La biopsia polmonare è una tecnica diagnostica che prevede il prelievo e il successivo esame istologico di un campione di tessuto pleurico o polmonare, proveniente da un individuo con problemi respiratori. In genere, i medici ricorrono a una biopsia polmonare quando sospettano gravi malattie dei polmoni, come la fibrosi polmonare, la sarcoidosi o il cancro ai polmoni. Inoltre, potrebbero praticarla anche in caso di gravi polmoniti o qualora gli esami di diagnostica per immagini (RX-torace, TAC ecc) abbiano fornito risultati poco esaurienti.
Iter Diagnostico e la Biopsia Polmonare
Solitamente l’iter diagnostico comincia dal medico di medicina generale, che visita il paziente e raccoglie informazioni sulla storia familiare e sulle condizioni generali.
Quando si Esegue una Biopsia Polmonare?
I medici ritengono opportuno praticare una biopsia polmonare quando:
- In base all'esame obiettivo, sospettano la presenza di una grave malattia dei polmoni, come la fibrosi polmonare, l'interstiziopatia (o interstiziopatia polmonare), la sarcoidosi o il tumore al polmone.
- Hanno bisogno di stabilire, con precisione, i connotati di una grave polmonite.
- Dalle precedenti procedure diagnostiche, tutte meno invasive della biopsia polmonare (radiografia del torace ecc), non sono riusciti a concludere con precisione qual è l'esatta origine dei problemi respiratori e polmonari del paziente.
Tipologie di Biopsia Polmonare
Esistono quattro modi diversi per prelevare il campione di tessuto. La scelta della modalità più adatta alla situazione dipende da almeno tre fattori: dalla sede da cui s’intende prelevare il campione di tessuto polmonare, dalle dimensioni del tessuto che il medico vuole analizzare e, infine, dallo stato di salute del paziente.
- Biopsia broncoscopica
- Agobiopsia polmonare
- Biopsia polmonare "a cielo aperto"
- Biopsia toracoscopica video-assistita (VATS)
1. Biopsia Broncoscopica
La biopsia broncoscopica (o broncoscopia) consiste nel prelievo del tessuto polmonare per mezzo di uno strumento, il broncoscopio, che il medico introduce dalla bocca o dal naso e conduce fino a livello dei polmoni. Tale procedura richiede la somministrazione di un anestetico locale in spray e può durare da un minimo di 30 minuti a un massimo di 60 minuti. Il broncoscopio usato abitualmente è un tubo molto sottile, flessibile e dotato di una telecamera a fibre ottiche. Quest'ultima serve al medico esaminante per orientarsi all'interno delle vie aeree polmonari (in particolare i bronchi) e identificare la zona di tessuto polmonare anomala, che è bene prelevare. Una volta individuata la zona più indicativa per le analisi successive, avviene la raccolta del campione tissutale.
Variante: Il Lavaggio Broncoalveolare
Talvolta, il medico utilizza il broncoscopio per rilasciare una soluzione salina, che disgrega il tessuto polmonare con cui entra in contatto. Se opportunamente recuperata, questa soluzione contiene al suo interno un numero di cellule sufficiente, da poter osservare in laboratorio. Questa pratica alternativa è detta anche lavaggio broncoalveolare.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| È rapida e non richiede alcun ricovero ospedaliero. | Richiede l'anestesia locale. |
| È minimamente invasiva. | È a basso rischio. |
| Il campione di tessuto prelevato contiene un numero limitato di cellule, tutte appartenenti soltanto alle vie aeree. |
2. Agobiopsia Polmonare
Durante un'agobiopsia polmonare, il prelievo delle cellule polmonari da analizzare in laboratorio avviene per mezzo di un lungo ago, inserito nel torace. Per individuare l'esatto punto d'iniezione dell'ago, il medico si serve di alcune procedure di diagnostica per immagini, come la TAC, l'ecografia o la fluoroscopia. Infatti, con la loro esecuzione al momento della biopsia, è in grado di sapere dove risiede la zona anomala di tessuto polmonare, che occorre prelevare per l'analisi di laboratorio. Al momento dell'inserimento dell'ago, al paziente viene richiesto di trattenere il respiro e non muovere il torace: solo così, il prelievo ha luogo nel punto desiderato. L'intera procedura si esegue in anestesia locale e può durare tra i 30 e i 60 minuti.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| È rapida e non richiede alcun ricovero ospedaliero. | Richiede l'anestesia locale. |
| È minimamente invasiva. | È a basso rischio. |
| Il campione di tessuto prelevato contiene un numero limitato di cellule e tutte provenienti da un punto ben circoscritto. |
3. Biopsia Polmonare "a Cielo Aperto"
La biopsia polmonare "a cielo aperto" richiede l'anestesia generale, ciò implica che, al momento dell'esame, il paziente risulta completamente incosciente. Per la sua delicatezza, la biopsia polmonare "a cielo aperto" viene praticata solo quando le biopsie polmonari meno invasive (cioè biopsia broncoscopica e agobiopsia polmonare) si sono dimostrate poco esaustive. La durata canonica di una biopsia polmonare "a cielo aperto" è di circa un'ora. Al termine delle operazioni chirurgiche, il medico operante deve praticare un drenaggio pleurico per la riespansione del polmone, da cui si è prelevato il campione tissutale. Durante l'operazione, infatti, questo polmone collassa come a seguito di un pneumotorace. Il drenaggio pleurico dura, in genere, qualche giorno. Le incisioni vengono richiuse con dei punti di sutura riassorbibili o non riassorbibili. Se sono state applicate delle suture non riassorbibili, queste vanno rimosse dopo 7-14 giorni.
Variante: Biopsia Toracoscopica (VATS)
Un intervento chirurgico alternativo alla biopsia polmonare "a cielo aperto" è la cosiddetta biopsia polmonare toracoscopica, nota anche come biopsia toracoscopica video-assistita (in inglese è VATS, da Video-Assisted Thoracoscopic Surgery). Praticata ormai da un numero sempre più elevato di centri ospedalieri, la VATS prevede l'utilizzo di uno strumento chiamato toracoscopio. Il toracoscopio possiede, a un'estremità, una luce e una telecamera a fibre ottiche, collegata a un monitor; luce e telecamera consentono al chirurgo operante di orientarsi meglio all'interno della cavità toracica e individuare con maggiore precisione la zona di prelievo. Per quanto riguarda la procedura, le tappe operative non sono molto diverse da quelle di una biopsia polmonare "a cielo aperto": sono previste comunque l'anestesia generale, l'esecuzione di alcune incisioni sul torace per l'inserimento della strumentazione chirurgica (tra cui anche il toracoscopio) e la realizzazione del drenaggio pleurico. Le dimensioni ridotte delle incisioni chirurgiche. Ciò è possibile grazie alla telecamera, che permette di vedere dall'interno la cavità toracica. Il periodo di ricovero è più breve.
«Abbiamo utilizzato la “awake VATS”, metodica che abbina a un approccio minimamente invasivo la totale assenza di intubazione e comporta una serie di vantaggi», afferma il dottor Paraskevas Lyberis, chirurgo toracico dell’équipe che ha eseguito l’intervento.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| È il tipo di biopsia polmonare più esaustivo, in quanto il campione prelevato è delle dimensioni necessarie per un'analisi di laboratorio completa | È invasiva e può comportare diversi rischi. |
| Richiede un ricovero ospedaliero. | |
| Prevede l'anestesia generale, una pratica a rischio complicazioni. |
Preparazione alla Biopsia Polmonare
È prassi abituale che, qualche giorno prima della biopsia polmonare, il medico incaricato di eseguirla (o un membro qualificato del suo staff) incontri il paziente, per metterlo al corrente dei dettagli della procedura e per interrogarlo in merito a:
- La storia clinica.
- I farmaci assunti in quel momento.
- Eventuali allergie a determinati medicinali, in particolare ad anestetici e sedativi.
- Qualora il paziente fosse una donna e avesse anche solo il sospetto di essere incinta, è opportuno che riferisca al medico questo sospetto.
Quando è prevista l'anestesia generale, come in occasione della biopsia polmonare "a cielo aperto", il paziente, nel giorno dell'esame, è tenuto a presentarsi a completo digiuno da almeno 8 ore.
Rischi della Biopsia Polmonare
Attualmente, la biopsia polmonare è considerata una procedura diagnostica a basso rischio. Tuttavia, è bene precisare che la comparsa di complicazioni dipende molto dal tipo di biopsia polmonare eseguita. Infatti, la biopsia broncoscopica e l'agobiopsia polmonare sono meno pericolose della biopsia polmonare "a cielo aperto" o della sua variante toracoscopica. Del resto, le prime due sono esami ambulatoriali non particolarmente complessi, mentre le seconde due sono interventi chirurgici a tutti gli effetti (e durante ogni intervento chirurgico, anche il più semplice, possono insorgere delle complicanze).
Possibili Complicazioni
Le possibili complicanze di una biopsia polmonare, eseguita in modalità chirurgica:
- Pneumotorace
- Gravi perdite di sangue
- Infezioni, del tipo polmonite
- Broncospasmo e conseguenti problemi respiratori
- Aritmie
- Morte (evento raro)
Quando Contattare il Medico
Dopo una biopsia polmonare, è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico (o recarsi in un centro ospedaliero) in presenza di:
- Forte dolore al torace
- Vertigini
- Problemi respiratori
- Peggioramento del sanguinamento dalla ferite
- Tosse con sangue (emottisi)
Nuove Tecniche: Biopsia Toracica Minimamente Invasiva con Tracciante a Fluorescenza
Sperimentata una nuova tecnica diagnostica che utilizza una biopsia toracica minimamente invasiva con un tracciante a fluorescenza. Nel novembre del 2017 il paziente di 37 anni comincia ad accusare i primi sintomi di deperimento fisico e alcuni segnali di problemi polmonari, in particolare al polmone sinistro. Il paziente viene pertanto sottoposto a biopsia con tecniche tradizionali (TC e broncoscopia) che purtroppo risultano inconclusive. Il paziente viene a questo punto riferito alla Chirurgia Toracica universitaria dell’ospedale Molinette (diretta dal professor Enrico Ruffini), dove viene proposta una innovativa biopsia mininvasiva utilizzando un tracciante fluorescente. In questo modo è stato possibile effettuare una diagnosi precisa e definitiva di linfoma del mediastino curabile.
I chirurghi Paraskevas Lyberis e Francesco Guerrera iniettano per via endovenosa una sostanza tracciante (Indocianina), che si distribuisce nel corpo del paziente e che va a depositarsi in maniera selettiva nelle cellule tumorali dando un effetto verde fluorescente. Attraverso una controapertura di 2 cm sempre sul torace i chirurghi asportano solo la parte malata (colorata in verde), con il risultato di effettuare una biopsia chirurgica mirata, rispetto ad una maggiore quantità di tessuto polmonare, come sarebbe stato richiesto con una tecnica tradizionale.
Biopsie Eco- e TC-Guidate
Le biopsie eco e TC guidate prevedono l’uso di tecniche di imaging (l’ecografia o la TAC) per inserire nel modo più preciso possibile un ago all’interno di un organo. Scopo della manovra è prelevare un campione di tessuto da inviare a successive analisi istologiche per ottenere un’accurata diagnosi e, in alcuni casi, approntare una terapia adeguata al caso.
L’esecuzione di biopsie eco e TC guidate prevedono l’astensione da cibo e bevande almeno nelle sei ore precedenti la manovra. L’esame può essere controindicato durante la gravidanza (se è utilizzata la TC). La procedura non è dolorosa.
Tempi dei Risultati
Salvo casi particolari (tubercolosi), dopo una biopsia polmonare, i risultati di laboratorio sono disponibili dopo 2-4 giorni.
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