante la fase follicolare, quando i livelli di insulina, GLP-1 e iperglicemia, la fame e l’ introito energetico sono inferiori. Infine, alcuni studi hanno evidenziato che la malattia autoimmunitaria, il diabete di tipo 1 che è associata alla gastroparesi, è più comune nelle donne.

Cause della Gastroparesi

Non è sempre chiaro che cosa determini la gastroparesi. In molti casi si pensa che la gastroparesi sia causata da un danno a un nervo (neuropatia) che controlla i muscoli dello stomaco (nervo vago). Il nervo vago consente di gestire i complessi processi del tratto digestivo. Un nervo vago danneggiato non riesce a inviare i segnali ai muscoli dello stomaco. Ciò può far sì che il cibo rimanga nello stomaco più a lungo, invece di muoversi normalmente verso l’intestino tenue per essere digerito.

Il nervo vago può essere danneggiato da malattie, come il diabete (neuropatia diabetica), o da un intervento chirurgico allo stomaco.

Possibili Cause Generali di Gastroparesi

  • CAUSE CHIRURGICHE (vagotomia e restrizione o drenaggio gastrico, plicatura del fondo gastrico, bypass gastrico, trapianto cuore/polmone, etc)
  • INFEZIONI (Epstein-Barr virus, varicella, altri virus, Clostridium botulinum, malattia di Chagas, etc)
  • DISTURBI DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE (traumi, disturbi cerebrovascolari, tumori, vertigini e altri disturbi del labirinto, crisi epilettiche, etc)
  • DISTURBI DEL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO (morbo di Parkinson, sindrome di Guillain-Barré, sclerosi multipla, neuropatia autonomica, etc)
  • DISTURBI NEUROPSICHIATRICI (anoressia nervosa, bulimia, sindrome di ruminazione, etc)
  • MALATTIE REUMATICHE (Sclerodermia, Lupus Eritematoso Sistemico, polimiosite/dermatomiosite, etc)
  • MALATTIE ENDOCRINE E DEL METABOLISMO (diabete, ipotiroidismo, squilibri idroelettrolitici, insufficienza renale, gravidanza, tumore del pancreas e altri)
  • VARIE MALATTIE NEUROMUSCOLARI (amiloidosi, pseudo ostruzione intestinale cronica, distrofia miotonica)

Fattori di Rischio

Oltre al diabete sono diversi i fattori che possono rendere difficile lo svuotamento gastrico e tra questi: chirurgia addominale, alcuni farmaci che rallentano la velocità di svuotamento dello stomaco (per es: farmaci antidepressivi), alcune terapie antitumorali (non tutte), disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia), sclerodermia, Morbo di Parkinson, ipotiroidismo.

Sintomi Più Frequenti

Molti sintomi sono aspecifici. I più frequenti comprendono nausea, vomito, inappetenza, sazietà precoce (anche dopo aver mangiato pochi bocconi) e sensazione di pienezza e gonfiore dopo pranzo. Possono manifestarsi anche bruciore di stomaco o reflusso gastroesofageo, variazione dei livelli di glucosio nel sangue, dispepsia (difficoltà digestive), dolori addominali. Un alterato svuotamento gastrico può essere responsabile, oltre che dei sintomi gastrici, anche di uno scorretto assorbimento di nutrienti e farmaci con conseguente aumentato rischio di ipoglicemia e in generale una maggiore difficoltà nel controllare le oscillazioni della glicemia.

Diagnosi

I medici usano diversi test per diagnosticare la gastroparesi diabetica ed escludere condizioni che possano causare sintomi simili (diagnosi differenziale). I test possono includere:

  • La misurazione dello svuotamento gastrico. Ci sono diverse metodiche per valutarla, dirette e indirette.
  • L’endoscopia del tratto gastrointestinale superiore. Un’endoscopia può aiutare a escludere altre condizioni che possano causare un ritardo dello svuotamento gastrico.

Terapia

La prima cosa che farà il medico per trattare la gastroparesi diabetica è identificare la condizione di fondo che l’ha provocata. Per esempio, se il diabete è la causa della gastroparesi, il medico darà indicazioni per controllare il diabete. La terapia della gastroparesi ha come obiettivo il controllo dei sintomi e il mantenimento di un adeguato stato nutrizionale; purtroppo questa finalità appare spesso difficile e insoddisfacente in termini di risultati. Molti pazienti con gastroparesi diabetica hanno un introito calorico inferiore rispetto a quello raccomandato e deficit sia di macro che di micronutrienti.

Il medico può suggerire il consulto con un dietista/nutrizionista che potrà selezionare tutti gli alimenti che siano più facili da digerire, a seconda dei casi. Da tenere presente che grassi e fibre tendono a ritardare lo svuotamento gastrico per questo potrebbe essere utile limitarne il consumo in base alle esigenze. Lo specialista potrebbe consigliare anche alcuni comportamenti idonei, per esempio:

  • mangiare piccoli pasti, a piccoli intervalli;
  • consumare poche fibre;
  • scegliere alimenti a basso contenuto di grassi;
  • evitare frutta e verdura fibrosa, come le arance e i broccoli, che possono provocare bezoari (vedi complicazioni);
  • provare a frullare i cibi e a consumare più zuppe;
  • bere acqua durante ogni pasto;
  • muoversi dopo aver mangiato.

Alcune persone con gastroparesi diabetica non sono in grado di tollerare il cibo, solido o semi-solido o i liquidi. In queste situazioni, i medici possono raccomandare un sondino di digiunostomia per la nutrizione enterale.

È imperativo cercare di ottimizzare il controllo dei valori glicemici per minimizzare i sintomi acuti della gastroparesi diabetica e migliorare lo svuotamento gastrico così da influenzare positivamente la gestione globale del diabete. L’iperglicemia ritarda lo svuotamento gastrico anche in assenza di neuropatia o miopatia; inoltre, può inibire l’effetto di accelerazione degli farmaci procinetici.

I farmaci per il trattamento della gastroparesi possono includere:

  • Farmaci per controllare la nausea e il vomito (antiemetici)
  • Farmaci per stimolare i muscoli dello stomaco (procinetici).

Nei casi gravi, che non rispondono alla terapia medica, può rendersi necessario il ricorso a terapie più invasive, come la nutrizione enterale mediante digiunostomia endoscopica, la gastrectomia, la digiunostomia o altri tipi di intervento chirurgico.

Terapia Alternativa Complementare

Un trattamento non farmacologico alternativo alla chirurgia, recentemente proposto per la terapia della gastroparesi, è rappresentato dalla gastrostimolazione elettrica (GES) a mezzo di elettrodi posizionati sulla parete muscolare dello stomaco, i cui risultati appaiono molto incoraggianti. La GES migliora nausea, vomito, qualità della vita e stato nutrizionale nei pazienti con gastroparesi diabetica refrattaria.

Complicazioni

La gastroparesi può causare diverse complicazioni, per esempio:

  • Perdita di peso e malnutrizione. La gastroparesi può rendere difficile assorbire e digerire in modo corretto le sostanze nutrienti.
  • Crescita eccessiva di batteri nello stomaco. Il residuo alimentare che rimane nello stomaco può iniziare a fermentare e a rompere l’equilibrio locale tra batteri buoni (microbiota) e cattivi.
  • Frazioni di cibo non digerito che formano masse solide (bezoari) e rimangono nello stomaco. I bezoari possono causare nausea e vomito e possono anche essere pericolosi.
  • Fluttuazioni della glicemia. La gastroparesi anche se non causa il diabete, può determinare variazioni nei livelli di zucchero nel sangue.

Diabete e Problemi Gastrointestinali: Ulteriori Considerazioni

Il diabete mellito coinvolge il 5,9% della popolazione italiana e il dato è in crescita (fonte: Epicentro ISS). Quali sono le relazioni con le problematiche a danno del sistema gastrointestinale? Lo abbiamo chiesto al dottor Sergio Brunati, della Gastroenterologia di G.B.

Alterazione metabolica, quando si verifica un danno metabolico diretto alle fibre nervose, come un accumulo di zuccheri che nel tempo, se persiste, provoca rigonfiamento (edema) del nervo o alterazioni della guaina protettiva di mielina (demielinizzazione) che lo riveste. Le alterazioni riguardano soprattutto lo stomaco e il piccolo intestino (digiuno e ileo). Questa particolare disfunzione si manifesta con la riduzione o l’assenza di onde peristaltiche primarie in più del 50% pazienti diabetici.

Altre Complicazioni

  • Una complicanza secondaria può essere l’esofagite da candida.
  • Questa alterazione è nella quasi totalità dei casi una forma di incontinenza fecale: il disturbo è caratterizzato dalla perdita involontaria di feci e gas intestinali.
  • L’aumento di glicogeno epatico si rileva in una percentuale sino 80% dei pazienti diabetici. Coesiste spesso l’epatomegalia. Causa differenti tipi di danno epatico. Può provocare flogosi (infiammazione) secondaria e fibrosi (tessuto privo di funzione, composto da un ammasso di fibre collagene).
  • E' l'intolleranza ai carboidrati da sovraccarico di ferro del fegato e del pancreas. Si tratta infatti di una malattia ereditaria determinata da difetti nei meccanismi di regolazione del metabolismo del ferro, che conducono al progressivo accumulo di ferro nell'organismo.
  • Il diabete aumenta il rischio di pancreatite acuta causata delle alterazioni vascolari del pancreas. La funzione pancreatica esocrina è ridotta in un'elevata percentuale di pazienti diabetici (specie tipo uno).

Celiachia e Diabete

Il glutine è la frazione proteica di grano, orzo, segale e si trova principalmente in alimenti a base di frumento come pane, pasta, pizza, biscotti e snack dolci e salati. La celiachia causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue. Il 3,5-10% delle persone affette da celiachia sviluppa nel corso della vita il diabete di tipo 1, e viceversa.

I sintomi sono diarrea gonfiore addominale, dolori addominali, perdita di peso, malassorbimento intestinale. La diarrea può precedere l’esordio clinico del diabete.

Diarrea e Diabete

Le persone che soffrono di diabete hanno frequenti disturbi intestinali e allo stomaco. "Ricordiamo la struttura del piccolo intestino o intestino tenue - introduce il dottore - che è in realtà l'organo più lungo di tutto l'apparato digerente, da 7 a 9 metri e il suo diametro è di 2,5 cm. "La diarrea si presenta anche in orario notturno con una frequenza fino alle 20 evacuazioni al giorno" - specifica il dottore. "Peggiora dopo il pasto.

La neuropatia viscerale è il maggior fattore patogenetico. Provoca una alterazione del trasporto ionico di acqua ed elettroliti e un disturbo della motilità intestinale. La perdita di regolazione e di autonomia del trasporto ionico, secondaria alla scomparsa dei recettori enterocitici (alfa 2 adrenergici) del tenue, impedisce l’assorbimento di cloruro di sodio.

Proliferazione Batterica e Malassorbimento

Il microbiota è costituito da milioni di batteri che abitano il tratto gastrointestinale e generano una relazione di mutuo beneficio tra batteri e organismo. Una proliferazione batterica eccessiva può portare alla formazione di micelle di grasso con la deconiugazione degli acidi biliari, il che spiega la presenza di steatorrea (eccesso di grasso). Il malassorbimento di acidi biliari comporta una diminuzione di sali biliari.

Sorbitolo e Insufficienza Pancreatica

L’eccessivo consumo di alimenti contenenti sorbitolo può provocare diarrea. Molto spesso chi lo consuma non è consapevole della sua presenza negli alimenti come gomma senza zucchero, noci tostate, derivati della carne, glasse, condimenti, derivati del latte, bevande, zucchero di canna ecc. La diarrea è correlata alla quantità ingerita, quindi maggiore è il consumo, maggiore è la probabilità di sviluppare l’effetto collaterale.

Un altro meccanismo evidenziato è l’insufficienza pancreatica. Parliamo di insufficienza pancreatica esocrina che consiste in una insufficiente secrezione di enzimi pancreatici, dovuta a lesioni delle cellule pancreatiche causate dal diabete.

Farmaci per Diabetici e Diarrea

Per quanto concerne i farmaci per diabetici, l’assunzione di alcune sostanze può avere, tra gli effetti collaterali, la diarrea.

Trattamento della Diarrea

"In caso di neuropatia autonomica viscerale il trattamento può essere a base di clonidina, un agonista specifico dei recettori alfa2-adrenergici. Stimola l’assorbimento mucosale di liquidi ed elettroliti ed inibisce la secrezione di anioni. Ha prodotto la diminuzione della diarrea in studi non controllati. Se la diarrea è provocata da una proliferazione batterica si prescrivono antibiotici orali, che coprano anche i batteri anaerobi."

Suggerisce il dottore: "Occorre ridurre il consumo di alcune sostanze nella dieta.

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