Valori Normali delle Transaminasi nel Gatto e Lipidosi Epatica

La lipidosi epatica felina (FHL) è una patologia caratterizzata da un eccessivo accumulo di trigliceridi nel fegato con conseguente alterazione della sua funzionalità. Tale condizione si riscontra frequentemente nel gatto per la sua predisposizione metabolica.

Classificazione e Cause della Lipidosi Epatica

La FHL può essere classificata in idiopatica o primaria e secondaria. La forma primaria si osserva nei gatti sovrappeso a digiuno per un periodo prolungato senza una patologia sottostante; la forma secondaria invece può essere una conseguenza di patologie di natura infiammatoria (es. colangiti, pancreatiti, IBD), neoplastica o endocrinopatie (es. diabete mellito, ipertiroidismo).

Anche se tutt’ora la patogenesi è scarsamente conosciuta obesità, anoressia, perdita di peso (tra il 25 e il 40%) e stress sembrano essere i fattori predisponenti maggiormente coinvolti in quanto in grado di determinare una lipolisi periferica ed aumento dei lipidi a livello epatico.

La FHL può colpire gatti di qualunque età senza particolare predilezione di razza anche se un’aumentata prevalenza è stata riscontrata nelle femmine giovani o di mezza età: soggetti con patologia idiopatica tendono inoltre ad essere più giovani rispetto a quelli con patologie concomitanti.

Sintomi della Lipidosi Epatica

La FHL deve essere sospettata in tutti i gatti sovrappeso che presentano anoressia per lungo periodo: i segni clinici sono tipicamente acuti e si manifestano con vomito, anoressia, disidratazione, debolezza e perdita di peso a cui si possono aggiungere scialorrea, ottundimento del sensorio, ittero e convulsioni a seconda della gravità del danno epatico.

Diagnosi

Una diagnosi accurata si basa su anamnesi, abitudini alimentari ed esame fisico volto a quantificare la perdita di peso. È importante eseguire esami emato-biochimici completi e di diagnostica per immagini per escludere quadri patologici concomitanti.

La diagnosi di certezza si basa sulla biopsia epatica che consente di riscontrare vacuolizzazione degli epatociti e presenza di lipidi all’interno dei vacuoli; l’esecuzione di tale procedura è da valutare in base al rischio anestesiologico e del possibile sanguinamento.

Esami del Sangue

Agli esami del sangue si possono osservare segni di disfunzione epatica con aumenti da modesti a marcati di bilirubina, ALP e ALT; la GGT può risultare normale nei casi primari e aumentata nei secondari. Altro reperto comunemente riscontrato è l’ipokaliemia che risulta essere anche un fattore prognostico negativo.

Valutazione della Funzionalità Epatica

La valutazione della funzionalità epatica attraverso gli esami del sangue è particolarmente importante perché le malattie epatiche hanno un decorso caratterizzato da pochissimi sintomi fino a quando la malattia non è molto grave o in stadio terminale.

  • Alanina aminotransferasi (ALT): È un enzima che si trova principalmente nelle cellule del fegato e viene rilasciato nel sangue dalle cellule in stato di sofferenza.
  • Fosfatasi alcalina (ALP): Viene invece utilizzata per la valutazione delle vie biliari. Non è un enzima così specifico come la ALT; questo enzima è infatti prodotto anche dalle ossa, dall’intestino e dalla placenta durante la gravidanza.
  • Albumine: Sono le proteine più importanti prodotte dal fegato; anche se sono numerosi i fattori in grado di interferire con la quantità presente in circolo, una malattia cronica epatica può essere causa di una progressiva e persistente diminuzione della quantità presente nel sangue.

I valori normali di riferimento di questi parametri sono diversi nelle diverse specie e a volte anche fra razze diverse all’interno della stessa specie; è quindi molto importante che vengano interpretati in modo corretto facendo riferimento al singolo paziente. Tutte le volte che i valori di questi parametri risultano alterati si dovrà poi procedere ad approfondimenti sia attraverso altri parametri ematici sia attraverso opportune indagini strumentali (ad esempio ecografia).

Ecografia

All’esame ecografico si può rivelare un fegato alterato (iperecogeno) e la presenza di patologie intercorrenti (ad esempio una concomitante pancreatite, colangite o neoplasia).

Trattamento

Per trattare efficacemente la patologia è fondamentale identificare la causa primaria quando presente, supportare lo stato clinico del paziente con fluidoterapia, trattare le alterazioni elettrolitiche, somministrare terapie di supporto (antiossidanti, vit. B, carnitina, taurina, antiemetici e procinetici) e una dieta bilanciata mediante sondino per l’alimentazione forzata: quest’ultimo è spesso il fattore più importante che influisce sulla prognosi nei gatti con FHL.

L’alimentazione deve essere introdotta lentamente usando una dieta il cui contenuto proteico sia il più alto possibile con lo scopo di ridurre la quantità di lipidi a livello epatico.

La prognosi è influenzata dal momento della diagnosi (bastano solo due settimane per far evolvere in modo irreversibile la patologia), dal trattamento della lipidosi (il posizionamento di un sondino determina un tasso di sopravvivenza fino all’86%) e dal trattamento dell’eventuale patologia concomitante.

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