Valori di Glicemia e Insulino-Resistenza: Interpretazione e Gestione

Con la consulenza della d.ssa Simona Moscatiello, Diabetologa, UO Endocrinologia, Prevenzione e Cura del Diabete, Policlinico Sant’Orsola Malpighi, Bologna, esploriamo l'insulino-resistenza, una condizione metabolica sempre più diffusa.

Cos'è l'Insulino-Resistenza?

L’insulina è un ormone prodotto dalle beta cellule del pancreas che viene rilasciato nel circolo sanguigno dopo i pasti, soprattutto quelli ricchi di glucosio (uno zucchero), ma non solo. Ha proprietà anaboliche e la sua azione più rilevante consiste nel favorire l’ingresso all’interno delle cellule del nostro organismo del glucosio il quale viene utilizzato nelle reazioni chimiche o come riserva di energia, evitando così che la glicemia (ovvero il livello di zucchero nel sangue) si alzi troppo. L’insulino resistenza è una condizione nella quale le cellule diventano meno sensibili all’insulina con una ridotta utilizzazione del glucosio e il suo accumulo nel sangue.

Per cercare di compensare a questa minor entrata del glucosio nelle cellule e all’iperglicemia conseguente, il pancreas aumenta la produzione di insulina portando ad una condizione denominata iperinsulinemia. L’aumento continuo della produzione d’insulina può deteriorare la funzione del pancreas e condurre allo sviluppo di diabete mellito di tipo 2 oltre ad interferire con il metabolismo dei lipidi, delle cellule cardiache e dei vasi sanguigni.

Fattori che Influenzano lo Sviluppo dell'Insulino-Resistenza

La causa scatenante dell’insulino-resistenza non è nota, si ipotizza che possano concorrere diversi fattori:

  • Storia familiare di diabete mellito tipo 2, ipertensione arteriosa o malattie cardiovascolari.
  • Diagnosi di diabete gestazionale o ridotta tolleranza al glucosio.
  • Predisposizione genetica: alcune etnie, come quelle africana, ispanica e asiatica, sono più a rischio.
  • Stile di vita: un’alimentazione ricca di zuccheri semplici, acidi grassi saturi e alimenti ad alto indice glicemico così come una vita sedentaria possono contribuire all’insorgenza della resistenza all’insulina.
  • Sovrappeso (BMI > 25 kg/m2) ed obesità (BMI > 30 kg/m2): il peso corretto nell’adulto dipende dall’altezza, per questo si calcola il cosiddetto indice di massa corporea (BMI o Body Mass Index) definito come il rapporto tra il peso in kilogrammi e l’altezza in metri elevata al quadrato (kg/m2).
  • Accumulo di grasso a livello addominale: circonferenza vita ≥102 cm nell’uomo e ≥ 88 cm nella donna.
  • Sindrome dell’ovaio policistico: la PCOS è caratterizzata da uno squilibrio ormonale da cui derivano alterazioni metaboliche (difficoltà nella perdita di peso o aumento dello stesso), riproduttive (oligomenorrea, amenorrea, anovulazione ecc.) e biochimiche quali iperandrogenismo e insulino resistenza.
  • Sindrome di Cushing o l’uso prolungato di cortisone: l’eccesso di cortisolo in circolo può portare a insulino resistenza e a vari gradi di alterazione del metabolismo glucidico, sino al diabete mellito.

Tabella dell'Indice di Massa Corporea (BMI) e Categorie di Peso

BMI (kg/m2) Classificazione delle diverse categorie di peso
≤ 18,4 Sottopeso
18,5-24 Normopeso
25-29,9 Sovrappeso
30-34,9 Obesità di I grado
35-39,9 Obesità di II grado
≥ 40 Obesità di III grado

Segni e Sintomi Associabili all'Insulino-Resistenza

In genere l’insulino-resistenza non dà sintomi che si possono, invece, manifestare in un secondo momento come conseguenza dell’alterazione della glicemia; possono pertanto comparire sonnolenza, stanchezza, maggiore appetito, difficoltà di concentrazione e aumento di peso soprattutto localizzato a livello addominale. Ciò accade perché quando la glicemia sale, il nostro corpo produce ancora più insulina cercando di abbassare i livelli di zucchero nel sangue; l’insulina elevata fa sì che lo zucchero in eccesso venga dirottato nel tessuto adiposo come scorta, a questo punto le cellule, non ricevendo sufficiente zucchero, fanno aumentare il senso di fame e la voglia di dolce/zucchero immediato.

Quando la glicemia scende sotto i livelli soglia (ipoglicemia) si possono avere sudorazione, tremori, irritabilità e alterazioni dello stato di coscienza. In rari casi è possibile la comparsa di aree cutanee scure (iperpigmentazione) che prende il nome di acanthosis nigricans e che si riscontra specialmente in prossimità delle pieghe del corpo (ascelle, inguine e collo). Questa condizione si riscontra nei casi di iperinsulinemia associata ad obesità o sindrome dell’ovaio policistico.

Non esiste una terapia specifica per l’acanthosis nigricans, tuttavia il trattamento della condizione di base, di solito, può ripristinare la normale pigmentazione delle zone colpite.

Diagnosi dell'Insulino-Resistenza

In assenza di disturbi, la diagnosi avviene spesso in modo casuale, ad esempio durante lo svolgimento di esami prescritti per altre condizioni. Esistono diversi metodi per fare la diagnosi di insulino resistenza, quelli elencati di seguito sono i più utilizzati nella pratica medica:

  • L’indice HOMA o HOMA index: HOMA è l’acronimo inglese per Homeostatic Model Assessment, ovvero valutazione del modello omeostatico. Si fonda sul valore della glicemia e insulinemia. Si calcola nel seguente modo: HOMA index = (glicemia x insulinemia) / 22,5 (dove la glicemia è espressa in mmol/L e l’insulina in mU/L). Se nelle tue analisi del sangue la glicemia è espressa in mg/dl, la formula da applicare è HOMA index = (glicemia a digiuno x insulinemia a digiuno) / 405. Il range di normalità che si riscontra nell’adulto non insulino resistente è compreso tra 0,23 e 2,5. Un valore maggiore di 2,5 indica la presenza di insulino resistenza: più alto è il valore, maggiore potrebbe essere la resistenza all’insulina.
  • La curva da carico per glicemia e insulinemia chiamata anche OGTT (Oral Glucose Tolerance Test) per glicemia e insulinemia. Al paziente viene fatta bere una soluzione contenente 75 grammi di glucosio e si eseguono prelievi, per la determinazione della glicemia e dell’insulinema, prima e dopo 30, 60, 90 e 120 minuti dall’assunzione della bevanda zuccherata. Nel soggetto senza insulino resistenza, l’insulina aumenta di 3-6 volte rispetto ai valori basali durante la prima ora. Nel soggetto con insulino resistenza si ha una risposta aumentata di 5-10 volte rispetto ai valori basali, con ritardo nel raggiungimento del picco (dopo 90-120 minuti).

Possibile Evoluzione e Complicanze dell'Insulino-Resistenza

Se non adeguatamente trattata l’insulino resistenza può portare a:

  • Ridotta tolleranza glucidica (IGT, Impaired Glucose Tolerance) quando i livelli ematici di glucosio dopo 2 ore dalla curva da carico sono compresi fra 140-199 mg/dl.
  • Alterata glicemia a digiuno (IFG, Impaired Fasting Glucose) quando il glucosio a digiuno è compreso fra 100-125 mg/dl.
  • Diabete mellito di tipo 2 quando il pancreas non è più in grado di far diminuire i livelli di glucosio nel sangue attraverso un’adeguata produzione d’insulina.
  • Ipertensione arteriosa: l’iperinsulinemia aumenta il riassorbimento renale di sodio ed acqua, quindi aumenta il volume plasmatico con conseguente aumento della pressione sanguigna.
  • Aumento dei trigliceridi, diminuzione del colesterolo HDL (buono) ed un aumento del colesterolo LDL (cattivo).
  • Sindrome metabolica: detta anche sindrome da insulino resistenza o sindrome x, è caratterizzata dalla presenza di più condizioni contemporaneamente.
  • Disturbi cardiovascolari come infarto, ictus o problemi dei vasi periferici.
  • Steatosi epatica associata a disfunzione metabolica o MAFLD (dall’inglese metabolic-dysfunction associated fatty liver disease, in passato denominata NAFLD/NASH).
  • Aumento della viscosità del sangue (ipercoagulabilità).

Cosa Fare per Prevenire e Contrastare l'Insulino-Resistenza

Mantieni un corretto peso corporeo: per mantenere il peso nella norma non bisogna ricorrere a restrizioni alimentari brusche o estreme che potrebbero compromettere il nostro stato di salute, è necessario, invece, cambiare in modo equilibrato le scelte del cibo e puntare a migliorare la varietà della dieta con alimenti di qualità, frazionando i pasti nell’arco della giornata (colazione, pranzo e cena e due spuntini, uno a metà mattinata e uno a metà pomeriggio).

Segui un’alimentazione sana e bilanciata: è importante incrementare il consumo di frutta, verdura, legumi ed alimenti naturalmente ricchi di fibre, optare per cereali integrali, evitare gli alimenti ricchi di grassi saturi prediligendo, invece, quelli contenuti nel pesce e nelle fonti vegetali (come olio d’oliva), oltre che abolire gli zuccheri semplici.

Presta attenzione all’indice glicemico e al carico glicemico degli alimenti: l’indice glicemico è un parametro che classifica gli alimenti in base alla velocità con cui i carboidrati e gli zuccheri contenuti in un alimento passano nel sangue e innalzano la glicemia.

Incrementa l’attività fisica: l’attività fisica regolare e moderata è importantissima per il nostro benessere per molti motivi. Innanzitutto riduce lo stress favorendo il rilascio di sostanze naturalmente regolanti il tono dell’umore (endorfine), inoltre aiuta a non aumentare di peso ed è in grado di contrastare l’insulino resistenza, migliorando la risposta all’insulina e facilitando l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule. Infine aiuta a controllare la pressione arteriosa e a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari.

Limita l’assunzione di alcolici: le bevande alcoliche, essendo caloriche, possono portare a un aumento di peso, contengono etanolo in percentuali variabili che viene metabolizzato a livello del fegato e, se in eccesso, si accumula nelle cellule portando alla steatosi epatica; è stato inoltre dimostrato che l’etanolo può contribuire allo sviluppo di insulino resistenza.

Smetti di fumare: nei fumatori spesso si verifica un aumento del grasso soprattutto addominale e viscerale, più pericoloso per la salute, che può sostenere l’insulino-resistenza.

E’ fondamentale affidarsi al medico specialista cercando di limitare il più possibile il fai-da-te. Il tuo endocrinologo può infatti stabilire la frequenza e il tipo di esami da effettuare per controllare lo stato della patologia e, in caso di necessità, prescriverti una terapia farmacologica e/o integrativa efficace, sicura e personalizzata.

Conoscere il fattore di sensibilità insulinica è utile nel caso in cui sia necessario somministrare una dose supplementare di insulina per correggere un’iperglicemia pre-prandiale (prima del pasto) o imprevista, per esempio un’iperglicemia lontano dai pasti. Per ogni soggetto esiste un diverso fattore di sensibilità all’insulina. In genere, le persone normopeso che svolgono una regolare attività fisica hanno una maggiore sensibilità all’insulina.

Tabella: Fattore di correzione usato pari a 30 mg/dl

Obiettivo → Glicemia del momento

  • Glicemia 100 mg/dl Glicemia < 130 mg/dl Nessun correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 130-160 mg/dl + 1 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 160-190 mg/dl + 2 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 190-220 mg/dl + 3 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 220-250 mg/dl + 4 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia 250-280 mg/dl + 5 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
  • Glicemia > 280 mg/dl + 6 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto

Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2. Prima di tutto ricorda di avere a disposizione il glucometro, le strisce reattive, un batuffolo di cotone imbevuto con disinfettante, un batuffolo di cotone asciutto e una lancetta pungidito. Disinfetta un polpastrello. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia. I controlli possono essere eseguiti a rotazione, il mattino a digiuno,prima dei pasti, dopo due ore dal pasto o prima di andare a letto.

In caso di terapia con insulina i controlli vanno ripetuti più volte algiorno (prima dei pasti e due ore dopo cena). Tutti i vari distretti del corpo possonocomunque essere interessati da alcune complicanze.

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