La glicemia misura quanto glucosio è presente nel sangue. Misurare i livelli di glicemia, quindi, è fondamentale per identificare e diagnosticare i casi di prediabete e diabete, nelle varie forme che può assumere questa patologia (come il diabete mellito o quello gestazionale). Inoltre, nei pazienti che hanno già una diagnosi di diabete, la misurazione della glicemia è un fondamentale strumento di monitoraggio, per comprendere se la terapia a cui sono sottoposti sta funzionando o se ha bisogno di correttivi (ad esempio, nel dosaggio dell’insulina).
Ma quali sono i valori normali della glicemia da utilizzare come riferimento? Quando si parla di iperglicemia e quando di ipoglicemia?
Come e Quando Misurare la Glicemia
Prima di rispondere a queste due cruciali domande, è utile fare una rapida premessa su quando e come misurare correttamente la glicemia. Il test più comune è quello della glicemia a digiuno, che può essere eseguito:
- con prelievo endovenoso, come qualsiasi tipologia di analisi del sangue;
- con glucometro (in auto misurazione), utilizzando il sangue capillare.
Il test della glicemia con l’apposita macchinetta è piuttosto semplice: basta disinfettarsi la punta del dito, pungerlo e far assorbire una goccia di sangue sulla striscia reattiva, che poi viene letta dal glucometro. Trattandosi di glicemia a digiuno, l’esame va eseguito la mattina, prima di consumare qualsiasi cibo. Ai pazienti diabetici, può essere richiesto di eseguire l’esame in auto misurazione anche due ore dopo i pasti e prima di andare a dormire.
Quando i valori della glicemia a digiuno risultano troppo alti o quando sussistono particolari circostanze (come la gravidanza), il medico curante può prescrivere l’esecuzione della cosiddetta curva glicemica, cioè un test della glicemia che viene eseguito dopo la somministrazione di un carico di glucosio. Questo esame, però, può essere effettuato solo presso laboratorio di analisi e non in autonomia.
I Valori Normali di Riferimento della Glicemia: la Tabella
È considerato normale un valore della glicemia a digiuno compreso tra 70 e 99 mg/dl. Sotto questo livello, quindi, si può parlare di ipoglicemia, sopra di iperglicemia. Per una diagnosi di diabete, però, la glicemia deve superare i 126 mg/dl in due diverse misurazioni.
Il diabete mellito gestazionale è il diabete diagnosticato per la prima volta in gravidanza e che comprende sia forme diabetiche la cui insorgenza è avvenuta in gravidanza, sia forme precedenti non diagnosticate. In generale il diabete mellito gestazionale non dà particolari sintomi o segni. Tuttavia il rischio di una donna che ha avuto il diabete gestazionale di sviluppare il diabete mellito tipo 2 dopo 5-10 anni dal parto è di 7 volte superiore rispetto ad una donna con una gravidanza normoglicemica.
In gravidanza, le gestanti, anche se hanno glicemia a digiuno inferiore a 92 mg/dL ma hanno almeno un fattore di rischio, devono fare un test, detto curva da carico orale di glucosio (OGTT). Se la donna non sa già di essere diabetica e la glicemia è compresa tra 92 e 126 mg/dL, si fa diagnosi di diabete gestazionale. Il test deve essere eseguito normalmente tra la 24° e la 28° settimana di gestazione, ma nei casi con almeno un fattore considerato a rischio elevato il test deve essere eseguito prima (tra la 16° e la 18° settimana di gravidanza) e ripetuto poi all’epoca standard (tra la 24° e la 28° settimana) se dà risultati normali.
Il test con la curva da carico orale di glucosio dura 2 ore e consiste in un prelievo iniziale per misurare la glicemia a digiuno, seguito dall’ingestione di un bicchiere d'acqua zuccherata (che contiene 75 g di glucosio) e da 2 successivi prelievi di sangue per misurare la glicemia dopo 60 minuti e dopo 120 minuti.
Tabella dei valori di riferimento durante la gravidanza
| Condizione | Valore Glicemico (mg/dL) |
|---|---|
| A digiuno | Inferiore/uguale a 95 |
| 1 ora dopo il pasto | Inferiore/uguale a 140 |
Affidabilità dei Glucometri
Tutti i glucometri oggi disponibili sul mercato sono sottoposti a sofisticati test di accuratezza, precisione e sicurezza. Con il tempo la misurazione può perdere un po’ in precisione ma la maggior parte dei problemi in genere derivano da errori di chi esegue l’esame. Per questo, soprattutto se ci si sta avvicinando da poco a questi strumenti, è bene leggere con attenzione le istruzioni e possibilmente eseguire le prime prove in presenza del proprio diabetologo, farmacista o altro personale competente.
Per verificare l’affidabilità del proprio glucometro, molti diabetologi consigliano di effettuare la prima misurazione in contemporanea al momento in cui si fa un prelievo di un campione per l’esame della glicemia da inviare in laboratorio. In questo modo si potrà valutare meglio la concordanza dei risultati.
Secondo quanto riportato dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) “…tutti i modelli di glucometri possiedono una sensibilità e riproducibilità dei risultati ritenute soddisfacenti in rapporto allo scopo, che è quello di fornire valori glicemici utilizzabili per una decisione terapeutica immediata e/o una rivalutazione della terapia su base retrospettiva. L’accuratezza tra la glicemia misurata dal glucometro e quella determinata con metodiche di laboratorio convenzionali è mediamente buona…..” e ancora “l’affidabilità del glucometro risulta accettabile quando il suo impiego sia confinato all’automonitoraggio della glicemia, mentre per quanto concerne l’impiego per la diagnosi di diabete, di alterata glicemia a digiuno (IFG) o di IGT (ridotta tolleranza al glucosio) i glucometri non sono al momento raccomandati.
Fattori che influenzano l'affidabilità dei risultati glicemici
L’affidabilità dei valori glicemici ottenuti tramite glucometro non dipende soltanto dall’accuratezza analitica dello strumento, ma anche dalle capacità di chi esegue il test (operatore) e dalla qualità delle strisce reattive. Per l’automonitoraggio della glicemia è dunque indispensabile un addestramento della persona diabetica e/o dei familiari che la aiuteranno all’uso dello strumento. Durante l’addestramento vi verrà sottolineata l’importanza di lavare e asciugare accuratamente le mani prima dell’operazione, le norme d’uso del glucometro, la sua conservazione e pulizia. Infine, vi informeranno sull’importanza della data di scadenza delle strisce reattive e della sensibilità intra-lotto e inter-lotto.
Anche altitudine, temperatura e umidità dell’ambiente possono influenzare il risultato della misurazione; al contrario, l’influenza dei farmaci assunti alle comuni dosi terapeutiche è generalmente del tutto trascurabile.
Come Effettuare il Controllo di Qualità del Glucometro
Secondo quanto riportato dall’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) “…. un programma adeguato di controllo di qualità deve comprendere tutte le tappe dell’autocontrollo glicemico, dalla raccolta del campione alla misura della glicemia fino all’utilizzazione dei dati ottenuti. Meno frequente, secondo i dati a disposizione, è l’insorgenza “spontanea” di guasti del glucometro; questa eventualità può essere infatti svelata e risolta in tempi brevi se il diabetico e/o il familiare che esegue il test si attiene all’uso abituale delle soluzioni di controllo ed effettua il controllo esterno periodico.
Cosa Deve Fare una Donna con Diabete Gestazionale?
Oltre a proseguire i normali controlli ostetrici con il proprio ginecologo, deve essere seguita durante la gravidanza da un gruppo esperto, composto da medico diabetologo, dietista/dietologo e infermiere professionale, per fare un trattamento efficace allo scopo di evitare effetti negativi sul feto e sulla madre. Viene consigliato inizialmente un auto-monitoraggio glicemico mediante rilevazione della glicemia capillare con glucometro e pungi-dito. La donna gravida deve mantenere valori di glicemia sotto quelli di riferimento: prima dei pasti (a digiuno) inferiore/uguale a 95 mg/dL, 1 ora dopo il pasto inferiore/uguale a 140 mg/dL. Talvolta viene richiesto anche il controllo dei chetoni nelle urine.
Viene consigliata inizialmente una terapia dietetica adeguata e attività fisica regolare, se non vi sono controindicazioni ostetriche. Camminare è l'esercizio più semplice da fare in gravidanza, almeno mezz'ora al giorno a passo svelto. Anche il nuoto è uno sport molto adatto alle gestanti. Sono sconsigliati tutti gli sport che comportino corsa, saltelli, rischio di cadute o sforzi eccessivi. Se i valori glicemici nonostante questa terapia educazionale rimangono elevati, dovrà essere iniziata terapia insulinica, con iniezioni sottocutanee da eseguire prima dei pasti ed eventualmente alla sera prima di dormire. Gli altri farmaci utilizzati per il diabete non possono essere impiegati abitualmente in gravidanza.
Il parto potrà avvenire in maniera naturale o mediante taglio cesareo, a seconda delle condizioni della gravida e del neonato: il ginecologo, accuratamente informato sulla presenza di diabete gestazionale, valuterà il metodo più opportuno.
Quando Misurare la Glicemia Durante la Gravidanza
Gli orari migliori per misurare la glicemia dipendono dalle tue esigenze di monitoraggio e dal tipo di diabete. In generale, è consigliato misurare la glicemia al mattino a digiuno, appena svegli, per valutare come il corpo ha gestito il glucosio durante la notte. Un altro momento cruciale è prima e due ore dopo i pasti principali, per capire come il corpo risponde ai carboidrati consumati. Valori a digiuno compresi tra 70 e 99 mg/dL e post-prandiali inferiori a 180 mg/dL sono considerati normali.
Inoltre, è utile controllare la glicemia prima di andare a letto, specialmente se assumi farmaci che influenzano il livello di zucchero nel sangue, per prevenire episodi di ipoglicemia notturna. In caso di sintomi sospetti, come stanchezza eccessiva o sete intensa, misura subito la glicemia per intervenire prontamente.
Per mantenere la glicemia sotto controllo, segui una dieta equilibrata ricca di fibre, pratica regolarmente attività fisica e monitora i livelli di glucosio con costanza.
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