Valori delle Transaminasi in Gravidanza: Cause e Cosa Fare

Durante la gravidanza, le future mamme si sottopongono a numerosi esami di routine per monitorare la propria salute e quella del bambino. Tra questi, rientrano anche gli esami per valutare i livelli delle transaminasi, enzimi prodotti dal fegato.

Vedere le transaminasi alte in gravidanza non è in genere allarmante, ma va sempre valutato dal medico e monitorato. Infatti, ciò potrebbe essere legato all'aumento dell'attività epatica e allo squilibrio ormonale tipici della gravidanza. Tuttavia, un aumento dei livelli di transaminasi può anche indicare la presenza di problemi al fegato, come la colestasi gravidica o la steatosi acuta epatica della gravidanza.

Cosa sono le transaminasi?

Le transaminasi sono enzimi che partecipano alla trasformazione degli amminoacidi in energia. La determinazione dei loro livelli nel sangue è utile soprattutto per valutare il corretto funzionamento epatico, ma può riflettere anche lo stato di salute del cuore e dell'apparato muscolo-scheletrico. In presenza di un danno o di un processo infiammatorio a carico di tali organi, si può verificare un aumento anomalo dei valori delle transaminasi.

Le transaminasi più importanti sono l'alanina amino transferasi (ALT o GPT) e l'aspartato amino transferasi (AST o GOT).

  • ALT (Alanina amino transferasi): L’ALT (o GPT) è un enzima del fegato che aiuta l’organismo a metabolizzare le proteine. Si tratta di una proteina sintetizzata esclusivamente in quest’organo e in caso di lesioni viene riversata nel sangue aumentando quindi la concentrazione presente oltre i limiti normali.
  • AST (Aspartato transaminasi): L’AST è un enzima che, come l’ALT, quando non ci sono problemi si trova nel sangue in minime quantità. L’aumento dei livelli può indicare una patologia o una lesione al fegato.

L'AST è presente soprattutto nei muscoli e nel miocardio, mentre l'ALT si trova essenzialmente nelle cellule del fegato. Quando le cellule del fegato, del cuore o dei muscoli sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel circolo sanguigno, con aumento della loro concentrazione plasmatica.

Valori normali delle transaminasi

I valori di riferimento delle transaminasi possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. In generale, i valori normali sono:

  • ALT (Alanina aminotransferasi): 7-56 U/L (unità per litro)
  • AST (Aspartato aminotransferasi): 10-40 U/L (unità per litro)

È importante sottolineare che piccoli aumenti delle transaminasi non sono necessariamente indicativi di una patologia grave e devono essere valutati nel contesto del quadro clinico generale.

Cause di transaminasi alte in gravidanza

Circa il 3% delle donne in gravidanza soffre di una malattia epatica. Le cause più comuni di transaminasi alte in gravidanza includono:

  • Colestasi gravidica: Questa patologia è causata da un'alterazione della secrezione o del normale deflusso nel duodeno della bile. La colestasi intraepatica della gravidanza aumenta il rischio di prematurità fetale, di natimortalità e di sindrome da distress respiratorio. Il sintomo principale è l’insorgenza improvvisa di un forte prurito che in genere peggiora fino al parto o all’inizio del trattamento.
  • Steatosi acuta epatica della gravidanza: I sintomi comprendono nausea e vomito improvvisi, dolore addominale e ittero, seguiti nei casi gravi da un’insufficienza epatocellulare.
  • Epatiti virali: Infezioni da virus come l’epatite B o C possono aumentare notevolmente i livelli di GPT e GOT.
  • Steatosi epatica: L’accumulo di grasso nel fegato, spesso legato a obesità, insulino-resistenza o cattiva alimentazione.
  • Effetti collaterali di farmaci: Alcuni farmaci possono danneggiare il fegato, causando un aumento delle transaminasi.

Colestasi Gravidica: Fattori di Rischio e Sintomi

La colestasi gravidica riconosce un'eziologia multifattoriale, quindi risulta dall'interazione di più concause. Alla base, vi è un incremento della stasi biliare secondaria ad un'alterazione della secrezione o del normale deflusso di bile nel duodeno.

Fattori ormonali: la colestasi gravidica sembra dipendere da un incremento della normale stasi della bile intraepatica, in combinazione con le maggiori concentrazioni plasmatiche di estrogeni e progesterone. Il ruolo degli ormoni è suggerito dal fatto che la colestasi gravidica si manifesta soprattutto nella parte terminale della gravidanza. Inoltre, i sintomi tendono a risolversi dopo il parto, quando i livelli ormonali si normalizzano.

Fattori genetici: la colestasi gravidica sembra manifestarsi in donne predisposte dal punto di vista genetico, in seguito all'interazione di vari fattori ambientali (come l'alimentazione) e le modificazioni ormonali che avvengono fisiologicamente in gravidanza. Recentemente, in alcune pazienti con colestasi gravidica, è stata rilevata una particolare mutazione genetica.

Fattori ambientali: l'incidenza della colestasi gravidica varia in base a diverse aree geografiche. Inoltre, la malattia sembra manifestarsi in modo più grave nei mesi invernali. Anche la dieta può influenzare l'insorgenza della colestasi gravidica. L'incidenza della colestasi gravidica varia a seconda dell'etnia. Più nel dettaglio, le popolazioni in cui si riscontra con maggiore frequenza sono quelle di Cile, Bolivia e Paesi scandinavi, nelle quali può arrivare a colpire una donna incinta su 50.

La colestasi gravidica è caratterizzata da una sensazione pruriginosa, persistente e molto intensa, che esordisce nel secondo o nel terzo trimestre. Il prurito da colestasi gravidica si esacerba durante la notte e può essere così grave da limitare la qualità della vita della donna. Altri sintomi della colestasi gravidica sono la presenza di ittero, l’emissione di urine scure o la presenza di grasso nelle feci.

Cosa fare in caso di transaminasi alte in gravidanza?

Se i risultati degli esami del sangue indicano un aumento dei livelli di transaminasi, è fondamentale consultare il proprio medico per identificare la causa sottostante e stabilire il trattamento più appropriato. In genere, il medico può prescrivere ulteriori esami, come:

  • Dosaggio della bilirubina, del tempo di protrombina e delle proteine plasmatiche
  • Ricerca di markers delle epatiti virali
  • Ecografia o risonanza magnetica addominale
  • Biopsia epatica (in casi selezionati)

Trattamento della Colestasi Gravidica

La terapia per la colestasi gravidica è volta soprattutto a ridurre i fastidi legati al prurito, con cure locali sulla pelle, e ad abbassare la concentrazione di acidi biliari con cure farmacologiche.

  • Acido Ursodesossicolico: Questo medicinale contribuisce ad evitare la potenziale citotossicità degli acidi biliari accumulati nel sangue, riduce il prurito e normalizza i marcatori biochimici di funzionalità epatica; tuttavia, l'acido ursodesossicolico non diminuisce l'incidenza delle complicanze fetali.
  • Colestiramina: è una resina a scambio ionico che rappresenta l'alternativa terapeutica all'acido ursodesossicolico. Questa si lega agli acidi biliari nell'intestino e ne impedisce il riassorbimento, formando un complesso in seguito escreto con le feci. Di norma, l'uso di questo farmaco è sconsigliato in gravidanza, in quanto interferisce con l'assorbimento delle vitamine liposolubili e può peggiorare le eventuali coagulopatie materne e fetali.
  • Antistaminici orali: possono essere prescritti per alleviare il prurito.

In presenza di colestasi gravidica, il parto può essere indotto alla 36esima-37esima settimana di gestazione, quando lo sviluppo polmonare è ormai completo. La colestasi gravidica si risolve nel puerperio, indicativamente entro 4-6 settimane dalla nascita del bambino.

Consigli per mantenere il fegato sano durante la gravidanza

Indipendentemente dalla causa dell'aumento delle transaminasi, è importante adottare uno stile di vita sano per supportare la funzionalità epatica durante la gravidanza:

  • Seguire una dieta equilibrata: Evitare cibi grassi, fritti, trasformati e ricchi di zuccheri. Preferire alimenti freschi, integrali e ricchi di fibre.
  • Limitare l'assunzione di sale: Il sale può favorire la ritenzione idrica e affaticare il fegato.
  • Evitare l'alcol: L'alcol è tossico per il fegato e può peggiorare eventuali problemi epatici.
  • Bere molta acqua: L'acqua aiuta a depurare l'organismo e a mantenere il fegato idratato.
  • Evitare farmaci non necessari: Molti farmaci possono danneggiare il fegato. Assumere farmaci solo se prescritti dal medico.
  • Praticare attività fisica moderata: L'attività fisica aiuta a mantenere il peso forma e a migliorare la funzionalità epatica.

Domande Frequenti

Cos’è la differenza tra GPT e GOT?

La GPT (ALT) è un enzima più specifico per il fegato, mentre la GOT (AST) si trova anche nei muscoli e nel cuore, rendendola un marker meno specifico.

Quando preoccuparsi per GPT alte?

È importante preoccuparsi se i livelli di GPT sono molto superiori alla norma, soprattutto se associati a sintomi come ittero o dolore addominale.

Le transaminasi basse sono preoccupanti?

Valori bassi di transaminasi possonoessere legati a carenze nutrizionali o insufficienza epatica avanzata. In generale, sono meno comuni e meno preoccupanti rispetto ai valori alti.

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