Il tumore del pancreas è una malattia caratterizzata dalla comparsa di cellule anomale nel tessuto pancreatico. Purtroppo, a differenza di altri tumori, quello del pancreas risulta essere il più letale.
La diagnosi precoce nel tumore del pancreas rimane ancora una "mission impossible". A causa dei sintomi spesso vaghi e della capacità di diffondersi rapidamente anche quando la massa tumorale è molto piccola, questa neoplasia viene diagnosticata spesso in fase tardiva quando intervenire risulta molto complicato. Da tempo la ricerca sta però tentando di identificare possibili segnali della malattia in fase precoce.
Identikit del Tumore del Pancreas
- Un tumore difficile da diagnosticare e trattare.
- Possibili segnali precoci della malattia.
- Necessari ulteriori studi.
La Sfida della Diagnosi Precoce
Le ragioni di questo insuccesso sono molte: i sintomi nelle fasi iniziali della malattia non si manifestano oppure non sono sufficientemente specifici per suscitare sospetti, così spesso la neoplasia viene scoperta con troppo ritardo quando il tumore ha formato già molte metastasi. Non solo, per la natura stessa del tumore -particolarmente ricco di tessuto stromale- è difficile veicolare farmaci antitumorali al suo interno.
Diagnosticare in tempo la malattia, sin dai primi stadi, permetterebbe di riuscire ad innalzare le percentuali di sopravvivenza a questo tumore. Ad oggi però non esiste alcun esame né segno clinico in grado di portare ad una diagnosi precoce.
Recenti Scoperte: Perdita di Peso e Aumento della Glicemia
Una situazione di stallo che non deve però fare pensare che la ricerca sia ferma. Tutt'altro. Un recente studio pubblicato su Plos One ha mostrato che alcuni sintomi quali perdita di peso e aumento della glicemia, tipici della malattia già conclamata, possono iniziare a presentarsi sino a 3 anni prima della diagnosi.
I ricercatori dell'Università del Surrey, in collaborazione con Pancreatic Cancer Action e l'Università di Oxford, sono arrivati a questa conclusione analizzando 8 mila pazienti con tumore del pancreas confrontandoli con oltre 34 mila individui sani. In particolare dallo studio è emerso che la diagnosi di tumore era associata ad un forte calo di peso due anni prima della diagnosi e ad un aumento dell'emoglobina glicata addirittura dai 3 anni precedenti la malattia.
Non solo, lo studio ha fatto emergere che la perdita di peso nelle persone con diabete è associata ad una maggiore probabilità di sviluppare la malattia rispetto agli individui non diabetici. Questi risultati, pur essendo da confermare in studi più ampi, suggeriscono l'importanza del monitoraggio dell'indice di massa corporea e delle glicemia quali possibili fattore in grado di predire la presenza della malattia.
Diabete e Tumore al Pancreas: Un Legame Stretto
L’incidenza non è altissima, sebbene in crescita: 13.500 le nuove diagnosi effettuate nel 2016. La mortalità ancora troppo alta. Il tumore del pancreas non è troppo diffuso, ma ha una prognosi quasi sempre infausta.
L’alta aggressività viaggia a braccetto con l’impossibilità di compiere una diagnosi precoce, poiché non esistono marcatori per la malattia. Un’opportunità potrebbe giungere dalla stretta osservazione dei pazienti affetti da diabete di tipo 2, di cui soltanto in Italia soffrono più di tre milioni di persone.
Sia chiaro: la condizione metabolica è da tempo considerata un fattore di rischio per il tumore del pancreas. Ma questa volta gli scienziati dell’istituto di Ricerca sulla Prevenzione di Lione sono arrivati a richiedere un’accelerazione nello sviluppo di test diagnostici non invasivi in grado di scovare in tempo utile la malattia.
Il Ruolo delle Incretine
Nel corso dell’ultimo congresso europeo contro il cancro, tenutosi ad Amsterdam, è stato presentato uno studio che ha lanciato un’ipotesi da approfondire, ma ritenuta di grande interesse. Una rapida e imprevista progressione del diabete potrebbe essere la «spia» di un tumore del pancreas asintomatico.
Punto di partenza della sua osservazione sono state le conclusioni di una ricerca epidemiologica condotta su oltre 550mila pazienti diabetici, intrapresa al fine di valutare l’interazione tra il diabete di tipo 2 e il tumore del pancreas e il profilo di sicurezza delle incretine. Si tratta di ormoni prodotti da cellule intestinali - i più importanti sono la GLP-1 e la GIP - che promuovono il rilascio dell’insulina e migliorano il controllo della glicemia.
Esistono anche dei farmaci a base di incretine che vengono prescritti ai diabetici nella seconda linea di trattamento, quando la metformina risulta insufficiente. Negli ultimi anni alcune ricerche avevano lasciato intendere che la loro somministrazione potesse favorire l’insorgenza di cancro al pancreas. L’ipotesi è stata in realtà rivista da quest’ultimo studio.
Lo studio dimostra infatti che la malattia oncologica causa un peggioramento del diabete, da cui la prescrizione di incretine. E l’osservazione che i pazienti che facevano la prima cura a base di incretine avevano un rischio maggiore di diagnosi di cancro nel breve periodo (tre mesi) rispetto ai pazienti che proseguivano la cura con gli anti-diabetici orali, non va interpretata come la causa della malattia, piuttosto come una sua conseguenza. Prova ne è il fatto che, a lungo termine, la terapia risulta correlata a una riduzione del rischio di malattia oncologica.
L'Importanza del Monitoraggio e del Buon Senso Clinico
«Lo studio in questione chiarisce il profilo di sicurezza delle incretine e suona come un monito per i diabetologi - afferma Gabriele Capurso, responsabile del centro pancreas dell’ospedale Sant’Andrea di Roma -. Se la malattia peggiora senza apparenti spiegazioni è necessario approfondire le analisi. In prima battuta con una tac o con una risonanza magnetica nucleare e, se l’immagine derivante fosse sospetta, con una ecoendoscopia che permette di effettuare anche una biopsia dell’organo, passando attraverso la parete dello stomaco».
Detto che di tumore del pancreas non si ammalano soltanto i diabetici di tipo 2, «quest’ultima ricerca ci dice che con loro c’è però la possibilità di fare diagnosi precoce - prosegue lo specialista -. Serve buon senso clinico. Non si può ipotizzare uno screening per tutti i diabetici, ma talvolta occorre andare oltre il semplice cambio della terapia per il controllo glicemico. Un paziente scrupoloso che non risponde più alla metformina e richiede le incretine, se non proprio le iniezioni di insulina, potrebbe in realtà essersi già ammalato di tumore del pancreas».
Correlazione tra Glicemia a Digiuno e Rischio di Tumore al Pancreas
Uno studio ha valutato nella popolazione generale della Corea il rischio di cancro del pancreas in correlazione ai livelli della glicemia a digiuno. E’ stata utilizzata la banca dati del servizio nazionale di assicurazione sulla salute (NHIS), sulla base delle richieste di risarcimento e dei dati di prevenzione della salute registrati tra il 2009 e il 2015. Sono stati esclusi i pazienti con diabete tipo 1 e quelli con diagnosi di Ca del pancreas nell’anno precedente.
Sono stati valutati 22,8 milioni di soggetti, suddivisi in 6 gruppi sulla base dei livelli della glicemia del mattino:
- normale bassa (<90 mg/dl)
- normale alta (90-99 mg/dl)
- prediabete livello 1 (100-109 mg/dl)
- prediabete livello 2 (110-125 mg/dl)
- diabete (≥126 mg/dl)
- diabete in trattamento con ipoglicemizzanti.
Il rischio di Ca del pancreas è stato corretto per tutti i fattori di rischio noti per tale tumore (età, genere, fumo di sigaretta, alcol, sedentarietà, BMI e durata del diabete). La mediana del follow-up è stata di 5,4 anni.
Risultati Principali
L’incidenza cumulativa di Ca del pancreas aumenta in maniera lineare all’aumentare della glicemia plasmatica a digiuno, anche nell’ambito di livelli normali della glicemia. Dopo correzione di tutti i fattori confondenti e considerando HR=1 per i soggetti con glicemia <90 mg/dl, il rischio di Ca del pancreas aumenta all’aumentare della glicemia.
In particolare, il rischio aumenta del 14% per il gruppo con glicemia 90-99 mg/dl, del 22% per il gruppo con prediabete (100-109 mg/dl), del 42% per il gruppo con prediabete (110-125 mg/dl), del 62% per i pazienti diabetici e del 91% per i pazienti diabetici in trattamento. Il trattamento con insulina non aumenta il rischio rispetto agli altri ipoglicemizzanti considerati.
| Gruppo Glicemia | Livelli di Glicemia (mg/dl) | Aumento del Rischio di Ca del Pancreas |
|---|---|---|
| Gruppo 1 | <90 | HR=1 (Riferimento) |
| Gruppo 2 | 90-99 | 14% |
| Gruppo 3 (Prediabete) | 100-109 | 22% |
| Gruppo 4 (Prediabete) | 110-125 | 42% |
| Diabetici | ≥126 | 62% |
| Diabetici in Trattamento | ≥126 (con trattamento) | 91% |
Diabete e Cancro: Cure Interconnesse
C'è un rapporto stretto tra diabete di tipo 2 e cancro, tanto che alcuni studi mostrano che farmaci attivi contro una delle due patologie lo sono anche contro l’altra.
È possibile che un farmaco sviluppato per trattare il diabete venga usato per curare, o magari prevenire, il cancro? E, viceversa, che un composto usato per combattere un tumore possa normalizzare la glicemia in pazienti diabetici? Alcuni studi suggeriscono che la risposta, almeno in alcuni casi specifici, sia sì. Del resto, il cosiddetto “drug repurposing” (o riposizionamento dei farmaci), è una strategia da tempo perseguita dai ricercatori per riutilizzare farmaci già approvati per determinate patologie, nel trattamento di altre malattie.
Metformina e Dasatinib: Esempi di Drug Repurposing
Due studi scientifici i cui risultati sono stati da poco pubblicati, che riguardano la metformina (un antidiabetico) e il dasatinib (un antitumorale), si inseriscono nel filone di ricerca che studia il legame tra diabete e cancro.
Studi di laboratorio hanno mostrato che la metformina inibisce la crescita delle cellule tumorali in laboratorio in cellule in coltura e studi osservazionali negli esseri umani hanno mostrato che in chi assume metformina per tenere bassa la glicemia si riduce il rischio di sviluppare un tumore e di mortalità per cancro.
Il dasatinib è un inibitore delle tirosinchinasi utilizzato per il trattamento di alcune forme di leucemia. Uno studio ha dimostrato l’utilità di questo farmaco anche come antidiabetico nei pazienti con diabete di tipo 2.
Consigli per la Prevenzione del Diabete di Tipo 2
- Mantenere il peso al livello ideale o poco superiore.
- Consumare quotidianamente frutta (almeno due) e verdura (almeno una).
- Alternare i cereali integrali a quelli raffinati.
- Consumare con cautela formaggi e salumi.
- Dare più spazio ai legumi e al pesce, piuttosto che alla carne.
- Utilizzare l'olio d'oliva, sia a crudo sia per le cotture.
- Consumare dolci e bevande zuccherate con moderazione.
- Non porsi particolari limiti per il caffè.
- Non fumare e non far fumare chi ci circonda.
- Ritagliarsi ogni giorno un intervallo di tempo per l'attività fisica.
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