La metformina è un antidiabetico orale utilizzato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2. In quanto antidiabetico orale, naturalmente, per esercitare la sua attività, la metformina deve essere assunta per bocca. La metformina appartiene alla classe delle biguanidi ed espleta la sua azione antiperglicemica attraverso differenti meccanismi d'azione.
La metformina è un farmaco ipoglicemizzante attivo per via orale nel trattamento del diabete mellito non insulino-dipendente, diabete di tipo 2. La metformina è il farmaco di prima scelta nella cura del diabete di tipo 2. La Metformina occasionalmente potrebbe essere prescritta a persone con diabete di tipo 1 e resistenza all’insulina.
In commercio esistono numerosi medicinali a base di metformina: in alcuni di questi essa è presente come unico principio attivo, mentre in altri si trova in associazione ad altri antidiabetici orali (come glitazoni, sulfoniluree, inibitori della dipeptidil-peptidasi 4, inibitori del trasportatore sodio-glucosio di tipo 2). I medicinali a base di sola metformina, sono vendibili al pubblico dietro presentazione di ricetta medica ripetibile (RR), ma essendo classificati come farmaci di fascia A, possono essere dispensati a carico del Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
In questo articolo si è cercato di riassumere le principali caratteristiche dei medicinali contenenti metformina. Tuttavia, tali caratteristiche potrebbero variare in funzione del prodotto preso in considerazione e in funzione dell'eventuale presenza di altri principi attivi in associazione.
Meccanismo d'Azione e Benefici
La metformina, inoltre, agisce anche sul quadro lipidico del paziente, determinando una riduzione dei livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi. La metformina facilita l’assorbimento dell’insulina da parte dei tessuti, riduce la produzione di zuccheri da parte del fegato e riduce l’assorbimento intestinale degli zuccheri assunti con l’alimentazione. La metformina stimola la produzione del glicogeno a livello intracellulare agendo sull’enzima che sintetizza il glicogeno (glicogeno sintetasi).
La Metformina influisce soprattutto sulla glicemia basale, quella misurata la mattina a digiuno o prima dei pasti. Da sola, la Metformina riduce fino a 2 ‘punti’ percentuali in media l’emoglobina glicata. La Metformina riduce leggermente la fame e può quindi aiutare le persone a non aumentare di peso, anzi a perderlo. Secondo alcuni studi la Metformina da sola riduce moderatamente la pressione, può inoltre ridurre significativamente i trigliceridi.
La Metformina potrebbe avere un ruolo nella prevenzione del diabete in soggetti a rischio (sovrappeso o con glicemie alterate) ed è anche il farmaco di riferimento per la sindrome dell’ovaio policistico (Pcos), una condizione causata da resistenza all’insulina che si manifesta anche in assenza di diabete, e per la steatosi epatica non alcolica (NASH). L’uso della metformina è stato associato a stabilizzazione o modesta perdita del peso corporeo. Nel 2022 è stato identificato il meccanismo responsabile di questo effetto.
Dosaggio e Somministrazione
È importante assumere sempre la metformina seguendo esattamente le istruzioni del medico. Il dosaggio iniziale può variare sulla base dell’età del paziente e della sua funzionalità renale.
La dose iniziale di metformina consigliata, che viene commercializzata in compresse, varia dai 500 mg agli 850 mg, assunta per 2 o 3 volte al giorno, assunta durante o dopo i pasti. In monoterapia e in associazione con altri agenti antidiabetici orali: la dose di partenza usuale è pari a 500 mg o 850 mg di metformina 2 o 3 volte al giorno somministrati durante o dopo i pasti. Dopo 10 - 15 giorni la dose deve essere adattata in base agli esiti delle misurazioni della glicemia. Un lento incremento della dose può determinare un miglioramento della tollerabilità gastrointestinale del farmaco. La dose massima raccomandata di metformina negli adulti è di 3 g al giorno, da assumere in 3 dosi separate.
Associazione con insulina: metformina ed insulina possono essere usate in terapia combinata per ottenere un miglior controllo del glucosio ematico. In genere, la dose iniziale è 500 mg o 850 mg di metformina una volta al giorno, assunta durante o dopo i pasti. Dopo 10-15 giorni la dose deve essere adeguata sulla base dei valori della glicemia.
La metformina va assunta durante o dopo il pasto con un bicchiere d’acqua. Questo evita di avere gli effetti indesiderati che disturbano la digestione. Se si assume una dose al giorno, prenderla al mattino (colazione). Se si assumono due dosi separate al giorno, prenderle al mattino (colazione) e alla sera (cena).
Quella con Metformina è una terapia di lungo termine. Non è grave se per una volta ci si accorge di aver saltato una dose. Una doppia dose potrebbe comportare qualche disturbo intestinale.
Effetti Collaterali
Come qualsiasi altro principio attivo, anche la metformina può causare effetti indesiderati, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino nello stesso modo. Di seguito si cercherà comunque di riportare alcuni dei principali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi nel corso del trattamento con metformina.
Spesso nelle prime giornate o settimane l’assunzione di Metformina può provocare disturbi intestinali, meteorismo (presenza e fuoriuscita di gas dall’intestino) con o senza dolori (crampi alla pancia a volte dolorosi, ma non gravi) e diarrea, più di rado nausea e vomito. Questi effetti si manifestano all’inizio della terapia e si riducono gradatamente. Essendo proporzionali al dosaggio possono essere evitati, nella maggior parte dei casi, avviando la terapia con dosi basse, incrementandole gradualmente. Solo quando (ed è un caso raro) si manifesta una diarrea persistente può essere opportuno sospendere la terapia.
Gli effetti collaterali tipici che si possono osservare dopo l’assunzione di metformina in circa un paziente su 10 sono problemi digestivi come nausea, vomito, diarrea, mal di pancia (dolore addominale) e perdita di appetito. In alcuni pazienti si può anche avere una alterazione del gusto. Questi effetti indesiderati compaiono più spesso all’inizio del trattamento. Può risultare utile suddividere le dosi di farmaco nel corso della giornata e assumere la metformina durante o subito dopo il pasto.
L'assunzione di questo farmaco risulta associata alla comparsa di effetti collaterali soprattutto a carico dell'apparato gastro-intestinale, con nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e perdita dell'appetito.
Effetti collaterali meno comuni includono:
- Acidosi lattica: Complicanza molto rara ma grave, caratterizzata da sintomi come affaticamento estremo, respiro corto, ipotermia e dolori muscolari.
- Deficit di vitamina B12: L’uso prolungato di metformina può ridurre l’assorbimento della vitamina B12, con il rischio di anemia e neuropatia periferica.
Controindicazioni e Precauzioni
L'uso di metformina è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno dei suoi eccipienti. Prima di prescriverla il medico deve però valutare, attraverso altri accertamenti, se sono presenti malattie che ne controindichino l’uso: anemia, insufficienza renale, gravi malattie epatiche, insufficienza respiratoria.
Se si assume più metformina di quanto necessario si può manifestare acidosi lattica. L’accumulo di metformina si manifesta con un peggioramento acuto della funzionalità renale e un aumento del rischio di acidosi lattica. L'acidosi lattica è una complicanza metabolica molto rara, ma grave, che insorge con maggior frequenza in seguito ad un peggioramento acuto della funzione renale o di una malattia cardiorespiratoria o sepsi.
I pazienti con GFR compresa tra 59 e 30 mL/min possono avere un aumentato rischio di acidosi lattica e quindi i rischi e benefici dell’eventuale trattamento con metformina devono essere valutati con attenzione. Funzionalità renale: la GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento e, successivamente, a intervalli regolari. Funzionalità cardiaca: i pazienti con insufficienza cardiaca sono più a rischio di ipossia ed insufficienza renale. Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, la metformina può essere utilizzata attuando un regolare monitoraggio della funzionalità cardiaca e renale.
Nel caso di cosomministrazione con farmaci con attività iperglicemica intrinseca (ad es. Prestare particolare attenzione anche in caso di cosomministrazione della metformina assieme ad altri farmaci antidiabetici che possono causare ipoglicemia (sulfoniluree, insulina, meglitinidi). L’ipoglicemia ha dei sintomi specifici, come debolezza, capogiri, aumento della sudorazione, accelerazione dei battiti cardiaci, disturbi alla vista o difficoltà di concentrazione.
L’uso concomitante con alcol non è raccomandato. L’intossicazione etilica acuta è associata a un aumento del rischio di acidosi lattica, soprattutto nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica. Utilizzo di agenti di contrasto iodati: la somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati durante un esame radiologico può causare una nefropatia indotta da mezzo di contrasto. Questo può portare ad accumulo di metformina e può aumentare il rischio di acidosi lattica.
Metformina e Gravidanza
Un numero limitato di dati sull’uso di metformina in donne in gravidanza non ha evidenziato un aumentato rischio di anomalie congenite. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale. La metformina viene escreta nel latte materno umano. Non sono stati notati effetti avversi nei neonati/bambini allattati al seno. Comunque, poiché sono disponibili solo dati limitati, si raccomanda di non allattare al seno durante il trattamento con metformina.
Durante il periodo della gravidanza è consigliato l’utilizzo di insulina invece che metformina per il controllo della glicemia, sia per diabete non controllato gestazionale che permanente. Quando la paziente ha in programma una gravidanza e durante la gravidanza, il diabete va trattato con l’insulina.
Interazioni Farmacologiche
IMPORTANTE: è possibile che, quando due o più farmaci vengono assunti in associazione, uno o più di questi farmaci interferiscano tra di loro causando effetti collaterali anche gravi. Questi sono eventi relativamente rari e non si verificano in tutti i pazienti. Inoltre, l’intensità e la gravità dell’interazione dipendono da diversi fattori: dosaggio utilizzato, durata del trattamento, contemporaneità della somministrazione, dieta e/o corredo genetico del paziente.
Se è necessario assumere la metformina, è importante informare il medico se si sta assumendo, se si ha recentemente assunto o se si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Potrebbe essere necessario effettuare più spesso le analisi della glicemia e un controllo della funzionalità dei reni. E’ necessario adottare delle particolari precauzioni nel caso di cosomministrazione con medicinali che possono influire negativamente sulla funzione renale, aumentando quindi il rischio di acidosi lattica.
Gli inibitori delle monoammino ossidasi (iMAO) una famiglia di farmaci antidepressivi (fra gli altri Nardil, Parnate, Parmodalin) possono aumentare gli effetti ipoglicemizzanti della Metformina. Lo stesso vale per un farmaco (ormai poco comune) usato per l’ulcera: la Cimetidina.
Altre Considerazioni
La metformina non può sostituire i benefici di uno stile di vita sano. È necessario continuare a seguire tutti i consigli sulla dieta avuti dal medico e fare regolarmente esercizio fisico. Il trattamento dietetico e l'attività fisica NON devono essere interrotti nemmeno quando si stanno assumendo farmaci antidiabetici. Assicurarsi di osservare tutte le raccomandazioni del medico e del dietologo inerenti l’attività fisica e l’alimentazione.
La metformina è un farmaco molto sicuro e generalmente ben tollerato. La terapia a base di Metformina risulta perlopiù ben tollerata.
La metformina in monoterapia non determina ipoglicemia, pertanto non ha alcun effetto sulla capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Quando la metformina è assunta in associazione ad altri farmaci antidiabetici, vi è il rischio d'insorgenza di ipoglicemia i cui sintomi possono alterare la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchinari.
È poi allo studio come farmaco antinvecchiamento, sebbene sussistano alcuni dubbi. Ci sono sospetti sul fatto che in realtà il miglioramento della sensibilità all’insulina si osservi solo in caso di pazienti effettivamente prediabetici o diabetici, non in quelli sani che potrebbero addirittura veder peggiorata la propria capacità metabolica.
Tabella Riassuntiva Effetti Collaterali Comuni
| Effetto Collaterale | Frequenza | Note |
|---|---|---|
| Nausea | Comune | Più frequente all'inizio del trattamento |
| Vomito | Comune | Più frequente all'inizio del trattamento |
| Diarrea | Comune | Più frequente all'inizio del trattamento |
| Dolore Addominale | Comune | Più frequente all'inizio del trattamento |
| Perdita di Appetito | Comune | Più frequente all'inizio del trattamento |
Dove Acquistare e Come Ottenere la Metformina
La Metformina si acquista solo con ricetta del medico di base o specialista ed è pagata dal SSN. La metformina viene dispensata solo dopo presentazione di una ricetta ripetibile RR - medicinali soggetti a prescrizione medica, con data e firma del medico prescrivente. La metformina è stata inserita nella classe A, quindi dei farmaci ritenuti indispensabili per le cure mediche (salvavita) e quelli per le malattie croniche, interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a meno che non sia presente una nota AIFA, che vincola la rimborsabilità a specifiche condizioni patologiche o terapeutiche in atto.
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