Il consumo prolungato di bevande alcoliche può aumentare il rischio di avere il colesterolo alto e causare effetti dannosi sulla salute cardiaca. L'associazione "elevati livelli di colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e consumo abituale di alcol, rappresenta un fattore di rischio significativo per la salute a lungo termine.
Come l'Alcol Influenza il Colesterolo
L'alcol altera i tuoi livelli di colesterolo, e ridurne il consumo è una delle modifiche dello stile di vita più importanti per abbassare i livelli di colesterolo. Smettere di bere alcol o ridurre il consumo può aiutare a gestire i livelli di colesterolo. Ha anche altri benefici per la salute, come abbassare la pressione sanguigna, prevenire le malattie cardiovascolari e favorire la perdita di peso. L'alcol che consumi viene scomposto e convertito in colesterolo e trigliceridi nel fegato. Pertanto, maggiore è il consumo di alcol, maggiori sono i tuoi livelli di trigliceridi e colesterolo. Inoltre, i trigliceridi in eccesso iniziano ad accumularsi nel fegato, causando la malattia del fegato grasso. Questo, a sua volta, compromette il funzionamento del fegato, che non riesce a rimuovere l'eccesso di colesterolo dal sangue, elevando ulteriormente i livelli di colesterolo. Un consumo prolungato di alcol aumenta i livelli di trigliceridi, abbassando i livelli di colesterolo HDL (colesterolo ad alta densità), aumentando così il rischio di disturbi cardiovascolari.
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia/Società Europea di Aterosclerosi raccomandano un consumo moderato di alcol, che è inferiore a 10 g/giorno (1 unità) sia per gli uomini che per le donne. Un'unità di alcol varia a seconda del tipo di alcol.
Birra e Salute: Cosa Bisogna Sapere
La birra è la terza bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua e il tè. È una bevanda alcolica ed è noto che il consumo di alcol non ha effetti benefici sulla salute. L’alcol è, infatti, una sostanza tossica e psicoattiva che può generare dipendenza. Si dice, però, che alcuni tipi di alcolici potrebbero avere degli effetti positivi sulla salute per merito delle loro componenti non alcoliche. La birra è uno di questi?
Innanzitutto occorre fare un ragionamento sulle quantità di birra che si assumono. Anche se consumata in quantità moderata, la birra non fa bene alla salute perché è una bevanda alcolica. È bene sapere che il consumo di alcol contribuisce a circa tre milioni di morti ogni anno a livello globale, nonché alle disabilità e alle cattive condizioni di salute di milioni di persone. L’alcol è tossico per un’ampia gamma di strutture e processi che coinvolgono il sistema nervoso centrale. Inoltre, è nocivo per l’apparato gastro-intestinale e per l’apparato circolatorio. Ingerire troppo alcol può provocare malattie al fegato, pressione arteriosa elevata, disturbi psichici come ansia e depressione, e insonnia.
Alcuni ricercatori attribuiscono al consumo moderato di birra effetti benefici per il sistema cardiovascolare ed effetti protettivi contro le malattie neurodegenerative. La birra è costituita per il 90% di acqua. Contiene inoltre carboidrati, alcol e proteine. L’alcol e i carboidrati contribuiscono a rendere la birra una bevanda calorica: una bottiglia da 33 cl procura 140 Kcal, circa il 7% del fabbisogno giornaliero su una dieta di 2.000 Kcal. Quindi il consumo può indurre anche problemi di sovrappeso o di obesità. Il processo di fermentazione con cui si produce la birra la rende ricca di vitamine del complesso B: il contenuto di folati e colina è relativamente significativo. Sono abbondanti anche i polifenoli e i flavonoidi che contribuiscono a conferire alla bevanda il suo particolare sapore.
L’etanolo contenuto nella birra potrebbe indurre l’aumento del colesterolo HDL, con il suo effetto positivo di rimozione dei lipidi dai vasi sanguigni. Inoltre, l’etanolo sembra essere responsabile della diminuzione dell’aggregazione piastrinica e dei livelli di fibrinogeno, entrambi coinvolti nei processi di coagulazione. Infine, l’etanolo induce un aumento della sensibilità all’insulina, diminuendo dunque il rischio di diabete di tipo 2.
Tuttavia i dati citati sono parziali e non permettono di modificare la raccomandazione di astenersi dal consumo di alcolici. E se in passato alcuni studi avevano attribuito alla birra la capacità di ridurre il rischio di malattie cardiache, studi recenti dimostrano che potrebbe non essere vero. Per evitare gli effetti collaterali dovuti al consumo di birra è preferibile bere birra analcolica. La birra analcolica è ottenuta per rimozione della parte alcolica della bevanda e pertanto contiene tutte le componenti non alcoliche e teoricamente benefiche per la salute. La frazione analcolica della birra potrebbe avere effetti antinfiammatori e antiossidanti, agire come inibitore delle piastrine e quindi della coagulazione e prevenire gli effetti dannosi dell’eccesso di colesterolo sulla parete dei vasi sanguigni.
Secondo le raccomandazioni più recenti e accreditate, anche bere alcolici entro i limiti raccomandati può aumentare il rischio complessivo di morte per varie cause.
Birra e Antiossidanti
Sul fronte degli antiossidanti, vale quanto detto: birre scure e birre molto luppolate apportano più polifenoli, che possono aiutare a tenere a bada l’ossidazione dell’LDL.
Vino e Colesterolo: Un Rapporto Complesso
Quella riguardo il rapporto tra vino e colesterolo è una vera e propria faida che negli anni ha interessato studiosi ed esperti, spinti dalla curiosità di tutti i consumatori di questa bevanda ottenuta dall’uva. Che il vino, soprattutto rosso, faccia bene alla salute è ormai conclamato da medici e scienziati, grazie alle proprietà antiossidanti ed anticancerogene di questa bevanda alcolica.
Per comprendere meglio il rapporto tra vino e colesterolo e riuscire a capire se gli effetti di quest’ultimo siano o meno positivi sul primo, è bene identificare prima cosa è effettivamente il colesterolo. L’importanza del colesterolo risiede nel fatto che è una molecola indispensabile per la costruzione delle membrane cellulari e per la produzione ormonale. Oltre a sintetizzarlo autonomamente, l’organismo umano riceve colesterolo dagli alimenti di origine animale che vengono ingeriti con la nutrizione, come carne, formaggi o uova. Bisogna poi però precisare che esistono due tipologie di colesterolo nell’organismo umano: il colesterolo buono e quello cattivo.
Le LDL (o lipoproteine a bassa densità) rappresentano il colesterolo cattivo, che se in eccesso causano ostruzioni nella vene ed ostacolano la buona circolazione del sangue in vene e arterie, provocando anche problemi cardiovascolari. Rimanendo fermo il concetto che il consumo del vino, così come di qualsiasi altro elemento, deve essere moderato e all’interno di specifiche soglie, ci sono comunque dei benefici che l’uomo può trarre bevendolo.
Benefici del Vino: Polifenoli e Resveratrolo
Abbiamo già evidenziato che questa bevanda ottenuta dalla fermentazione alcolica dell’uva contiene delle sostanze molto importanti per l’organismo umano, come i tannini e i flavonoidi. I polifenoli contenuti nel vino, oltre a conferire colore e aromi inimitabili, hanno anche funzione anticancerogena ed antiossidante. Oltre a questo, il vino ha anche una proprietà che contrasta l’invecchiamento della pelle, grazie al polifenolo chiamato resveratrolo, ma anche quello del cervello, poiché pare che riesca a prevenire malattie degenerative come la demenza o l’alzheimer. Il vino bianco, poi, sembra essere utile nella prevenzione delle malattie reumatiche, grazie all’acido caffeico e al tirisolo, due sostanze che combattono le infiammazioni.
Abbiamo visto che il vino, sia bianco che rosso, ha molti benefici sul corpo umano e che la sua assunzione può aiutare sia nella prevenzione di alcune patologie o dell’invecchiamento, ma è anche un alleato per il benessere psicologico.
Vino e Aterosclerosi
Iniziamo intanto col definire l’aterosclerosi, una patologia degenerativa causata anche dal colesterolo alto che affligge le arterie e le grandi vene, creando ostruzioni e portando a problematiche come ictus, infarti o angina. Queste sostanze fenoliche, che come abbiamo detto hanno un effetto anti invecchiamento sia della pelle che del cervello e dei tessuti dell’organismo, contrastano anche questa malattia degenerativa. I benefici del vino riguardo l’aterosclerosi e il colesterolo alto derivano soprattutto dal trans-resveratrolo, che ha anche funzione anti infiammatoria e riesce a diminuire drasticamente l’aggregazione delle piastrine, ma che soprattutto contrasta l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (che rappresentano il colesterolo cattivo di cui abbiamo precedentemente parlato). Se le LDL si ossidano, infatti, è molto più difficile la loro eliminazione dal sangue, per cui queste lipoproteine restano più tempo nell’organismo umano, causando danni talvolta gravi. Questi ultimi derivano dal fatto che se le LDL si ossidano e restano a lungo nel sangue, possono iniziare ad ostruire le arterie andando anche ad originare quel processo che porta alla malattia dell’aterosclerosi.
Sono in molti a chiedersi se il vino alza il colesterolo o ha altri effetti negativi su questo steroide, ma altrettanti sono gli studi condotti in merito da scienziati esperti e da prestigiose università.
Saponine e Resveratrolo
Queste molecole sono le cosiddette saponine, elementi a base di zuccheri che insieme al resveratrolo, di cui abbiamo approfonditamente discusso nel paragrafo precedente, sembrano contrastare il colesterolo. Non si conosce ancora bene l’origine di queste saponine così benefiche, ma sembra che possano derivare dalla pelle degli acini di uva, tant’è che nei vini rossi queste molecole sono presenti in numero dieci volte superiore rispetto che nel vino bianco.
Oltre a questi due componenti del vino, capaci di abbassare il livello di colesterolo cattivo nel sangue, un altro fattore che ha un ruolo importante in questo compito è proprio l’alcol contenuto nella bevanda.
Si Può Bere Vino con il Colesterolo Alto?
E’ probabilmente questa la domanda che si sta ponendo chi è arrivato a questo punto della lettura, ed ecco la risposta. Detto questo, però, non si deve pensare che bevendo grandi quantità di vino quotidianamente i livelli di colesterolo si abbassino sino ad un livello sicuro. Un’altra controindicazione del consumo spropositato del vino è quella derivante dal fatto che questa bevanda va a gravare sul benessere del fegato, andando anche a poter provocare il cosiddetto fegato grasso, una patologia che provoca problemi di digestione, stanchezza e mal di testa. Seguendo le indicazione delle linee guida per una sana alimentazione un uomo dovrebbe assumere 2-3 bicchieri di vino bianco o rosso al giorno, mentre una donna dovrebbe tenersi sui 1-2 bicchieri quotidiani.
Moderazione e Altre Considerazioni
Studi recenti affermano che bere alcolici riduca il rischio di malattie cardiovascolari. Altri dicono che invece aumenti il rischio di avere tumori. Ma qual è la scelta migliore quando si tratta di scegliere tra alcol e salute? Secondo Amy P. Campbell, dietista del Joslin Diabetes Center di Boston (USA), “bere alcol con moderazione fa aumentare il colesterolo buono (HDL) e riduce le trombosi, limitando quindi il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, o diabete mellito di tipo 2”. Questo consiglio non vale per chi soffre di artrite e assume farmaci anti-infiammatori non steroidei, come il naprossene, che aumentano il rischio di sanguinamento gastrico. Prendere una dose regolare di acetaminofene (paracetamolo in Italia) e bere alcol aumenta il rischio di danno al fegato.
Molti reumatologi consigliano ai pazienti che assumono metotrexate di non bere per niente alcol, o di limitarsi a due bicchieri al mese. Inoltre assumere più di due bicchieri di alcolici al giorno aumenterebbe il rischio di cancro del colon, mammella, esofago, cavo orale e gola, come afferma Karen Collins, dietista e nutrizionista dell’ American Institute for Cancer Research di Jamestown (New York, USA).
Adottare un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica regolarmente, monitorare il proprio peso, abbandonare il fumo e ridurre il consumo di alcol sono tutte strategie efficaci per abbassare i livelli di colesterolo. Integrare il consumo di alcolici nei pasti aiuta a moderare la quantità che assumi. Utilizza bicchieri più piccoli o prolunga il tempo tra un sorso e l’altro.
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