Il ferro è un componente fondamentale del sangue e un minerale che svolge una funzione chiave in molti processi fisiologici dell’organismo umano. Il ruolo principale del ferro è legato alla produzione di due proteine:
- L’emoglobina, che ha il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo.
- La mioglobina, che favorisce il fissaggio dell’ossigeno all’interno dei tessuti dei muscoli.
Inoltre, il ferro è utilizzato dal corpo anche per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo. Non a caso, è una delle sostanze presenti in maggiore quantità nel sangue. Alla luce del ruolo strategico che ricopre questo minerale, appare chiaro come tenerlo sotto controllo con esami del sangue adeguati è molto importante. La carenza o l’eccesso di ferro, infatti, possono avere conseguenze gravi e sfociare in patologie serie, come l’anemia.
Come si Misura il Ferro nel Sangue?
Quando si effettuano gli esami del sangue mediante prelievo, i valori di riferimento a cui prestare attenzione per valutare la presenza di ferro sono essenzialmente tre:
- Ferritina: è la proteina responsabile dell’immagazzinamento del ferro e si trova nei muscoli, nel fegato e nel midollo osseo.
- Transferrina: è la proteina a cui è affidato il compito di trasportare il ferro nell’organismo (si divide in transferrina insatura, quando non è legata al ferro, e satura, quando invece è legata al minerale).
- Sideremia: è la quantità di ferro legata alla transferrina.
La valutazione combinata di questi dati, da parte di un medico specializzato, permette di comprendere quanto ferro c’è nel sangue e se ci si trova in presenza di una carenza o di un eccesso (situazioni che vanno poi ulteriormente indagate per capire se sussistono patologie, come l’anemia). È opportuno, però, sapere quali sono i parametri di riferimento che consentono di parlare di valori normali di ferritina, transferrina e sideremia negli adulti (diversi per uomo e donna).
I Valori della Ferritina
La ferritina è una proteina globulare, che grazie alla sua forma sferica costituisce la principale forma di accumulo del ferro nell’organismo: può contenerne fino a 4.500 ioni. La ferritina immagazzina il ferro in eccesso nel corpo, evitando che questo crei delle tossicità e mantenendone una riserva per le eventuali esigenze del corpo, ad esempio in caso di emorragia. Si trova principalmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei tessuti scheletrici, ma la sua concentrazione nel sangue è generalmente proporzionale alle quantità totali nell’organismo. Per questo, il dosaggio della ferritina rilevato tramite le analisi del sangue è utile per valutare la quantità di ferro a disposizione di tutto il corpo.
Per un uomo, è considerato normale un valore della ferritina compreso tra 24 e 330 microgrammi per litro. Leggermente più basso, invece, il dato di riferimento per le donne, che deve posizionarsi tra 11 e 300 microgrammi per litro.
I valori di riferimento della ferritina nel sangue sono maggiori negli uomini rispetto che nelle donne in età fertile: circa tra i 20 e i 250 ng/mL per gli uomini e tra i 10 e i 120 ng/mL per le donne. Dopo la menopausa, invece, i valori tendono ad essere uguali nei due sessi.
Quando i Valori sono Alterati
In caso di valori alterati è importante contattare il proprio medico per permettergli di valutarne le cause specifiche in base al caso individuale. Un valore basso di ferritina potrebbe essere indice di carenza di ferro, carenza di vitamina C e deficit nutrizionali. I sintomi associati alla carenza di ferritina possono essere spossatezza, pallore, inappetenza, irritabilità, maggiore suscettibilità al freddo, perdita di capelli e mancanza di concentrazione.
La ferritina alta è invece legata più spesso a stati infiammatori e patologie di diversa natura, e si può manifestare sotto forma di mal di stomaco, dolore articolare, senso di debolezza, astenia e dolore al petto.
È importante però ricordare che solo un medico può trarre le conclusioni dalla lettura dei valori, che non vanno letti singolarmente ma vanno interpretati alla luce del quadro d’insieme e della storia clinica individuale. È necessario anche ricordare che l’interpretazione dei valori di ferritina è differente per il medico di medicina generale, che li valuta esclusivamente in riferimento alla salute del proprio paziente, e per il medico Avis e/o Trasfusionista, che invece considera sia il mantenimento nel tempo delle condizioni ottimali per donare, sia il vantaggio per il ricevente.
I Valori della Transferrina
La transferrina è una proteina plasmatica impiegata nel trasporto del ferro nel sangue. È in grado di captare solamente il ferro trivalente e normalmente è satura di ferro per circa il 50%. Per un uomo, è considerato normale un valore della transferrina compreso tra 215 e 366 milligrammi per decilitro. Molto simile anche il parametro di riferimento per le donne, tra 250 e 380 milligrammi per decilitro.
L'aumento della transferrina può essere dovuta a carenza di ferro e ad anemie sideropeniche; può presentarsi, inoltre, in gravidanza o in seguito all'assunzione di anticoncenzionali. La diminuzione può indicare emocromatosi, epatopatie e condizioni di carenza proteica.
I Valori della Sideremia
Per un uomo, è considerato normale un valore della sideremia compreso tra 65 e 178 microgrammi per decilitro. Il ferro è un elemento essenziale per la formazione del pigmento dei globuli rossi e quindi per il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti del corpo umano. La quantità di ferro presente nel sangue non legato all'emoglobina è detta sideremia.
Una diminuzione può essere dovuta a un ridotto apporto alimentare (specialmente in conseguenza di diete squilibrate o prive dei componenti fondamentali. Gli alimenti che contengono le maggiori quantità di ferro sono: il cioccolato, le cozze, il fegato, la carne rossa, i legumi.
Ferritina Alta: Cause e Sintomi
Ricevere un referto con un valore di ferritina alta può generare preoccupazione, soprattutto se non si hanno sintomi evidenti. Molte persone scoprono di avere ferritina alta durante un semplice check-up di routine, senza avere alcun disturbo evidente. Quando i suoi valori superano la norma, si parla di iperferritinemia, una condizione che può essere legata a processi infiammatori, accumulo di ferro o patologie sottostanti.
Cause Comuni della Ferritina Alta
- Disturbi Epatici: Condizioni come steatosi epatica (fegato grasso), epatite cronica o cirrosi possono far aumentare la ferritina nel sangue.
- Stati Infiammatori: La ferritina alta può essere una risposta del corpo a uno stato infiammatorio o a un’infezione in corso.
- Malattie Metaboliche: Condizioni come la sindrome metabolica possono essere associate a livelli elevati di ferritina.
- Eccesso di Ferro: In alcuni casi, l'aumento della ferritina può essere segnale di un eccesso di ferro accumulato nei tessuti.
Sintomi Associati alla Ferritina Alta
In molti casi, la ferritina alta non causa sintomi evidenti e viene scoperta solo attraverso un esame del sangue di routine. Tuttavia, alcuni sintomi possono includere:
- Stanchezza inspiegabile
- Dolore articolare
- Debolezza
- Dolore addominale
Come Mantenere i Livelli di Ferritina nella Norma
Una corretta alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel mantenere i livelli di ferritina nella norma. Il nostro corpo, infatti, non può produrre il ferro da sé, ma deve ricavarlo dal cibo. Per integrare correttamente il ferro nella nostra dieta gli alleati principali sono gli alimenti di origine animale: fegato e frattaglie, carni (in particolare quella di tacchino), pesce azzurro e molluschi, tuorlo d’uovo.
Questi alimenti sono infatti ricchi di ferro in forma eme, la forma maggiormente assimilabile dal nostro organismo. Il ferro contenuto negli alimenti di origine vegetale si presenta invece in forma non-eme, che viene assimilata dal nostro corpo solo per il 10%. Per questo motivo, chi sceglie di seguire un’alimentazione vegetariana o vegana deve prestare maggiore attenzione alla quantità assunta quotidianamente di questo minerale. Negli alimenti di origine vegetale le maggiori quantità di ferro si trovano in: legumi, frutta secca, cereali integrali, cioccolato fondente, farina di soia, erbe aromatiche.
Un ottimo alleato nell’assorbimento del ferro è la vitamina C, presente in buone quantità in agrumi e verdura. Sarebbe invece preferibile evitare di assumere alimenti ricchi di calcio in associazione con quelli ricchi di ferro non-eme, in quanto ne inibiscono l’assorbimento.
La ferritina svolge un ruolo fondamentale nel mantenere riserve di ferro adeguate a soddisfare le esigenze del corpo della donna in ogni fase della vita. In età fertile i valori di ferritina delle donne sono tendenzialmente più bassi a causa della perdita di sangue che avviene durante il ciclo mestruale. Per questo motivo, il fabbisogno giornaliero delle donne è di 18mg, più del doppio di quello degli uomini. Inoltre, il fabbisogno aumentaulteriormente durante la gravidanza, quando il ferro non solo è necessario per sostenere le aumentate esigenze della madre, ma anche per il corretto sviluppo del feto e della placenta.
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