La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue, un parametro che può variare sensibilmente durante la giornata in base a diversi fattori, come l'alimentazione e lo stato di salute.
Glicemia: Cosa Significa e Come Misurarla
I livelli di glicemia sono indicati in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl). La misurazione della glicemia può essere necessaria per monitorare l'efficacia della terapia in atto per un paziente diabetico.
Glicemia a Digiuno
Per rilevare i valori di glicemia a digiuno, è necessario effettuare un prelievo venoso al mattino prima di fare colazione.
Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta.
Un'alterata glicemia a digiuno costituisce un campanello d'allarme e, in tali casi, è suggerito effettuare ulteriori indagini, come il test da carico orale di glucosio o OGTT.
Glicemia Post Prandiale
La glicemia post prandiale indica i livelli di glucosio nel sangue registrati circa due ore dopo un pasto. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti.
Negli individui sani, che non presentano problemi di diabete, i livelli di glicemia rientrano nella norma a distanza di qualche ora (circa 4) dopo la fine dei pasti.
Ipoglicemia nei Bambini
Si tratta dell'abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue.
Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.
Laddove possibile un “campione critico” per identificare la causa dell’ipoglicemia dovrebbe essere prelevato nel momento di una ipoglicemia spontanea. In assenza del “campione critico”, è necessario indurre l’ipoglicemia mediante un test del digiuno, la cui durata è calibrata in funzione dell’età del bambino.
I tessuti che utilizzano il glucosio come fonte principale di energia sono prevalentemente il cervello, il cuore e i muscoli.
La prognosi dell’ipoglicemia è molto variabile. Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva).
Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione.
La terapia nutrizionale è fondamentale in alcune malattie, come le glicogenosi o l’intolleranza ereditaria al fruttosio. L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.
Trattamento dell'Ipoglicemia
Terapie farmacologiche sono disponibili per alcuni disordini, come l’iperinsulinismo o i deficit ormonali.
Glicemia in Gravidanza
I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl. Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva.
Uno degli esami per diagnosticare l’eventuale presenza di diabete conclamato è la curva glicemica da carico. Tale test è eseguito anche nelle donne in gravidanza, per verificare la presenza di diabete gestazionale. Questo tipo di esame permette di comprendere in che modo l’organismo reagisce al glucosio.
Come Mantenere la Glicemia Sotto Controllo
Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.
Monitoraggio Glicemico: Glicosuria e Chetonuria
Il controllo della glicemia e quello della glicosuria sono da considerarsi complementari: il primo fornisce indicazioni sui valori della glicemia al momento del prelievo, il secondo indica se nelle ore precedenti si sono verificati episodi di iperglicemia. L’esame della chetonuria (chetoni nelle urine) va eseguito per valori di glicosuria > 20g/l. Le prove della glicosuria vanno integrate con quelle della glicemia.
- glicosuria frazionata: andrebbe effettuata a scadenze fisse (ogni 7-15 giorni) sull’urina raccolta durante la giornata in frazioni temporali corrispondenti a colazione-pranzo, pranzo-cena, cena-colazione.
- in periodi di instabilità glicemica: 3 glicosurie con chetonuria giornaliere; 4 profili glicemici giornalieri al dito per una settimana con, se possibile, 2 misurazioni alle 02.00 del mattino; glicosuria sulle urine della notte.
Emoglobina Glicosilata (HbA1c)
Con questo termine si includono tutte le proteine sieriche glicosilate: la sua determinazione è un indice dell’equilibrio glicemico delle 2-3 settimane precedenti il dosaggio.
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